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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #251
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, legge sul consenso: donne favorevoli e uomini contrari


    Sondaggi politici TP, legge sul consenso: donne favorevoli e uomini contrari
    Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico. Come ogni venerdì vi mostriamo il sentire degli italiani rispetto a importanti temi di attualità. Questa volta, focus sull’educazione sessuale ed affettiva e l’emendamento alla legge sul consenso che richiederà, d’ora in avanti, di esplicitarlo in modo chiaro e netto. Poi, corruzione in Ucraina e spazio al bilancio di questi anni di Governo di centrodestra.
    L’emendamento alla legge sul consenso (esplicito) fa discutere, ma c’è una divisione importante tra uomini e donne e per intenzioni di voto

    Partiamo proprio dalla modifica alla legge sul consenso che vede una relativa unione di intenti di tutto l’arco parlamentare. Abbiamo chiesto se “ora c’è la possibilità che una donna possa denunciare anche se non ha subito violenza”. Le risposte, se si prende l’intero campione, mostrano una divisione, con una leggera maggioranza di chi accoglie comunque favorevolmente la proposta (44,8% vs 40,2%). Per più di una persona su quattro, infatti, questa eventualità che abbiamo chiesto di analizzare è una “fantasia dei maschilisti. Anzi, non basta una legge, si deve rafforzare il supporto alle donne, la prevenzione e soprattutto l’educazione degli uomini”. A seguire, un 19,1% che ritiene che il problema del consenso è reale, spesso non c’è opposizione esplicita della donna, “ma una soggezione psicologica che la rende inerme, impaurita”.
    Tra chi si reputa contrario e vede scenari negativi, c’è quasi un intervistato su quattro (24,5%) che afferma che sussiste questa possibilità perché l’emendamento “è scritto in modo vago e ambiguo, si rischiano più cause nei tribunali e più innocenti in galera, non è così che si difendono le donne”. E poi, un 15,4% che sostiene in maniera ogni uomo sarà giudicato colpevole a prescindere, già ora troppe denunce sono false. Questa legge sarà usata per ricatti ed estorsioni contro gli uomini.
    C’è poi una divisione di genere rilevante: di fatti, è una donna su quattro ad avere delle remore sull’emendamento (con solo il 7% che crede che ogni uomo sarà giudicato colpevole a prescindere, rispetto al 17% degli uomini) e una maggioranza che passa il 60% di donne favorevoli. Per gli uomini, invece, prevalgono le risposte negative (45%) su quelle positive (38%).
    Altrettanto rilevante è la correlazione tra intenzione di voto e posizione rispetto all’emendamento sul consenso, con gli elettori di centrodestra decisamente contrari. Spicca il dato della Lega, con 7 elettori su 10 contrari all’emendamento (70%). Diametralmente opposto, invece, il dato di consenso per PD (71%) e AVS (72%).

    Sondaggi politici elettorali TP 21 novembre 2025, l’emendamento alla legge sul consensoE sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, altra divisione per intenzioni di voto e per fascia d’età

    Proseguiamo nel solco delle politiche di genere e parliamo dell’educazione affettiva e sessuale, che sarà tema facoltativo a partire dalle medie e superiori e solo con il consenso della famiglia dell’alunno. La risposta più indicata (38,1%) crede che questo sia uno sbaglio perché “si creano cittadini meno consapevoli. Sono proprio i figli di famiglie conservatrici ad avere più bisogno di educazione sessuale e affettiva, fin dalle medie”. Questa risposta non è minimamente presa in considerazione dagli elettori di Fratelli d’Italia e Lega (2%), mentre per i forzisti questa percentuale sale fino a 22 punti.
    Dall’altro lato, c’è il 26,5% che sostiene che “è la famiglia che dovrebbe insegnare questi temi. Spesso nelle scuole si insegna una visione di parte, radicale e progressista, meglio vigilare”. Questa è la risposta preferita proprio dagli elettori di centrodestra (che va dal 38% di Forza Italia fino al 54% della Lega).
    Proseguendo con le risposte intermedie, un 21,4% anche si trova d’accordo con la proposta attuale e che “Sì, forse sarebbe meglio insegnare a tutti, alle superiori, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ma l’affettività è un tema troppo delicato”.
    Infine, un 8,7% che sostiene che “la responsabilità di educare i figli in questo ambito è solo della famiglia. Non deve essere la scuola, con o senza consenso dei genitori”.
    Si segnala anche una correlazione tra età e favore all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, con i più giovani (18-34 anni) che approvano in maggioranza (58% di risposte positive) e va calando progressivamente nel… corso della vita: nel range 35-49 anni si approva al 56%. Superati i 50 e fino ai 64, il dato scende al 48%. Superata la soglia dei 64, l’approvazione scende al minimo con il 46%.
    Corruzione in Ucraina e fondi italiani: cosa fare? una maggioranza chiede lo stop

    Passando ai temi internazionali, si segnala che In Ucraina è scoppiato un grave scandalo di corruzione ai vertici del Governo. Abbiamo chiesto ai nostri lettori se pensano che questo dovrebbe indurci a interrompere gli aiuti economici e militari.
    Per oltre una persona su tre (36,8%) “Sì, in realtà non dovrebbero essere mai iniziati, abbiamo solo alimentato un giro di denaro e di corruzione a beneficio dei potenti”, e un 12,8% mostra di aver avuto un cambio di posizione: “Sì, alla luce degli eventi vanno interrotti, del resto non servono a fermare la guerra. Vanno al massimo indirizzati a organizzazioni umanitarie non governative”. Nel complesso, quasi metà campione (49,6%) chiede lo stop degli aiuti economici a militari all’Ucraina.
    Dall’altra parte, il 25,7% sostiene che gli aiuti non vadano fermati perché “in tutti i Paesi dell’Est c’è corruzione, in Russia ancora di più. Aiutare la popolazione di un Paese invaso a difendersi e sopravvivere è la priorità”. E infine, un altro 19,3% crede che “almeno la corruzione in Ucraina viene denunciata e punita, mentre in Russia viene coperta. Anzi, l’Italia dovrebbe aiutare molto di più l’Ucraina”. Nel complesso, quindi, chi si schiera a favore dell’invio è il 46%. Dato alto ma, in questo momento, inferiore rispetto a chi chiede lo stop.
    Il governo di centrodestra alla prova dei fatti: sta rispettando le promesse le elettorali?

    E come anello di congiunzione che ci porterà verso le intenzioni di voto e la fiducia in Giorgia Meloni, abbiamo chiesto se a il centrodestra sta rispettando le sue promesse elettorali. Andando a vedere prima il dato generale, del campione rappresentativo dell’intera popolazione italiana, vediamo che in generale sì, il centrodestra sta mantenendo le sue promesse per oltre il 57%.
    Nello specifico, il 32,8% ritiene che “Sì, sta governando seguendo i propri principi e valori, chi lo ha votato credo non possa essere deluso”. Questo dato vola fino all’84% tra gli elettori di Fratelli d’Italia, e supera abbondamente il 50% tra elettori di Forza Italia e Lega.
    C’è un 24,4% che corrobora che “purtroppo sì, sta effettuando quelle politiche fallimentari o errate che aveva annunciato e i risultati si vedono”. Questa risposta è assolutamente protagonista per gli elettori di PD (60%) e AVS (64%) ma forse, un po’ a sorpresa, meno frequente per i pentastellati (35%), i quali optano in larga maggioranza per la risposta successiva: “No, sta effettuando politiche molto più simili a quelle della sinistra o del governo Draghi, cedendo spesso a influenze esterne (Ue, Usa), ha tradito i suoi elettori”. Se questa risposta è scelta dal 27% del campione, sale fino al 53% per gli elettori del M5S e addirittura a un 92% tra chi vota per Democrazia Sovrana e Popolare.
    Infine, l’11% ritiene che “Per fortuna non sta rispettando le promesse elettorali, sta effettuando politiche meno di destra, meno populiste e più ragionevoli di quelle presenti negli slogan elettorali”. Per quanto sia la risposta meno gettonata, è quella più frequente tra gli elettori di Azione, scelta da oltre uno su due.
    Sondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 21 novembre 2025 e fiducia in Giorgia Meloni. Stabile FdI, ma la premier va giù

    E passiamo ora alle consuete intenzioni di voto. Rimane a livelli record Fratelli d’Italia (30,4%, stabile rispetto a 7 giorni fa) e salgono sia FI che Lega, che si trovano ora in perfetta parità all’8,5%. D’altro canto, cresce bene anche il M5S (+0,3%) e il PD (+0,2%), con le due principali forze progressiste che “rosicchiano” voti da AVS (-0,3%). Azione torna a salire di due decimi e riprende distanza dalla linea di galleggiamento del 3% (soglia di sbarramento). QUI, TROVI IL SONDAGGIO DELLA SCORSA SETTIMANA.
    Sondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 14 novembre 2025: FdI ancora più suInfine, chiudiamo con la fiducia nella premier Meloni, che dopo alcune settimane al di sopra del 40% torna a scendere al di sotto di questa soglia e si ferma al 39,8%, in calo di oltre un punto percentuale (-1,3%). Ne consegue che anche la somma di chi non ha fiducia (nessuna, 51,2%, o poca per l’8,6%) torna a crescere, raggiungendo il 59,8%.
    Sondaggi politici elettorali TP 21 novembre 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.600 interviste realizzate tra il 19 e il 20 novembre 2025.
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, Fdi arriva al 31,6%, ma il centrodestra è fermo


    Bene il Pd, che sale dello 0,3%
    Fratelli d’Italia continua a rafforzarsi, secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg è cresciuta dello 0,2% nell’ultima settimana, raggiungendo il 31,6%, ma questo aumento è avvenuto a spese degli alleati, considerando che perdono tutti un decimale, con Forza Italia che scende sotto l’8%, al 7,9%, la Lega scivola al 7,7% e Noi Moderati all’1,2%.
    Cresce e si riprende, invece, il Pd, che guadagna lo 0,3% e va al 22,3%, mentre il Movimento 5 Stelle gli stessi tre decimali li perde, scendendo al 12,5%. Molto bene Verdi e Sinistra, che salendo dello 0,1% arrivano al 7% per la prima volta, mentre al centro Italia Viva è ferma al 2,5%, +Europa perde un decimale e va all’1,4% e Azione ne guadagna uno portandosi al 3,3%.
    Stabili al 2,6%, invece, le formazioni più piccole.

    Sondaggi elettorali Swg, solo il 43% conosce la riforma della giustizia

    Se ne parla, se ne riparlerà, ma pochi ne sono veramente informati, la riforma della giustizia è conosciuta solo dal 43% degli italiani secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg. Una percentuale simile, il 44%, ne ha sentito parlare ma non sa bene di cosa si tratta, mentre 13% proprio non la conosce.

    Anche per questo è prematuro sbilanciarsi sull’esito del referendum che il prossimo anno si terrà sui suoi contenuti, ma per ora prevalgono i sì e scendono gli indecisi. I favorevoli salgono rispetto a luglio dal 44% al 46%, arrivando al 73% tra gli elettori della maggioranza, ma crescono anche i contrari, dal 21% al 28%, il 52% tra chi vota per l’opposizione, il tutto perché c’è un forte calo dal 35% al 26% di quanti non hanno ancora deciso. Dove si orienteranno per questa primavera?

    Questi sondaggi elettorali Swg sono stati svolti dal 19 al 21 novembre con metodo Cawi su 800 persone, mentre quelli sulle intenzioni di voto dal 19 al 24 novembre su 1.200 soggetti con metodo Cati-Cami-Cawi.
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  3. #253
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, astensionismo: per 1 italiano su 2 è colpa dei politici


    Sondaggi politici TP, astensionismo: per 1 italiano su 2 è colpa dei politici
    entornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico. Come ogni venerdì vi mostriamo il sentire degli italiani rispetto a importanti temi di attualità. Partiamo subito dalle ragioni della crescente astensione, che “dilaga” da Nord a Sud del Paese. Poi vi proponiamo la storia, che ha fatto tanto discutere, della famiglia nel bosco e l’allontanamento provvisorio dei figli. Una storia complessa che apre a una serie di domande molto interessanti. Poi, focus sull’eutanasia e suicidio assistito, tornato nel dibattito per via delle gemelle Kessler. Poi, piano di pace per l’Ucraina. Cosa fare? Cominciamo.
    Sondaggi politici TP, una persona su due crede che dipenda unicamente dai politici

    Ma allora, perché ci si astiene? È questo il “partito” maggioritario. Alle regionali in Campania, Veneto e Puglia non è stato raggiunto nemmeno il 50% di partecipazione. E la colpa, secondo il campione, non è della politica di per sé, ma dei politici. Per il 51,6% “La classe politica ha perso credibilità, è incompetente, non mantiene gli impegni, dopo le elezioni non fa quanto promesso”. Una percentuale decisamente minore, il 15,9%, crede che il problema sia a monte: “Al di là degli slogan i partiti hanno spesso programmi simili, e in ogni caso dopo il voto fanno le stesse cose, spesso decise altrove”. In buona sostanza, una maggioranza forte della popolazione italiana (2 persone su 3) crede che le ragioni dell’astensione siano da ricercare unicamente nei politici e, in parte, nella politica e nel sistema politico.
    Tra le ragioni che, invece, prevedono maggiori probabilità di soluzione, c’è il 16,6% che sostiene che la ragione è che “si vota per pochissime regioni per volta. Si parla poco delle elezioni, che non hanno valenza nazionale e manca il voto di opinione. Ci vuole l’election day”. Infine, una parte minoritaria del campione ritiene che “le amministrazioni locali hanno poco potere, non incidono nella vita delle persone. Dovrebbero avere più competenze e responsabilità”.
    Sondaggi politici elettorali TP 28 novembre 2025, le ragioni dell’astensioneLa famiglia nel bosco non va divisa: italiani contro l’allontanamento dei figli

    Passiamo al primo dei due casi mediatici della settimana: quello dell’allontanamento provvisorio dei figli dalla coppia che vive in un bosco a L’Aquila. Una scelta di vita ed educativa che non garantirebbe, stando alle motivazioni dell’allontanamento provvisorio, l’espletamento di alcuni diritti fondamentali, in primis quello alla salute. Ma gli italiani si schierano, in maniera marcata, a favore della famiglia e dell’unità familiare. Per ben il 40% “Sì, “basterebbe controllare che i figli sostengano gli esami nelle scuole, per il resto devono essere lasciati in pace”. E un altro 23,4% crede che la famiglia meriti totalmente di essere lasciata in pace: “i figli non appartengono allo Stato, già troppi in Italia sono stati sottratti alle famiglie per affidamenti irregolari, come a Bibbiano”.
    Poi, la risposta intermedia per cui “è giusto lasciare genitori e figli insieme, ma vanno indotti a stare in un altro luogo, non in quel luogo fatiscente nel bosco”, che viene data dal 21,6% del campione. Infine, sono in pochi a dare ragione ad un allontanamento e affidamento ad altre famiglie: per l’8,3% “si tratta di incoscienti che non garantiscono ai figli il minimo indispensabile in termini di educazione o igiene. Vanno tolti ai genitori e affidati ad altri”.
    Sondaggi politici elettorali TP 28 novembre 2025, famiglia nel bosco e affidamento dei figliE anche per il suicidio assistito ed eutanasia, quasi una persona su due crede nella libertà (assoluta) di scelta

    Passiamo al caso delle gemelle Kessler, che hanno deciso di praticare l’eutanasia, insieme. Un ciclo completo dalla vita alla morte, per uno dei “duo” più iconici della storia della televisione italiana. C’è un dato che risalta: la risposta che va nettamente per la maggiore – 47%, quasi una persona su due – afferma che “Meritano massimo rispetto e ammirazione, dovrebbe essere un diritto fondamentale per chiunque, al di là delle condizioni fisiche e psichiche“. Segue chi sostiene che “Sappiamo troppo poco di come stessero e di come sono andate le cose per poter esprimere un giudizio. Dobbiamo avere solo rispetto”. Una risposta “moderata” offerta dal 28,5% del campione.
    Dall’altra parte, per il 10,8% si tratta di una vicenda molto triste. Questa parte di campione è “per l’eutanasia solo in caso di malattia terminale e di sofferenze oggettive. Difficile che entrambe fossero in questa situazione”. Infine, un altro 10,1% (la risposta meno frequente) sostiene che è una vicenda terribile e che “Il suicidio è sempre una scelta sbagliata, lo Stato non dovrebbe assecondarlo, spero che quanto successo non spinga altri a fare lo stesso”.
    Sondaggi politici elettorali TP 28 novembre 2025, eutanasia e suicidio assistitoPiano per l’Ucraina: cosa fare?

    Prima di passare alle intenzioni di voto e alla fiducia nella premier, parliamo dei negoziati per la pace in Ucraina e se Zelensky avrebbe dovuto accedere le condizioni (poste in 28 punti). Come (quasi) sempre, gli italiani si dividono su questo tema, con una parte che ritiene che gli ucraini avrebbero dovuto accettare e che Zelensky abbia una forte responsabilità nello scoppio della guerra (30,2%), e un’altra che invece considera più che giusta e legittima la posizione del governo ucraino vista l’ingiustizia della proposta (35,2%).
    L’ago della bilancia, alla fine, pende a favore dell’accettazione della proposta di pace, in quanto c’è un 18,8% del campione che crede che anche se le condizioni fossero troppo favorevoli per Mosca, “era meglio dire di sì ed evitare altre morti”.
    Tra i fermi sostenitori al No a questa pace, il 9% degli italiani, che vorrebbero un rafforzamento dell’asse miliitare con l’Ucraina per rafforzarla e costringere i russi al ritiro o a un cessate il fuoco.
    Sondaggi politici elettorali TP 28 novembre 2025, piano di pace per l’UcrainaSondaggi politici TP, legge sul consenso: donne favorevoli e uomini contrari
    Sondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 28 novembre 2025: le Regionali non cambiano gli equilibri

    Passando alle intenzioni di voto, vediamo come non ci sia stato – almeno per ora – nessun effetto Regionali. I principali vincitori (M5S in Campania, PD in Puglia e Lega in Veneto, pur con candidato di Fratelli d’Italia) non risentono di particolari benefici, anzi. FdI incamera un decimo e arriva al 30,5%, mentre il PD riscende al 21,8%, in discesa di due decimi. Anche i pentastellati scendono leggermente, di 0,1, e vanno al 12,2%. La Lega perde un decimo, che guadagna invece Forza Italia (8,4% a 8,6%). Risalita leggera per AVS (6,4%) mentre Azione cade nuovamente ai limiti della soglia di sbarramento (3%, in calo di due decimi).
    La fiducia nella premier torna, di poco, al di sopra del 40%

    Chiudiamo come sempre con la fiducia nella premier Giorgia Meloni. La fiducia risale, di poco, al di sopra del 40%, e si assesta al 40,1%. Sempre più di una persona su due non ripone la minima fiducia nel capo dell’esecutivo (50,7%).
    Sondaggi politici elettorali TP 28 novembre 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.200 interviste realizzate tra il 26 e il 27 novembre 2025.
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  4. #254
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Euromedia, in netto calo il Movimento 5 Stelle


    Sale di mezzo punto la Lega
    Ci sono decisi cambiamenti nelle intenzioni di voto di questa settimana secondo Euromedia, ora Only Numbers. Secondo i suoi sondaggi elettorali presentati a Porta a Porta il Movimento 5 Stelle è il partito che subisce il calo maggiore, di mezzo punto, e scivola all’11,3%, mentre nel frattempo il Pd sale dello 0,3% portandosi al 22,5%.
    Salgono anche Verdi e Sinistra che guadagnano lo 0,2%, andando al 6,7%, e al centro si assiste a un netto progresso sia per Azione che per Italia Viva che crescono rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5% portandosi al 3,3% e al 3,1%, ma in compenso +Europa crolla dal 2% all’1,5%.
    Nella maggioranza si assiste all’arretramento di Fratelli d’Italia, che scende dello 0,4% al 29,7%, ma questo calo viene compensato dal forte incremento della Lega, che guadagna mezzo punto, mentre Forza Italia sale, ma solo di un decimale, al 9,5% e Noi Moderati rimane fermo allo 0,7%.
    In netta diminuzione, infine, i partiti minori, al 2,7%.
    Sondaggi elettorali Euromedia, un quarto delle donne ha subito violenza

    Le prossime settimane diranno se i dati di questi sondaggi elettorali verranno peggiorati, per il Movimento 5 Stelle, dalle performance deludenti alle elezioni regionali o meno.
    Nel frattempo Only Numbers si è occupata anche di violenza sulle donne, in occasione della giornata nazionale a essa dedicata. Quello che emerge è che il 25,1% delle donne e il 14,6% ha subire atti di violenza, per una o più volte, mentre solo al 61,2% delle donne non è mai successo e non poche, il 13,7%, non risponde.
    Ma di quali violenze si tratta? Per il 28,4% di quante ne hanno subite sono state minacce e insulti, mentre per il 27,8% sono state violenze fisiche, ovvero schiaffi e spinte. Molte hanno subito abusi psicologici, il 16,2% delle donne il controllo di smartphone e PC, il 9,5% quello degli incontri con amici e familiari, l’8,1% dell’abbigliamento e il 3,3% della gestione dei soldi.
    Questi sondaggi di Only Numbers sono stati realizzati tra il 21 e il 24 novembre su 1.000 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Ixè, netto aumento di Avs e FdI


    Giù di più di un punto in due mesi il M5S
    I sondaggi elettorali di Ixè vengono solitamente realizzati ogni due o tre mesi, quindi illustrano i cambiamenti di medio-lungo periodo della politica italiana. In questo caso segnalano la netta crescita del consenso di Fratelli d’Italia, che supera il 30% per la prima volta da febbraio, cresce dell’1,1% e arriva al 30,3%, ma nel frattempo gli alleati arretrano, visto che Forza Italia perde due decimali e scende di due decimali al 9,1%, mentre la Lega ne perde quattro e va al 7,8%. Giù anche Noi Moderati, dall’1,1% allo 0,9%. In sostanza il centrodestra è quasi fermo.
    All’opposizione sono in calo entrambi i principali partiti, il Pd arretra dello 0,2% ed è al 21,8%, mentre al Movimento 5 Stelle va molto peggio, visto che perde l’1,1% e scende al 13%, il dato peggiore da febbraio, anche se comunque migliore di quello delle ultime elezioni europee.
    A guadagnare consensi è l’alleanza Verdi Sinistra, che raggiunge il 7,1% salendo di un punto, mentre al centro c’è un progresso per Italia Viva che raggiunge il dato migliore da un anno e mezzo, salendo al 2,6%, ma in compenso per +Europa c’è un calo dal 2,4% all’1,9% e Azione cresce di un decimale al 3,1%.
    Sondaggi elettorali Ixé, la fiducia nel governo rimane al 37%

    I sondaggi elettorali di Ixé si occupano anche del gradimento dell’esecutivo da parte degli italiani, che rimane stabile al 37% come a settembre. È un livello inferiore a quello mediamente toccato dal governo Meloni negli ultimi anni o dal governo Draghi in precedenza, ma maggiore di quello pre-pandemico del Conte bis.
    Come è facile immaginare il dato migliore si raggiunge presso gli elettori di Fratelli d’Italia, con l’88%, mentre si scende al 67% e al 60% tra forzisti e leghisti. In compenso il gradimento è relativamente altro, al 32% e al 37%, tra chi alle europee aveva votato Azione e Stati Uniti d’Europa, e al 29% tra i tanti che si erano astenuti.
    È invece bassissima la fiducia tra chi vota a sinistra, del 14% tra i pentastellati, del 10% tra gli elettori di Verdi e Sinistra e al 9% tra chi vota Pd.
    I sondaggi elettorali di Ixé sono stati realizzati dal 20 al 27 novembre con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.000 soggetti
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, si riprende il Pd


    Si è fermato l’aumento del gradimento dei leader della maggioranza
    Dopo una fase di crescita il centrodestra sembra essersi fermato, almeno a guardare i numeri degli ultimi sondaggi elettorali di Tecné, che mostrano come Fratelli d’Italia sia fermo allo stesso valore di un mese fa, ovvero un pur ottimo 31%. Stabile anche la Lega, all’8,4%, mentre Forza Italia in 30 giorni ha perso un decimale ed è all’11,1%.
    In compenso all’opposizione il Pd è in crescita, sale di quattro decimali rispetto a ottobre, al 22%, e allunga il passo sugli alleati del Movimento 5 Stelle, invece, in calo dello 0,1%. Su, anche se solo di un decimale, anche Verdi e Sinistra, ora al 6,2%, mentre al centro cresce +Europa, che ne guadagna due e va all’1,6%. Sempre al centro, invece, arretrano Azione e Italia Viva, rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1% e si portano al 3,3% e al 2%.

    Sondaggi elettorali Tecné, fiducia in Meloni al 46,4%

    I sondaggi elettorali di Tecné come sempre si occupano anche del gradimento dell’esecutivo e dei principali leader. Sul primo aspetto non ci sono stati molti cambiamenti nell’ultimo mese: ad avere fiducia nel governo sono sempre il 43,5%, mentre il 49% non ne ha, un decimale in meno rispetto a 30 giorni fa. Salgono di poco gli indecisi, al 7,5%.

    Sul versante della fiducia nei leader politici, Giorgia Meloni è sempre in testa, anche se la crescita sembra essersi fermata, guadagna un decimale in una settimana, ma ne perde uno in un mese, esattamente come Antonio Tajani, al 39,6%. Va peggio a Giuseppe Conte, giù di due decimali in un mese, al 30,5%.
    Dietro è invece in crescita dello 0,3% Elly Schlein, al 29,1%, che stacca ancora di più Matteo Salvini, al 27,1% e in leggero calo. È stabile, poi, Carlo Calenda, al 21,2%, mentre Sale al 16%, guadagnando lo 0,2%, Bonelli dei Verdi, che allunga sull’alleato Fratojanni, al 15,5%. In netta discesa, di quattro decimali al 13,7% è Riccardo Magi, al 13,7%, e sempre ultimo, con il 13,5%, è Matteo Renzi.
    Questi sondaggi elettorali di Tecné sono stati realizzati tra il 26 e il 27 novembre con metodo Cati-Cawi su mille rispondenti.
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, si riprende il Pd proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  7. #257
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: per quasi un italiano su due, attacco a La Stampa è gesto della


    Sondaggi politici TP: per quasi un italiano su due, attacco a La Stampa è gesto antisemita di sinistra
    Bentornati con il consueto sondaggio settimanale di Termometro Politico in cui si affrontano i principali temi di attualità politica. Cominciamo dall’assalto alla redazione de La Stampa, per poi passare al possibile intervento militare degli USA in Venezuela. Poi, due domande unite da un unico denominatore: la guerra. In caso di conflitto, dovrebbero essere arruolati anche gli immigrati? E le donne italiane?
    Sondaggi politici TP, per quasi una persona su due, attacco alla redazione de La Stampa è gesto antisemita che viene da sinistra

    Cominciamo proprio dall’irruzione di un gruppo di attivisti filo-palestinesi nella redazione de La Stampa di Torino. La valutazione che dà il campione è fortemente negativa, con addirittura un 46,2% che ritiene che “Si è trattato di un gesto squadrista, tipico dell’estrema sinistra antisemita. I responsabili vanno puniti, un fatto del genere non si può ripetere”. Questa risposta è di gran lunga la più frequente.
    C’è anche un quarto del campione (24,7%) che condivide la causa, quella di protestare contro la copertura distorta di quanto accade in Palestina, “ma non i mezzi, irrompere in una sede di giornale è sbagliato”. In modo simile, c’è un 15,5% che afferma che “È stato sbagliato, non sono i giornalisti i responsabili di quello che succede a Gaza, ma i politici, è contro di loro che si deve protestare”. Quindi, giusta causa, ma bersaglio… sbagliato.
    Infine, per poco più di una persona su dieci (11,1%) l’irruzione “È stato un atto dimostrativo non violento che condivido. È stato fatto per denunciare la copertura faziosa del genocidio di Gaza da parte dei media”.
    Sondaggi politici elettorali TP 5 dicembre 2025, attacco a La StampaNo all’invasione USA in Venezuela, nonostante le criticità del regime di maduro

    Rimaniamo su tematiche che volgono lo sguardo verso l’estero e parliamo del possibile intervento militare USA in Venezuela per sovvertire il Governo. Questa opzione non piace agli italiani e la risposta più frequente (34,2%) considera che “si tratterebbe di un atto illegale, un crimine gravissimo contro uno Stato sovrano, il mondo dovrebbe opporsi”. A breve distanza con il 28,1% c’è chi è altrettanto contrario all’invasione sostenendo che “un’invasione o una minaccia di invasione anzi rafforzano Maduro”, pur sottolineando – per l’appunto – che “quello venezuelano è un regime che dovrebbe lasciare spazio alla democrazia”. Nel complesso, più di 6 italiani su 10 dicono No ad una operazione militare USA in Venezuela.
    Dall’altro, il 13,9% appoggia l’operazione affermando che “Sì, Maduro, oltre a essere un dittatore illegittimo, alimenta il traffico di droga ed è pericoloso, si deve liberare il Venezuela dal suo regime”. C’è poi chi ritiene sia giusto pressare senza poi agire materialmente: per il 19,5% “Gli Usa fanno bene a minacciare l’intervento, dovrebbe bastare la minaccia a liberare il Venezuela da Maduro, senza nessuna guerra”.
    Sondaggi politici elettorali TP 5 dicembre 2025, il possibile intervento militare USA in VenezuelaUomini, donne, immigrati: tutti al fronte per l’Italia

    Passiamo alle ultime due domande: nel caso una guerra coinvolgesse l’Italia, sarebbe giusto che a combattere fossero anche gli immigrati? E le donne? In entrambi i casi, la risposta è prevalentemente affermativa. Partendo proprio dagli immigrati, per il 35,3% “Sì, sarebbe un dovere di tutti coloro che vivono in Italia godendo dei servizi dello Stato e hanno gli stessi diritti e doveri”. Un 19,6% che approverebbe solo in caso di mobilitazione generale. C’è poi un 12,3% che non si fida di lasciare le sorti del Paese in mano a degli stranieri. Infine, il 20,7% che considera che non sia giusto chiedere a un non-cittadino di morire per l’Italia, ovvero a coloro a cui non si abbiano dato pieni diritti.
    Sondaggi politici elettorali TP 5 dicembre 2025, immigrati in guerra per l’Italia circa la possibilità delle donne chiamate alle armi, il 41,4% crede altrettanto di “Sì, vige l’uguaglianza, deve valere sempre, non solo nei diritti, ma anche nei doveri, soprattutto in un ambito così importante”. A questo, si aggiunge una percentuale altrettanto alta (29,6%) di chi Un 19,6% che approverebbe “in caso di mobilitazione generale”. Nel complesso sono oltre 7 su 10 che approvano questa eventualità.
    Tra coloro che rispondono negativamente, un 12,5% che lo ritiene ingiusto perché “l’uguaglianza è sacrosanta, ma le differenze fisiche tra i sessi esistono, soprattutto se si parla di uso della forza”. Infine, una parte minoritaria, il 5,3%, che considera che “le quote rosa sono ingiuste in ogni campo, a maggior ragione nella difesa, in guerra devono andare gli uomini”.
    Sondaggi politici elettorali TP 5 dicembre 2025, donne in guerra per l’ItaliaTirando le somme, il 55% degli italiani approverebbe l’arruolamento e impiego di immigrati in guerra. Approvazione che sale fino al 71% per quanto concerne l’impiego di donne italiane in guerra.
    Qui, la nostra ultima rilevazione – Sondaggi politici TP, astensionismo: per 1 italiano su 2 è colpa dei politici
    Sondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 5 dicembre 2025: Fratelli d’Italia in caduta (-0,4%). Si riprende campo largo

    E passiamo alle intenzioni di voto. A distanza di un paio di settimane dal voto delle Regionali in Puglia, Veneto e Campania, ci sono alcuni primi segnali di cambiamento. Fratelli d’Italia perde quattro decimi e torna al 30,1%. Calo abbastanza marcato anche per Forza Italia che passa dall’8,6 all’8,3% e viene ri-scavalcata dalla Lega (8,5%). Salgono, invece, le tre anime del campo largo: PD (+0,2), M5S (+0,2) e AVS (+0,1). Nelle retrovie, Azione si conferma unico partito di centro a superare la soglia di sbarramento (3,0%).
    Chiudendo con la fiducia nella premier, il gradimento si ferma al di sotto del 40% e si assesta al 38,6%, uno dei dati più bassi degli ultimi mesi.
    Sondaggi politici elettorali TP 5 dicembre 2025, fiducia in Giorgia MeloniSEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOKTWITTER INSTAGRAM
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  8. #258
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, in recupero Lega e M5S


    Elettori del Campo Largo scettici sull’alleanza con Azione e Italia Viva
    Probabilmente conta la forte crescita degli ultimi mesi che fisiologicamente si esaurisce, è anche per questo che gli ultimi sondaggi elettorali di Swg vedono Fratelli d’Italia in discesa di tre decimali, al 31,3%, mentre risalgono partiti che avevano avuto un appannamento, come la Lega e il Movimento 5 Stelle, che guadagnano lo 0,2%, andando rispettivamente al 7,9% e al 12,7%, comunque poco per due formazioni che sette anni fa, insieme, raggiungevano la metà delle intenzioni di voto.
    È invece stabile, anch’essa al 7,9% Forza Italia, così come Noi Moderati, all’1,2$.
    All’opposizione è in leggero calo, di un decimale il Pd, che va al 22,2%, e lo stesso piccolo arretramento soffrono Verdi e Sinistra, ora al 6,9%. Al centro salgono dello 0,1% sia Italia Viva che +Europa, rispettivamente al 2,4% e all’1,5%, mentre Azione è stabile al 3,3%.
    Le formazioni minori, invece, sono in discesa di un decimale al 2,7%

    Sondaggi elettorali Swg, per gli italiani il Governo è stabile per le lacune dell’opposizione

    La maggioranza di centrodestra appare molto stabile e con tassi di gradimento di esecutivo e partiti che sono cambiati poco in più di tre anni. Secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg per il 41% degli italiani il motivo è l‘assenza di un’alternativa di opposizione valida, mentre per il 24% c’entra la coesione tra i partiti di centrodestra. Pochi, il 16% e il 15%, citano la capacità di comunicazione del centrodestra e la presenza di leader forti e riconoscibili. Ancora meno guardano alla bontà delle proposte e degli atti del Governo.

    Solo per il 38% degli elettori il Campo Largo, del resto, è competitivo con il centrodestra, e solo per il 35% è un’alternativa credibile al Governo attuale, mentre il 54%, quindi anche elettori di opposizione, pensa che non lo sia.

    Ma chi dovrebbe fare parte del Campo Largo? Da parte degli elettori dell’opposizione c’è un sì netto al Pd, con il 74%, a Verdi e Sinistra, con il 64%, e al Movimento 5 Stelle, con il 62%.
    Più dubbi sussistono su +Europa, che il 41% vuole nell’alleanza, mentre il 36% è scettico e il Psi, con il 39% di favorevoli e il 37% che afferma “può darsi”.
    I contrari crescono fino a essere maggioranza relativa per quanto riguarda Casa Riformista di Renzi, il 39% dice di no, solo il 26% di sì e il 35% forse. Ancora peggio per Azione, a cui solamente il 22% è favorevole, mentre il 43% esprime contrarietà-

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 26 novembre e il 1 dicembre con metodo Cawi su un campione di 1200 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto con metodo Cati-Cami-Cawi
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  9. #259
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Ipsos, il voto degli astenuti favorirebbe M5S, Azione e forze min


    Italiani delusi da Meloni su tasse, pensioni, sicurezza
    L’affluenza alle urne è ormai ai minimi storici, di conseguenza cresce, assieme al numero, l’importanza degli astenuti, il peso del loro voto potrebbe cambiare di molto il risultato delle elezioni se tornassero alle urne
    Per questo nei suoi ultimi sondaggi elettorali Ipsos ha chiesto agli astenuti cosa voterebbero se fosse obbligatorio partecipare alle elezioni, come per esempio è ora in Cile. I risultati sono molto interessanti.
    Come è facilmente comprensibile sarebbe danneggiato il centrodestra, che arriva solo al 37,8% dei consensi, contro il 46,4% cui giunge tra coloro che si esprimono. Vuol dire che se votassero tutti scenderebbe al 42,8.
    Questo soprattutto a causa del fatto che solo il 20,3% di chi oggi non vota sceglierebbe Fratelli d’Italia, contro il 28% dell’ultimo sondaggio Ipsos, mentre bene va a Forza Italia, al 9,8% tra gli astensionisti, ma la Lega tra loro prende solo il 6,9% e Noi Moderati lo 0,8%
    Al contrario fa molto meglio rispetto ai sondaggi il Movimento 5 Stelle, che intercetta il voto del 19,8% di chi non vota, molto davanti al Pd, con il 13,7%. Considerando che nelle rilevazioni classiche questi due partiti hanno rispettivamente il 13,5% e il 21,6% se votassero tutti la distanza tra le due formazioni si abbasserebbe molto: il Pd scenderebbe al 18,3% e il M5S salirebbe al 16,1%.
    Molto buoni sono poi i risultati di Verdi e Sinistra, con il 7,8% tra gli astensionisti e di Azione, che con il 6% prende il doppio di quanto ottiene nelle intenzioni di voto. Italia Viva e +Europa, invece, prenderebbero solo il 2,7% e il 2,1%, mentre i partiti minori, spesso più radicali, supererebbero il 10%.
    Sembra chiaro che tra gli astensionisti si trovano più potenziali elettori di aree del dissenso che non sono meno disposti a votare per i partiti principali o percepiti come mainstream come Pd e Fratelli d’Italia, preferendo altro.


    Sondaggi elettorali Ipsos, per il 78% con Meloni la sicurezza non è migliorata

    I sondaggi elettorali di Ipsos si occupano anche dell’opinione degli italiani, astenuti o elettori che siano, sul governo e suoi atti. Per il 66% non ha mantenuto le promesse su tasse e pensioni, solo per il 19% lo ha fatto. Mentre ancora meno, l’11%, ritiene che sia con l’esecutivo Meloni sia migliorata la sicurezza, per il 78% non c’è stato alcun miglioramento.
    Nonostante questo gli italiani sembrano propensi ad approvare la riforma della giustizia voluta dalla maggioranza: il 57,9% voterà a favore e solo il 42,1% contro. Ma anche in questo caso gli astensionisti potrebbero avere un peso, infatti ben il 43% non sembra intenzionato a votare, se qualcuno di essi si recasse alle urne potrebbe cambiare gli equilibri.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati da Ipsos il 1 dicembre su 500 soggetti con metodo CATI.
    L'articolo Sondaggi elettorali Ipsos, il voto degli astenuti favorirebbe M5S, Azione e forze minori proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  10. #260
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, M5S torna al 13%


    Sì degli italiani alla leva volontaria, no a quella obbligatoria
    Dopo una fase di appannamento, dovuto anche alle scarse performance alle regionali, il Movimento 5 Stelle torna a cresce e raggiunge la soglia del 13% grazie al guadagno di tre decimali in una settimana. È un dato migliore di quello delle europee, ma molto peggiore di quelli storici degli ultimi anni.
    In compenso all’opposizione è in calo il Pd, che perde lo 0,2% e arretra al 22%, come Verdi e Sinistra, in discesa al 6,7%. Piuttosto male anche i partiti centristi, con Azione e +Europa che lasciano sul terreno un decimale e sono rispettivamente al 3,2% e all’1,4%, mentre Italia Viva è ferma al 2,4%.
    Nella maggioranza a fronte di un dato stabile per Forza Italia e Noi Moderati, al 7,9% e all’1,2%, c’è un calo di un decimale di Fratelli d’Italia, che comunque si piazza al 31,2%, una percentuale ottima per il partito di Giorgia Meloni. Ma a compensare c’è il recupero della Lega che sale dello 0,2% all’8,1%.
    Su, sempre di due decimali, anche i partiti minori.

    Sondaggi elettorali Swg, chi vota centrodestra è per la leva obbligatoria

    Si parla di aumento delle spese militari in Europa e in Italia e in alcuni Paesi viene reintrodotta la leva, o comunque la registrazione dei giovani nelle liste militari. In Italia il dibattito è aperto, in generale c’è una posizione favorevole alla leva volontaria, ovvero alla creazione di una riserva da richiamare solo in caso di conflitto e grandi emergenze.
    È d’accordo il 51%, che diventa il 73% tra chi vota centrodestra e il 63% tra gli elettori di centro, ma scende al 38% e 39% tra quelli di centrosinistra e i non collocati.
    Le cose cambiano se si parla di leva obbligatoria: in questo caso i favorevoli scendono al 39%, anche se rimangono maggioranza, con il 63%, tra chi sostiene la maggioranza, ma crollano al 40% tra i centristi e al 26% tra coloro che votano centrosinistra.
    Dato interessante, tra gli uomini che hanno fatto la leva da giovani, e che quindi mediamente hanno più di 45 anni, una lieve maggioranza è per la sua reintroduzione, 49% a 47%.
    Questi sondaggi sono stati realizzati dal 3 al 5 dicembre con metodo Cawi su 800 soggetti, quelli sulle intenzioni di voto dal 3 all’8 dicembre con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone
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