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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #271
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    Lightbulb Sondaggi politici Euromedia, il 51% teme la Terza Guerra Mondiale


    Inflazione e prezzi ancora al centro delle preoccupazioni
    Uno dei dati più emblematici che emergono dagli ultimi sondaggi politici di EMG è la forte percezione del rischio di un conflitto globale: secondo la rilevazione, il 51% degli intervistati teme una terza guerra mondiale, un dato in aumento rispetto al 48% del gennaio dello scorso anno. Questo timore riflette un crescente senso di incertezza legato al clima geopolitico mondiale, dove conflitti come quelli in Medio Oriente e in Ucraina restano al centro dell’attenzione pubblica e mediatica.
    A non temere la guerra mondiale è una minoranza, il 33,2%, in leggero aumento rispetto al 32,7% di undici mesi prima, mentre scendono dal 19,3% al 15,8% gli incerti.

    Sondaggi politici Euromedia, tra le preoccupazioni però le guerre sono solo settime

    Parallelamente, se si chiede quali siano le maggiori preoccupazioni degli italiani, in realtà e prevalere sono sono quelle economiche.
    Per i sondaggi politici di Euromedia al primo posto c’è l’inflazione e il caro prezzi, con il 39,7% (c’è un refuso sui colori nell’infografica), in aumento dello 0,8% rispetto a gennaio 2025. A breve distanza segue la lunghezza delle liste di attesa per gli esami sanitari, con il 37,4%, in leggero calo dello 0,3% rispetto a un anno fa.
    Scendono i preoccupati dalle tasse, dal 26,9% al 25,5%, e vengono superati da coloro che temono le crisi aziendali, la qualità del lavoro e degli stipendi, con il 26%. Sono l’1% in meno, poi, il 19,9%, quanti hanno tra le proprie priorità la microcriminalità, mentre salgono dell’1,2% quanti sono preoccupati dalla gestione dell’immigrazione, dal 20,9% al 22,1%.
    Solo molto dopo, con l’11,4%, in calo dell’1,3% vengono quanti temono le guerre del momento. Si tratta di un dato in apparente contraddizione rispetto alla preoccupazione dello scoppio della Terza Guerra Mondiale.
    Per ultimo, con il 10,4%, viene il timore per il futuro dei giovani, in aumento comunque dello 0,8% in undici mesi.

    L'articolo Sondaggi politici Euromedia, il 51% teme la Terza Guerra Mondiale proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #272
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Eumetra, italiani contrari all’intervento Usa in Venezuela


    Centrodestra in leggero calo
    Nei primi sondaggi elettorali dell’anno, pubblicati da Bidimedia, Eumetra si occupa sia delle intenzioni di voto, come sempre, che dell’attualità, in particolare del Trump e del Venezuela. Cominciamo dalle prime.
    In testa resta naturalmente Fratelli d’Italia, che però scende, perdendo lo 0,4% rispetto a un mese prima: il partito guidato da Giorgia Meloni si attesta comunque a un ottimo 30,5% delle intenzioni di voto
    Alle spalle di FdI, nell’area del centrodestra, Lega e Forza Italia guadagnano invece terreno, salendo di un decimale rispettivamente all’8,2% e all’8,4%: un piccolo “rimbalzo” per i due partiti che negli ultimi mesi avevano faticato a consolidare consensi significativi. Giù, invece, Noi Moderati, che perdono uno 0,1% e sono all’1,1%. Nel complesso il centrodestra arretra dello 0,3%.
    Sul fronte opposto, il Partito Democratico di Elly Schlein vive un periodo di stagnazione e leggera contrazione, fermandosi al 21,8%, lo 0,2% in meno rispetto a gennaio, mentre il Movimento 5 Stelle cresce raggiungendo il 13% dopo avere guadagno lo 0,3%.
    Più indietro si collocano le formazioni minori: Verdi e Sinistra di Bonelli e Fratoianni si posizionano al 6,7%, in discesa di un decimale, mentre Azione scende dal 3,4% al 3,2%. Il nuovo progetto di Casa Riformista di Matteo Renzi si mantiene sotto il 3%, al 2,5%, anch’esso in calo, di uno 0,1%, mentre +Europa guadagna due decimali e va all’1,6%.
    In netto aumento i partiti più piccoli, che guadagnano lo 0,4% e tutti insieme arrivano al 3,1%.
    Sondaggi elettorali Eumetra, solo il 28,6% approva l’azione di forza in Venezuela

    Sale la fiducia in Giorgia Meloni, questo è probabilmente uno dei dati più positivi di questa rilevazione per la compagine di maggioranza, passa in un mese dal 40,8% al 43,1%, avvicinandosi del resto alla somma delle intenzioni di voto dei singoli partiti e alla media degli altri istituti.
    Al contrario, c’è un vero e proprio crollo per la popolarità del presidente americano Trump, che rispetto ad ottobre vede una brusca discesa di bene il 13,5%. Oggi solo il 28,7% degli italiani ha fiducia in lui.
    Certamente hanno un peso le sue azioni in politica estera, come l’intervento militare in Venezuela, che ha portato alla rimozione di Maduro e che per questi sondaggi elettorali è vista molto negativamente dagli italiani, è stata approvata solo dal 28,6%, mentre la maggioranza assoluta, il 51,3% si è detta contraria, mentre il 20,1% è incerto.
    L'articolo Sondaggi elettorali Eumetra, italiani contrari all’intervento Usa in Venezuela proviene da Termometro Politico.


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  3. #273
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, in calo Fratelli d’Italia, salgono i piccoli


    Su dal 28% al 45% quelli che pensano che gli Usa siano un pericolo per il mondo
    I primi sondaggi elettorali di Swg dopo la pausa natalizia mostrano un centrodestra ancora forte, ma al suo interno Fratelli d’Italia appare in calo dello 0,4% rispetto a dicembre, cosa che la porta a un pur ottimo 30,9%. Nella stessa coalizione Lega e Forza Italia sono appaiate all’8,3%, dopo un recupero rispettivamente di uno e due decimali, che però non compensa interamente la discesa di Fratelli d’Italia. Stabile all’1%, infine, Noi Moderati.
    All’opposizione il Pd aumenta dello 0,2% e sale al 22,3%, migliorando la propria posizione rispetto al Movimento 5 Stelle, che rimane fermo al 12,7%. Male, invece, Verdi e Sinistra, che scendono dello 0,3% al 6,5%, ma anche i partiti di centro non salgono: se Italia Viva rimane stabile al 2,2%, Azione scende sotto la soglia del 3% al 2,9%, perdendo due decimali, mentre +Europa diminuisce dello 0,1% all’1,3%.
    Molto significativo, poi, l’aumento di mezzo punto al 3,6% dei partiti più piccoli, quelli con meno dell’1%,

    Sondaggi elettorali Swg, solo per il 4% la Groenlandia dovrebbe appartenere agli Usa

    È tornata d’attualità la rivendicazione americana verso la Groenlandia, che Donald Trump chiede diventi un territorio Usa con ancora più forza che in precedenza. Secondo i sondaggi elettorali di Swg, però, solo il 4% degli italiani pensa che sia conveniente lasciare che il territorio danese diventi americano. Sono di più, il 30%, quelli che pensano sia giusto concedere una maggiore presenza degli Usa dal punto di vista economico e militare sull’isola, che però rimarrebbe della Danimarca.
    La maggioranza, però, si oppone a qualsiasi richiesta di Trump, per il 32% si deve dire di no a ogni cambiamento di status della Groenlandia e per il 20% questa opposizione si deve spingere anche a un’eventuale resistenza militare.

    Il sentiment negativo verso gli Stati Uniti è confermato anche dalla domanda sui Paesi che più minacciano la pace nel mondo. Se a fine 2022 e a fine 2023 solo il 33% e il 28% citava gli Usa, ora questa percentuale sale al 45%. Naturalmente la Russia rimane ai vertici, con il 47%, lo stesso dato di più di due anni fa, ma ora gli Usa sono a breve distanza.
    Lontana è la Cina, solo il 20%, meno del 30% e del 23% delle rilevazioni precedenti, pensa sia una minaccia per il mondo

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 7 e il 9 gennaio con metodo Cawi su 800 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra il 7 e il 12 gennaio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone.
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  4. #274
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: italiani contrari all’intervento USA in Venezuela


    Sondaggi politici TP: italiani contrari all’intervento USA in Venezuela
    Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico, basato sulle principali notizie di attualità politica nazionale e internazionale. Riprendiamo proprio da qui, dallo scenario globale. In particolare, focus sulle operazioni USA in Venezuela e le mire sulla Groenlandia.
    Sondaggi politici TP: italiani contrari a intervento USA in Venezuela (e anche tra favorevoli c’è chi chiede elezioni a stretto giro)

    Partiamo proprio dal Venezuela e dal rapimento di Maduro. Un’azione che ha fatto discutere il mondo intero, tra favorevoli e contrari. Qui, non si fa eccezione: gli italiani sono divisi tra favorevoli e contrari alla rimozione coatta di Maduro, anche se la maggioranza non approva l’operazione portata avanti dall’amministrazione Trump. Partendo dai favorevoli, il 23,4% sostiene fermamente l’operazione: “Assolutamente sì, ha rimosso un dittatore quasi senza spargimento di sangue e permesso la liberazione di molti prigionieri politici, anche italiani”. Segue, tra i sostenitori, un 20,6% che ritiene che “Sì, i suoi effetti finali saranno positivi, anche se l’intervento non ha seguito le regole. È necessario, però, che si svolgano presto elezioni democratiche”.
    La risposta più gettonata data dal 30,7% del è che l’intervento USA non è stato giusto: “Maduro è un dittatore illegittimo, ma un atto del genere è un precedente pericoloso che giustificherebbe colpi di mano analoghi da parte di altri Paesi”. Il pensiero va immediatamente a Taiwan e Kiev.
    Infine per il 24,5%, “si è trattato di un atto di imperialismo inaccettabile e ingiustificabile. Rapendo un presidente in carica, gli USA hanno violato ogni legge”.
    Sondaggi politici elettorali TP 16 gennaio 2026, intervento USA in VenezuelaE sulla Groenlandia, solo una persona su dieci crede in intervento militare

    Dall’America all’Europa, la Groenlandia fa discutere e alzare la tensione tra i partner storici dell’alleanza atlantica. Alcuni Paesi europei hanno mosso piccoli contingenti sull’isola come atto dimostrativo dell’unità europea. Abbiamo chiesto ai nostri lettori se, secondo loro, gli Stati Uniti interverranno in Groenlandia. Alla fine, solo una persona su dieci (9,7%) crede che gli Stati Uniti interverranno militarmente e, alla fine, dovranno accettarlo. Un altro 19,3% crede che l’isola diverrà degli USA ma attraverso minacce e denaro, quindi non interventi diretti.
    La risposta di gran lunga più gettonata, però, è quella che sostiene che gli USA non otterranno la Groenlandia, ma sì grandi concessioni minerarie e basi militari (46,1%). Infine, per il 19,7% “Non succederà nulla e a Trump non verrà concesso di agire contro i propri partner europei”.
    Sondaggi politici elettorali TP 16 gennaio 2026, intervento USA in GroenlandiaL’Occidente e l’Iran: ok a intervento, ma solo se non c’è rischio escalation

    Rimanendo sullo scacchiere geopolitico mondiale, concludiamo l’excursus con le rivolte in Iran contro il governo degli Ayatollah. Abbiamo chiesto se sia giusto intervenire militarmente per far cadere il regime iraniano. La posizione prevalente è di relativa cautela: quasi il 40% del campione (risposta più frequente) crede che l’Occidente deve aiutare l’opposizione iraniana con l’intelligence, fondi ed assistenza, ma senza intervento diretto e rischiare lo scoppio di una guerra.
    Un altro 20% sostiene l’intervento militare solo in caso di operazione rapida e chirurgica come quella in Venezuela. La via militare “senza se e senza ma” è scelta da un altro 21,6%, ritenendo che “il regime sta provocando migliaia di morti, si tratta anche di fermare una carneficina, oltre che di cacciare una dittatura”.
    Infine, un 15,1% si dimostra totalmente contrario, ritenendo quello iraniano un governo legittimo e che “sono state le ingerenze di USA e Israele e le sanzioni a provocare sofferenze alla popolazione”.
    In sostanza, il 60% si dichiara favorevole a un intervento in Iran che, però, non porti ad una escalation e ad una possibile guerra con il regime degli ayatollah.
    Sondaggi politici elettorali TP 16 gennaio 2026, situazione Iran e ruolo dell’OccidenteL’accordo tra UE e Mercosur convince gli italiani

    Prima delle intenzioni di voto e della fiducia in Giorgia Meloni, parliamo degli accordi commerciali tra UE e Mercosur. L’asse tra Europa e America Latina si rinforza e abbiamo chiesto ai nostri lettori se siano d’accordi o meno con questa strategia.
    Cominciamo col dire che sono in tantissimi a non esprimersi e non avere una opinione in merito: addirittura il 16,1%. Tra coloro che esprimono una opinione c’è, invece, un buon consenso a favore dell’accordo, seppur con delle riserve sulle modalità. Per il 27,5% si tratta di una opportunità ma “ci sarebbero dovuti essere più limiti all’import agricolo”. Il 21,9% crede che invece ” si sia aspettato fin troppo: in un momento di guerre commerciali, favorire la circolazione delle merci non può che far bene anche all’export italiano”.
    Tra i contrari, il 13,2% avrebbe preferito accordi con altre economie occidentali e con standard di produzione simili ai nostri. Infine, il 21,3% è fermamente contrario in quanto “globalizzazione e concorrenza di Paesi emergenti ha già rovinato l’economia italiana ed europea”-
    Sondaggi politici elettorali TP 16 gennaio 2026, accordo commerciale tra UE e MercosurSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 16 gennaio 2026 e fiducia in Giorgia Meloni. M5S in ripresa

    E chiudiamo con le intenzioni di voto e la fiducia nella premier. Rispetto all’ultimo nostro sondaggio esclusivo, si nota il buon recupero del M5S, che risale di tre decimi (12,3%). Scende, invece, il PD, al 21,9%, in flessione dello 0,2%. Stabile FdI al 30,4%, fermamente prima forza politica del Paese. Sempre appaiate Lega (8,5%) e Forza Italia (8,4%). Bene AVS, che risale al 6,6%, dato più alto da qualche mese a questa parte. Azione unico partito tra quelli minori a superare la soglia di sbarramento (3%).
    sondaggi elettorali tp 16 gennaio 2026Infine, la fiducia in Giorgia Meloni rimane al di sotto del 40%, con il dato aggregato (molta+abbastanza fiducia) che si ferma al 39,5%).
    Nota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.800 interviste raccolte tra il 13 e 15 gennaio 2026.
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  5. #275
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, centrodestra in calo


    I partiti di centro sono in aumento
    Rispetto al periodo precedente al Natale il centrodestra vede un piccolo calo dei consensi. Questo è l’esito degli ultimi sondaggi elettorali di Tecné, secondo cui sia Fratelli d’Italia che Forza Italia perdono un decimale ciascuno nell’ultimo mese, andando rispettivamente al 31% e al 10,6%, mentre la Lega perde due decimali, scendendo all’8,2%.
    All’opposizione Pd e Movimento 5 Stelle si muovono in direzioni opposte: il primo scende anch’esso dello 0,1%, andando al 21,7%, mentre il secondo sale di un decimale tornano al 12%.
    Vanno meglio, in media gli altri partiti di opposizione. Nessuno di essi scende, Verdi e Sinistra sono stabili al 6,3%, esattamente come +Europa, all’1,6%, mentre al centro sia Azione che Italia Viva guadagnano due decimali portandosi rispettivamente al 3,4% e al 2,3%.
    Le liste minori insieme arrivano al 2,9%, come a dicembre.

    Sondaggi elettorali Tecné, cresce ancora il gradimento in Meloni

    A dispetto del leggero calo nelle intenzioni di voto, il centrodestra ottiene risultati positivi nell’ambito del gradimento verso la Presidente del Consiglio. Se la fiducia nell’esecutivo è al 43,4%, un decimale in meno rispetto a dicembre e quanti non l’approvano sono il 48,9%, un decimale in più, la fiducia in Meloni sale dello 0,3% in un mese arrivando al 46,9%, un dato record.
    Questo aumento si accompagna a quello del gradimento verso il leader di Forza Italia Tajani, che è al 39,7%, lo 0,3% in più rispetto a un mese fa.
    In leggera discesa, invece, la fiducia in Giuseppe Conte, al 30,8%, un decimale in meno rispetto a dicembre. Si avvicina così Elly Schlein, con il 28,9%, +0,1% in un mese, che mantiene anche a distanza Matteo Salvini, al 27,2%, e anch’egli in crescita di uno 0,1%.
    Tra gli altri prevale il segno più per Calenda, che guadagna lo 0,2% andando al 21,6%, così come per Fratojanni, che sale dello 0,3% al 15,9% raggiungendo l’alleato Bonelli, che invece perde due decimali. Più indietro Riccardo Magi, al 13,5%, -0,1% rispetto a dicembre, allo stesso livello di Matteo Renzi, in aumento di un decimale.
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  6. #276
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Ipsos, centrodestra al 51,5% tra i cattolici


    Il Pd prende di più tra i credenti che tra i non credenti
    Per chi votano i cattolici? Molto spesso gli analisti della politica se lo chiedono per comprendere come si muove l’elettorato italiano, visto che, soprattutto in passato, i credenti sono sempre stati una fetta importante dei votanti. Come per altre rilevazioni del passato, anche per gli ultimi sondaggi elettorali di Ipsos, ripresi da Bidimedia, i cattolici praticanti italiani pendono decisamente verso il centrodestra.
    Se votassero solo essi la coalizione di governo arriverebbe al 51,5%. Raggiungerebbe questo risultato soprattutto grazie a Fratelli d’Italia, che arriva tra i cattolici al 32,5%, il 13,1% in più di quanto prende tra i non credenti, il 19,4%. Molto più radicati tra i credenti anche Forza Italia e Noi Moderati, insieme terzo partito tra di essi, con il 12,6%, mentre scendono solo al 5,2% tra chi non crede.
    Al contrario, per la Lega il parametro religioso conta poco, e, anzi, il partito ottiene più voti tra chi non crede, il 7%, che tra chi va a Messa in modo assiduo, 6,4%. Come si sa il partito di Salvini è più forte tra i cattolici non praticamenti.
    Sondaggi elettorali Ipsos, Pd primo partito tra i non credenti

    Al contrario il Campo Largo prevale, con il ben il 56,1%, tra chi non crede. Secondo questi sondaggi elettorali tra i non cattolici il primo partito, infatti, sarebbe il Pd, con il 24,9%, che, però, è meno di quello prende tra i praticanti: 25,8%. Si tratta della conseguenza della peculiare diffusione del Pd, che raggiunge il massimo di popolarità tra i più anziani (spesso credenti) e però anche tra i più giovani (spesso non credenti).
    Gli altri partiti sono decisamente più forti tra i non credenti, come il Movimento 5 Stelle, che tra questi prende il 13,9%, mentre tra i praticanti si ferma al 10,4%. Molto più ampio è il gap nel caso di Verdi e Sinistra, che tra chi non crede arriva al 12,6%, forte probabilmente della popolarità tra i giovani, mentre crolla all’1,6% tra chi va a Messa. Anche +Europa e Italia Viva insieme sono più forti tra chi non crede, con il 4,7%, che tra chi è credente, 3,4%. Nel caso di Azione i numeri sono molto simili nei due casi, 3,3% (non credenti) e 3,2% (assidui alla Messa).
    Tra chi non è credente, tra l’altro, le liste minori, spesso piccoli partiti liberali o di sinistra radicale, sono molto più popolari, arrivano al 9%, mentre si fermano al 4,1% tra i più cattolici
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, sale il centrodestra, ma non la Lega


    Per gli italiani gli esercizi dovrebbero chiudere la domenica
    Secondo le ultime rilevazioni di Swg il centrodestra continua a essere forte e in crescita, con Fratelli d’Italia che si conferma primo partito con il 31,1% ed è in lieve aumento rispetto alla settimana precedente (+0,2%). Il partito di Giorgia Meloni mantiene così un ampio vantaggio sul Partito Democratico, che si attesta al 22,4%, anch’esso in leggero aumento (+0,1%), ma senza segnali di recupero strutturale sul leader della coalizione di centrodestra.
    Nella maggioranza, secondo i sondaggi elettorali di Swg, cresce anche Forza Italia, all’8,4% (+0,1%), superando ulteriormente la Lega, l’unico partito della coalizione a scendere, all’8,0% (-0,3%). in ascesa, infatti, è anche Noi Moderati, che guadagna due decimali e sale all’1,2%.
    Tornando all’opposizione, il Movimento 5 Stelle, al contrario del Pd è in discesa, va al 12,4% (-0,3%), proseguendo una fase di oscillazione che lo mantiene distante sia dal PD sia dai livelli raggiunti nelle migliori fasi della storia del movimento
    Nel centrosinistra, scendono anche Verdi e Sinistra, che si attestano al 6,4% (-0,1%), nonché Italia Viva, che perde due decimali ed è al 2,0%, mentre è stabile all’1,3% +Europa. Al centro perde ulteriore terreno Azione, che arretra di un decimale al 2,8%.
    Salgono, invece, le formazioni minori sotto l’1%: arrivano al 4% salendo dello 0,4%.

    Sondaggi elettorali Swg, per il 48%, però, le chiusure domenicali ridurrebbero i posti di lavoro

    Si torna a parlare di chiusure domenicali nella grande distribuzione, almeno nei sondaggi elettorali di Swg. Gli italiani, a grande maggioranza, 64% contro 36%, sono a favore dell’interruzione della vendita la domenica.

    Tra i motivi c’è la possibilità di lasciare ai dipendenti più tempo con le proprie famiglie il fine settimana e del resto pochissimi, il 4%, in caso di chiusura domenicale affermano che avrebbero difficoltà organizzative. Il 44% anticiperebbe la spesa agli altri giorni, mentre il 5% ricorrerebbe all’online, e per il 27% non cambierebbe nulla, perchè già ora non fa compere in quel giorno. C’è però un 20% che cercherebbe altri punti vendita aperti la domenica, come minimarket e piccoli negozi.

    Tanti, comunque, il 48%, temono che tali chiusure metterebbero a rischio i posti di lavoro, mentre il 58% pensa che ci sarebbe una limitazione per i consumatori, tuttavia di più, il 78%, ritiene che consentirebbero ai lavoratori di conciliare vita privata e lavorativa.

    Questi sondaggi elettorali sono stati fatti tra il 14 e il 16 gennaio con metodo Cawi su 800 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra il 14 e il 19 gennaio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: italiani a favore di linea dura contro gli USA


    Sondaggi politici TP: italiani vogliono linea dura contro gli USA
    Bentornati con il consueto sondaggio settimanale di Termometro Politico, in cui parliamo delle principali notizie di attualità politica nazionale e internazionale. Occhi puntati sulla Groenlandia. Il possibile braccio di ferro tra Europa e USA sembra essere rientrato grazie alla mediazione di Mark Rutte (NATO), ma la tensione rimane alta. Partiamo da qui, per passare poi all’aumento delle disuguaglianze economiche. Spazio anche a un argomento strettamente interno: la violenza tra, e degli adolescenti. Cominciamo.
    Sondaggi politici TP: per gli italiani ci vuole linea dura con gli USA

    Anche se, almeno per ora, Trump sembra abbia fatto marcia indietro riguardante i dazi per alcuni Paesi europei “non allineati” con la sua volontà di comprare la Groenlandia, abbiamo chiesto ai nostri lettori Come dovrebbe reagire l’Europa ai dazi di Trump ai Paesi che si oppongono ai suoi obiettivi sulla Groenlandia. La risposta è forte: gli italiani vorrebbero una linea dura contro le minacce statunitensi. Per il 40,6% “L’UE dovrebbe sospendere gli accordi commerciali effettuare ritorsioni contro le aziende Usa in Europa” e per un altro 31,3%, invece, “l’Europa dovrebbe rivedere l’alleanza con gli USA, rendersi più autonoma, ma senza mettere dazi sulle merci USA, sarebbero dannosi per noi”.
    C’è anche un italiano su cinque che preferirebbe non fare “Nulla, sono questioni dei singoli Paesi, e l’Italia dovrebbe rimanere nella posizione defilata attuale”. Infine, una percentuale minoritaria (5,9%) crede che l’Europa “Dovrebbe ascoltare le richieste degli USA e agevolare il controllo degli Stati Uniti sulla Groenlandia”.
    sondaggi politici elettorali TP 22 gennaio 2026, alleanza con gli USALe mire di Trump sulla Groenlandia: tra imperialismo e delirio di onnipotenza, una strategia mal digerita

    Oltre alla risposta che dovrebbe dare l’UE agli USA, abbiamo chiesto anche un parere sulla specifica politica portata avanti da Trump. E il giudizio degli italiani sulla strategia di Trump per ottenere la Groenlandia è fortemente negativo. Per il 32,4% è “una forma di imperialismo da prendere sul serio e contrastare con decisione e unità da parte dell’Europa”. Un altro 30,3% considera la pretesa di Trump come una “forma di delirio d’onnipotenza, non va assecondato, dobbiamo sperare nei corpi sani della democrazia americana”.
    Per il 13,1% degli italiani, la strategia di Trump è “Lucida e chiara, è consapevole del valore strategico dell’isola e di come può essere facilmente preda di cinesi e russi”. C’è anche chi ritiene che sia un approccio “Sopra le righe, ma l’Europa dovrebbe comprendere le sue preoccupazioni e fare proposte di compromesso sul controllo della Groenlandia” (22,3%). Nel complesso, quindi, circa 2 italiani su 3 disapprovano fortemente l’operato di Donald Trump sulla Groenlandia.
    sondaggi politici elettorali TP 22 gennaio 2026, le mire di Trump sulla GroenlandiaDisuguaglianze economiche: per quasi un italiano su due c’è bisogno di un cambio di paradigma

    Passiamo a un argomento sempreverde: le disuguaglianze economiche. La quota della ricchezza in mano all’1% più ricco è cresciuta molto e abbiamo chiesto come si possono alleviare le disuguaglianze. La risposta di gran lunga più gettonata, scelta dal 46,2% del campione, è che bisognerebbe cambiare il paradigma, tornando a investimenti pubblici finanziati da maggiori tasse sui più ricchi e programmi di welfare per i poveri. Per un altro 26,2% il problema risiede altrove: “Non c’è bisogno di più tasse o vincoli statali ma di stimolare la produttività, la crescita e la mobilità sociale con l’istruzione”.
    Le risposte agli estremi prendono meno consensi ma sono comunque rilevanti: Per l’11% si “dovrebbe porre un limite alla ricchezza che una singola persona accumulare, anche requisendo e redistribuendo quella che eccede tale soglia”. Dall’altra parte, un 13,2% che sostiene che “La ricchezza privata non è un problema di cui si deve occupare lo Stato, che dovrebbe intervenire il meno possibile”.
    sondaggi politici elettorali TP 22 gennaio 2026, l’aumento delle disuguaglianze economicheViolenza tra adolescenti, la risposta è unanime: è in crescita rispetto al passato

    Prima di passare alle intenzioni di voto, abbiamo chiesto se in Italia è cresciuta la violenza tra gli adolescenti ed, eventualmente, perché. Qua c’è (purtroppo) un fortissimo consenso: la violenza tra gli adolescenti è cresciuta, secondo oltre l’85% del campione.
    Per il 38,9% è dipeso dall’uso del coltello e le risse e tra le ragioni principali c’è l’aumento di giovanissimi immigrati, i cosiddetti maranza. Poi, il 46,4% (la risposta più frequente) che sostiene che “alla base ci sia soprattutto la maggiore fragilità psicologica degli adolescenti e spesso l’assenza di una famiglia solida alle spalle”.
    Per l’8,8%, invece, non c’è stato un vero aumento, la situazione è stabile, migliore che in altri Paesi, “ma per la presenza di social e video gli episodi di violenza sono più visibili”. Infine, appena il 3,8% afferma che non solo la violenza tra adolescenti non sia cresciuta ma “anzi, rispetto agli scorsi decenni la violenza è diminuita, c’è un allarme sociale eccessivo e spesso strumentalizzato per fare leggi repressive”.
    sondaggi politici elettorali TP 22 gennaio 2026, aumento della violenza giovanileSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 23 gennaio 2026 e fiducia in Giorgia Meloni. Forte calo di Fratelli d’Italia (-0,4%)

    Chiudiamo il nostro sondaggio con le intenzioni di voto e la fiducia nella premier. Rispetto all’ultimo nostro sondaggio esclusivo del 16 gennaio, si nota un brusco calo del primo partito italiano: Fratelli d’Italia scende dal 30,4 al 30%. Leggero recupero del PD, che risale al 22,1% (+0,2). Stabili M5S (12,3%), Forza Italia (8,5%) e Lega (8,4%). Recuperano un decimale anche AVS (6,7%) e Azione (3,1%). Anche nelle retrovie, tra i partiti al di sotto della soglia di sbarramento, si muove poco e nulla, segno di una fase non particolarmente dinamica per i flussi di voto.
    sondaggi elettorali TP 23 gennaio 2026Chiudendo con la fiducia nella premier, si osserva un calo rilevante, di un punto e mezzo, passando dal 39,5% di settimana scorsa al 38% di questa ultima rilevazione. Il dato di chi non ha fiducia (nulla o poca) supera ampiamente il 60% e si asseta al 61,6%.
    sondaggi politici elettorali TP 22 gennaio 2026, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.600 interviste raccolte tra il 13 e 15 gennaio 2026.
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Bidimedia, aumenta il vantaggio del centrodestra


    Il 59% pensa che siamo troppo allineati con gli Usa
    La coalizione di maggioranza allunga il passo e allontana il Campo Largo, che rimane, sì, vicino, ma meno di prima. Secondo i sondaggi elettorali di Bidimedia, infatti, Fratelli d’Italia si conferma primo partito al 29,2%, ma soprattutto cresce dello 0,2% rispetto alla rilevazione di fine dicembre, mentre la Lega guadagna lo 0,3% portandosi all’8,6% e superando di poco Forza Italia, che è ferma all’8,3%. Il leggero calo di Noi Moderati, che scende di un decimale allo 0,1% non compensa gli aumenti di Lega e Fratelli d’Italia e, così, complessivamente il centrodestra sale dello 0,4% andando al 46,8%.
    La differenza dal Campo Largo sale all’1,4%, visto che quest’ultimo perde due decimali e scende al 45,4%. All’interno dell’area le flessioni maggiori sono quelle del Pd e di Verdi e Sinistra, che perdono lo 0,3% attestandosi rispettivamente al 22,1% e al 6,7%, mentre il Movimento 5 Stelle fa registrare il balzo più significativo della settimana, crescendo di mezzo punto e posizionandosi al 12,8%. Sono poi stabili le forze più piccole della coalizione, ovvero +Europa, all’1,3%, e Avanti-PSI, allo 0,5%.
    L’area del Centro Liberale si ferma al 4,1%, arretrando dello 0,4%, a causa di un calo di un decimale di Azione, al 3% e del Partito Liberaldemocratico e di quello dello 0,2% di Ora!, allo 0,5%.
    In salita, invece, altre liste minori, come Democrazia Sovrana Popolare e Rifondazione Comunista, che guadagnano due decimali e vanno all’1,2% e allo 0,9%, o come Potere al Popolo, anch’esso allo 0,9% grazie a un aumento dello 0,1%.
    Giù dello 0,3%, infine, le liste rimanenti, che sono però solo allo 0,7%
    Sondaggi elettorali Bidimedia, il 61% vorrebbe che la Ue diventasse una federazione

    I sondaggi elettorali di Bidimedia hanno poi indagato il sentiment degli italiani verso i partner internazionali. Il dato più eclatante riguarda forse il rapporto con gli Stati Uniti: il 59% ritiene che la posizione dell’Italia sia “troppo allineata” alle politiche di Washington.
    La spaccatura in base all’orientamento politico è evidente: mentre gli elettori di FdI e Lega approvano l’operato del governo (rispettivamente con il 90% e l’85%), quelli di Pd e M5S sono quasi unanimi nel criticare l’eccessivo appiattimento (con il 97% e il 96%). Leggermente più sfumate, ma nette, anche le opinioni dei forzisti e dei centristi: per il 77% dei primi la posizione italiana è bilanciata, mentre per il 75% dei secondi è troppo vicina a quella americana.
    Contemporaneamente, emerge una forte spinta verso l’integrazione continentale. Il 61% degli intervistati desidera che l’Unione Europea diventi una “reale unione federale di Stati”. Un dato che trova consensi trasversali, convincendo persino il 54% degli elettori di Fratelli d’Italia e il 57% dei forzisti, oltre al 94% dei democratici e dei centristi e al 74% dei pentastellati. L’unica vera eccezione è rappresentata dalla base della Lega, dove il 64% degli elettori auspica invece lo scioglimento dell’Unione, che nel complesso, però è un’opzione desiderata solo dal 27% degli italiani.
    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti dal 14 al 16 gennaio con metodo Cawi su 1.000 intervistati
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Eumetra, giù il Movimento 5 Stelle


    Sì e No al referendum sempre più vicini
    Le intenzioni di voto di Eumetra per La7 vedono un rafforzamento per il centrodestra, con Fratelli d’Italia consolida il proprio primato arrivando al 30,5% grazie all’aumento dello 0,2%. All’interno della coalizione di governo si registra un lieve rafforzamento anche per Forza Italia, che sale all’8,6% (+0,1%), mentre la Lega cede un decimale posizionandosi all’8,2%. È stabile, invece, Noi Moderati, all’1,2%.
    All’opposizione i sondaggi elettorali di Eumetra registrano la crescita del Partito Democratico, che sale di due decimali al 22,2% ma anche un netto calo del Movimento 5 Stelle, che subisce una flessione dello 0,4%, scendendo al 12,4%. Tra gli altri alleati Alleanza Verdi e Sinistra è in arretramento di un decimale al 6,4%, come +Europa, all’1,5%, mentre Italia Viva è stabile al 2,3%.
    Al centro è ferma sugli stessi livelli anche Azione, che è sulla soglia del 3%. Guadagnano, invece, le formazioni minori sotto l’1%, che complessivamente salgono di due decimali al 3,7%.
    Sondaggi elettorali Eumetra, il Sì alla riforma della giustizia è al 52,2%

    La rilevazione di Eumetra ha approfondito anche l’orientamento degli elettori in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Il dato più rilevante è il progressivo restringimento della forbice tra i favorevoli e i contrari. Se a dicembre il “Sì”, appoggiato dal centrodestra, godeva di un ampio margine (55,7%), ora è visto calare al 52,2%. Parallelamente questi ultimi sondaggi elettorali mostrano il “No”, propugnato da centrosinistra e Movimento 5 Stelle, crescere costantemente, raggiungendo il 47,8%.
    L’incertezza è ancora più evidente nello scenario di “scelta forzata”: ipotizzando l’assenza dell’opzione di astensione, il Paese risulterebbe spaccato quasi a metà, con il Sì al 50,6% e il No al 49,4%. Questo scarto minimo suggerisce che la campagna referendaria sarà decisiva per spostare quel manipolo di indecisi che ancora separa le due posizioni e che la partita si giocherà sul coinvolgimento degli elettorati.
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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