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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #171
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    Lightbulb È in Spagna che più persone abbandonano il cristianesimo


    In Italia sono il 22% di tutti gli adulti
    Quanti sono i cristianioggi? Secondo la più recente indagine di Pew Research, dell’anno scorso, in Italia sono il 73%. Tanti? Pochi? Sono certamente più che in altri Paesi dell’Europa Occidentale, visto che in Germania si identifica in tal modo il 49% della popolazione, in Svezia il 45%, in Francia, il 41%, in Spagna il 54%, dati molto lontani da quelli delle Filippine o della Polonia, all’estremo opposto con il 95%, o del Perù, con l’87%.
    Proprio la già citata Spagna è al primo posto nella classifica della percentuale di quanti abbandonano il cristianesimo dopo essere stati cresciuti come cristiani, sono il 36% nel Paese Iberico, mentre il 30% in Svezia, nei Paesi Bassi, in Germania e il 22% in Italia, invece pochissimi sono diventati atei o di altre religioni in Nigeria, nello Sri Lanka o nelle Filippine. Qui, anzi, come in Ungheria e a Singapore sono di più, il 9% nel caso del piccolo Stato asiatico, quelli che si sono convertiti dopo essere cresciuti in un’altra fede. Ma si tratta di eccezioni.

    L’Italia, anzi, si distingue per essere il Paese in cui più cittadini abbandonano il cristianesimo a paragone di quanti cominciano a farne parte, 28,4 a uno, più che in Germania, Francia, Polonia. Mentre, appunto, a Singapore per ogni fedele che se ne va ce ne sono 3,2 che arrivano.

    Il caso della Corea del Sud, tanti abbandonano il Cristianesimo, tanti vi si convertono

    Secondo questa indagine di Pew Research tra coloro che sono stati cresciuti cristiani in Italia il 77% lo è rimasto, è un dato vicino a quello medio, lontano dal 99% delle Filippine, ma anche dal 51% della Corea del Sud. Qui quindi coloro che abbandonano il cristianesimo sono il 49% del totale, tuttavia c’è una particolarità.

    In Corea del Sud sono tantissimi sia coloro che abbandonano la fede cristiana, il 19% degli adulti su un totale del 38% di quanti sono stati cresciuti come cristiani, sia coloro che la trovano o si convertono da un’altra religione, un altro 14%.
    Non a caso di tutti i cristiani il 42% non è cresciuto come tale, in Italia solo l’1% è nella stessa situazione. Qualcosa di simile avviene anche a Singapore, dove, come si è detto, il cristianesimo è in aumento. In Corea del Sud è in leggero calo, ma, soprattutto, c’è un enorme ricambio, fatto di conversioni e passaggi da una fede all’altra, un fenomeno quasi sconosciuto in Europa.

    L'articolo È in Spagna che più persone abbandonano il cristianesimo proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #172
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    Lightbulb Il gradimento di Israele crolla al 29% in Italia e nel mondo


    Nel caso di Netanyahu solo il 14% ne ha una visione positiva
    L’Italia per una volta non fa eccezione, anzi, è quasi esattamente in media nel panorama internazionale, è il caso del gradimento di Israele, che secondo i recenti sondaggi di Pew Research è sceso al 29% sia in Italia che a livello internazionale, contando quelli che hanno una visione abbastanza o molto favorevole.
    Parallelamente quelli che ne hanno una molto o abbastanza negativa sono ormai il 66% nel nostro Paese, ancora più del 62% medio internazionale. Nei Paesi in cui la stessa domanda era stata posta nel 2022, in tre anni la percezione negativa è cresciuta dell’11%, e un incremento c’è stato anche laddove lo stesso quesito era stato posto nel 2013.
    Oggi la quota più alta di giudizi sfavorevoli a Israele la troviamo in Turchia, 93%, in Indonesia, 80%, in Giappone, 79% e in Europa nei Paesi Bassi, 78%. Ma le visioni negative superano il 70% anche in Svezia, Spagna, Grecia, Australia. Al contrario, ci sono alcuni Paesi in cui i giudizi positivi sono ancora preponderanti: la Nigeria, dove sono il 59%, il Kenya, 50%, in India, dove non vanno oltre il 36%, ma superano quelle negative, al 29%, in presenza di tanti indecisi. Negli Usa il gradimento è al 45%, più alto che in tutta Europa, ma anche Oltreoceano quanti hanno un’opinione negativa dello Stato ebraico sono di più, il 53%.

    Il gradimento di Israele è più basso tra chi è a sinistra

    Come è facile immaginare il gradimento di Israele è ancora più basso tra quanti dichiarano di essere di sinistra, un po’ dappertutto. In Italia, per esempio tra questi ad averne una visione negativa sono l’80% di quanti si identificano con le idee progressiste, ma in realtà le differenze rispetto alle opinioni degli altri non è così grande: ha una visione negativa anche il 61% di chi si dice di centro e il 56% di chi si dichiara dei destra.
    Non dappertutto è così, negli Usa le opinioni sono più polarizzate, a essere contro Israele è solo il 30% di quanti negli Usa si identificano con la destra, contro il 74% dei progressisti. Lo stesso gap c’è in Australia, anche se qui in generale la visione di Israele è mediamente più negativa.
    In Germania la distanza tra le opinioni di chi è di sinistra e di chi è di destra è solo dell’11%, invece.

    Ancora peggio va al gradimento del premier israeliano Netanyahu, se il gradimento di Israele a livello internazionale non supera il 29%, nel caso del primo ministro si scende al 21%, e al 14% in Italia. Ora, dopo la Turchia, è la Spagna a vedere la percentuale maggiore di sfiducia in Netanyahu, con l’84%, seguita proprio dall’Italia, 80%, mentre in Ungheria gli sfavorevoli sono meno, il 57%, e negli Usa solo il 52%.
    I dati più positivi per il premier israeliano sono negli stessi Paesi in cui lo Stato ebraico ha il maggior gradimento, quindi Kenya e Nigeria, con il 54% e il 50%.

    L'articolo Il gradimento di Israele crolla al 29% in Italia e nel mondo proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gennaro Fortunato
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  3. #173
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, da Avs la massima affluenza al referendum


    In discesa il centrodestra, che però rimane fortissimo
    C’è una battuta di arresto per il centrodestra secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg, che, va detto, non rispecchiano ancora l’esito del referendum su lavoro e cittadinanza dell’8 e 9 giugno, bocciati per la scarsa affluenza.
    Non sappiamo se per la maggioranza l’esito del voto rappresenterà una spinta, per ora risulta in calo dello 0,3%, a causa dell’arretramento di tre decimali della Lega, che scende sotto l’8%, al 7,9%, e quello di un decimale di Forza Italia, all’8%, e Noi Moderati, all’1%. A compensare c’è l’aumento dello 0,2% di Fratelli d’Italia, che arriva a un molto positivo 30,7%.
    All’opposizione sale il Pd, che guadagna tre decimali e va al 23,4%, ma anche il Movimento 5 Stelle e Verdi e Sinistra, entrambi in salita dello 0,1%. al 12,5% e al 6,5%. Al centro in ascesa Azione, dal 3,4% al 3,5%, mentre Italia Viva è stabile al 2,5% e +Europa perde un decimale scendendo all’1,4%. Giù anche le liste minori, dal 2,9% al 2,7%.


    L’affluenza al referendum degli elettori di Fratelli d’Italia è stata solo del 14%

    Il referendum su lavoro e cittadinanza e l’affluenza a esso sono stati al centro anche di questi sondaggi di Swg, con l’analisi degli elettorati. Quanti sono andati a votare tra chi sostiene i diversi partiti? Se in media si è recato alle urne il 31% degli elettori, nel caso di quelli di Verdi e Sinistra si raggiunge il 62%, sono stati i più motivati. Dopo vengono quelli del Pd, il 58% dei quali è andato a votare, mentre tra i pentastellati si scende a meno della metà, il 48%.
    Pochi, il 28%, sono gli elettori delle formazioni di centro, Azione, Italia Viva e +Europa, che si sono recati alle urne, ma comunque di più di quelli che sostengono la maggioranza. Tra i forzisti si è trattato di un quarto, il 25%, mentre dei leghisti ha votato solo il 17% e di coloro che scelgono Fratelli d’Italia solo il 14%.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 21 maggio e il 9 giugno con metodo Cati-Cami-Cawi su 3.670 soggetti, quelli relativi alle intenzioni di voto tra il 4 e il 9 giugno su 1.200
    L'articolo Sondaggi elettorali Swg, da Avs la massima affluenza al referendum proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  4. #174
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, referendum: istituto da cambiare per 2 persone su 3


    Sondaggi politici TP, referendum: istituto da cambiare per 2 persone su 3
    Bentornati con il nostro consueto sondaggio settimanale. In questa occasione non potevamo non focalizzarci sul referendum dell’8 e 9 giugno, in cui si è votato per 5 quesiti: 4 relativi al lavoro e uno per modifiche sui requisiti per accedere alla cittadinanza italiana. Oltre il risultato, già noto, vediamo cosa ne pensano gli italiani dell’esito, chi è il vero vincitore della due giorni referendaria e se l’istituto referendario vada bene così com’è o se, in alternativa, vada modificato.
    Oltre alle immancabili intenzioni di voto e fiducia nella presidente Meloni, un piccolo focus sulla crisi – sempre più lunga – vissuta dal movimento calcistico italiano. Cominciamo
    Sondaggi referendum 8 e 9 giugno: le ragioni del mancato quorum e chi sono vincitori e vinti

    Partiamo, allora, proprio dal referendum. La partecipazione si è fermata attorno al 30%. L’invito all’astensione dalla destra (e di andare al mare) non ha comunque garantito percentuali bulgare per il sì. Anzi, nel caso della riduzione dei tempi di residenza per richiedere la cittadinanza, il risultato è stato abbastanza debole (circa 65% di si contro il 35% di no).
    Abbiamo chiesto, in primis, perché il referendum non ha raggiunto il quorum. Per il 31,1% “Gli italiani non condividono le posizioni e le ideologie legate ai quesiti, per questo non hanno votato”, mentre per il 21,1% “Gli italiani sono ormai cinici e indifferenti a quello che succede fuori dalle loro case, il mancato quorum è un segno del declino della nostra società”.
    Apprezzate anche varie risposte intermedie: secondo il 14% la ragione è che “sono temi complessi che non possono essere riassunti in un sì o un no e molti hanno preferito non esprimersi”. Per un altro 15,8% “Sempre più persone si allontanano disgustati dalla politica, pensando che votare sia inutile e che la volontà popolare non verrebbe seguita”. Infine, il 17,3% ritiene che “L’affluenza è ormai molto bassa anche alle elezioni, il mancato quorum non significa necessariamente che gli italiani siano contrari ai quesiti”.

    Sondaggi politici elettorali TP 13 giugno 2025, esito del referendum Parte, così, l’analisi della vittoria, della sconfitta o della non-sconfitta. E qua, per gli italiani, c’è un vincitore: “Nessuno – afferma il 41,3% – ha vinto l’antipolitica e il menefreghismo”. Segue col 29,3% la risposta per cui il vincitore è “Il popolo italiano, che di fatto ha bocciato proposte sbagliate e controproducenti”
    Un buon numero (19,6%) sostiene che ad aver vinto “è Il Governo, che ha fatto appello al non voto ed effettivamente è stato ascoltato dalla maggioranza degli elettori”. L’opzione minoritaria (8,1%) è che a vincere è “L’opposizione di sinistra, che ha mobilitato un numero di italiani pari a quello che ha votato il centrodestra”.
    Sondaggi politici elettorali TP 13 giugno 2025, chi ne esce vincitore dal referendum Sondaggi politici TP, istituto referendario: cambiare o no?

    E ciclicamente torna, così, la domanda: i referendum vanno bene così come sono o è un istituto che va riformato? Per due persone su tre va cambiato: circa un terzo (33,5%) chiede di aumentare il numero di firme (passando da 500.000 a 1.000.000). Un altro terzo (33,8%) poterebbe per abrogare o abbassare il quorum. Per il 22,6% l’istituto referendario va bene così com’è, mentre che per una minoranza (6%) andrebbero proprio aboliti.
    Sondaggi politici elettorali TP 13 giugno 2025, l’istituto referendario La crisi del calcio in Italia: di chi è la responsabilità

    E prima di passare a intenzioni di voto e fiducia nel premier, vediamo le ragioni della crisi del calcio in Italia, secondo gli italiani. Le ragioni principali additate sono due: quella di una responsabilità diretta dei vertici (22,5%) e le problematiche che sorgono fin dalle scuole calcio dove gioca chi paga (25,2%). A molti, il discorso interessa poco o niente (20,9%). Minori, infine, le colpe di giocatori (7,5%) e allenatore (2,8%). Per un 5,3% si tratta solo di “un momento di difficoltà, come altri che sono già capitati, ma ci riprenderemo”.
    Sondaggi politici elettorali TP 13 giugno 2025, la crisi del calcio in Italia Sondaggi politici elettorali TP: FdI torna sotto al 30%, mentre gradimento della premier rimbaza lal di sopra del 40%

    Chiudiamo con le intenzioni di voto e fiducia nella premier Meloni. Il partito guidato da Giorgia Meloni torna leggermente al di sotto del 30% e si ferma al 29,8%. Sempre distanziati PD (22,1%) e M5S (12%), mentre continua il testa a testa tra FI e Lega, separate da appena un decimale (8,7% a 8,6%). AVS è l’ultima fforza politica al di sopra della soglia di sbarramento: 6,3%.
    Infine, nonostante la leggera flessione di FdI, si registra una risalita nel gradimento della premier, che torna a superare il 40% di gradimento assestandosi al 40,7%. Sul campione, c’è quasi una persona su due che non ripone la minima fiducia in Giorgia Meloni (48,4%).
    Sondaggi politici elettorali TP 13 giugno 2025, fiducia in Giorgia Meloni Nota metodologica:
    QUI, IL NOSTRO ULTIMO SONDAGGIO
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  5. #175
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, in un anno giù il Pd sale Forza Italia


    Il confronto con le europee di un anno fa premia il centrodestra
    È passato esattamente un anno dall’ultimo test elettorale nazionale, quello delle europee, ed è tempo di bilanci. Li fa Tecné, che nei propri sondaggi elettorali evidenzia quanto sono cresciuti o diminuiti i diversi partiti, mostrando un ulteriore miglioramento per il centrodestra già vincente nel giugno 2024.
    All’indomani del referendum Fratelli d’Italia è esattamente al 30%, cioè l’1,2% oltre il 28,8% delle europee, mentre Forza Italia, che aveva avuto il 9,6% con Noi Moderati, balza all’11%, cui è da aggiungere l’8% del partito di Lupi. Qui c’è un incremento del 2,2%, che si contrappone alla perdita di mezzo punto della Lega, che passa dal 9% all’8,5%.
    All’opposizione è negativa la performance del Pd, in discesa del 2,5% al 21,6%, solo in parte forse recuperati dal Movimento 5 Stelle, all’11,6%, in crescita dell’1,6%. In discesa anche Verdi e Sinistra, che perde lo 0,6% e va al 6,1%, un dato comunque molto più alto di quelli storici.
    Al centro Azione è esattamente sullo stesso livello di un anno fa, 3,4%, così come Italia Viva e +Europa, rispettivamente al 2,1% e all’1,8%, insieme al 3,8%, un decimale in più del 3,8% delle europee.
    Scendono, infine, i partiti più piccoli, sarebbero al 3,1% contro il 4,6% di un anno fa.
    Sondaggi elettorali Tecné, in salita anche la fiducia nel Governo

    Coerentemente con i dati delle intenzioni di voto secondo i sondaggi elettorali di Tecné risulta in ascesa anche la fiducia nel Governo Meloni. Dalle europee a oggi salita del 3%, dal 43% al 46%. I giudizi negativi rimangono maggioranza, il 54%, come è fisiologico in politica, ma sono diminuiti di tre punti dal 57% al 54%.
    All’interno del Governo è il ministro degli Esteri Tajani il più popolare, con il 52% di gradimento, a pari merito con Lollobrigida, agricoltura, e superando di un punto Crosetto, alla Difesa. Segiono con il 48% Piantedosi e Valditara. Al contrario
    Questi sondaggi elettorali di Tecné sono stati realizzati il 9 giugno su 800 soggetti con metodo Cati-Cawi
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, in un anno giù il Pd sale Forza Italia proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  6. #176
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, in crescita il centrodestra


    Gli italiani per il reintegro in caso di licenziamento illegittimo
    Forse anche grazie al fallimento del referendum dell’8 e 9 giugno, più probabilmente soprattutto per ragioni strutturali, la maggioranza di centrodestra rimane molto forte, al punto che, secondo i sondaggi elettorali di Swg, è in aumento. L’incremento è merito della crescita di Forza Italia, che sale di tre decimali all’8,3% e della Lega, che aumenta dello 0,2% all’8,1%, e che compensano il calo di Fratelli d’Italia, che perde lo 0,3% e scende a un pur ottimo 30,4%. Stabile all’1% Noi Moderati.
    All’opposizione segno meno per il Pd, che arretra di un decimale al 23,3%, e per il Movimento 5 Stelle, che scende di due, al 12,3%, mentre Verdi e Sinistra crescono proprio dello 0,2%, portandosi al 6,7%.
    Al centro è stabile Azione, al 3,4%, mentre Italia Viva perde due decimali, andando al 2,3%, e +Europa aumenta di un decimale ed è all’1,4%. Le liste minori, insieme, rimangono al 2,7%


    Sondaggi elettorali Swg, sulla cittadinanza agli stranieri il 59% è perché sia concessa solo dopo 10 anni

    I sondaggi elettorali di Swg hanno indagato anche l’opinione degli italiani sui temi più caldi degli ultimi referendum. Il risultato è che anche se anche avessero votato tutti coloro che vanno alle urne, senza astensioni strategiche, su quelli del lavoro avrebbe vinto il sì, e non di poco. Nel primo quesito, quello sul reintegro dopo un licenziamento illegittimo, avrebbe prevalso con il 78% contro il 22%

    Al contrario, su quello riguardante l’accorciamento dei termini per la cittadinanza agli stranieri, avrebbe vinto il No. Il 59% ritiene che sia giusto che si debba aspettare 10 anni, è una percentuale che diventa dell’87% tra gli elettori della maggioranza, ma è alta, del 69%, anche tra chi è indeciso e non vota. Al contrario, il 69% di chi vota per i partiti di opposizione farebbe scendere il requisito a 5 anni, ma anche tra costoro non sono pochi, il 31% i contrari.

    Questi sondaggi elettorali di Swg sono stati realizzati tra l’11 e il 13 giugno con metodo Cawi su 800 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra l’11 e il 16 giugno su 1.200 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  7. #177
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: Israele e Russia sono le principali minacce per la pace nel mon


    Sondaggi politici TP: Israele e Russia sono le principali minacce per la pace nel mondo
    Bentornati con il consueto sondaggio settimanale di Termometro Politico. Focus, inevitabile, sugli sviluppi in Medio Oriente, con l’attacco di Israele all’Iran e la risposta di Teheran su Tel Aviv. Nel frattempo, Trump valuta un intervento militare diretto a sostegno del principale alleato di zona. Uno scacchiere geopolitico sempre più turbolento, con tante pedine in gioco. Per cominciare, abbiamo chiesto quale sia il Paese che più di tutti mette a rischio la pace nel mondo. Partiamo da qui.
    Sondaggi politici: Israele principale minaccia per la pace globale per oltre un italiano su tre

    Abbiamo posto una serie di Paesi (più la UE) nel set di possibili risposte su chi costituisca il peggior pericolo per la pace nel mondo. Attualmente, per gli italiani, è Israele (34,9%) che spicca su tutte. A seguire, la Russia di Vladimir Putin (23,9%). Staccate, ma con un certo seguito, le opzioni di Iran (16,9%) e USA (11,3%). Un dato interessante riguarda la percentuale estremamente bassa della Cina (2,5%) e della Corea del Nord (0,9%), viste come principali minaccia da un numero esiguo di persone. Addirittura, il 4,2% pone l’UE in cima, come maggior pericolo. Estremamente residuale anche l’opzione di “altri Paesi”, segno che i principali attori, quelli decisivi, sono stati segnalati nel set.
    Sondaggi politici TP: Israele e Russia sono le principali minacce per la pace nel mondoSondaggi politici TP: maggioranza italiani non giustifica attacco Israele all’Iran

    Passiamo, ora, al focus sul conflitto tra Israele e Iran. Abbiamo chiesto se l’attacco israeliano sull’Iran sia giustificato. La maggioranza del campione dice di no: per il 39,5% “l’attacco è illegale. Israele, che commette crimini a Gaza e ha l’atomica, non ha diritto di sostenere che altri non possano averla”. Per un altro 19,5%, anche se l’Iran non può avere l’atomica, “si deve giungere all’obiettivo attraverso la diplomazia, in questo modo l’Iran passa per vittima”.
    C’è anche un 29,4% degli italiani che invece sì giustifica l’attacco portato avanti da Tel Aviv affermando che “Sì, è necessario, per il bene non solo di Israele, ma anche del resto del mondo, che l’Iran non abbia l’atomica e che cada il regime degli ayatollah”. Infine, anche per il 9,7% è un attacco giustificato “Sì, ma dovrebbe essere un attacco mirato solo a impedire lo sviluppo dell’atomica, vanno evitati sia un’escalation che tentativi di cambiare il regime”.
    Sondaggi politici elettorali TP 20 giugno 2025, il maggior pericolo per la pace nel mondoCampione spaccato sullo stato di sviluppo dell’atomica da parte di Teheran

    Abbiamo poi fatto un inciso proprio se si ritiene vero il raggiungimento a stretto giro dell’atomica da parte dell’Iran. Qui il campione è fortemente diviso. Un 10,3% crede che lo è sicuramente e forse già l’ha ottenuta. Un altro 34% lo ritiene possibile e che in ogni caso non mancherebbe molto.
    Dall’altro lato, C’è un 27,6% che ritiene che sia una notizia infondata, come occorso nel 2003 con le armi di distruzioni di massa che furono usate come protesto per l’invasione del Paese. Infine, per un 20,6% l’Iran è ancora lontano dal raggiungere l’atomica anche se ci sta provando attivamente.
    Sondaggi politici elettorali TP 20 giugno 2025, l’Iran e la bomba atomicaEscalation sì o no? Italiani credono in coinvolgimento USA (ma non tanto del nostro Paese)

    E chiudiamo questo blocco chiedendo agli italiani cosa ne pensino della possibile escalation.
    Il primo dato, molto interessante, è che solo per il 15,3% del campione questo conflitto “rimarrà principalmente uno scontro tra Israele e Iran e circoscritto al Medio Oriente”. C’è poi una persona su cinque (20,1%) che pur considerando che rimarrà soprattutto uno scontro tra Israele e Iran, “gruppi islamici potrebbero attaccare Usa e Europa come reazione alla guerra”.
    La risposta di gran lunga più gettonata è però un’altra: chi pensa che “gli Usa interverranno per bombardare l’Iran assieme a Israele, ma l’Italia non sarà coinvolta”. Risponde così il 41,8% del campione.
    Infine, un 18,1% crede “che un’escalation, con un intervento occidentale diretto, sia molto probabile e coinvolgerà sia gli Usa che i Paesi europei come l’Italia”. In definitiva, in questo caso, il peggior scenario possibile viene scelto in misura maggior rispetto a quello della stasi e mantenimento dell’attuale livello del conflitto. Secondo gli italiani, mala tempora currunt.
    Sondaggi politici elettorali TP 20 giugno 2025, il rischio escalation e coinvolgimento occidentaleSondaggi elettorali TP 20 giugno 2025 e fiducia in Giorgia Meloni:

    Chiudiamo con le intenzioni di voto aggiornate. Movimenti poco consistenti ai piani alti, con FdI che perde un decimo, mentre il PD recupera uno 0,2%. Stabile il M5S a quota 12%, il dato più rilevante riguarda l’incremento della forbice a favore di Forza Italia (8,9%) sulla Lega (8,3%). Una differenza di oltre mezzo punto che non si vedeva da tempo. Stabile AVS (6,3%), mentre Italia Viva accorcia su Azione, distante ora decimi. Nessun partito centrista riuscirebbe da solo, in questo momento, a superare la soglia di sbarramento.
    Chiudiamo, infine, con la fiducia nella premier. Aumenta in maniera marcata il dato di chi non ha la minima fiducia nella leader di Fratelli d’Italia: +3% (e passaggio da 48,4% a 51,4%). Di rimando, la fiducia accordata alla premier torna al di sotto della soglia del 40% (totalizzando nel complesso un 38,8% tra chi le accorda molta o abbastanza fiducia).
    Sondaggi politici elettorali TP 20 giugno 2025, fiducia in giorgia meloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.900 interviste raccolte tra il 18 e 19 giugno 2025
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  8. #178
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    Lightbulb Sondaggi politici Tecné, fiducia nei leader, su Salvini, Schlein, Conte


    Giorgia Meloni sempre stabilmente prima
    Gli ultimi sondaggi politici di Tecnè si concentrano particolarmente sulla popolarità dei vari leader politici e del Governo. Cominciamo dai primi. Come è ormai da circa tre anni è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia oltre che premier, a guidare la classifica con il 46,1% degli italiani che le danno un voto sufficiente. C’è un calo dello 0,3% rispetto al mese scorso, ma il primo posto non pare in discussione.
    Neanche il secondo, in realtà, visto che Antonio Tajani, al 39,4%, in calo di un decimale rispetto a maggio, non è impensierito da chi segue, ovvero Giuseppe Conte, al 30,6%. Il leader pentastellato è comunque ancora un aumento come negli ultimi mesi e dopo avere superato Elly Schlein è cresciuto nell’ultimo mese di due decimali. +0,2% anche per la segretaria del Pd, al 29,7%, mentre dietro, Matteo Salvini, al 27%, vive un recupero maggiore: +0,3% da maggio.
    A molta distanza, sotto il 20%, c’è Carlo Calenda, che perde proprio uno 0,3% ed è ora al 19,4%. Lo stesso 0,3% che guadagna Angelo Bonelli, che quindi stacca l’alleato Nicola Fratoianni, al 15,7%. In netto calo, di ben lo 0,8%, in un mese, è il leader di +Europa Riccardo Magi, 15,%, ma ultimo è sempre Matteo Renzi, con il 13,6%.

    Sondaggi politici Tecné, in salita la fiducia nel governo

    Se Giorgia Meloni ha perso qualche decimali nell’ultimo mese, secondo i sondaggi politici di Tecné, invece, il suo esecutivo ha visto un incremento del gradimento. Che è cresciuto dello 0,3% al 42,7%, una percentuale, comunque, va detto, inferiore a quella della fiducia verso la Presidente del Consiglio, che è del 46,1%.
    Nel frattempo la proporzione di quanti danno al Governo un voto insufficiente è rimasta stabile, di un soffio sopra la maggioranza assoluta, ovvero al 50,1%. A scendere, dello 0,3%, sono gli indecisi, il 7,2%.

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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  9. #179
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, il centrodestra non scende, FdI al 30,6%


    In discesa, invece, Pd e Verdi e Sinistra
    La popolarità del centrodestraal governo rimane molto elevata, soprattutto considerando che ha superato metà mandato. Ne sono una conferma i sondaggi elettorali di Swg, che mostrano il partito di maggioranza relativa, Fratelli d’Italia, in ottima forma, sale di due decimali al 30,6%, uno dei livello più alti di sempre. Su, ma solo di un decimale, anche la Lega, all’8,2%; supera Forza Italia, all’8,1% dopo un arretramento dello 0,2%, mentre Noi Moderati è fermo all’1%.
    All’opposizione c’è un calo dello 0,3% per il Pd, che scende al 23%, come Verdi e Sinistra, che perde lo 0,2% ed è al 6,5%, mentre il Movimento 5 Stelle è in ascesa, ma solo di un decimale, al 12,4%.
    Al centro si nota il segno più per Azione, in crescita dello 0,2% al 3,6%, ma Italia Viva arretra di due decimali, al 2,1% e +Europa è stabile all’1,5%.
    Le liste con meno dell’1% sono complessivamente in ascesa dello 0,3%, al 3%


    Sondaggi elettorali Swg, l’Iran preoccupa, ma pochi sono a favore dell’attacco israeliano

    Le altre domande contenute negli ultimi sondaggi elettorali di Swg riguardano la crisi mediorientale e solo apparentemente le risposte sembrano contraddittorie.
    Da un lato la grande maggioranza, il 74%, degli italiani sono preoccupati o molto preoccupati della possibilità che l’Iran si doti di una bomba atomica.

    Dall’altra ad approvare l’attacco israeliano a Tehran è solo il 37%, e solo il 21% pensa che lo Stato ebraico abbia fatto bene, visto che il 16%, pur approvando ritiene che abbia esagerato. Questo 37% diventa il 57% tra gli elettori di centrodestra. Sono di più, il 44%, coloro che affermano che Israele ha sbagliato, ma si sale al 59% tra chi vota centrosinistra. Gli indecisi, comunque, non sono pochi, il 19%

    Gli italiani, tuttavia, affermano che l’Iran è un pericolo per Israele, per il 29% potrebbe distruggerlo in futuri, per il 38% comunque gli impedirebbe di vivere in pace.

    L’impressione è che nonostante il pericolo rappresentato dall’Iran, il metodo per sventarlo, secondo gli italiani, non doveva essere la guerra. Guerra che per il 40% è colpa di Israele e per il 34% degli Stati Uniti e solo per il 33% dell’Iran. Pochi, il 12% e il 6%, coloro che citano la Russia o i Paesi europei.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 18 e il 20 giugno con metodo Cawi su 800 soggetti, quelli sulle intenzioni di voto tra il 18 e il 23 giugno con metodo Cati-Cawi-Cami su 1.200 persone
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  10. #180
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Ixé, il centrodestra è in discesa


    Cresce il Movimento 5 Stelle
    Ixè svolge i propri sondaggi elettorali con scadenza bimestrale o trimestrale, quindi è un buon punto di osservazione per i cambiamenti di medio e lungo periodo delle intenzioni di voto.
    Dagli ultimi emerge una riduzione del consenso per i partiti della maggioranza, che, in controtedenza rispetto a quanto rilevato da altri istituti, scendono tutti: Fratelli d’Italia perde due decimali andando al 28,2%, mentre Forza Italia ben quattro ed è ora all’8,8%. La Lega arretra di un altro 0,2%, all’8,6%, mentre Noi Moderati di un decimale, allo 0,9%.
    All’opposizione è in ascesa il Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 13,7%, lo 0,6% in più che ad aprile, mentre il Pd perde un decimale ed è al 21,7%. Male Verdi e Sinistra che calano dello 0,3% al 6,4%, mentre hanno dei buoni risultati i centristi. Azione aumenta di tre decimali al 3,8%, +Europa sale dello 0,1% al 2,3% e solo Italia Viva è ferma, all’1,8%.
    Crescono i partiti più piccoli, che guadagnano mezzo punto e sono, insieme, al 3,8%.

    Sondaggi elettorali Ixé, costo della vita ancora al centro delle preoccupazioni

    Nonostante il deciso calo dell’inflazione, l’andamento dei prezzi rimane il problema più sentito secondo questi sondaggi elettorali di Ixè. Preoccupa il 55% degli italiani, che diventa il 62% tra chi vota centrosinistra. Segue il peggioramento della sanità, 51%, ma 71% tra chi è di sinistra. Le guerre, che hanno anch’esse un impatto sul 51% degli italiani, colpiscono di più i centristi, 62%.
    A destra temono di più la mancanza di sicurezza e la criminalità, che colpisce ben il 61% di chi si dice di destra, ma solo il 21% di chi è di sinistra. A distanza ci sono il cambiamento climatico con il 31%, il rallentamento della crescita, con il 22% e l’immigrazione, con solo il 20%. Che, però, è il 41% tra chi è di destra.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati con metodo Cati-Cawi-Acmi su 1.000 soggetti tra il 20 e il 26 giugno
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