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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #321
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Winpoll, Pd a meno di 4 punti da Fratelli d’Italia


    Ma rispetto a marzo il partito di Meloni sale
    I sondaggi elettorali di Winpoll sono sempre stati piuttosto atipici rispetto agli altri, e continuano a non fare eccezione. Continuano infatti a vedere Fratelli d’Italia e Pd, il primo e secondo partito, molto più vicini di quanto li vedano altri istituti.
    I più recenti stimano un gap di solo il 3,9%, Fratelli d’Italia infatti è al 26,7% dei consensi e il Pd al 22,8%. Tuttavia il divario è diminuito in un mese, il partito di Meloni, infatti mette a segno un incremento di un punto percentuale rispetto al 25,7% registrato il 4 marzo. All’interno della coalizione di governo, anche Forza Italia mostra un trend positivo portandosi all’8,9% delle preferenze, in crescita dello 0,5% rispetto all’8,4% di inizio mese. La Lega di Matteo Salvini appare sostanzialmente stabile, attestandosi al 6,5% solo in lievissimo incremento rispetto al precedente 6,4%. Nel complesso, l’area di centrodestra vede rafforzare il proprio peso specifico nonostante la sconfitta al referendum, ma partiva da livelli più bassi di quelli rilevati da altri sondaggi.
    Tuttavia parte di questa crescita è dovuta al ridimensionamento di Futuro Nazionale, che subisce una netta contrazione scendendo al 3,1% dal precedente 4,0%, cui era arrivato sull’onda mediatica della scissione di Vannacci dalla Lega.

    Sondaggi elettorali Winpoll, Italia Viva supera Azione

    All’opposizione Il Pd, pur rimanendo la seconda forza politica del Paese, subisce una flessione dello 0,7% scivolando al 22,8% rispetto al 23,1% rilevato il 4 marzo. Resta invece perfettamente immobile il Movimento 5 Stelle, che conferma il proprio 11,1%. Di contro, si registra una crescita significativa per Alleanza Verdi Sinistra, che sale di mezzo punto in un mese, al 7,2% rispetto al precedente 6,7%, affermandosi come la forza più dinamica nel Campo Largo.
    Bene anche Italia Viva che sale al 3,1% rispetto al 2,9% di inizio marzo e supera Azione, che vive una fase di arretramento , fermandosi al 2,8% perdendo lo 0,8% rispetto al 3,6% di un mese fa. Giù anche +Europa, che registra una perdita dello 0,3% scendendo all’1,5% dal precedente 1,8%.
    Per quanto riguarda le formazioni più piccole, Pace Terra Dignità cresce portandosi all’1,6% dall’1,3%, mentre, mentre elettori che si orientano verso altri partiti scendono al 4,7% rispetto al 5,0% del 4 marzo.
    Questi sondaggi elettorali di Winpoll sono stati realizzati tra il 26 marzo e il 3 aprile su 1.500 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
    L'articolo Sondaggi elettorali Winpoll, Pd a meno di 4 punti da Fratelli d’Italia proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #322
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    Lightbulb Sondaggi politici Swg, italiani sempre più a favore di eutanasia e adozioni gay


    È maggioritario, ma non cresce, il consenso verso la liberalizzazione della marjuana
    Gli italiani sono sempre più vicini a posizioni libertarie sui diritti civili e sui temi etici.. Questo emerge dagli ultimi sondaggi politici di Swg sul tema.
    Il caso dell’eutanasia rappresenta il mutamento più radicale nel sentire comune. Nel 1997, l’opinione pubblica era spaccata quasi a metà, con un 50% di favorevoli e un consistente 42% di contrari. A distanza di quasi tre decenni, lo scenario è irriconoscibile: la quota di chi si oppone fermamente a una legge sul fine vita è crollata fino al 9%, mentre i pareri favorevoli sono saliti al 55%. È molto cresciuta la posizione intermedia, ovvero di chi ritiene che il consenso debba dipendere dalle specifiche condizioni, che è passata dall’8% iniziale al 36% attuale, dopo aver toccato un picco del 50% nel 2014.
    Sondaggi politici Swg, i favorevoli alle adozioni da coppie omosessuali sono il 53%

    Una tendenza simile riguarda i diritti delle coppie omosessuali, nello specifico sul tema delle adozioni. Nel 2014 secondo i sondaggi politici di Swg la popolazione era ancora molto scettica, con solo il 34% degli italiani favorevoli. In appena undici anni, il consenso è cresciuto di quasi venti punti percentuali, attestandosi al 53% nel 2025. Si è trattato di un aumento piuttosto costante con solo una fase di stazionarietà tra 2022 e 2023
    Non è accaduto lo stesso per quanto riguarda la legalizzazione della marjuana e dell’hashish. Certo, anche in questo caso c’è stato inizialmente un progressivo ma inesorabile aumento dei consensi, se nel 1997 solo il 24% della popolazione si diceva d’accordo con una simile proposta nel giro di meno di 20 anni è stato superato il 50%. Ma poi l’aumento si è bloccato, il picco massimo è stato raggiunto nel 2022 con il 53, ma nell’ultima rilevazione c’è stato un calo al 51%. È come se ci sia uno zoccolo duro che appare costantemente impermeabile alle istanze di vorrebbe una liberalizzazione.
    Questi sondaggi politici sono stati realizzati nell’autunno 2025 su 1.540 persone con metodo Cawi
    L'articolo Sondaggi politici Swg, italiani sempre più a favore di eutanasia e adozioni gay proviene da Termometro Politico.


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  3. #323
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, centrodestra in calo


    Gli italiani sono a favore delle preferenze
    Non ci sono buone notizie per il centrodestra nelgi ultimi sondaggi elettorali di Swg. Soffrono tutti i principali partiti della coalizione.
    Fratelli d’Italia scende al 29,3% dei consensi perdendo lo 0,2% rispetto alla rilevazione precedente. Anche Forza Italia, che raccoglie il 7,7% delle preferenze, facendo registrare un calo dello 0,2%, mentre la Lega si posiziona al 6,3% perdendo ancora di più, lo 0,3%. Solo Noi Moderati è in crescita, all’1,2% grazie a un progresso di un decimale. Vicino, ma non ancora organicamente dentro il centrodestra è Futuro Nazionale, che invece sale al 3,5% in aumento dello 0,2% rispetto a due settimane fa
    All’opposizione il Pd e il Movimento 5 Stelle non approfittano, però, delle difficoltà della maggioranza. Il primo è al 21,9% in discesa dello 0,1%. Giù di un decimale anche M5S, che ora è al 12,2%. L’Alleanza Verdi e Sinistra è invece stabile al 6,6%, mentre a crescere sono tutte le altre formazioni più piccole. Italia Viva, per esempio, che si attesta al 2,4% guadagnando lo 0,1%, e anche +Europa all’1,6%, in crescita dello 0,2%.
    Al centro aumento di un decimale anche per Azione, al 3,5% e la formazione, mentre gli altri partiti minori complessivamente valgono il 3,8%, due decimali in più rispetto all’ultima rilevazione.

    Sondaggi elettorali Swg, il 34% è per il proporzionale

    Oltre alle intenzioni di voto, i sondaggi elettorali di SWG hanno approfondito le opinioni degli italiani su una possibile riforma del sistema elettorale. Alla domanda su quale modello preferirebbero introdurre, il 34% degli intervistati sceglie un sistema totalmente proporzionale. Più distaccate risultano le opzioni relative a un sistema totalmente maggioritariooppure a un sistema a doppio turno, entrambe ferme al 22%, mentre un ulteriore 22% dei cittadini dichiara di non sapere. Nel complesso, comunque, il maggioritario, cin il 44% totale, appare incontrare come sempre più consenso del proporzionale.

    C’è invece una maggioranza chiara a favore di un altro elemento, le preferenze, che incontrano il favore del 54%, contro solo il 16% di pareri contrari e un 30% di indecisi. Ancora più alta, poi, è la percentuale di chi vorrebbe l’indicazione del candidato premier prima delle elezioni, pari al 56%, mentre il 32% è contrario. La soglia di sbarramento, infine, è approvata dal 76% degli intervistati a fronte di un esiguo 8% di contrari, ma del resto è già presente da molti anni in tutte le leggi elettorali italiane.

    Divide maggiormente il premio di maggioranza. Il 42% dei cittadini lo ritiene accettabile per garantire una maggiore stabilità ai governi, mentre il 38% è contrario a causa delle distorsioni ritenute troppo grandi. La spaccatura diventa radicale in base all’orientamento politico: tra gli elettori dei partiti di maggioranza il favore verso il premio sale al 68%, mentre tra i sostenitori dell’opposizione ben il 58% boccia questo strumento.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra l’8 e il 10 aprile su 800 soggetti con metodo Cawi, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra l’8 e il 13 aprile su 1.200 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
    L'articolo Sondaggi elettorali Swg, centrodestra in calo proviene da Termometro Politico.


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  4. #324
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    Lightbulb Sondaggi politici, crisi energetica: per quasi 1 italiano su 2, la colpa è di USA e I


    Sondaggi politici, crisi energetica: per quasi una persona su due, i principali responsabili sono USA e Israele
    Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico. Questa settimana si apre con la sconfitta di Orbán in Ungheria, e chiediamo agli italiani cosa ne pensano. Poi le critiche di Donald Trump a Papa Leone XIV e la reazione dell’opinione pubblica italiana. Spazio anche per la crisi energetica che si profila all’orizzonte, e capitolo Silvia Salis, che qualcuno vede già come candidata premier del centrosinistra. Chiudiamo, come sempre, con intenzioni di voto e fiducia nella premier Giorgia Meloni. Cominciamo
    La sconfitta di Orbán: quasi 4 italiani su 10 dicono che non è cambiato niente

    Viktor Orbán ha perso le elezioni in Ungheria. Un evento che ha fatto rumore in tutta Europa. Abbiamo chiesto agli italiani cosa ne pensano. La risposta più frequente è quella più moderata e di minor trasporto.
    Il 37,9% — la quota più alta — ritiene che in realtà non sia cambiato molto. Anche il vincitore, Péter Magyar, è conservatore e di centrodestra. Nessuna svolta a sinistra, nessuna rivoluzione liberale: l’Ungheria resta un paese di destra. È una lettura che taglia corto sull’entusiasmo degli europeisti.
    Subito dopo, però, il 36,0% giudica invece la sconfitta di Orbán come una notizia molto positiva: è una sconfitta storica per i sovranisti e anche per Trump. A questi si aggiunge un più cauto 10,1% che la considera positiva proprio perché a vincere è un moderato, non la sinistra — quasi a voler separare il giudizio anti-sovranista da qualsiasi identificazione con il campo progressista.
    Sul fronte opposto, il 6,5% avrebbe preferito la vittoria di Orbán, consolandosi con il fatto che almeno il centrodestra ha tenuto il campo. Il 7,5% va oltre e legge la sconfitta come una cattiva notizia per la pace in Europa: l’Ungheria si riavvicina a Bruxelles, il solco con la Russia si allarga.
    Trump contro Papa Leone XIV: per oltre 8 italiani su 10 è stato un errore

    Donald Trump ha attaccato pubblicamente Papa Leone XIV. Abbiamo chiesto agli italiani se ne condividano le critiche. La risposta è la più netta dell’intero sondaggio: il 61,6% risponde no, senza mezze misure. Trump dimostra di essere un estremista ormai senza controllo, e il Papa fa bene a opporsi esplicitamente alla guerra.
    Il 18,9% è su una posizione più sfumata: Trump sbaglia a pensare che il Papa e la Chiesa siano suoi avversari, e dovrebbe cercare il dialogo con il Vaticano. Non è una difesa del Pontefice nel merito, ma una critica al metodo dello scontro frontale. Nel complesso, addirittura 8 italiani su 10 stanno dalla parte di Leone XIV.
    Solo l’11,0% condivide buona parte delle critiche di Trump nel merito, pur ritenendo che non avrebbe dovuto attaccare pubblicamente il Papa in questo modo. Il 6,2% è invece del tutto dalla parte di Trump: la Chiesa è di fatto a favore dell’Islam e dell’immigrazione incontrollata, e il presidente americano ha fatto bene a dirlo.
    Il fronte che, in qualche misura, dà ragione a Trump nel merito, si ferma al 17,2%. L’attacco presidenziale americano al Papa ha generato una reazione che attraversa trasversalmente tutto lo spettro politico, e si è visto anche nel momento più unico che raro di armonia tra governo e opposizione. Anche molti elettori di centrodestra, tradizionalmente atlantisti, faticano a seguire Trump su questo terreno.
    Crisi energetica: quasi 1 italiano su 2 dà la colpa a USA e Israele. Meno di 1 su 10, all’Iran

    La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e l’instabilità prodotta dalla guerra in Medio Oriente proiettano lo spettro di una possibile carenza di carburanti ed elettricità. Abbiamo chiesto agli italiani di chi sarebbe principalmente la colpa.
    Il 45,6% — quasi uno su due — risponde senza esitazioni: la colpa è di USA e Israele, che hanno scatenato una guerra insensata e illegale. È la risposta più frequente e di gran lunga la più netta, coerente con la traiettoria che i nostri sondaggi registrano da mesi sulla percezione del conflitto mediorientale.
    Il 18,9% invece guarda alle responsabilità interne: la colpa è degli italiani stessi, che hanno votato due volte contro l’energia nucleare, di cui oggi avremmo bisogno. È una risposta che suona quasi come un’autocritica collettiva, e che segnala come il tema del nucleare stia tornando nell’agenda dell’opinione pubblica, anche se per una via laterale e un po’ amara.
    Il 12,7% punta il dito sul governo, che non riprende a importare energia dalla Russia anche sfidando, se necessario, le posizioni dell’UE. Il 10,7% accusa invece i governi italiani nel tempo, rei di non aver diversificato le fonti investendo nelle rinnovabili.
    Solo il 9,4% dà la colpa all’Iran per la chiusura di Hormuz, e appena il 2,0% ai governi occidentali che non aiutano gli USA a liberare lo stretto.
    Il quadro è un’opinione pubblica molto chiara, che conferma la forte critica nei confronti di Washington e Tel-Aviv. A questo, si aggiunge un elemento di autocritica sulla dipendenza energetica italiana. E le eventualità responsabilità iraniane restano in secondo piano.
    Silvia Salis candidata premier: quasi 1 italiano su 2 non la vede in linea con il Campo Largo

    Silvia Salis, sindaca di Genova da meno di un anno, viene indicata da alcuni come possibile candidata premier del centrosinistra alle prossime elezioni. Abbiamo chiesto agli italiani cosa ne pensano. Il responso è scettico, ma con sfumature interessanti.
    Il 46,4% — la risposta di gran lunga più votata — ritiene che Salis non sia in linea con le idee prevalentemente di sinistra di gran parte degli elettori del Campo Largo. Non una critica alla persona, ma una valutazione di compatibilità politica: una figura moderata e civica rischia di non rappresentare un elettorato che su certi temi si aspetta posizioni più nette.
    Il 12,9% solleva un problema di metodo: Salis è stata eletta sindaca di Genova meno di un anno fa, e proporla già per la premiership sarebbe irrispettoso nei confronti di chi l’ha eletta. Il 12,6% è più diretto: è una semi-sconosciuta calata dall’alto, senza la dovuta esperienza, e non si differenzia realmente da Conte o Schlein.
    Sul fronte favorevole, il 16,2% la considera un’incognita, ma comunque meglio di Schlein e Conte alla guida del centrosinistra — una valutazione per differenza più che per entusiasmo. Solo l’11,6% la apprezza convintamente e la vede come l’unica capace di battere Giorgia Meloni.
    Sommando le posizioni critiche o scettiche si supera il 72%. Il nome di Salis non ha ancora sfondato nell’opinione pubblica allargata, e anche tra chi potrebbe votare centrosinistra la percezione è quella di una candidatura calata dall’alto piuttosto che emersa dal basso. I tempi, per Salis, non sembrano quindi essere maturi.
    Intenzioni di voto 16 aprile 2026: tracollo di Fratelli d’Italia. Salgono le quotazioni di Vannacci

    Passiamo alle intenzioni di voto. Questa settimana qualche movimento più significativo rispetto alle ultime settimane di calma piatta.
    FdI scende di sei decimi e si porta al 28,6%, il dato più basso delle ultime settimane. Il PD resta fermo al 22,0%, per la quarta settimana consecutiva. Il M5S recupera due decimi e sale al 12,5%, confermando una lenta ma costante tendenza al rialzo.
    Nel centrodestra, Forza Italia guadagna due decimi e torna all’8,1%, mentre la Lega recupera un decimale a 7,2%. AVS cede un decimale al 6,4%. Futuro Nazionale di Vannacci sale di tre decimi al 3,7%, mentre Azione scende di un decimale al 2,9%, scivolando sotto la soglia di sbarramento. Italia Viva resta al 2,4%, +Europa all’1,8%.
    Il dato più rilevante è il calo di FdI di ben sei decimi: la variazione più marcata degli ultimi anni (non considerando le ricalibrature demoscopiche immediatamente successive a elezioni importanti come nazionali ed europee). Plausibile che una bona parte di quell’elettorato si sia spostato verso FN di Vannacci.
    La fiducia in Meloni: scende al 38,1%, nuovo minimo da febbraio

    Chiudiamo con la fiducia nella premier Giorgia Meloni. Il dato aggregato positivo — sommando «molto» (24,8%) e «abbastanza» (13,3%) — scende al 38,1%, il livello più basso da febbraio. Il 52,3% dichiara nessuna fiducia, il 9,0% poca.
    Nota metodologica: Sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.700 interviste raccolte tra il 14 e il 16 aprile 2026
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  5. #325
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Noto, lista Salis sarebbe al 6,5%


    Il vantaggio del centrodestra scende all’1,8%
    Continua ad assottigliarsi la distanza tra la maggioranza di centrodestra e il Campo Largo secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Noto, che testano anche la popolarità di un’eventuale lista riformista per Salis.
    Ma cominciamo dalle intenzioni di voto classiche: Fratelli d’Italia si conferma saldamente in testa rimanendo stabile al 29%, ma all’interno della coalizione di governo la Lega subisce una flessione dello 0,5% che la porta al 7,5%, mentre Forza Italia resta ferma al 8,5%. Fermi sono anche Noi Moderati, all’1,5%, e l’UDC, che mantiene lo 0,3%.
    Risulta invece in crescitaFuturo Nazionale di Vannacci, che guadagna mezzo punto raggiungendo il 3,5%. Completano il quadro del centrodestra .
    All’opposizione, il Pd mostra segnali di ripresa con un incremento dello 0,5% che lo porta al 22,5%. Resta invece invariato il consenso per il Movimento 5 Stelle, sempre al 13%. Segno meno, poi, per l’Alleanza Verdi-Sinistra, che cede mezzo punto percentuale scendendo al 5,5%. C’è poi un balzo in avanti di Casa Riformista – Italia Viva, che cresce di un punto percentuale arrivando al 3%, mentre rimane stabile al 1% +Europa.
    In calo, poi, Azione, che lascia sul terreno lo 0,5% e scivola al 2,5% , mentre le altre formazioni minori raccolgono complessivamente il 2,2% con una perdita dello 0,5%.
    Nel complesso, il centrodestra, in cui Futuro Nazionale non è considerato, è al 46,8% con un calo complessivo, quindi, dello 0,5% rispetto alla fine di marzo. Il Campo Largo sale invece di un punto, al 45% e accorcia le distanze con la maggioranza, da cui lo divide, se non cambiano le alleanze, un 1,8%.
    Sondaggi elettorali Noto, con una lista Salis il Campo Largo guadagnerebbe mezzo punto

    Noto nei propri sondaggi elettorali, come si diceva, ha voluto provare a esaminare anche uno scenario alternativo con la presenza di Silvia Salis alla guida di una lista riformista che inglobi Italia Viva. In questa configurazione, il panorama politico cambierebbe drasticamente soprattutto per il Pd, che vedrebbe il proprio consenso crollare al 19% con una perdita netta del 3,5%. La nuova lista guidata da Silvia Salis esordirebbe con un consistente 6,5%, proprio il 3,5% in più di quanto prenderebbe la sola Italia Viva. In questo contesto, il Movimento 5 Stelle resterebbe invece stabile al 13%, mentre l’Alleanza Verdi-Sinistra salirebbe al 6% con un incremento dello 0,5%. La coalizione di centrosinistra allargata alla lista Salis e a +Europa, che rimarrebbe ferma al 1%, raggiungerebbe un totale del 45,5% con un guadagno complessivo dello 0,5% rispetto alla configurazione tradizionale.
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  6. #326
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Only Numbers, Fratelli d’Italia in ripresa


    Ma scendono Forza Italia e Lega
    Secondo i sondaggi elettorali di Only Numbers di Alessandra Ghislieri il centrodestra, nonostante il momento difficile, rimane sostanzialmente stabile. Questo è dovuto principalmente all’incremento dello 0,5% di Fratelli d’Italia rispetto alla precedente rilevazione del 7 aprile, perché per quanto riguarda gli altri partiti della coalizione di governo, Forza Italia fa registrare una flessione dello 0,2% che la porta allo 8,7%, mentre la Lega cede lo 0,3% scendendo allo 8,1%. Noi Moderati, che si posiziona allo 0,7%, perde a sua volta un decimale..
    Futuro Nazionale Vannacci, infine, che ancora non è chiaro se correrà con il centrodestra, guadagna lo 0,1% salendo al 3,5% dei consensi totali.
    All’opposizione il Pd registra una contrazione dello 0,2% attestandosi al 22,3%, ma più che compensa questo calo il Movimento 5 Stelle, che cresce dello 0,4% e raggiunge il 12%. Risultano invece in calo i consensi per l’Alleanza Verdi e Sinistra, che, perdendo lo 0,3%, scende al 6,5% delle intenzioni di voto. È Italia Viva che realizza la crescita maggiore con un incremento di mezzo punto che la spinge al 2,8%, mentre, infine, +Europa perde un decimale ed è all’1,6%.
    Nell’area di centro, Azione mostra un leggero progresso dello 0,1% portandosi al 3,3% e le restanti formazioni politiche, raggruppate sotto la voce Altri, raccolgono nel complesso il 2% dei voti, segnando una diminuzione dello 0,4%.
    Sondaggi elettorali Only Numbers, il 44,1% non risparmia ancora energia

    I sondaggi elettorali di Only Numbers hanno inoltre esplorato l’impatto dei rincari energetici sulle abitudini di consumo degli italiani. Alla domanda specifica se abbiano già iniziato a risparmiare energia per far fronte ai costi crescenti, il 47,8% dei cittadini ha dichiarato di aver intrapreso azioni in tal senso, seppur parzialmente. Resta tuttavia alta la percentuale di chi afferma di non aver ancora adottato strategie di risparmio, il 44,1%. Una minoranza pari all’8,1% degli intervistati dice di non sapere o è indeciso.
    Questi sondaggi elettorali di Only Numbers sono stati svolti tra il 13 e il 14 aprile con metodo Cawi su 800 persone.
    L'articolo Sondaggi elettorali Only Numbers, Fratelli d’Italia in ripresa proviene da Termometro Politico.


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  7. #327
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, il 40% degli italiani preferisce la cittadinanza Ue


    In discesa il Pd, centrodestra stabile
    Si ferma l’emorragia di voti per il centrodestra secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg. Fratelli d’Italia si conferma al 29,3% senza far registrare variazioni rispetto alla scorsa settimana, mentre Forza Italia mostra una lieve crescita dello 0,1% che la porta al 7,8%, e la Lega fa ancora meglio, recuperando lo 0,2% portandosi al 6,5%. In discesa, invece, Noi Moderati che perde un decimale posizionandosi al 1,1%. Subisce uno stop, poi, Futuro Nazionale che scende al 3,4% con una perdita dello 0,1%.
    All’opposizione Pd registra un arretramento deciso, perdendo lo 0,3% e scivolando al 21,6%. Di questa flessione sembra beneficiare il Movimento 5 Stelle, che mette a segno un progresso dello 0,2% salendo al 12,4%. Bene l’Alleanza Verdi e Sinistra, che con un incremento dello 0,1% raggiunge il 6,7%, confermandosi davanti alla Lega. Italia Viva rimane, invece, stabile al 2,4%, ma +Europa scende al 1,5% con una flessione dello 0,1%
    Nell’area di centro si registra un calo per Azione, che perde lo 0,2% e cala al 3,3%, mentre le altre formazioni politiche raccolgono complessivamente il 4% dei consensi con un aumento dello 0,2%.

    Sondaggi elettorali Swg, sì a un governo centrale Ue al posto di quelli nazionali dal 40%

    I sondaggi elettorali di Swg hanno esplorato anche il sentimento degli italiani verso l’integrazione europea, rilevando una netta propensione per una maggiore coesione: il 60% degli intervistati auspica un’Unione Europea più forte, unita ed efficiente, contro il 30% che preferirebbe Stati nazionali più forti e autonomi.

    Quando si ipotizza addirittura un Governo centrale UE al posto degli esecutivi nazionali, gli europeisti rimangono seppur lievemente in maggioranza: in questo caso il 40% è d’accordo, di cui il 15% del tutto, mentre il 37% è sfavorevole, ma sono tanti, il 23%, gli incerti.

    C’è parità totale, invece, sulla questione della cittadinanza: se venisse introdotta una cittadinanza europea in sostituzione di quella nazionale, il 40% degli italiani sarebbe disponibile ad acquisirla, a fronte di un altro 40% che invece rifiuterebbe tale passaggio, con un 20% di cittadini ancora indecisi.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 15 e il 17 aprile su 800 soggetti con metodo Cawi, quelli sulle intenzioni di voto dal 15 al 20 aprile con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: sempre più “sì” al gas russo e “no” alla NATO


    Sondaggi politici TP: sempre più “sì” al gas russo e “no” alla NATO
    Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico, in cui parliamo delle principali tematiche di attualità politica sia nazionale che internazionale. Cominciamo lì da dove ci eravamo lasciati, ovvero, dal nome di unità per il campo largo. Dopo il focus su Silvia Salis, chiediamo chi ha più chance di sconfiggere il centrodestra alle prossime elezioni nazionali.
    Poi, ampio spazio alla politica estera, tra la possibile rottura degli USA con la NATO, il braccio di ferro tra Iran e USA su Hormuz e la possibilità di tornare a comprare gas dalla Russia. Cominciamo.
    L’incognita sul prossimo leader del centrosinistra: Conte è molto forte in casa propria. Salis gradita al centro

    Dopo la rilevazione riguardante la possibile candidatura di Silvia Salis per il campo largo, Abbiamo chiesto quale leader di centrosinistra avrebbe più chance di battere il centrodestra alle prossime elezioni. E al nome della sindaca di Genova abbiamo aggiunto sia il leader dei 5 Stelle, sia la segretaria dem.
    Il 40,4% risponde «nessuno di questi, ce ne vorrebbe un altro». È la risposta più votata, e di gran lunga, anche se “tirata” sia dagli elettori delle forze di Governo, sia dagli astenuti. Nel complesso, sul campione, Conte ottiene il 17,6%, Salis il 17,8% e Schlein, più staccata, il 15,1%.
    Tre nomi quasi appaiati tra loro — con scarti di pochi decimali —. Forse il dato più interessante è quello relativo a Schlein, sul gradino più basso del podio nonostante il ruolo cardine nel primo partito d’opposizione. Andando a incrociare le risposte con le intenzioni di voto, se Conte ottiene il favore dell’88% degli elettori M5S, dall’altra parte la segretaria del PD viene appoggiata solo da un elettore “dem” su due.
    Il dato di questa settimana si lega direttamente a quanto rilevato la scorsa settimana su Salis: allora il 46,4% la giudicava non in linea con il Campo Largo. Oggi, messa in una rosa con Conte e Schlein, non sfonda comunque. La curiosità: Salis “sfonda” tra gli elettori di Italia Viva, ottenendo il 76% delle preferenze da chi vota IV. È la preferita anche per chi vota Azione, ottenendo il 40% delle preferenze. Si conferma, in questo modo, l’idea che Salis sia un candidato particolarmente gradito al centro. E quel risultato di 7 giorni fa, di quasi metà campione che non la vedeva in linea con il campo largo, forse ha avuto la vista… lunga.
    sondaggi politici 24 aprile 2026 un leader per il centrosinistraUSA fuori dalla NATO: per quasi la metà degli italiani sarebbe una buona notizia

    Un’uscita degli USA dalla NATO sarebbe una buona o una cattiva notizia? La risposta degli italiani ribalta la narrativa atlantista dominante.
    Il 36,9% la considera una cattiva notizia, ma attribuisce la colpa a Trump e alle sue pretese irresponsabili — non all’Europa. Il 11,6% la considera anch’essa una cattiva notizia, ma rovescia l’imputazione: la colpa sarebbe degli europei, che rifiutano di spendere il giusto in difesa. Il fronte che legge l’eventuale uscita USA come una notizia negativa raggiunge quindi il 48,5%.
    Ma il 46,4% la vedrebbe come una buona notizia. Il 22,3% perché gli USA non sono più un alleato affidabile e bisogna costruire una forte alleanza militare europea. Il 24,1% — la quota più alta tra le singole opzioni — va oltre: la NATO andrebbe smantellata da tempo, e non bisogna nemmeno sostituirla con un’altra alleanza militare se si vuole la pace.
    Il dato aggregato è il più sorprendente dell’intero sondaggio in quanto, quasi la metà degli italiani accoglierebbe favorevolmente la fine dell’alleanza atlantica così come la conosciamo. Un segnale che il logoramento del rapporto con gli USA, accelerato dalla guerra in Medio Oriente e dalla politica portata avanti dal presidente Trump, è in stato sempre più avanzato.
    sondaggi politici 24 aprile 2026 rottura USA con la NATOAndando a incidere ulteriormente sulla questione, dai risultati a disposizione si nota come gli elettori del centrodestra siano maggiormente preoccupati dalla rottura con la NATO, a cui si “accoda” anche l’elettorato del PD. Dato rilevante: a tirare la volata alla risposta che si tratta di una “Una cattiva notizia, ma la colpa della possibile rottura sarebbe prevalentemente degli europei, che rifiutano di aiutare gli Usa e di spendere il giusto in difesa”, è l’elettorato leghista (38% dei votanti del carroccio opta per questa opzione, la più gettonata nel segmento).
    D’altro avviso, invece, gran parte dell’elettorato del Movimento 5 Stelle (74%) e di AVS (70%), che sono molto più marcatamente contrari all’alleanza atlantica e vedono questo possibile strappo come una buona notizia.
    Gas russo: oltre la metà degli italiani vuole tornare a comprarlo

    Rimanendo sui rapporti internazionali, abbiamo chiesto agli italiani se sarebbero a favore del ritorno all’acquisto di gas dalla Russia. Anche qui la risposta è netta, e va in direzione opposta alle sanzioni europee.
    Il 39,4% dice sì da subito: è necessario tornare completamente agli scambi e ai rapporti diplomatici precedenti alla guerra. Il 12,1% è favorevole, ma solo a patto che la Russia non imponga condizioni particolari o pretenda l’abolizione delle sanzioni. Sommati, il 51,5% vuole tornare al gas russo.
    Il 10,3% è su una posizione intermedia: meglio evitare lo stop totale deciso dall’UE, senza però tornare ai livelli di dipendenza pre-guerra.
    Dall’altra parte, Il 20,9% è contrario: finanzieremmo la prosecuzione della guerra e ci riconsegneremmo al ricatto di Putin. Il 14,2% è ancora più netto: vanno interrotti immediatamente anche gli acquisti residui di gas e petrolio russo.
    Il fronte del no si ferma al 35,1%. Più di un italiano su due vuole riaprire i rubinetti con Mosca, e quasi quattro su dieci lo vogliono senza condizioni. È il segnale più chiaro di come la crisi energetica stia ridisegnando le priorità dell’opinione pubblica italiana, con la dipendenza energetica che torna a pesare più delle considerazioni geopolitiche.
    sondaggi politici 24 aprile 2026 accordi con la RussiaCome finirà lo scontro per Hormuz: per quasi 1 su 3 resterà tutto bloccato a lungo

    Rimanendo sullo scacchiere internazionale, abbiamo chiesto come finirà lo scontro tra USA e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz. Si conferma che gli italiani guardano al futuro con un pessimismo (o realismo?) ormai strutturale.
    Il 32,9% — la quota più alta — prevede una situazione di stallo prolungato: Hormuz resterà sbarrato sia dall’Iran che dagli USA, in una condizione di alta tensione destinata a durare a lungo. Non una vittoria per nessuno, ma un’impasse che pesa su tutti, Europa inclusa.
    Il 22,7% si aspetta un ritorno allo status quo precedente al 28 febbraio: Hormuz libero, ma l’Iran che continua a sviluppare il nucleare. Una soluzione di fatto che non risolve nulla. Il 20,2% prevede invece una resa parziale di Teheran: l’Iran cederà sul nucleare e sul controllo di Hormuz, ma il regime rimarrà al potere. Solo il 7,2% si aspetta il crollo completo del regime islamico.
    L’11,0% ribalta la prospettiva: saranno gli USA a cedere, e Hormuz rimarrà sotto controllo iraniano. Una posizione minoritaria ma non marginale, coerente con chi — nelle settimane scorse — leggeva già la tregua come una sconfitta americana.
    Il quadro complessivo è di un’opinione pubblica che non crede a soluzioni nette né rapide. Il blocco prolungato, lo status quo o la resa parziale raccolgono insieme il 75,8% delle risposte. Per gli italiani, Hormuz è destinato a restare un problema.
    sondaggi politici 24 aprile 2026 scontro USA-Iran per HormuzIntenzioni di voto 24 aprile 2026: FdI continua a scendere

    Passando alle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia perde altri due decimi e scende al 28,4%, confermando il trend negativo delle ultime settimane e vedendo il proprio consenso e primato eroso pian piano. Il PD resta invariato al 22,0% per la quinta settimana consecutiva. Il M5S guadagna un decimale e sale al 12,4%.
    Nel centrodestra, Forza Italia resta al 7,9%, la Lega guadagna due decimi e torna al 7,4%. AVS cede un decimale al 6,3%. Futuro Nazionale resta al 3,7%. Azione resta al 3,0%. Italia Viva sale due decimi al 2,6%, +Europa all’1,7%.
    Il dato della settimana è il terzo calo consecutivo di FdI, che in tre settimane ha perso otto decimi complessivi.
    Intenzioni di voto 24 aprile 2026La fiducia in Meloni: crolla al 36,5%, primo dato sotto il 37% da inizio anno

    Chiudiamo con la fiducia nella premier Giorgia Meloni. Il dato aggregato positivo — sommando «molto» (24,8%) e «abbastanza» (11,7%) — scende al 36,5%, il livello più basso da inizio anno. Il 54,2% dichiara nessuna fiducia — per la prima volta sopra il 54% — il 9,1% poca.
    Rispetto alla scorsa settimana (38,1%) il calo è di un punto e sei decimi. La componente «abbastanza» perde oltre un punto e mezzo, scendendo dal 13,3% all’11,7%: non è più solo la base più fidelizzata a vacillare, ma anche quella intermedia, di fiducia tiepida. È un segnale diverso e più preoccupante per Giorgia Meloni rispetto alle settimane precedenti.
    Il combinato disposto con il calo di Fratelli d’Italia — tre settimane consecutive di perdite, rilevate anche da altri istituti demoscopici — suggerisce che potremmo essere entrati in una fase di logoramento reale della fiducia nella premier: le posizioni su NATO, gas russo, Hormuz fotografano un’opinione pubblica sempre più distante dalle posizioni atlantiste del governo.
    sondaggi politici 24 aprile 2026 fiducia in Giorgia MeloniSondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.500 interviste raccolte tra il 21 e il 23 aprile 2026.
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, centrodestra e Campo Largo a un punto


    Per gli italiani Meloni fa bene a prendere le distanze da Trump
    Gli ultimi sondaggi di Tecné mostrano Fratelli d’Italia in crescita, guadagna lo 0,2%, va al 29,1% e traina la coalizione di governo. Forza Italia, infatti, resta invece stabile al 8,9%, mentre la Lega mette a segno un piccolo progresso dello 0,1% portandosi al 7,4%. In lieve calo Noi Moderati, che perdono lo 0,1% e si attestano allo 0,9%. Complessivamente, grazie all’aumento del partito maggiore, lo schieramento di centrodestra guadagna lo 0,2% raggiungendo un totale del 46,3% esattamente un punto in più del Campo Largo se non consideriamo come parte della coalizione Futuro Nazionale, in calo di un decimale al 2,5%.
    Sul fronte opposto, il Pd registra un incremento dello 0,1% che lo spinge al 22,4%, mentre è in arretramento il Movimento 5 Stelle, che cede un decimale scendendo al 12,8%. Anche l’alleanza tra Verdi e Sinistra subisce una flessione, dello 0,2%, portandosi al 6,2%. Tra le forze centriste, Italia Viva guadagna lo 0,1% raggiungendo il 2,4%, lo stesso incremento registrato da +Europa che si attesta al 1,5%.
    Per quanto riguarda le altre liste, Azione perde lo 0,1% scivolando al 3% e le liste minori nel complesso sono invariate al 2,9%.
    Sondaggi elettorali Tecnè, anche per gli elettori di centrodestra bene Meloni lontano da Trump

    Tecnè hainoltre analizzato anche l’opinione degli elettori in merito alla strategia diplomatica di Giorgia Meloni nei confronti di Donald Trump. La scelta della premier di prendere le distanze dal presidente Usa è promossa dal 70% degli italiani, mentre solo il 14% si dichiara in disaccordo e il 16% non sa rispondere. Il dato è trasversale: per questi sondaggi elettorali tra gli elettori di centrodestra il Sì raggiunge il 68% contro il 23% di No e un 9% di indecisi. Consensi ancora più ampi si registrano tra i sostenitori del centrosinistra, dove ben l’84% approva la condotta di Meloni, a fronte di un esiguo 5% di pareri contrari e di un 11% che non esprime un’opinione.
    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra il 17 e il 20 aprile su 1000 persone con metodo Cati-Cawi
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Eumetra, è Conte il leader più popolare nel centrosinistra


    Crescono sia centrodestra che Campo Largo
    Fratelli d’Italia allunga il passo sul Pd, questo è il primo dato che emerge dai sondaggi di Eumetra per Piazza Pulita. Il centrodestra, infatti, è un ascesa grazie soprattutto a Fratelli d’Italia che si attesta al 28,7% mettendo a segno una crescita dello 0,3% rispetto alla rilevazione di due settimane prima. All’interno della coalizione di governo, però, Forza Italia subisce una leggera flessione dello 0,2% che la porta all’8,3%, mentre la Lega recupera terreno salendo al 6,9% con un incremento dello 0,2%. Rimane invece stabile Noi Moderati, fermo all’1,1%. Nel complesso, i partiti che sostengono l’esecutivo raggiungono una quota del 45% dei consensi.
    Tra le forze di opposizione, il già citato Pd registra appunto un calo dello 0,3% scivolando al 22,2% e ora è 6,5 punti dietro a Fratelli d’Italia, mentre l’8 aprile la distanza era del 5,9%. In controtendenza il Movimento 5 Stelle, secondo i sondaggi elettorali di Eumetra il partito di Conte guadagna lo 0,1% e si porta al 12,4%. Segnali positivi giungono anche per l’Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 6,5% con un aumento dello 0,2%, e per Italia Viva, che cresce dello 0,2% raggiungendo il 2,4%. Resta invece invariato il dato di +Europa, stabile all’1,4%. L’aggregato delle principali forze di opposizione si attesta così al 44,9%, di un soffio dietro il centrodestra.
    Per quanto riguarda le altre formazioni, Futuro Nazionale di Vannacci fa registrare un progresso dello 0,3% salendo al 3,4%, mentre Azione subisce una contrazione dello 0,1% posizionandosi al 3,2% e l’insieme degli altri partiti subisce una flessione consistente dello 0,7% scendendo al 3,5%.



    Sondaggi elettorali Eumetra, Conte è il preferito nel Campo Largo ma cresce bene Schlein

    È piuttosto alto il gradimento dei leader dell’area di opposizione tra i propri elettori. Per i sondaggi elettorali di Eumetra Giuseppe Conte si conferma il più apprezzato con un indice del 71%, in crescita dell’1,7%. È Elly Schlein però a mettere a segno il balzo più significativo del periodo, guadagnando il 5,3% e portando il suo gradimento al 65,6%. Silvia Salis resta sostanzialmente stabile al 55,3% con un incremento dello 0,3%, mentre si registra un netto arretramento per Pierluigi Bersani, che perde il 7,9% dei consensi scendendo al 53,8%.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 21 e il 22 aprile con metodo Cawi su 800 persone
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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