Decisivo il voto dei laureati per il No
È tempo di analisi e di bilanci dopo il referendum sulla giustizia. Come quelli di Swg, che nei propri sondaggi elettorali post-voto esamina come gli italiani si sono divisi, in base a diversi parametri. È subito evidente una marcata differenza in base all’istruzione: tra i laureati il No vince nettamente con il 42% contro il 24% di Sì, e un 34% di astenuti, mentre tra i non laureati i due schieramenti sono quasi in pareggio, con il No al 29% e il Sì al 28%.
Anche la condizione economica ha inciso profondamente sia sul voto che sulla partecipazione. Tra i cittadini in una buona condizione economica, il No è stata al 35% e il Sì al 32%, quindi con un divario limitato e con un’astensione limitata al 33%. Tra chi vive una condizione economica difficile, invece, il disinteresse prevale con il 63% di astenuti, ma tra No e Sì il gap è stato più ampio, 23% a 14%.
Infine, il dato generazionale evidenzia che il No è più forte tra i giovani di 18-24 anni, tra cui ha prevalso con 33% contro solo il 20% di No, ma anche tra i millennial 35-44enni, tra cui il divario è di 14 punti, 34% a 20%.
È più grande della media anche tra gli over 65 tra cui il No ha raggiunto il 36% contro il 30% di Sì. L’unica fascia d’età in cui il Sì risulta vincente è quella tra i 45 e i 54 anni, dove raggiunge il 34% contro il 26% dei contrari. Nelle restanti fasce d’età la distanza è minore ma a favore del No.
Sondaggi elettorali Swg, Futuro Nazionale è in calo
Le intenzioni di voto di Swg sono state rilevate prima del referendum, ma secondo questi sondaggi elettorali il centrodestra si rafforza leggermente: Fratelli d’Italia si attesta al 29,5% con un lieve incremento dello 0,1% rispetto alla rilevazione precedente, mentre la Lega mostra segnali di vitalità crescendo dello 0,2% al 6,8%, ma Forza Italia subisce una flessione dello 0,2%, scendendo al 7,8%, ma Noi Moderati, che sale all’1,2% grazie a un progresso dello 0,1%. Questi aumenti sono in parte a danno di Futuro Nazionale di Vannacci, che invece è ancora in discesa di due decimali al 3,3%.
Passando alle forze politiche di opposizione, il Pd si posiziona al 21,5%, registrando un calo dello 0,2%, giù anche il Movimento 5 Stelle vede una contrazione dello 0,1%, scendendo al 12,2%. Resta invece stabile l’Alleanza Verdi e Sinistra, al 6,6%.
Nell’area centrista e delle formazioni minori, Azione cala al 3,4% perdendo lo 0,1%, mentre Italia Viva guadagna invece lo 0,2% arrivando al 2,5%, seguita da +Europa che si attesta all’1,4% con una perdita dello 0,1%. Le altre formazioni politiche raccolgono complessivamente il 3,8%, in crescita dello 0,3%.
Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 18 e il 23 marzo su 1.200 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
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Scritto da: Gianni Balduzzi
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