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Discussione: Termometro Sondaggi

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    Lightbulb Termometro Sondaggi

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    Sondaggi Tp: cambiamento climatico un problema per oltre 6 italiani su 10
    Il cambiamento climatico fa paura alla maggioranza degli italiani. Secondo il sondaggio di Termometro Politico realizzato tra il 12 e il 14 dicembre, il 43% considera il cambiamento climatico il principale problema per il futuro dell’umanità e denuncia la scarsa attenzione sul tema. Un ulteriore 22,3% ritiene che sia un problema da affrontare ma non crede sia così catastrofico come in molti sostengono. Il 13,2% pur ammettendo che il fenomeno esiste, pensa che ci si possa adattare come sempre si è fatto e ci potrebbero anche essere risvolti positivi. C’è infine un 20,6% che afferma di non aver paura del cambiamento climatico, ritenendolo un argomento esagerato per assecondare interessi economici come le auto elettriche.
    Fonte: Termometro PoliticoAgli intervistati è stato chiesto cosa sono disposti a fare per contrastare il cambiamento climatico. La maggior parte (il 40%) è disponibile a cambiare alcune abitudini, ma non a spendere più denaro. Il 24,5% è pronto invece a cambiare abitudini: dall’usare meno l’auto al mangiare meno carne fino a pagare di più la benzina e i viaggi in aereo. Una piccola percentuale (4,3%) è disponibile a pagare di più per alcune attività inquinanti ma non a cambiare le proprie abitudini. C’è infine una quota di persone che rifiutano alcun cambiamento: per il 13,5% deve essere lo Stato ad agire contro le emissioni di Co2 mentre per il 15,4% nessuno deve far alcunché perché, a suo dire, si tratta di un problema inesistente o largamente esagerato.
    Fonte: Termometro PoliticoIn vista delle elezioni europee del 2024, è stato chiesto quale commissione europea gli italiani preferirebbero. Il 36,7% vorrebbe un altro presidente con una maggioranza che includa, anche conservatori e euroscettici, senza i socialisti e la sinistra, il 29,5% un altro presidente con una maggioranza più progressista di quella attuale, il 9,9% un secondo mandato per Ursula von der Leyen con la stessa maggioranza e il 7,8% un altro presidente espressione della stessa maggioranza attuale. Esiste poi un 12,3% di persone a cui non interessa l’argomento perché non riconosce l’istituzione della Commissione Europea.
    Fonte: Termometro PoliticoIl tema delle auto elettriche divide gli italiani tra favorevoli e contrari. Il 24,8% è d’accordo sull’uso di questa tipologia di auto ma non prevede un acquisto in tal senso per il costo troppo elevato e per la mancanza di una rete capillare di centraline di ricarica. Solo il 7,4% è pronto invece ad acquistarne una. Il 26,7% si mostra incerto, affermando di preferire le ibride. Il 12,6% dichiara di non volerne prendere una perché, oltre a ritenerle più pericolose, pensa che non avrebbero le stesse performance di quelle tradizionali. Un ulteriore 25,3% afferma il suo diniego alle auto elettriche, denunciando il rischio inquinamento causato dalle batterie nel caso in cui tutti ne avessero una.
    Fonte: Termometro PoliticoLa fiducia degli italiani nella premier Meloni cresce al 42,8%. Pochi invece i movimenti registrati dalle intenzioni di voto di Termometro Politico. Fdi, Pd e Forza Italia restano sui valori riscontrati la settimana precedente. In leggera flessione il M5S al 16% mentre la Lega cresce di un decimo al 9,6%. Azione cala al 3,7%. Sinistra/Verdi sale al 3,2%. Gli altri restano sotto la soglia di sbarramento del 3%.
    Fonte: Termometro PoliticoFonte: Termometro PoliticoSondaggi Tp: nota metodologica

    Sondaggio realizzato con metodo CAWI, 3900 interviste raccolte tra il 12 e il 14 dicembre 2023
    L'articolo Sondaggi Tp: cambiamento climatico un problema per oltre 6 italiani su 10 proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Andrea Turco
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Ixé, il centrodestra è in discesa

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    Mario Draghi rimane più popolare di Giorgia Meloni, ma il suo gradimento scende
    Continua il lento calo di Fratelli d’Italia, del resto abbastanza fisiologico per il principale partito di governo. Secondo i sondaggi elettorali di Ixé in un mese e mezzo passa dal 29,7% al 29,3%, ma rimane al di sopra del livello delle politiche del 2022. Gli alleati non compensano l’arretramento del partito di Giorgia Meloni, la Lega rimane stabile all’8,1%, mentre Forza Italia scende di due decimali al 6,8%. Vi è solo un piccolo aumento, dello 0,1%, per Noi Moderati, ora all’1%.
    A guadagnare terreno in modo notevole è invece il Movimento 5 Stelle, che guadagna lo 0,7% e giunge al 17,6%. Ora la distanza dal Pd è solo dell’1,3%, anche perché il partito di Elly Schlein, invece, perde mezzo punto e cala al 18,9%, un record negativo dall’elezione della nuova segretaria in marzo.
    Nel centrosinistra se la cava meglio +Europa, che sale dal 2,1% al 2,7%, mentre Sinistra Italiana e Verdi sono in calo, ma solo di un decimale, e rimangono al di sopra del livello di settembre 2022, al 3,7%.
    Al centro buone notizie per Azione, che aumenta dello 0,6% e arriva alla soglia del 4%, mentre Italia Viva scende dal 2,5% al 2,1%.
    Tra le altre liste si registra il calo di quella pacifista di Santoro, che non è mai veramente decollata, ed è solo allo 0,9%.
    Sondaggi elettorali Ixé, Mario Draghi piace al 56,1% degli italiani

    Si è tornati a parlare di un possibile ruolo dell’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi in Europa, come possibile nuovo Presidente della Commissione Europea. Rimane del resto molto popolare, secondo i sondaggi elettorali di Ixè gode della fiducia del 56,1% degli italiani. È meno che a settembre, quando eral 60,9%, ma supera tutti i leader di partito.
    In particolare piace ai più anziani e agli elettori di centro, e più agli uomini che alle donne.
    Giorgia Meloni, invece, è piuttosto stabile al 43,1%. Naturalmente raggiunge il maggior gradimento tra chi è più anziano, e anch’essa tra i più anziani. Non vi sono differenze di genere, è ugualmente popolare tra gli uomini e tra le donne, e anche per lei vi è stato un calo nella fiducia rispetto all’inizio di quest’anno, ma è su livelli comunque fisiologici per un premier in carica.
    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra l’11 e il 15 dicembre su mille soggetti con metodo Cati-Cami-Cawi
    L'articolo Sondaggi elettorali Ixé, il centrodestra è in discesa proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, giù tutti i maggiori partiti

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    Scende ancora anche la fiducia in Meloni, ora al 46%
    È di mezzo punto il calo complessivo dei tre maggiori partiti italiani secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné. Se Fratelli d’Italia perde un decimale e va al 28,7%, Pd e Movimento 5 Stelle scendono ognuno dello 0,2% e sono al 19,2% e al 15,9%.
    Forza Italia, invece, è ferma a un ottimo 9,9% e come nelle altre edizioni supera la Lega, anch’essa in discesa, di uno 0,1%, all’8,5%.
    Per tutti gli altri partiti, invece, prevale il segno più. Azione torna al 4%, e dietro di esso Sinistra Italiana e Verdi salgono al 3,4%, mentre +Europa al 2,6%. Su anche Italia Viva, ora al 3,1%.
    Tutte le liste più piccole sono insieme al 4,7%.

    Sondaggi elettorali Tecné, il 51,8% non ha fiducia nel governo

    Come sempre Tecné nei suoi sondaggi elettorali si occupa anche del livello di fiducia verso premier e governo. Che continua a scendere.
    La percentuale di quanti non promuovono a Giorgia Meloni come Presidente del Consiglio è del 48,8%, ed è salita del 0,2% in una settimana, mentre è scesa dello 0,3% quella di coloro che invece hanno fiducia in lei. Sono il 46% ora.

    Se consideriamo tutto l’esecutivo il grado di popolarità scende al 41,2%, in ulteriore calo dello 0,3%. Aumentano ancora coloro che non hanno fiducia, sono ora il 51,8%, due decimali in più che sette giorni prima, mentre il 7% è indeciso.

    Se poi guardiamo al voto dato a tutti i leader, il gradimento di Meloni appare ancora più basso: solo il 43,8% le danno la sufficienza. Nessuno, però, fa meglio di lei. A migliorare, poi, sono solo Tajani, con il 32,8%, Bonino, con il 24,9%, Bonelli e Renzi, che però sono indietro, solo con il 15,9% e il14,9% di popolarità.

    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra il 6 e il 7 dicembre su 1.000 soggetti con metodo Cati-Cami
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, giù tutti i maggiori partiti proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, sale dello 0,4% il centrodestra

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    La popolarità di Salvini però è in crollo rispetto al 2019
    È un buon momento per il centrodestra secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg. Nel complesso sale dello 0,4%, grazie ai progressi di Lega, Noi Moderati e Fratelli d’Italia. Il partito di Matteo Salvini risale, guadagnando due decimali e andando al 9,4%, quello di Maurizio Lupi aumenta della stessa percentuale ed è all’1,2%, mentre il partito di maggioranza relativa raggranella solo uno 0,1% in più e ora è al 28,2%. Solo Forza Italia, tra gli alleati, vede il segno meno, scende di un decimale al 7,2%.
    Il centrosinistra, invece, si muove poco Da un lato vi è una progressione per il Pd, che passa dal 19,3% al 19,6%, dall’altra un leggero calo, dello 0,1%, sia per Sinistra Italiana e Verdi, al 3,3% che per +Europa, al 2,6%.
    Male, invece, il Movimento 5 Stelle, che lascia sul terreno tre decimali e scende al 16,4%. Al centro segno meno per Azione, che perde lo 0,2% ed è al 3,6%, mentre Italia Viva è ferma al 3,2%.
    Tra le liste più piccole crescono sia Unione Popolare, +0,2% all’1,6%, che Per l’Italia con Paragone, +0,1% all’1,9%. Giù, invece, dello 0,3%, le liste sotto l’1%. Vanno all’1,8%


    Sondaggi elettorali Swg, la parabola di Matteo Salvini

    Tra le altre domande di Swg quelle più politiche si occupano della figura di Matteo Salvini. Secondo questi sondaggi elettorali il ministro dei Trasporti e leader della Lega ha visto un deciso calo di popolarità negli ultimi anni. La fiducia nei suoi confronti è crollata assieme a quello verso il partito. È ora al 23%, all’incirca come nel 2022, ma era arrivata al 41% nel 2018 e nel 2019, anno in cui la Lega aveva raggiunto il 34,3% alle europee.
    Salvini rimane comunque più popolare che ai suoi inizi, quando fu elettor segretario, nel 2013, quando ereditò una Lega al 4,1%.
    Il tema su cui oggi è visto con maggior favore è l’immigrazione, il 23% degli elettori italiani e il 65% di quelli leghisti gli riconoscono la linea dura, mentre rispettivamente il 20% e il 47% l’impegno per la sicurezza.
    A non essere apprezzata, con il 23%, è soprattutto la sua collocazione all’estrema destra, ma tra i leghisti, invece, è soprattutto il sostegno al governo Draghi, non accettato dal 45% di essi. Per il 20%, che diventa 21% tra tutti gli italiani, paga anche il governo con il Movimento 5 Stelle
    Il popolo leghista attuale ha comunque ancora fiducia in lui. Il 75% lo vuole ancora come segretario federale, solo il 17% ne vorrebbe un altro. Per una conferma anche il 47% degli elettori degli altri partiti di centrodestra, ma tra questi il 32% ritiene che la Lega dovrebbe avere un altro leader.
    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra il 5 e l’11 dicembre con metodo Cati-Cami-Cawi su 1200 soggetti.
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    Lightbulb Sondaggi politici Ipsos, gli italiani bocciano il governo sull’economia

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    Il 69% dice di non avere tratto alcun beneficio
    La maggioranza di governo è salda, ma più per mancanza di alternative che per un reale apprezzamento della popolazione nei suoi confronti.
    Secondo gli ultimi sondaggi politici di Ipsos, infatti, gran parte degli italiani, il 53%, pensa che la sua politica economica sia stata inefficace. Solo il 37% sostiene il contrario, mentre il 10% non si esprime.

    Del resto a causa dell’inflazione e del rallentamento della crescita sono ben pochi, il 17%, quelli che affermano che grazie all’esecutivo le condizioni di vita personali sono migliorate. Ben il 69% risponde seccamente di no. Anche qui non sono pochissimi quelli che non si esprimono o sono indecisi, il 14%.
    Sondaggi politici Ipsos, solo il 10% quest’anno spenderà di più per Natale

    Coerenti con quelle già viste sono le risposte sulla spesa per Natale. Secondo questi sondaggi politici quasi metà degli italiani, il 48%, spenderà la stessa cifra, oppure è indeciso sulle proprie spese, mentre ben il 42% afferma che il proprio budget sarà più basso. Solo il 10% farà più acquisti.
    Le risposte evidentemente tengono conto della spesa reale, non della cifra assoluta, che incorpora l’inflazione, e alla fine non vi sarà un deciso calo dei consumi come questo sondaggio fa intuire. Spesso soprattutto sulle finanze personali si dichiarano intenzioni che poi non corrispondono a quello che verrà fatto. Molte spese, in fondo, sono impreviste.
    Infine una domanda più politica. Alla luce del movimentismo di Matteo Salvini nel mondo sovranista Ipsos ha chiesto chi sia più di destra tra lui e Giorgia Meloni. Gli italiani si sono spaccati: il 39% indica il leader della Lega, il 38% la premier e molti, il 23%, non si esprime.
    È comunque un risultato degno di nota perché solo pochi anni fa probabilmente non ci sarebbero stati dubbi su chi rappresentasse la destra italiana.
    L'articolo Sondaggi politici Ipsos, gli italiani bocciano il governo sull’economia proviene da Termometro Politico.


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    Lightbulb Sondaggi politici Demos, i giovani hanno poca paura del futuro

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    Solo il 34% degli under 30 teme nuove guerre, contro il 71% degli anziani, ma il 50% ha paura del cambiamento climatico
    Siamo nell’epoca della paura? I media si occupano più di un tempo sia di cronaca nera che di guerre e catastrofi anche molto lontane nel mondo. Dopo il Covid è cresciuta la sensazione che problemi globali possano travolgerci in ogni momento.
    Cosa temiamo di più però? Secondo alcuni sondaggi politici di Demos vince di misura il cambiamento climatico, con il 55%, il 4% in più che a luglio. Molto vicino però è lo scoppio di nuove guerre. Le temono il 54%, molti più che in estate e soprattutto molti più che nel 2020 e 2021.
    Crescono anche i timori di atti terroristici, dopo lo scoppio del conflitto a Gaza. Ne hanno paura il 42%, il valore più alto dal 2020, contro il 19% di luglio.
    Il 41%, poi è preoccupato per la globalizzazione in generale, meno, il 28% di nuove epidemie.

    Chi, però, ha più paura di cosa?
    Sondaggi politici Demos, l’enorme differenza nella percezione dei pericoli in base all’età

    C’è un fattore che ha più importanza degli altri nell’approccio ai pericoli per la società, più dell’appartenenza politica o dell’istruzione conta tantissimo l’età. I giovani hanno meno timori dei più anziani. Forse sono più abituati dei secondi alla successione di emergenze, che un tempo non era così frenetica.
    Così, per esempio, solo il 19% degli under 30 teme atti terroristici, la percentuale poi sale con gli anni, diventa del 56% tra i 55 e i 64 anni e del 62% per chi ha 65 anni o più.
    Gli anziani temono molto anche nuove guerre, il 71%, la globalizzazione, il 54%, le epidemie, il 47%. Per i più giovani le percentuali sono più basse, rispettivamente il 34%, il 20% e il 15%.
    Solo il riscaldamento globale preoccupa più di metà degli under 30, e li preoccupa più dei 30enni e dei 40 enni.

    In generale ha più paura chi è meno istruito, soprattutto nel caso dello scoppio di nuove guerre, che spaventano il 62% di chi ha un livello di istruzione basso e il 45% di chi ce l’ha alto. Lo stesso vale per la globalizzazione e gli atti terroristici, meno per il riscaldamento globale, che, anzi, fa paura di più a chi ha studiato, 59%.

    Cosa cambia invece se guardiamo all’appartenenza politica? Secondo i sondaggi politici di Demos vi sono grosse differenze sui timori di cambiamento climatico, che riguarda il 71% degli elettori del centrosinistra e solo il 42% di quelli di centrodestra, nonché il 53% dei pentastellati. C’è più accordo sul pericolo di nuove guerre, che spaventano la maggioranza degli elettori di tutti gli schieramenti.
    Gli atti terroristici impensieriscono invece il 50% di chi vota centrodestra e solo il 28% dei pentastellati, che sono anche i meno intimoriti dalla epidemie.

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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, in un anno il Pd guadagna il 3,6%


    È l’effetto Schlein, che però da marzo è andato scemando
    Alla fine di un anno e all’inizio di quello successivo è tempo di bilanci. Come è andato il 2023 per i partiti italiani? Non ci sono state elezioni importanti, a differenza che nel 2024, quando voteremo per le europee, l’andamento delle intenzioni di voto dei partiti è dipeso più dalle scelte delle leadership e dall’andamento delle condizioni del Paese.
    Secondo i sondaggi elettorali di Tecné c’è stato un fisiologico calo per il centrodestra, che è sceso dell’1,2%, partendo però da livelli altissimi. A fine 2022, infatti, era nel pieno della luna di miele con l’elettorato. Così Fratelli d’Italia ha perso il 2,2%, andando al 28,8%, ma è più alto rispetto al 26% delle politiche di settembre 2022.
    Scende anche la Lega, dello 0,7%, e con l’8,3% è però più indietro rispetto alle ultime elezioni. Molto bene, per Tecné, invece Forza Italia: sale dell’1,7% al 9,4%, realizzando un guadagno rispetto alle politiche. Questo istituto, tuttavia, si distingue dagli altri per essere piuttosto generoso con il partito fondato da Silvio Berlusconi.
    Il dato migliore, però, è quello del Pd, che cresce del 3,6%, ma con il 19% non fa meglio di settembre 2022, si è infatti trattato di un rimbalzo rispetto al pessimo livello cui era sceso nel dopo voto. A scatenarlo, l’elezione di Elly Schlein di marzo, da allora, però, il partito non è decollato, anzi, non ha superato il 20% come si era illuso di fare.
    Il Movimento 5 Stelle, che un anno fa viveva un momento positivo, è invece sceso di un punto, al 16,5%, mentre per Verdi e Sinistra e +Europa non ci sono stati tanti cambiamenti. Sono rispettivamente al 3,5% e al 2,4%.
    Al centro si assiste a un netto calo per Italia Viva, che perde lo 0,8%, mentre Azione è abbastanza stabile, al 3,8%, ma la vera spaccatura tra i due ex alleati è avvenuta a marzo e un vero confronto è molto difficile. In discesa, infine, i partiti minori, che passano dal 5,7% al 5,3%.

    Sondaggi elettorali Tecné, la fiducia nel governo giù del 13,3%

    Molto più netti, secondo i sondaggi elettorali di Tecné, i cambiamenti riguardanti il livello di fiducia degli italiani nell’esecutivo. C’è un calo molto netto, ma anche in questo caso si partiva da livelli altissimi, infatti a fine 2022 erano ben il 54,6% a dare un giudizio positivo del governo, un dato molto alto per una democrazia europea. Sono diventati dopo un lento ma costante calo il 41,3%, una cifra fisiologica dopo più di un anno di governo.
    Come sappiamo la somma dei voti di una coalizione è sempre maggiore del livello della fiducia nell’esecutivo. Anche coloro che nella maggioranza sono rimasti delusi per qualche provvedimento e non danno la sufficienza all’esecutivo alla fine in realtà spesso continuano a confermare il voto perché avversano ancora di più le formazioni dell’opposizione. È successo, per esempio, durante i governi Berlusconi.
    Questo è ancora più frequente nel caso di coalizioni, in cui i partiti che non esprimono il premier fanno come da ammortizzatore, incamerando il consenso di chi è deluso dal Presidente del Consiglio, ma che non è pronto a cambiare schieramento
    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti il 2 gennaio con metodo Cati-Cawi su 791 rispondenti
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    Lightbulb Sondaggio Tp: Trump risolutore di conflitti per un italiano su due


    Poco più di un italiano su due è convinto che una nuova presidenza di Trump favorirebbe la risoluzione delle guerre attualmente in atto. Il 40,8% pone su due piani diversi Biden e Trump: il primo “ha interesse al proseguimento delle guerre” mentre il secondo “userebbe il suo pragmatismo per porvi fine”. Il 10,4% pensa che Trump riuscirebbe “sì a terminare i conflitti ma favorirebbe la posizione di tiranni come Putin a scapito del diritto internazionale”. Il 30,7% crede invece che con una presidenza Trump non cambierebbe nulla poiché all’ex presidente “non interessa minimamente delle guerre in atto”. Il 14,3%, pur riconoscendo la buona volontà del magnate, considera questi conflitti troppo complessi per essere risolti da una sola persona. Sono alcuni dei dati evidenziati dal sondaggio settimanale realizzato da Termometro Politico tra il 16 e il 18 gennaio 2024.
    Agli intervistati è stato chiesto inoltre che conseguenze avrebbe una nuova presidenza di Trump per il nostro Paese. A parte un 12,8% secondo cui cambierebbe poco o nulla, la maggioranza si schiera tra chi giudica questa eventualità positiva per l’Italia e chi no, con una leggera prevalenza dei primi sui secondi. Per il 32,4% una nuova elezione di Trump sarebbe positiva perché “costituirebbe un freno all’agenda progressista e globalista che ci sta danneggiando, in molti ambiti”. Per il 13,1% sarebbe positivo “dopo tutto, in quanto l’Europa dovrebbe fare da sola in molti campi, come la difesa, e sarebbe l’occasione di una maggiore integrazione europea”. Per il 25,4%, invece, sarebbe negativo poiché “ispirerebbe un passo indietro nel campo dei diritti, della tolleranza, dell’integrazione” mentre per il 13,1% sarebbe negativo perché “il suo isolazionismo ci danneggerebbe economicamente e favorirebbe una disgregazione dell’Europa”.
    Fonte: Termometro PoliticoIn merito al suicidio della ristoratrice Pedretti, molti hanno criticato il ruolo degli influencer nel creare una gogna pubblica. In questo caso, la maggioranza degli italiani è molto critica nei loro confronti. Per il 43,2% “gettano fango anche sulle persone comuni, che non possono difendersi, per avere più engagement” mentre per il 32,8% “hanno esagerato come altre volte, anche se probabilmente alla base del suicidio ci sono anche motivi personali”. In pochi li difendono considerandoli utili e importanti per il loro ruolo sui social come scovare fake news (3,2%).
    Fonte: Termometro PoliticoLa maggioranza degli intervistati non nasconde la sua preoccupazione per la concentrazione di ricchezza nelle mani di poche persone. Per il 54,4% ciò rappresenta “un pericolo per la democrazia in quanto multinazionali e miliardari manipoleranno i governi ed elettori attraverso i media al punto che non si potrà più parlare di reale democrazia”. Il 20,9% attenua questa paura ritenendo che i poteri economici “avranno sempre più influenza, ma, laddove è presente, la democrazia rimarrà”. Il 16,9% afferma invece di “non temere questo fatto”, ponendo l’accento sul vero problema quello “del peggioramento delle condizioni di vita di chi non è ricco”.
    Fonte: Termometro PoliticoLa fiducia degli italiani in Giorgia Meloni si attesa a poco più del 40%. Le intenzioni di voto registrate da Termometro Politico danno in calo Fdi e Pd rispettivamente al 29,1% e al 19,3%, in rialzo le quotazioni di M5S (16,3%), Lega (9,6%) e Forza Italia (6,5%). Azione e Sinistra/Verdi sono sopra la soglia del 3%.
    Fonte: Termometro PoliticoSondaggio TP: nota metodologica

    Sondaggio realizzato con metodo CAWI, 4200 interviste raccolte tra il 16 e il 18 gennaio 2024.
    L'articolo Sondaggio Tp: Trump risolutore di conflitti per un italiano su due proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Andrea Turco
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    Lightbulb Sondaggi TP: quasi 3 italiani su 4 contro attuale installazione autovelox


    Sondaggi TP: quasi 3 italiani su 4 contro attuale installazione autovelox
    Nell’ultimo sondaggio settimanale di Termometro Politico parliamo di un tema di politica interna che ha fatto discutere tantissimo: quello relativo alla sicurezza stradale. Abbiamo posto l’accento su tre diversi elementi: il primo, riguardante la bontà dell’uso degli autovelox; il secondo, riguardante le “zone 30”; il terzo, riguardo l’azione di “Fleximan”, nome d’arte attribuito a un cittadino che sta rompendo i rilevatori di velocità nel Nord Italia.
    Poi, focus su “gap generazionale” e, in chiusura, le intenzioni di voto e la fiducia in Giorgia Meloni.
    Sondaggi TP: sugli autovelox e le zone 30, gli italiani hanno una idea ben chiara

    Per la sicurezza stradale sì, ma fino a un certo punto. Si potrebbe riassumere così il pensiero del campione estrapolato da oltre 4.000 rispondenti al nostro sondaggio settimanale. In primis abbiamo chiesto se “gli autovelox servono per la sicurezza stradale o per fare cassa”. La risposta più gettonata – che pesa più di tutte le altre risposte messe insieme – è quella che afferma che sono nati per una ragione giusta, ma “ne sono stati messi così tanti solo per cercare di fare cassa”. È il 50,1% che risponde in questo modo. Si aggiunge, poi, una quota non indifferente di persone radicalmente contrarie alla rilevazione di velocità: “i limiti imposti sono anacronistici, le mute sono troppo alte, gli autovelox sono troppi e posizionati per truffare i cittadini, non per proteggerli”. Risponde così un 23,8% del campione (quasi una persona su quattro. Dall’altra parte, c’è un 15,7% che afferma che siano indispensabili per limitare la velocità e salvare vite umane, e un ultimo 9,4% che pur affermando la loro necessarietà, crede che, forse, le multe siano troppo salate.
    Per quanto riguarda le zone 30, l’opinione è decisamente più variegata. Le opzioni più gettonate sono quelle intermedie, con un buon 36,8% che si reputa a favore ma che dovrebbe coprire “solo le aree effettivamente residenziali, non le strade a scorrimento veloce e i viali”. Per un 25,4% del campione invece non sono necessari (aumentano il traffico e peggiorano il tenore di vita) anche perché “il limite di 50km/h, dossi e autovelox sono sufficenti”. Segue un 21,5% radicalmente contrario e che la vede come una “imposizione ideologica”. Infine, la risposta meno popolare (14,8%) è quella che vede le zone 30 come “indispensabili: è provato che salvano vite riducendo incidenti e gravità, e spingono a usare mezzi alternativi alle auto”.
    sondaggi zona 30Sondaggi politici e sondaggi elettorali: l’opinione relativamente negativa su Fleximan e un particolare gap generazionale

    Proseguendo sulla linea della sicurezza stradale, autovelox e misure di protezione, non si poteva non parlare di Fleximan (persona che sta distruggendo vari rilevatori di velocità in Veneto). La gran parte delle persone crede che agisca in modo illegale ma che le Amministrazioni dovrebbero riflettere sull’entità delle multe per i cittadini (47,6%). Un 18,7% crede che sia propriamente un criminale e che oltre a violare la legge mette in pericolo la vita degli automobilisti, e che quindi va fermato al più presto. Nel complesso, quindi, quasi 2 italiani su 3 esprimono la loro contrarietà circa le azioni di Fleximan.
    Dall’altra parte, un 19,7% gli dà ragione ma crede che “non è questo il modo di risolvere il problema, ci vuole una azione politica spinta da una protesta dei cittadini”. Infine, un 10,8% opterebbe per l’abolizione degli autovelox e appoggia pienamente Fleximan, affermando che “dovrebbero fare come lui in tutta Italia”.
    Per ultimo, chiudiamo con una domanda legata alla differenza di preparazione e competenze tra vecchie e nuove generazioni. Il 45% del campione crede che vi sia un evidente peggioramento nelle competenze a causa del deterioramento del sistema educativo e della tecnologia. Un 27,6% invece ritiene che per quanto i giovani studino più a lungo, non vengono educati al sacrificio e all’impegno. Dall’altro lato, invece, un 19,3% sostiene che i giovani d’oggi siano più preparati rispetto alle passate generazioni, pur mancando degli investimenti adeguati nell’istruzione. Infine, per un 5,6% i giovani sono più attenti al proprio futuro e per questo anche più preparati rispetto alle altre generazioni, e questo grazie anche alle nuove tecnologie.
    Sondaggi elettorali: poche variazioni su intenzioni di voto e fiducia in Giorgia Meloni

    Chiudiamo con sondaggi elettorali e sondaggi politici riguardante le intenzioni di voto e la fiducia nel premier Meloni. Quest’ultima si mantiene stabile, al di sopra del 40%. In vista delle europee, Fratelli d’Italia sembra irraggiungibile, godendo attualmente del 29% delle preferenze. Tuttavia, alcuni dati potrebbero cambiare quando cominceranno i rilevamenti specifici per le prossime elezioni europee.
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, giù FdI, il Pd torna al 20%


    Gli italiani non si sentono sicuri nelle strade del luogo in cui vivono
    Questa settimana i sondaggi elettorali di Swg portano importanti novità anche nelle intenzioni di voto. Il centrodestra perde in tutto mezzo punto, ma la grande maggioranza di questo calo è responsabilità di Fratelli d’Italia, che arretra dello 0,4% e scende al 28,1%, sempre più lontano da quella soglia del 30% che sembrava essere l’obiettivo del partito di Giorgia Meloni. Giù anche la Lega, dall’8,7% all’8,5%, mentre Forza Italia guadagna un decimale e va al 7,3%.
    Il dato più rilevante però è il ritorno del Pd al 20%, grazie a un incremento importante, di mezzo punto in una sola settimana. Il partito di Schlein non cannibalizza più di tanto gli alleati: Verdi e Sinistra, anzi, raggiungono il 4%, crescendo di un decimale, mentre +Europa ne perde uno ed è al 2,4%. Perfettamente stabile, al 15,9%, è il Movimento 5 Stelle.
    Fermo sulle proprie posizioni, al 4,3%, è anche Azione, mentre Italia Viva scende di due decimali al 3,1%
    Tra i partiti minori fa il suo ingresso nei sondaggi Sud chiama Nord che sale di due decimali all’1,1%. Su dello 0,2% anche Per l’Italia, ora all’1,6%, mentre Unione Popolare è ferma all’1,3%. Le liste sotto l’1% complessivamente sono al 2,4%


    Sondaggi elettorali Swg, i reati più temuti sono i furti in appartamento

    Le altre domande di questi sondaggi elettorali di Swg si focalizzano anche sul tema della sicurezza, da sempre molto caldo. Scende la percentuale di quanti affermano che la criminalità è in aumento nella propria città, è del 43%, la più bassa degli ultimi 20 anni. È invece più alta, del 55% quella di chi dice di non sentirsi al sicuro nelle strade del luogo in cui abita.
    Il 66%, però ha comunque fiducia nella polizia e nelle forze dell’ordine. Questa percentuale non è mai scesa nel tempo al di sotto del 65% del 2015.
    Non è un caso che a essere maggiormente legata alla percezione di sicurezza è proprio la presenza delle forze dell’ordine. Lo dice il 42%, che diventa del 51% nel caso degli uomini. Il 21% cita invece l’illuminazione pubblica, mentre il 19% l’essere accompagnati da persone di fiducia. Nel caso delle donne qui si sale al 27%, mentre per il 18% è presenza di telecamere e strumenti simili.
    Cosa temono di più gli italiani? Certamente i furti negli appartamenti, li nomina il 42% degli intervistati. Sono seguite dalla violenza delle bande giovanili, 30%, e dagli atti vandalici, 28%. Vengono poi lo spaccio, gli incidenti provocati da ubriachi e drogati. L’immigrazione clandestina e le molestie sessuali sono citati meno, dal 22% e dal 15%.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 31 gennaio e il 2 febbraio con metodo Cawi su 800 soggetti, mentre le intenzioni di voto tra il 31 gennaio e il 5 febbraio, su 1.200 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
    L'articolo Sondaggi elettorali Swg, giù FdI, il Pd torna al 20% proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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