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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #231
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, Fratelli d’Italia sale ancora, è al 30,7%


    In netto aumento anche la fiducia nell’esecutivo
    Non si ferma la crescita del centrodestrasecondo gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné, che mostrano, in particolare, una avanzata di Fratelli d’Italia che arriva al 30,7% salendo di due decimali rispetto a una settimana fa e di mezzo punto rispetto al mese scorso. Se poi la Lega è stabile, all’8,5%, Forza Italia è aumentata dello 0,2% all’11,2%.
    All’opposizione, invece, prevale il segno meno, soprattutto per il Movimento 5 Stelle, ora al 12,2%, in discesa dello 0,3% sulla scorsa settimana e dello 0,2% rispetto al mese scorso. Più stabile il Pd, al 21,4%, in salita di un decimale rispetto alla settimana scorsa, ma in calo di uno su settembre.
    Male Verdi e Sinistra che scendono sotto il 6%, al 5,9%, perdendo ben lo 0,6% rispetto allo scorso mese. In compenso le cose vanno meglio ai centristi: se +Europa non si muove rispetto all’1,5% di settembre, Azione vede una crescita di tre decimali, andando al 3,5%, e Italia Viva guadagna un decimale ed è all’1,9%. Giù, infine, i partiti minori, che vanno al 3,2% perdendo due decimali.

    Sondaggi elettorali Tecné, in discesa la popolarità di Elly Schlein

    Coerenti con questi dati sono quelli sulla fiducia degli italiani nel governo, che secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné è un crescita, ha raggiunto il 43%, lo 0,4% in più rispetto a settembre, mentre sono scese di mezzo punto, al 49,3%, le opinioni negative.

    Ancora più eloquenti sono i numeri sul gradimento dei leader. Aumenta quello per quelli di centrodestra, con Giorgia Meloni che arriva al 46,3%, mezzo punto in più rispetto a un mese fa, e Antonio Tajani al 39,5%, lo 0,3% in più rispetto a un mese fa. Su anche Matteo Salvini, che in un mese cresce di due decimali al 27,2%.
    Dopo una fase di incremento, invece, per Giuseppe Conte c’è stato un arretramento dello 0,3% al 31,1%, ma più forte è la discesa di Elly Schlein che ha perso lo 0,5% in un mese andando al 28,8%, solo un 1,6% in più rispetto a Salvini.
    Dietro, è in salita solo Carlo Calenda, che aumenta dello 0,4% rispetto a settembre e va al 21%, mentre per Bonelli e Fratojanni c’è un calo dello 0,4% che li porta al 15,6% e al 15,4%. Ancora peggio va a Magi, che perde lo 0,6% ed è al 14,2%, e a Renzi, sempre ultimo e in arretramento di un altro mezzo punto al 13,4%.
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, Fratelli d’Italia sale ancora, è al 30,7% proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #232
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, tregua a Gaza: è una vittoria di Trump e Israele, non dei pales


    Sondaggi politici, tregua a Gaza: è una vittoria di Trump e Israele, non dei palestinesi
    Bentornati con il consueto sondaggio settimanale targato Termometro Politico, basato sulle principali notizie di attualità nazionale e internazionale. Non possiamo che concentrarci, in questa occasione, sulla firma della tregua a Gaza. Durerà? Chi ne esce vincitore? E poi, spazio alle possibili cessioni di sovranità per ragioni di competitività. In più, spazio all’utilità del linguaggio inclusivo. In conclusione, come sempre, intenzioni di voto e fiducia nella premier Meloni. Cominciamo.
    Sondaggi politici TP: la tregua a Gaza non durerà, secondo la gran maggioranza degli italiani

    Dopo la tregua, sarà pace? Per un conflitto che va avanti da oltre settant’anni, c’è solo una minoranza che si dichiara fiduciosa: per il 16,7% “Trump e moltissimi leader internazionali ci hanno messo la faccia, credo che questa volta ci sarà una vera pace”.
    Per il resto, si va verso opzioni più o meno negative. La gran parte del campione (39,4%, quindi quasi 4 italiani su 10) ritiene che “Non ci sarà la pace definitiva, ma si tornerà alla calma precaria precedente al 7 ottobre, che è comunque meglio di quanto avvenuto negli ultimi due anni”.
    Con percentuali simili, il 22,6% asserisce che “Anche se forse non ci saranno i massacri degli ultimi due anni, non credo ci sarà pace e penso che torneranno presto gli scontri”. Infine, la visione maggiormente pessimistica, su una tregua di brevissima durata, è scelta da quasi una persona su cinque (19,5%): “Non ci sarà pace, credo che la guerra ricomincerà a breve, i termini dell’accordo sono troppo vaghi, non è stato deciso nulla di concreto”.
    C’è un dato interessante riguardante i non rispondenti, che è estremamente basso, appena l’1,8%. Per tematiche di politica internazionale, si tratta di una percentuale irrisoria e che conferma quanto la tematica sia diventata portante nel dibattito pubblico italiano.
    Sondaggi politici elettorali TP 17 ottobre 2025, quanto durerà la tregua a GazaAlla fine, chi ne esce vincitore? Per moltissimi, il mattatore (in positivo) è Donald Trump

    Dopo il conto di circa 70.000 morti e un massacro/genocidio (a seconda delle credenze personali), la risposta più frequente su chi sia il vero vincitore dall’accordo su Gaza è che “non c’è nessun vincitore”: la pensa così il 34,9% degli italiani. C’è, però, un volto che spicca sopra tutti, ed è quello del presidente Trump, per molti (29,7%) vero autore dell’accordo. A questi, si aggiunge un altro 16,6% che considera l’accordo su Gaza come una vittoria per lo stesso Trump ma anche per Israele. L’ultima risposta con una certa rilevanza è quella che afferma che è una vittoria per tutti, opzione scelta dal 9% del campione. Le altre sono residuali e si segnala come praticamente nessuno veda l’accordo come una vittoria di Hamas (1%) o dei palestinesi (0,6%).
    Sondaggi politici elettorali TP 17 ottobre 2025, i vincitori della treguaSì a cessione di sovranità per maggioranza degli italiani

    Il ministro della Difesa Crosetto ha detto che per competere nel mondo in alcuni settori i Paesi europei dovranno cedere sovranità all’UE. Abbiamo chiesto ai nostri lettori se si trovano d’accordo.
    Ebbene, per un 37,6% c’è pieno sostegno: “Sì, totalmente, di fronte a concorrenti globali come Cina e Usa solo un’economia di grandi dimensioni e integrata può competere”. Segue, con il 20%, la parte di campione che afferma che “Sì, in parte, il discorso può essere valido, ma solo per pochissimi settori strategici come le materie prime”. La maggioranza – anche abbastanza rilevante – del campione approva quindi una cessione di sovranità pur di mantenersi competitivi.
    Dall’altro lato, c’è un 15,8% che sarebbe più per lo status quo, affermando che “l’UE ha già assorbito molte competenze dagli Stati membri, non c’è nessuna necessità di andare oltre. Meglio che le cose rimangano come sono”. Infine, il 21,8% dei rispondenti è totalmente contrario e, anzi, sostiene che “con questa posizione tradisce il suo elettorato sovranista. L’Ue è un errore storico da cui anzi dovremmo uscire”.
    Le discrepanze sul linguaggio inclusivo, tra l’utile, il necessario e il dannoso

    Prima di passare alle intenzioni di voto e fiducia nella premier Meloni, parliamo di una tematica sempreverde di carattere culturale: il linguaggio inclusivo. Abbiamo chiesto ai lettori se la diffusione del cosiddetto linguaggio inclusivo è un fatto positivo. Qui, le risposte si distribuiscono senza particolari picchi, con le due opzioni “estreme” che tirano di più. Per un 27,3% “è dannoso, rappresenta una forzatura ideologica che distorce la realtà”, mentre per il 25,7% è giusto perché “si tratta di rispettare realmente tutti, a prescindere dal sesso o dall’orientamento di genere”
    Nel mezzo, il 23,6% che ritiene che il linguaggio inclusivo “Può essere utile in alcuni contesti particolari, ma non si deve esagerare con alcune forzature”. Infine, il 18,1% sceglie l’opzione più… secca: “È sostanzialmente inutile, non migliora realmente la vita di nessuno”.
    Nel complesso, c’è una leggera maggioranza di favorevoli al linguaggio inclusivo (49,3% vs 45,4%), anche se il sostegno è legato alla diffusione solo in alcuni contesti, evitando forzature.
    Sondaggi politici elettorali TP 17 ottobre 2025, linguaggio inclusivoSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 17 ottobre 2025:

    E chiudiamo con intenzioni di voto e fiducia in Giorgia Meloni. Vediamo che rispetto alla scorsa settimana il primo partito italiano, Fratelli d’Italia, risale di due decimi, mentre il M5S cala dal 12,4 fino al 12,1%. Risale, invece, il PD, di nuovo al 22% e in risalita di un decimo. Testa a testa, come sempre, tra FI e Lega, appaiate all’8,6%. Scende AVS, al 6,4%, dopo il miglior dato da tempo della scorsa settimana (6,6%). Tra i partiti minori, Azione al di sopra della soglia di sbarramento (3,1%). Poi, a seguire, Italia Viva (2,4%), Più Europa (1,8%) e Democrazia Sovrana Popolare (1,4%). Chiudono la lista Pace Terra Dignità (1,1%) e Noi Moderati (1,1%) Gli altri partiti ottengono nel complesso l’1,6%.
    Stabile la fiducia in Giorgia Meloni

    Chiudendo sulla fiducia nella premier, per la seconda settimana consecutiva Meloni riesce ad ottenere una fiducia superiore al 40% e arriva al 40,5%. Riscende per la prima volta sotto il 50% il dato di chi non ha la minima fiducia nella premier (49,5%). Nel dato aggregato, la sfiducia ((58,8%) rimane comunque ampiamente superiore alla fiducia accordata.
    Sondaggi politici elettorali TP 17 ottobre 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 3.000 interviste raccolte tra l’8 e il 9 ottobre 2025
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  3. #233
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Demopolis, Fratelli d’Italia supera il 30%, 7 punti di distacco d


    Sondaggi elettorali: nuovo aggiornamento delle intenzioni di voto dell’Istituto Demopolis. Dati in linea con quelli rilevati anche dagli altri studi demoscopici. Ottima salute per il partito maggiore azionista dell’esecutive Meloni. Bene anche gli altri partiti che compongono la maggioranza di centrodestra. Forze di opposizione stabili, anche in coalizione rimangono lontanissime dalla compagine che sostiene il governo.
    Fratelli d’Italia supera il 30%

    Sondaggi elettorali. L’istituto Demopolis aggiorna le proprie intenzioni di voto alla data del 15 ottobre 2025. Nell’ultimo sondaggio realizzato come di consueto per la trasmissione Ottoemezzo di La7 non si fotografano particolari scossoni. Fratelli d’Italia continua a godere di ottima salute e torna sopra il 30% dopo l’appannamento dei mesi estivi. Il partito di Giorgia Meloni traina il centrodestra che d’altra parte può contare sulla stabilità di Forza Italia e Lega che restano comunque sotto il 9%. Nessun cambiamento particolare rispetto all’andamento degli ultimi mesi neanche nel campo delle opposizioni. Il Pd al 23% rimane di gran lunga il polmone più ampio del campo largo. Dietro il Movimento 5 Stelle sembra ormai essersi attestato intorno al 12,5%. Bene per Demopolis anche Avs che risulterebbe più vicina al 7% che al 6% dove invece viene collocata da molti altri sondaggi.
    Aggiornamento delle intenzioni di voto Demopolis – termometropoliticoNota informativa
    Sondaggio realizzato tra il 13 e il 14 ottobre 2025 dall’Istituto di ricerche – Demopolis su commissione della trasmissione 8 e mezzo di La7. La rilevazione è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne selezionato in base a 1.540 interviste realizzate con metodo misto Cati-Cawi. Margine di errore al 3%:
    L'articolo Sondaggi elettorali Demopolis, Fratelli d’Italia supera il 30%, 7 punti di distacco dal Pd proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Guglielmo Sano
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  4. #234
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, FdI arriva al 31%


    Cessate il fuoco a Gaza, gli italiani non si fidano
    La principale novità dei sondaggi elettorali di Swg questa settimana è il raggiungimento da parte di FdI del 31%, dopo un’ulteriore lieve crescita, dello 0,2%, è la percentuale più alta toccata da molto tempo per il partito della premier. L’aumento non è però a discapito degli alleati: se la Lega effettivamente perde due decimali e va all’8,5%, per Forza Italia e Noi Moderati c’è un incremento dello 0,1% che li porta rispettivamente al 7,9% e all’1%.
    Nel centrosinistra continua il cattivo momento del Movimento 5 Stelle, dopo la sconfitta alle regionali. È in discesa dello 0,2% al 13,2%, come anche Verdi e Sinistra, che calano al 6,6%, mentre il Pd recupera consenso e sale di tre decimali andando al 22,1%.
    Al centro sono tutti in arretramento, mentre Azione scende sotto il 3%, lasciando sul terreno lo 0,2%, +Europa e Italia Viva perdono un decimale ognuno andando al 2,3% e all’1,8%, mentre i partiti minori crescono al 2,7%

    Sondaggi elettorali Swg, il 74% riconosce a Trump il merito per la pace di Gaza

    Il Medio Oriente continua a tenere banco. Se l’89% degli italiani ritiene il cessate il fuoco a Gaza positivo, la maggioranza non pensa che durerà. Per il 30% durerà solo qualche settimana, pe il 33% qualche mese e solo per l’11% per molti anni.
    Non sono pochi quelli che ritengono il cessate il fuoco sbilanciato. Per questi sondaggi elettorali di Swg il 28% degli italiani lo considera troppo favorevole a Israele, e la cifra diventa del 49% tra chi vota per l’opposizione, mentre per il 39% è troppo favorevole a Hamas. Tantissimi, il 32%, sono gli indecisi, mentre per il 31%, il 52% di chi vota centrodestra, si tratta di un accordo equilibrato.
    Dato rilevante, per il 74% Trump ha contribuito all’accordo più di tutti gli altri, ma solo per il 17% il presidente americano avrebbe meritato per questo il Nobel per la pace.
    Per il 61%, poi, un ruolo importante lo hanno avuto i leader arabi e per il 52% la pressione dell’opinione pubblica mondiale. Pochi, il 34%, danno credito a Netanyahu e ancora meno il 30%, ad Hamas e ai leader europei.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 15 e il 17 ottobre su 800 soggetti con metodo Cawi, mentre quelli sulle intenzioni di voto dal 15 al 20 ottobre con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone.
    L'articolo Sondaggi elettorali Swg, FdI arriva al 31% proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  5. #235
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, maggioranza italiani approva cessione del Donbass alla Russia p


    Sondaggi politici TP, maggioranza italiani approva cessione del Donbass alla Russia per arrivare alla pace
    Bentornati con il nostro tradizionale sondaggio del venerdì, in cui si porta il punto di vista degli italiani sui principali temi di attualità politica nazionale e internazionale. Anche per questa settimana, focus sulla politica internazionale e, in particolare, sul conflitto russo-ucraino. Partiamo da qui.
    Sondaggi TP, Russia maggior responsabile del proseguimento della guerra, ma….

    Cominciamo subito, diretti: perché non si riesce a raggiungere la pace in Ucraina? Chi non la vuole? Abbiamo posto una serie di attori e la risposta dominante è che “È la Russia che rifiuta di fermarsi, Putin punta a occupare più territorio ucraino possibile e vuole più tempo per farlo”. Questa opzione viene scelta dal 46,2%, risultando di gran lunga la preferita del set.
    Al secondo posto nella graduatoria vengono identificati i Paesi europei, che “con la pace non potrebbero usare i soldi dei cittadini per arricchire alcuni grossi industriali attraverso il riarmo” (19,2%). Segue, poi, “L’Ucraina, che ha aspettative irrealistiche, vuole riconquistare i territori occupati e non accetta di cedere il Donbass per raggiungere la pace”.
    Particolarmente interessante, però, è il dato che pone in ultima posizione gli Stati Uniti, opzione scelta da appena il 12,4% del campione. La spiegazione che si dà è che “dal 2014 soffiano sul fuoco in Ucraina, hanno interessi economici nella prosecuzione degli scontri e quindi nella vendita di armi”.
    Nel complesso, quindi, si denota la spiccata responsabilità della Russia, come attore chiave nel proseguio della guerra sul territorio ucraino. C’è un però….
    sondaggi politici elettorali TP, 24 ottobre 2025, guerra continua in UcrainaAnche se la Russia è responsabile, l’Ucraina deve cedere il Donbass (secondo la maggioranza degli italiani)

    Per ottenere la pace, una buona maggioranza di italiani – oltre 6 su 10 – sostiene che L’Ucraina dovrebbe cedere il Donbass alla Russia come, pare, avrebbe suggerito Trump a Zelensky. Per il 38,9% è propriamente giusto perché “si tratta di un’area da sempre russofona e con legami maggiori proprio con la Russia”. Per un altro 22,6% andrebbe fatto comunque, anche se “sarebbe un’ingiustizia, ma essendo in gran parte già occupato dalla Russia, è una concessione sopportabile in cambio della pace”.
    Il fronte del No alla resa e alla cessione del Donbass è così in minoranza. Per il 12,5% “sarebbe ingiusto dare alla Russia anche una parte di territorio che non è riuscita a conquistare. Ci deve essere un cessate il fuoco sulla linea attuale del fronte”. Infine, per un 21,5% è un No estremamente netto, in quanto “sarebbe una palese violazione del diritto internazionale. La Russia, anzi, deve ritirarsi dai territori occupati illegalmente”. Nel complesso, solo un italiano su tre si pronuncia contrario alla cessione del Donbass.
    sondaggi politici elettorali TP, 24 ottobre 2025, cessione del Donbass alla RussiaUna tregua instabile, per colpa di Israele

    Da un conflitto all’altro, torniamo in Medio Oriente e precisamente a Gaza. Abbiamo chiesto se la tregua reggerà o meno. Una domanda formulata già per la ripresa del nostro sentiment analysis e che conferma la forte sfiducia degli italiani. In particolare, quasi un italiano su due pensa che la tregua non reggerà perché “Israele non ha intenzione di ritirarsi e rinunciare all’occupazione o all’influenza sulla Striscia e non a caso ha già ripreso gli attacchi”. Solo il 17,5% attribuisce colpe simili ad Hamas, secondo cui la milizia islamica “non ha intenzione di cedere le armi e ha tutto l’interesse a riprendere gli scontri, come sta facendo già in questi giorni”.
    C’è anche un 27,5% (più di uno su quattro) che crede che la tregua reggerà “in parte, è molto probabile che ci saranno ancora scontri, ma non al livello precedente alla tregua”. Infine, sono davvero pochi coloro che si mostrano ottimisti. Appena il 7,8% afferma che reggerà: “Sì, anche se a fatica, tutte le parti in causa hanno interesse al mantenimento della tregua”.
    Dopo oltre 70 anni di conflitto – con alcune forti recrudescenze come quello successivo agli attentati del 7 ottobre 2023 -, sono in pochissimi a credere nella pace.
    sondaggi politici elettorali TP, 24 ottobre 2025, tregua a GazaGli italiani si fidano della scienza (ma stando attenti alle fonti)

    Infine, prima di passare alle intenzioni di voto e alla fiducia in Giorgia Meloni, parliamo sempre di fiducia ma nella scienza. Spesso su molti media si legge l’espressione; “lo dice la scienza”. Abbiamo chiesto ai nostri lettori cosa pensano quando leggono una frase di questo tipo.
    La maggioranza degli italiani tende a fidarsi, anche se con delle importanti precisazioni. Infatti, per il 34,7% “Dipende molto dalla fonte della notizia, mediamente sono informazioni affidabili, ma può capitare che ci siano esagerazioni, se non falsità”. Un po’ più ottimista il 22,1% del campione che ritiene che “Tendenzialmente si tratta di informazioni veritiere, certamente più di quelle di tanti complottisti anti-scientifici”.
    Coloro che si mostrano scettici sono una minoranza (numerosa). Per il 23,2% “Soprattutto in Italia nell’informazione c’è moltissima incompetenza, spesso malafede e le notizie sono distorte, non ci si può fidare molto”. Un focus, quindi, più sulla cattiva informazione o vera e propria disinformazione. Con una percentuale minore ma sempre rilevante, il 16,1% che invece punta il dito contro lo stesso ecosistema scientifico: “Sempre più all’interno della comunità scientifica c’è malafede e gli studi sono distorti per soddisfare lobby e interessi di ogni tipo”.
    Gli italiani, quindi, si fidano, ma solo di fonti che considerano effettivamente attendibili. Lo scetticismo si riparte in maniera abbastanza equa, tra media incapaci o in malafede, e sistema di produzione accademica e scientifica corrotto alla radice da interessi di varia natura.
    sondaggi politici elettorali TP, 24 ottobre 2025, fiducia nella scienza e nel consenso scientificoSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 24 ottobre 2025 e fiducia in Giorgia Meloni

    E chiudiamo, come sempre, con le intenzioni di voto della settimana. FdI torna a scendere e torna al 29,6%. Ottima risalita del PD 22,3% che, invece, recupera tre decimi. Stabile il Movimento 5 Stelle al 12,1%, c’è il nuovo – ed ennesimo – contro-sorpasso della Lega (8,7%)ai danni di Forza Italia (8,5%). Tutte In calo di un decimo le altre forze politiche principali: Alleanza Verdi Sinistra (6,3%), Azione (3,0%, al limite della soglia di sbarramento) e Italia Viva (2,3%). Continua a crescere il dato degli “Altri partiti”, adesso all’ 1,8%.
    Infine, sulla fiducia, nella premier, forte contraccolpo per Meloni, che riscende bruscamente al di sotto del 40% e si ferma al 38,7%. Anche il dato sulla sfiducia torna a superare, così, il 60%.
    QUI, IL SONDAGGIO DELLA SCORSA SETTIMANA
    sondaggi politici elettorali TP, 24 ottobre 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 3.000 interviste raccoltre tra il 22 e il 23 ottobre 2025.
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, M5S a picco, -0,8% in un mese


    Cresce, invece, la fiducia nell’esecutivo
    Non si ferma la caduta del Movimento 5 Stelle, secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné, che mostrano un M5S che perde quattro decimali in una settimana e be lo 0,8% in un mese, scivolando all’11,8%. In compenso il Pd recupera parte del terreno perduto e sale dello 0,3%, andando al 21,7%.
    Rimanendo all’opposizione, però, è notevole il segno meno per Verdi e Sinistra, che perdono quattro decimali e vanno al 6%. Al contrario, sono in salita i centristi, Azione e Italia Viva guadagnano lo 0,2% in un mese e vanno al 3,6% e al 2%, mentre +Europa è stabile all’1,5%.
    Nella maggioranza continua a crescere Fratelli d’Italia, che è al 30,8%, lo 0,7% in più rispetto al mese di settembre, ma sale anche Forza Italia, ora all’11,2%, due decimali al di sopra del livello dello scorso mese, mentre è stabile all’8,5% la Lega.
    In discesa di quattro decimali i partiti più piccoli, al 2,9%.

    Sondaggi elettorali Tecné, scende il gradimento nel leader del M5S Conte

    I dati sulla fiducia nell’esecutivo e nei leader sono coerenti con i dati precedenti. Sono lo 0,8% in più rispetto a settembre coloro che approvano l’operato del governo, cioè il 43,3%, mentre scendono di mezzo punto al 49,2% i critici, così come gli indecisi, il 7,5%.
    Tra i leader la preminenza di Giorgia Meloni cresce, il suo gradimento è al 46,4%, lo 0,8% più di un mese fa, e sale, dello 0,6%, anche Antonio Tajani. Al contrario, per questi sondaggi elettorali di Tecné, è in calo il leader del M5S Giuseppe Conte, che perde lo 0,6% e va al 30,9%, ma non ne approfitta Elly Schlein, anch’essa in arretramento a livello mensile: è al 28,9%, lo 0,3% in meno rispetto a settembre. Male a sinistra anche Bonelli e Fratojanni, che scendono rispettivamente dello 0,4% e dello 0,2% al 15,7% e al 15,5%. Giù, dello 0,4%, anche Magi, al 14,2% e Renzi, -0,3% al 13,5%.
    A salire sono invece Calenda, che guadagna lo 0,4% e va al 21,1% e Salvini, che sale dello 0,3% al 27,2%.
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    Lightbulb Sondaggi Bidimedia, gli italiani stanno con Ucraina e Palestina


    Solo il 22% è dalla parte della Russia, e il 23% da quella di Israele
    Nonostante tutto l’attualità è ancora pervasa dalla politica estera, la fragile tregua a Gaza rimane al centro dell’attenzione mediatica, e ancora di più la guerra in Ucraina. Ecco perchè Bidimedia nei suoi sondaggi si è occupato un’altra volta dell’atteggiamento degli elettori su questo tema: stanno dalla parte dell’Ucraina o della Russia? Di Israele o della Palestina?
    Naturalmente sono tanti coloro che si dicono indecisi, ma una tendenza chiara c’è. Gli italiani preferiscono la causa ucraina e palestinese. Se il 27% non si schiera, il 48%, il 2% più che in marzo, sta con l’Ucraina e solo il 22% con la Russia.
    Tutto però dipende dal posizionamento politico: i più filo-ucraini sono gli elettori del Pd, con l’80% e del centro (Azione, +Europa, Italia Viva, Libdem, Ora!), con l’84%. Ma la causa ucraina supera il 50% anche tra gli elettori di Fratelli d’Italia, 53%, di Forza Italia, 56%, e Avs, 52%.
    Scende al 20% e al 21%, invece tra leghisti e pentastellati. Tra questi ultimi sono di più i filo-russi, con il 25%, che diventa il 42% tra i leghisti. Ma il record è quello del 78% tra chi vota Democrazia Sovrana e Popolare.
    Sondaggi Bidimedia, gli elettori di centrodestra si dividono sull’Ucraina, ma stanno con Israele

    Nel caso del conflitto israelo-palestinese nel complesso i numeri non cambiano molto. Prevalgono i filo-palestinesi con il 49%, mentre solo il 23% si schiera con Israele e il 24% si dice neutrale.
    Tuttavia a livello di elettorati i numeri cambiano molto, i sondaggi di Bidimedia dicono che, per esempio, chi vota centrodestra è diviso sull’Ucraina, ma nettamente con Israele. Si schiera con lo Stato Ebraico il 63% degli elettori di Fratelli d’Itali, il 54% di quelli della Lega, il 47% dei forzisti.
    Al contrario nel centrosinistra sono quasi tutti dalla parte della Palestina, l’88% dei democratici, il 91% di chi vota Verdi e Sinistra e il 78% dei pentastellati. Allo stesso modo lo è anche il 39% degli elettori centristi e il 44% di quelli di Democrazia Sovrana Popolare.
    Questi sondaggi politici sono stati realizzati con metodo Cawi su 1000 persone tra il 15 e il 19 ottobre
    L'articolo Sondaggi Bidimedia, gli italiani stanno con Ucraina e Palestina proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  8. #238
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, il M5S scende ancora


    La fiducia nel governo ora supera quella in Meloni
    Le conseguenze dei pessimi risultati delle elezioni regionali penalizzano ancora il Movimento 5 Stelle. Secondo i sondaggi elettorali di Swg, che in questo sono in linea con altri istituti, il M5S, rimane in discesa: perde lo 0,4% e va al 12,8%, ma tra i partiti maggiori solo Fratelli d’Italia e Forza Italia, in realtà, crescono. Salgono entrambi di due decimali al 31,2% e all’8,1%, mentre il Pd ne perde uno ed è al 22% e la Lega arretra dello 0,3% calando all’8,2%.
    Prevalgono i segni più, invece, nei partiti più piccoli: Verdi e Sinistra aumentano dello 0,2% e vanno al 6,8%, come del resto anche Azione e Italia Viva, che ora sono rispettivamente al 3,1% e al 2,5%. In discesa, sempre dello 0,2%, invece, +Europa, all’1,6%.
    Noi Moderati è all’1% e le formazioni più piccole sono ferme al 2,7%.

    Sondaggi elettorali Swg, la fiducia nel governo risale al 39%

    Non è molto usuale l’andamento che sta avendo il gradimento nell’esecutivo in questo momento. Dopo un calo fisiologico seguito alla classica luna di miele, è cominciata da tempo quella risalita che di solito avviene solo in prossimità delle elezioni. Secondo i sondaggi elettorali di Swg la fiducia nel Governo dall’ottobre 2023 a oggi ha guadagnato cinque punti, arrivando al 39%, più del livello della primavera del 2023.
    Il dato saliente, però, è che il gradimento verso l’esecutivo è maggiore di quello verso il Presidente del Consiglio Meloni, che invece è sceso al 38%, il dato peggiore da un anno, anche se piuttosto elevato per un premier. È inusuale, di solito alcuni elettori, in particolari quelli della maggioranza sono critici verso le scelte di un governo, ma continuano ad apprezzare, specie a livello personale, il Presidente del Consiglio.

    Questi sondaggi sono stati realizzati tra il 22 e il 24 ottobre con metodo CAWI su 800 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra il 22 e il 27 ottobre su 1.200 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
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  9. #239
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, sì al nucleare in Italia per 2 persone su 3


    Sondaggi politici TP, sì al nucleare in Italia per 2 persone su 3
    Bentornati con il nostro sondaggio settimanale in cui trattiamo le principali tematiche di attualità politica nazionale e internazionale. Quest’oggi, in particolare, ci centriamo su alcune questioni che hanno diviso l’opinione pubblica, tra cui tassazione degli utili delle banche e gli sfratti. Cominciamo proprio da qui.
    Sondaggi politici TP, gran maggioranza italiani a favore degli sfratti

    Allora, domanda secca: Quando è giusto sfrattare un inquilino in affitto? In merito al caso di una famiglia (con tre bambini) sfrattata da un appartamento a Bologna, abbiamo posto la questione ai nostri lettori. E la gran maggioranza crede che sia giusto. La risposta più frequente, al 35,4%, è quella per cui lo sfratto è giusto “Sempre, il rispetto della proprietà privata è fondamentale. Il proprietario, che sia un privato o un fondo, deve poter disporre del proprio appartamento”. Segue, a breve distanza (32,7%) chi sostiene che “Gran parte delle volte, credo che uno sfratto vada sospeso solo in caso di gravi condizioni si salute e fragilità dell’inquilino, come già stabilisce la legge”.
    La risposta più “intermedia” di tutte viene scelta dal 22,8% del campione: “Non è giusto se grandi proprietari o multinazionali cacciano famiglie senza un’alternativa abitativa, per poi magari riservare l’appartamento agli affitti brevi”.
    Un dato che può risultare interessante è quello per cui solo il 7,5% degli italiani crede che “Prima del diritto alla proprietà viene il diritto alla casa. Finché questo non è garantito, gli sfratti sono sempre ingiusti”.
    Per quella che è stata trattata come una tematica molto complessa e divisiva, sembra ci sia una risposta maggioritaria: la proprietà privata va difesa e questa supera, tranne sporadiche eccezioni, il diritto alla casa.
    Sondaggio politici elettorali TP 30 ottobre 2025, sfratto inquiliniUn sì rotondo alla tassazione sugli utili delle banche

    E poi, altro tema proposto come divisivo (tasse su utili alle banche, si o no?) ma che presenta una risposta quasi plebiscitaria. Per 3 italiani su 4 (il 74,6% dei rispondenti) è una scelta giusta. Anzi: per il 42% crede che “sia troppo lieve, le banche hanno sempre goduto di molti privilegi ingiusti e hanno un potere eccessivo nell’economia”. Segue al 32,6% chi sostiene che “È una scelta giusta e pragmatica: almeno finché godranno degli extra profitti degli alti tassi possono permettersi di versare più imposte”.
    Al 16,4% c’è chi crede che questa tassazione “Non è ingiusta in sé, ma rischia di essere controproducente: le banche aumenterebbero i costi per i clienti per rifarsi delle tasse aggiuntive”. Infine, una parte minoritaria del campione sostiene che “È una violazione del libero mercato, un danno per l’economia e un precedente pericoloso, domani lo stesso principio potrebbe essere applicato ad altri”.
    Sondaggio politici elettorali TP 30 ottobre 2025, tassazione bancheSondaggi politici TP: 2 italiani su 3 sono pronti ad abbracciare il nucleare

    E per rimanere su tematiche di politica interna, abbiamo chiesto se sia giusto tornare al nucleare in Italia. L’ultimo referendum mostrò un “no” rotondo da parte di chi andò alle urne. Tuttavia, ad oggi nel 2025, la maggioranza degli italiani si sente pronta ad avere centrali nucleari vicino casa. Per il 39,% bisognerebbe agire al più presto e “rinunciare al nucleare negli anni ’80 è stato un grave errore”. Il dato probabilmente più rilevante è di quel 25,4% (una persona su quattro) che considera che “Sì, oggi rispetto a 40 anni fa ci sono tecnologie più sicure ed economiche, possiamo pensare a un ritorno al nucleare”. Praticamente, 2 italiani su 3 dicono sì alle centrali nucleari sul territorio nazionale.
    Dalla parte dei contrari, il 20,1% la ritiene una soluzione comunque molto pericolosa e “certamente lo è di più delle energie rinnovabili, su cui invece dovremmo puntare”.
    Infine, un 11,8% che pur non essendo contrario al nucleare di per sé, “in un Paese in cui questo non esiste i costi e i tempi di realizzazione delle centrali sarebbero troppo lunghi”.

    Sondaggio politici elettorali TP 30 ottobre 2025, energia nucleare in ItaliaLe sanzioni alla Russia non sono efficaci (e sono spesso controproducenti)

    Infine, prima di giungere alle intenzioni di voto e fiducia nella premier, abbiamo chiesto se crede che le sanzioni, comprese le ultime americane, danneggeranno seriamente la Russia. E la risposta, tendenzialmente, è negativa. Infatti, per il 29,5% (la moda statistica) Non solo non la danneggeranno seriamente ma “come è già accaduto in realtà le sanzioni danneggiano di più chi le adotta, quindi l’Occidente”. Per il 28,7% “la Russia ha la capacità di adattare la propria economia alle sanzioni e tramite le triangolazioni può evadere le sanzioni come ha sempre fatto”.
    Netta maggioranza rispetto a chi ritiene che “colpirla sulle vendite di petrolio vuol dire colpirla sul vivo. Nel medio periodo la sua macchina industriale e militare potrebbe crollare”, asserisce il 13,1% dei rispondenti. Infine, per poco più di una persona su quattro (25,6%), le nuove sanzioni “la danneggeranno, non penso ci sarà un crollo, ma perderà ulteriormente la capacità di conquistare nuovi territori”.
    Nel complesso, quindi, solo il 38,7% crede in una efficacia delle sanzioni alla Russia, contro il 58,2% che non le considera utili per conseguire gli obiettivi preposti.
    Sondaggio politici elettorali TP 30 ottobre 2025, sanzioni alla RussiaSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 31 ottobre 2025: grande rimbalzo di Fratelli d’Italia, che torna a quota 30

    E chiudiamo, come di consueto, con intenzioni di voto e fiducia nella premier. Spicca un dato, quello di FdI, che fa registrare uno straordinario +0,4% e tornare, così, al 30%. Un incremento che viene compensato dal calo di Lega e Forza Italia, che perdono tre decimi in tutto. Calo netto per l’area d’opposizione, con PD (-0,3%) e M5S (-0,2%) in caduta, mentre si rialza AVS fino al 6,5% (+0,2%). Bene Azione, che passa dal 3 al 3,2%.
    QUI, IL SONDAGGIO DELLA SCORSA SETTIMANA
    sondaggi politici elettorali TP, intenzioni di voto 31 ottobre 2025Per chiudere con la fiducia nella premier, questa torna a salire e si riporta al di sopra del 40%. Un incremento di 1,4 punti rispetto alla scorsa settimana (dal 38,7% al 40,1%).
    Sondaggio politici elettorali TP, 30 ottobre 2025, fiducia in Giorgia MeloniSEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOKTWITTER INSTAGRAM
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  10. #240
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    Lightbulb Sondaggi politici Demos, ancora no dagli italiani al terzo mandato


    I più contrari sono gli elettori del Pd
    Il divario è enorme, del 21%, sul terzo mandato per i presidenti di regione i contrari arrivano al 59%, solo per il 38% dovrebbe essere consentito di correre ancora.
    Gli italiani, insomma, secondo gli ultimi sondaggi politici di Demos, non hanno cambiato idea e non rimpiangono che non ci sia la possibilità per Zaia o De Luca di candidarsi ancora.

    Il dato è piuttosto trasversale, almeno a livello geografico. Il no, con il 62% è più alto nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno, mentre scende al 59% nel Centro Nord (le ex regioni rosse Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria), al 57% nel Centro Sud (Lazio, Abruzzo, Molise) e al 52% al Nord Est.

    Sondaggi politici Demos, gli elettori di Fratelli d’Italia per il terzo mandato

    Il dato del Nord Est non è casuale: qui in molti avrebbero voluto che Zaia avesse potuto candidarsi per la terza volta a presidente del Veneto.
    Tuttavia curiosamente non sono i leghisti i più favorevoli al terzo mandato, solo il 40% di loro lo è, bensì gli elettori di Fratelli d’Italia, il 51% dei quali esprime favorevolmente. No, invece dal 60% dei forzisti, ma sono coloro che votano per l’opposizione i più contrari: tra i pentastellati raggiungono il 68%, mentre tra chi vota Pd salgono al 70%.

    Questi sondaggi politici di Demos sono stati realizzati in settembre con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.028 persone
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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