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    Predefinito La grande protesta dei contadini: cause

    Trattori incolonnati, contadini infuriati, ragioni condivisibili: non si può incassare 0,50 per un un chilo di un prodotto che costa al contadino anche di più e vedere quello stesso prodotto a 4 euro sui banchi dei supermercati. I contadini hanno ragione ma....

    ...ma bisognerebbe fare marcia indietro con la mente e andare alle cause di questo "errore distributivo". E nelle cause ci sono anche loro, i contadini, che hanno creduto a chi gli raccontava che cossì è sicuramente meglio di pomì.....

    Prendo Milano come esempio. Dopo la guerra se una massaia voleva fare la spesa, verdura carne ecc. aveva nel quartiere una serie di picccoli/medi negozi commerciali, drogherie, panifici, ortolani, macellai, salumieri ecc, dove poterlo fare. Quei piccoli esercizi erano quasi sempre a conduzione famigliare, quindi servivano anche per sostentamento di famiglie e anche per bersare pigioni di affitto ai proprietari dei muri dell'esercizio. Poi viene l'anno 1956, e a Milano nasce un nuovo dio chiamato supermercato dal nome facile: Supermarket. Sarà merito del designer svizzero Max Huber che si occupò della grafica dell’insegna con la caratteristica S che si allunga su tutta la scritta, se oggi conosciamo l’Esselunga. I tre fratelli Caprotti (Bernardo, Guido e Claudio), in società con Marco Busnelli, la famiglia Crespi e Nelson Rockefeller sono i proprietari. Al vernissage di inaugurazione partecipò una piccola folla di curiosi, completamente ignara del cambiamento epocale in atto, oltre al presidente della provincia di Milano, Adrio Casati, al vescovo ausiliario, monsignor Sergio Pignedoli, divenuto negli anni Settanta Cardinale, e agli assessori comunali Spalla e Rinaldi in rappresentanza del sindaco, che al tempo era Virgilio Ferrari

    Così, in una traversa di corso Buenos Aires, a metà strada fra piazzale Loreto e i bastioni di porta Venezia, a due passi dalla stazione Centrale è nato il primo supermarket italiano. Caprotti era una ricca famiglia proprietaria di molti terreni e di quattro stabilmenti tessili: a Ponte Albiate, Sovico, Giussano e Macherio; Marco Busnelli era un esperto operatore finanziario; I Crespi erano parte dell'elite milanese, proprietari di ville e terreni, proprietari del Corriere della Sera; Nelson Rockefeller inutile dire chi era. Distribuire il necessario per vivere, gli alimenti, concentrando l'offerta in un unico grandissimo locale, era un'idea già sviluppata in Usa e, come sappiamo, ebbe poi successo anche in Italia. E le conseguenze? Prevedibili: centinaia di migliaia di famiglie (gli ex piccoli commercianti) a spasso, centinaia di miglia di piccoli locali sfitti, un esercito di nuovi disoccupati ma la conseguenza peggiore nacque dalla FORZA dei grandi distributori davanti ai produttori: il prezzo alla fine erano loro, non i produttori, a stabilirlo e qui nasce tutto il casino

    Ecco spiegato perchè anche i contadini , che oggi subiscono, hanno qualche colpa. Quale? aver creduto a partiti che si sapeva avrebbero favorito questa situazione.

    E adesso? Non escludo che a produrre si arrivi anche con il medesimo sistema: entrano capitali finanziari, acqistano terreni, producono. Come? Questa è un'altra storia. Certo non come produceva mio nonno: terreno e letame.....
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  2. #2
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Credo si possa ridurre tutto a un "un tempo qui era tutto campagna"

  3. #3
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Citazione Originariamente Scritto da Querion Visualizza Messaggio
    Credo si possa ridurre tutto a un "un tempo qui era tutto campagna"
    non era ccosì ma facciamo finta, e allora diciamo "qui un tempo era tutta campagna poi è arrivata la speculazione finanziaria dei grandi ricchi ed è diventata miseria"
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  4. #4
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Trattori incolonnati, contadini infuriati, ragioni condivisibili: non si può incassare 0,50 per un un chilo di un prodotto che costa al contadino anche di più e vedere quello stesso prodotto a 4 euro sui banchi dei supermercati. I contadini hanno ragione ma....

    ...ma bisognerebbe fare marcia indietro con la mente e andare alle cause di questo "errore distributivo". E nelle cause ci sono anche loro, i contadini, che hanno creduto a chi gli raccontava che cossì è sicuramente meglio di pomì.....

    Prendo Milano come esempio. Dopo la guerra se una massaia voleva fare la spesa, verdura carne ecc. aveva nel quartiere una serie di picccoli/medi negozi commerciali, drogherie, panifici, ortolani, macellai, salumieri ecc, dove poterlo fare. Quei piccoli esercizi erano quasi sempre a conduzione famigliare, quindi servivano anche per sostentamento di famiglie e anche per bersare pigioni di affitto ai proprietari dei muri dell'esercizio. Poi viene l'anno 1956, e a Milano nasce un nuovo dio chiamato supermercato dal nome facile: Supermarket. Sarà merito del designer svizzero Max Huber che si occupò della grafica dell’insegna con la caratteristica S che si allunga su tutta la scritta, se oggi conosciamo l’Esselunga. I tre fratelli Caprotti (Bernardo, Guido e Claudio), in società con Marco Busnelli, la famiglia Crespi e Nelson Rockefeller sono i proprietari. Al vernissage di inaugurazione partecipò una piccola folla di curiosi, completamente ignara del cambiamento epocale in atto, oltre al presidente della provincia di Milano, Adrio Casati, al vescovo ausiliario, monsignor Sergio Pignedoli, divenuto negli anni Settanta Cardinale, e agli assessori comunali Spalla e Rinaldi in rappresentanza del sindaco, che al tempo era Virgilio Ferrari

    Così, in una traversa di corso Buenos Aires, a metà strada fra piazzale Loreto e i bastioni di porta Venezia, a due passi dalla stazione Centrale è nato il primo supermarket italiano. Caprotti era una ricca famiglia proprietaria di molti terreni e di quattro stabilmenti tessili: a Ponte Albiate, Sovico, Giussano e Macherio; Marco Busnelli era un esperto operatore finanziario; I Crespi erano parte dell'elite milanese, proprietari di ville e terreni, proprietari del Corriere della Sera; Nelson Rockefeller inutile dire chi era. Distribuire il necessario per vivere, gli alimenti, concentrando l'offerta in un unico grandissimo locale, era un'idea già sviluppata in Usa e, come sappiamo, ebbe poi successo anche in Italia. E le conseguenze? Prevedibili: centinaia di migliaia di famiglie (gli ex piccoli commercianti) a spasso, centinaia di miglia di piccoli locali sfitti, un esercito di nuovi disoccupati ma la conseguenza peggiore nacque dalla FORZA dei grandi distributori davanti ai produttori: il prezzo alla fine erano loro, non i produttori, a stabilirlo e qui nasce tutto il casino

    Ecco spiegato perchè anche i contadini , che oggi subiscono, hanno qualche colpa. Quale? aver creduto a partiti che si sapeva avrebbero favorito questa situazione.

    E adesso? Non escludo che a produrre si arrivi anche con il medesimo sistema: entrano capitali finanziari, acqistano terreni, producono. Come? Questa è un'altra storia. Certo non come produceva mio nonno: terreno e letame.....
    cocco si chiama LIBERO MERCATO-CAPITALISMO,infattio cose avevo un grosso terreno-azienda agricola, avrei smesso da anni,cimmettevo i pannelli fotovoltaici e ci vivevo direndita
    qui in una chiesa un ragazzo prega inginocchiato un dio che non conosce,che non puo sentire,non gridera,non versera lacrime,si domanda solo il mio viaggio è finito o è appena cominciato

  5. #5
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Le cause sono sempre le stesse: troppe pretese dallo stato, poca resa dicono i contadini.

    Hanno ragione. In Italia i disciplinari sono molto rigidi, mentre in altri paesi no.

    I contadini italiani non possono usare molti diserbanti, pesticidi, farmaci ecc ( va bene così), mentre in altri paesi ciò è permesso, almeno in parte.

    Però i prodotti trattati possono essere venduti qui, se arrivano dall’estero.

    Vi piace? A me no.
    “Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

  6. #6
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Citazione Originariamente Scritto da claudiop7878 Visualizza Messaggio
    cocco si chiama LIBERO MERCATO-CAPITALISMO,infattio cose avevo un grosso terreno-azienda agricola, avrei smesso da anni,cimmettevo i pannelli fotovoltaici e ci vivevo direndita
    Cosa mangeresti, un pezzetto di fotovoltaico a pranzo e una parte dell’affitto a cena?
    “Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

  7. #7
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Trattori incolonnati, contadini infuriati, ragioni condivisibili: non si può incassare 0,50 per un un chilo di un prodotto che costa al contadino anche di più e vedere quello stesso prodotto a 4 euro sui banchi dei supermercati. I contadini hanno ragione ma....

    ...ma bisognerebbe fare marcia indietro con la mente e andare alle cause di questo "errore distributivo". E nelle cause ci sono anche loro, i contadini, che hanno creduto a chi gli raccontava che cossì è sicuramente meglio di pomì.....

    Prendo Milano come esempio. Dopo la guerra se una massaia voleva fare la spesa, verdura carne ecc. aveva nel quartiere una serie di picccoli/medi negozi commerciali, drogherie, panifici, ortolani, macellai, salumieri ecc, dove poterlo fare. Quei piccoli esercizi erano quasi sempre a conduzione famigliare, quindi servivano anche per sostentamento di famiglie e anche per bersare pigioni di affitto ai proprietari dei muri dell'esercizio. Poi viene l'anno 1956, e a Milano nasce un nuovo dio chiamato supermercato dal nome facile: Supermarket. Sarà merito del designer svizzero Max Huber che si occupò della grafica dell’insegna con la caratteristica S che si allunga su tutta la scritta, se oggi conosciamo l’Esselunga. I tre fratelli Caprotti (Bernardo, Guido e Claudio), in società con Marco Busnelli, la famiglia Crespi e Nelson Rockefeller sono i proprietari. Al vernissage di inaugurazione partecipò una piccola folla di curiosi, completamente ignara del cambiamento epocale in atto, oltre al presidente della provincia di Milano, Adrio Casati, al vescovo ausiliario, monsignor Sergio Pignedoli, divenuto negli anni Settanta Cardinale, e agli assessori comunali Spalla e Rinaldi in rappresentanza del sindaco, che al tempo era Virgilio Ferrari

    Così, in una traversa di corso Buenos Aires, a metà strada fra piazzale Loreto e i bastioni di porta Venezia, a due passi dalla stazione Centrale è nato il primo supermarket italiano. Caprotti era una ricca famiglia proprietaria di molti terreni e di quattro stabilmenti tessili: a Ponte Albiate, Sovico, Giussano e Macherio; Marco Busnelli era un esperto operatore finanziario; I Crespi erano parte dell'elite milanese, proprietari di ville e terreni, proprietari del Corriere della Sera; Nelson Rockefeller inutile dire chi era. Distribuire il necessario per vivere, gli alimenti, concentrando l'offerta in un unico grandissimo locale, era un'idea già sviluppata in Usa e, come sappiamo, ebbe poi successo anche in Italia. E le conseguenze? Prevedibili: centinaia di migliaia di famiglie (gli ex piccoli commercianti) a spasso, centinaia di miglia di piccoli locali sfitti, un esercito di nuovi disoccupati ma la conseguenza peggiore nacque dalla FORZA dei grandi distributori davanti ai produttori: il prezzo alla fine erano loro, non i produttori, a stabilirlo e qui nasce tutto il casino

    Ecco spiegato perchè anche i contadini , che oggi subiscono, hanno qualche colpa. Quale? aver creduto a partiti che si sapeva avrebbero favorito questa situazione.

    E adesso? Non escludo che a produrre si arrivi anche con il medesimo sistema: entrano capitali finanziari, acqistano terreni, producono. Come? Questa è un'altra storia. Certo non come produceva mio nonno: terreno e letame.....
    sì, però il successo dei supermercati è dovuto a molti fattori e il mondo dei piccoli esercenti non era mica l'Eden. ricordo che negli anni sessanta/settanta si parla di un eccesso di intermediazione, cioè che tra il contadino e l'ortolano di piazza Bausan c'erano troppi passaggi, e che siccome ogni passaggio comportava un ricarico, alla fine la merce sul banco dell'ortolano veniva a costare molto di più di quando veniva venduta dal contadino.
    poi c'è il problema del tempo: fino a quando le donne stavano a casa, uscivano a fare la spesa, avevano i loro fornitori di fiducia, facevano il solito giro prima di rientrare. quando le donne hanno iniziato a lavorare, la spesa si faceva al sabato mattina o dopo il lavoro, per cui trovare tutto il fabbisogno in un unico posto era senz'altro conveniente rispetto a fare il giro del prestinaio, del pusté, del macellaio eccetera.
    non fosse stato Caprotti sarebbero stati altri, ma il futuro era quello ed è abbastanza inutile rimpiangere un passato che sarà stato anche bello, ma che oggi è improponibile. purtroppo? certo: purtroppo, ma è così.
    vergin di servo encomio e di codardo oltraggio

  8. #8
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Citazione Originariamente Scritto da mary ann Visualizza Messaggio
    Cosa mangeresti, un pezzetto di fotovoltaico a pranzo e una parte dell’affitto a cena?
    o gruulo,vendi l energia,e poi ci fai spesa,,ed io furbo come son ci andrei spesso al wellcum
    qui in una chiesa un ragazzo prega inginocchiato un dio che non conosce,che non puo sentire,non gridera,non versera lacrime,si domanda solo il mio viaggio è finito o è appena cominciato

  9. #9
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Citazione Originariamente Scritto da claudiop7878 Visualizza Messaggio
    cocco si chiama LIBERO MERCATO-CAPITALISMO,infattio cose avevo un grosso terreno-azienda agricola, avrei smesso da anni,cimmettevo i pannelli fotovoltaici e ci vivevo direndita
    quindi?
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  10. #10
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    Predefinito Re: La grande protesta dei contadini: cause

    Citazione Originariamente Scritto da claudiop7878 Visualizza Messaggio
    o gruulo,vendi l energia,e poi ci fai spesa,,ed io furbo come son ci andrei spesso al wellcum
    ma se tutti mettono impianti per energia chi fa cose da mangiare, lo sio Tom?
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

 

 
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