



"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


Non cominciamo a cercare scusanti, cè una direttiva chiara della direzione generale di PS in cui di dispone la identificazione di persone che in pubblico manifestino un dissenso o compiano gesti o atti a suscitino le reazioni di terzi.
In pratica io sono andato al cippo dove sono stati fucilati un prete, due donne e tre partigiani a deporre un mazzo di fiori in occasione della ricorrenza dell'eccidio, ebbene la digos mi ha fotografato e identificato, me e chi era con me.
Probabilmente quando andrò a rinnovare il porto d'armi sportivo avrò dei problemi.
Siccome a ricordare certe cose suscita la reazione di queste cose non ne vuole sapere, per la presunta quiete pubblica bisogna intervenire. Ora va così
Non mi portate il paragone delle foibe, perché con me cascate male, io ci sono stato su quei luoghi del martirio di innocente che hanno pagato per le colpe di altri.
La dentro sono finiti non solo gli striani e i dalmati di lungua italiana, ma anche croati collaborazionisti, da sempre odiatori di serbi e bosniaci, come si e visto nel 1955




Era in una manifestazione pubblica. quindi niente privacy. Ma è stato usato per puro pettegolezzo. Ma quel pettegolezzo ai giornali qualche poliziotto lo ha raccontato. In cambio di cosa?
Non c'era alcun dissenso. Erano lì come potevano essere con tutti i politici a piazza del Campidoglio. Il ministro dice che non conoscevano il tizio organizzatore e hanno voluto verificare, quindi sono andati a vedere.
A me sta bene. Non mi sta bene il poliziotto che da il nome dell'ex terrorista ai giornalisti.
Sta idea di informazione che si ricuce a scandali e pettegolezzi è davvero misera.
Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

