
Originariamente Scritto da
fradall
Non ha molto senso paragonare la società russa ad una società occidentale, come sembrava voler apparire nei prima anni del secolo.
Di fatto è una società violenta, verso gli altri e verso se stessa, dove chi ce l'ha tende alla conservazione del potere.
Il ricambio al vertice, cuore e fondamento di una società realmente democratica occidentale non è contemplato, ed in ciò, la società russa sembra assomigliare ad una sistema medioevale, dove è la parola del signore che fà le leggi.
Ho estremizzato, ma ho espresso il concetto informatore. Per cui i russi, come popolo, sono abituati ad accettare il dominatore, perfino a sostenerlo nel suo totalitarismo, in questo aiutato dall'armamentario di ogni dittatura, repressione del dissenso, costrizione fisica, e propaganda filogovernativa fino all'isteria.
In questo senso, almeno in parte somiglia agli USA, dove il sistema come si vede oggi, proporrà una scelta fra due candidati, di cui uno poco lucido per l'età e l'altro con seri problemi psichici di megalomania.
Ma almeno negli USA esistono equilibri di potere, in forma di un parlamento dove le voci dissenzienti possono esprimersi, e di una stampa dove possono essere dibattute le decisioni governative, approvandole o evidenziandone i difetti senza rischiare la galera per decenni.
Anche il sistema giudiziario è sostanzialmente indipendente, pur con qualche squilbrio, ma niente di paragonabile alla corte suprema russa ed ai tribunali regionali.
Non si pone nemmeno il confronto con le democrazie liberali europee, basate sull'inviolabilità dell'individuo e sulla libertà di associazione, nel rispetto delle leggi, non arbitrarie, ma espresse da un organo legislativo e sottoposte ad un organo, il capo dello stato, che ne vigila la costituzionalità,