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  1. #71
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

    Il governo Meloni tra i tanti traguardi è riuscito a quadruplicare gli sbarchi di migranti al fine di agevolare la sostituzione etnica che sta a cuore al ministro dell'agricoltura Lollobrigida.

  2. #72
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

    La storia del fascismo, per chi fosse interessato, è stata ampliamente scritta e documentata dal Prof Renzo De Felice e da Denis Mac Smith, i più grandi storici del fascismo a livello mondiale. Due storici antifascisti e anticomunisti, hanno impiegato la loro esistenza per scrivere quella che è considerata "la Bibbia sul fascismo. Per quanto riguarda il 25 aprile, la Repubblica Italiana è nata dalla vittoria degli alleati e della nostra resa senza condizioni. I valori democratici non appartengono alla resistenza, considerando che la maggior parte dei partigiani era comunista. I comunisti, infatti, non sono mai stati per i valori della democrazia, ma per la dittatura del proletariato. L' Italia aveva già conosciuto i valori della democrazia, prima del 1922.

  3. #73
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

    Citazione Originariamente Scritto da fratemassone Visualizza Messaggio
    La storia del fascismo, per chi fosse interessato, è stata ampliamente scritta e documentata dal Prof Renzo De Felice e da Denis Mac Smith, i più grandi storici del fascismo a livello mondiale. Due storici antifascisti e anticomunisti, hanno impiegato la loro esistenza per scrivere quella che è considerata "la Bibbia sul fascismo. Per quanto riguarda il 25 aprile, la Repubblica Italiana è nata dalla vittoria degli alleati e della nostra resa senza condizioni. I valori democratici non appartengono alla resistenza, considerando che la maggior parte dei partigiani era comunista. I comunisti, infatti, non sono mai stati per i valori della democrazia, ma per la dittatura del proletariato. L' Italia aveva già conosciuto i valori della democrazia, prima del 1922.
    È arrivato un altro frate, brodo lungo e seguitate... ce ne saranno da leggere di cazzate. Sai chi ha firmato la Costituzione democratica antifascista italiana?

    De Felice al massimo era a-fascista, definirlo antifascista mi sembra esagerato.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  4. #74
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    Arrow Ma chi la fa la comunicazione del Partito Democratico, Topo Gigio?


    Ma chi la fa la comunicazione del Partito Democratico, Topo Gigio?
    Disclaimer: questo è un articolo di opinione che riflette l’idea personale dell’autore e che non ha subito alcuna revisione o modifica da parte di Termometro Politico.
    Non pensate all’elefante, mi raccomando. Non dovete ASSOLUTAMENTE pensare all’elefante. È necessario, anzi vitale, che voi non pensiate all’elefante. Bene, nonostante queste raccomandazioni, qual è l’animale che d’un tratto si è materializzato nei vostri pensieri? Qual è la bestia su cui indugiano le vostre elucubrazioni? Ma è chiaro: l’elefante! In un saggio divenuto best-seller negli Usa e intitolato, appunto, “Non pensare all’elefante!”, il linguista George Lakoff analizzava in maniera brillante il grave errore comunicativo commesso dalla sinistra americana durante la presidenza di Bush figlio: se parli con la stessa lingua del tuo avversario finisci per veicolarne le idee, rafforzandole. Il fenomeno dell'”elefante rosa” è diventato famoso nel mondo della psicologia e serve a dimostrare che più proviamo a scacciare dei pensieri invasivi che non ci piacciono, più aumenta la probabilità che quei pensieri rimangano conficcati nella nostra testa.
    Immemore dei grossolani, giganteschi autogol comunicativi realizzati dalla sinistra negli oltre vent’anni di dominio berlusconiano sulla scena pubblica, il PD ha pensato bene di aggiornare la sua personalissima galleria degli orrori con una nuova chicca tutta da ridere. Mi riferisco ovviamente al leggendario post in cui lo scorso 27 aprile gli account ufficiali del PD hanno pensato bene di appiccicare la scritta “Ignoralo” a caratteri cubitali sulla faccia di Roberto Vannacci – candidato con la Lega alle prossime elezioni europee – invitando followers e potenziali elettori a distogliere la loro attenzione dalle “parole d’odio” del generale, che non viene nominato in virtù di una finissima strategia che ha avuto come risultato quello di moltiplicare reazioni e condivisioni del post, rendendolo uno dei più visti della storia social dei dem, e quindi di regalare ulteriore pubblicità gratuita all’autore de “Il mondo al contrario”, già cliccatissimo nelle ricerche sul web e sempre conteso dalle tv. Il tutto accompagnato da un festival di meme, pernacchie virtuali e spassosissime prese per il culo – a partire dalla ‘trollata’ dello stesso Vannacci, che ha trasformato lo slogan/boomerang in una maglietta – verso una delle campagne più ridicole che il PD abbia mai partorito.
    Non occorre un grosso sforzo di memoria per trovare qualcosa di altrettanto imbarazzante. Grave errore, da ‘matita blu’, fu per esempio quello dell’allora segretario dem Walter Veltroni in occasione della campagna elettorale per le politiche del 2008, la prima affrontata dal neonato Partito Democratico: per riferirsi a Silvio Berlusconi, il grande ‘elefante rosa’ a cui la sinistra non ha mai smesso di pensare (nemmeno dopo la sua morte), l’ex sindaco di Roma ricorse a una perifrasi, indicandolo come “il principale esponente dello schieramento a noi avverso”. Schieramento che poi, curiosamente, vinse le elezioni governando per i successivi tre anni prima della crisi degli spread e dell’arrivo a Palazzo Chigi del ‘tecnico’ Mario Monti.
    Come non ricordare poi la coreografia “lo smacchiamo, lo smacchiamo!” eseguita sulle note di “We Will Rock You” sul tetto della sede del PD al Nazareno: un capolavoro del ‘cringe’ che incredibilmente non bastò alla gioiosa macchina da guerra comunicativa di Pier Luigi Bersani per sgominare il ‘giaguaro’ Silvio Berlusconi alle politiche del 2013.


    Le elezioni finirono con un clamoroso pareggio tra PDL, PD e Movimento 5 Stelle nonostante i dem sentissero il profumo del trionfo. Pensava di avere la vittoria in tasca anche Matteo Renzi quando nel 2016 commise il peccato mortale di personalizzare su di sé la sfida del referendum costituzionale (“se perdo, lascio la politica”); i tantissimi elettori a cui stava sulle palle non si lasciarono sfuggire la ghiotta occasione di mandarlo a casa e infatti l’attuale senatore semplice di Rignano dovette sloggiare da Palazzo Chigi dopo la schiacciante vittoria del No.
    Ma l’impressione è che con Elly Schlein il Partito Democratico stia provando a battere il record delle cappellate sul piano della comunicazione: dalla mitologica armocromista a cui la segretaria PD ha scelto di affidare la selezione dei propri outfit (con risultati che sarà solo la storia a giudicare) fino al balletto che ha portato alla sua candidatura alle europee, dove il nome di Schlein non comparirà nel simbolo dem sulla scheda perché troppo “divisivo” (ipsa dixit); per non parlare della tiritera sull’opportunità di candidare o meno Ilaria Salis (che alla fine correrà con Alleanza Verdi Sinistra), della gestione del caso Bari, utilizzato da Schlein per annunciare un repulisti di correnti e cacicchi – gli stessi che tengono in vita la sua segreteria -, o della posizione ambigua sulla guerra in Ucraina e sul sostegno militare a Kiev.



    Come spiegato su L’Espresso dalla semiologa Giovanna Cosenza, allieva di Umberto Eco, “la tradizione di cattiva comunicazione del PD risale dalla sua nascita” e la retorica di Schlein “rientra in questo filone: parole lontane dalla quotidianità, eccesso di astrazione. Nessun esempio concreto o percepibile”. Una strategia che fa acqua soprattutto sul versante social, un campo che i dem presidiano meno di altre forze politiche. Il giornalista e consulente di Public speaking Patrick Facciolo, ospite del podcast di Dario Moccia, non ha esitato a definire “disastrosa” la performance sui social della leader del PD. Live fatte col cellulare “senza ripresa microfonica diretta”, movimenti confusi sui palchi e “persone che la inseguono sulle scalette”: sono alcuni degli errori più grossolani evidenziati dall’esperto di comunicazione. Qualcosa di “incredibile”, osserva ancora Facciolo, dal momento che il Partito Democratico oggi è la forza politica che incassa più soldi dal 2×1000 ma nonostante la mole di risorse a disposizione resta il partito che produce “la comunicazione meno efficace di tutti”. Per citare una celebre battuta di Aldo Giovanni e Giacomo, “il mio falegname con trentamila lire la fa meglio…”.
    DI CARLO III PUOI LEGGERE: Attenzione, il fascismo è tornato in Italia: ecco le prove clamorose
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    Scritto da: Carlo Terzo
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  5. #75
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

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  6. #76
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

    Citazione Originariamente Scritto da magoo Visualizza Messaggio
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    L'indipendente Carlo Terzo ha colpito ancora.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #77
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

    Citazione Originariamente Scritto da CARLO NORD ITALIA Visualizza Messaggio
    Perfetto.
    Nulla da commentare .
    Rimane solo la pocheria sinistra, la loro ipocrisia la bassezza di idee, la loro pochezza e il loro sentire antidemocratico.
    Speriamo che gli italiani, per la loro salvezza, rendano questa stupida sinistra a minimi termini e riappaia una forza diversa.
    Perchè secondo lei difendere degli ignoranti e degli incapaci oltre che EMERITI BUGIARDI (basta confrontare cosa proponevano prima delke elezioni e cosa hanno fatto...) le sembra un bell'esempio di comportamento corretto?

    Le idee socialiste della sinistra le sembrano migliori delle idee liberali della destra che se ne fregano del prossimo e che tutelano i ricchi, i delinquenti ed i truffatori oltre che chi ha i soldi le sembrano migliori?

    Beh allora ha davvero un concetto davvero particolare di ipocrisia...

    Poi se vuol dire che la sinistra in italia non esiste e che di certo non è rappresentata da questo PD che non porta avanti da anni un suo programma politico socialista, le posso anche dare ragione...

    Saluti

  8. #78
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    Predefinito Re: Ma chi la fa la comunicazione del Partito Democratico, Topo Gigio?

    Citazione Originariamente Scritto da POL Visualizza Messaggio

    Ma chi la fa la comunicazione del Partito Democratico, Topo Gigio?
    Disclaimer: questo è un articolo di opinione che riflette l’idea personale dell’autore e che non ha subito alcuna revisione o modifica da parte di Termometro Politico.
    Non pensate all’elefante, mi raccomando. Non dovete ASSOLUTAMENTE pensare all’elefante. È necessario, anzi vitale, che voi non pensiate all’elefante. Bene, nonostante queste raccomandazioni, qual è l’animale che d’un tratto si è materializzato nei vostri pensieri? Qual è la bestia su cui indugiano le vostre elucubrazioni? Ma è chiaro: l’elefante! In un saggio divenuto best-seller negli Usa e intitolato, appunto, “Non pensare all’elefante!”, il linguista George Lakoff analizzava in maniera brillante il grave errore comunicativo commesso dalla sinistra americana durante la presidenza di Bush figlio: se parli con la stessa lingua del tuo avversario finisci per veicolarne le idee, rafforzandole. Il fenomeno dell'”elefante rosa” è diventato famoso nel mondo della psicologia e serve a dimostrare che più proviamo a scacciare dei pensieri invasivi che non ci piacciono, più aumenta la probabilità che quei pensieri rimangano conficcati nella nostra testa.
    Immemore dei grossolani, giganteschi autogol comunicativi realizzati dalla sinistra negli oltre vent’anni di dominio berlusconiano sulla scena pubblica, il PD ha pensato bene di aggiornare la sua personalissima galleria degli orrori con una nuova chicca tutta da ridere. Mi riferisco ovviamente al leggendario post in cui lo scorso 27 aprile gli account ufficiali del PD hanno pensato bene di appiccicare la scritta “Ignoralo” a caratteri cubitali sulla faccia di Roberto Vannacci – candidato con la Lega alle prossime elezioni europee – invitando followers e potenziali elettori a distogliere la loro attenzione dalle “parole d’odio” del generale, che non viene nominato in virtù di una finissima strategia che ha avuto come risultato quello di moltiplicare reazioni e condivisioni del post, rendendolo uno dei più visti della storia social dei dem, e quindi di regalare ulteriore pubblicità gratuita all’autore de “Il mondo al contrario”, già cliccatissimo nelle ricerche sul web e sempre conteso dalle tv. Il tutto accompagnato da un festival di meme, pernacchie virtuali e spassosissime prese per il culo – a partire dalla ‘trollata’ dello stesso Vannacci, che ha trasformato lo slogan/boomerang in una maglietta – verso una delle campagne più ridicole che il PD abbia mai partorito.
    Non occorre un grosso sforzo di memoria per trovare qualcosa di altrettanto imbarazzante. Grave errore, da ‘matita blu’, fu per esempio quello dell’allora segretario dem Walter Veltroni in occasione della campagna elettorale per le politiche del 2008, la prima affrontata dal neonato Partito Democratico: per riferirsi a Silvio Berlusconi, il grande ‘elefante rosa’ a cui la sinistra non ha mai smesso di pensare (nemmeno dopo la sua morte), l’ex sindaco di Roma ricorse a una perifrasi, indicandolo come “il principale esponente dello schieramento a noi avverso”. Schieramento che poi, curiosamente, vinse le elezioni governando per i successivi tre anni prima della crisi degli spread e dell’arrivo a Palazzo Chigi del ‘tecnico’ Mario Monti.
    Come non ricordare poi la coreografia “lo smacchiamo, lo smacchiamo!” eseguita sulle note di “We Will Rock You” sul tetto della sede del PD al Nazareno: un capolavoro del ‘cringe’ che incredibilmente non bastò alla gioiosa macchina da guerra comunicativa di Pier Luigi Bersani per sgominare il ‘giaguaro’ Silvio Berlusconi alle politiche del 2013.


    Le elezioni finirono con un clamoroso pareggio tra PDL, PD e Movimento 5 Stelle nonostante i dem sentissero il profumo del trionfo. Pensava di avere la vittoria in tasca anche Matteo Renzi quando nel 2016 commise il peccato mortale di personalizzare su di sé la sfida del referendum costituzionale (“se perdo, lascio la politica”); i tantissimi elettori a cui stava sulle palle non si lasciarono sfuggire la ghiotta occasione di mandarlo a casa e infatti l’attuale senatore semplice di Rignano dovette sloggiare da Palazzo Chigi dopo la schiacciante vittoria del No.
    Ma l’impressione è che con Elly Schlein il Partito Democratico stia provando a battere il record delle cappellate sul piano della comunicazione: dalla mitologica armocromista a cui la segretaria PD ha scelto di affidare la selezione dei propri outfit (con risultati che sarà solo la storia a giudicare) fino al balletto che ha portato alla sua candidatura alle europee, dove il nome di Schlein non comparirà nel simbolo dem sulla scheda perché troppo “divisivo” (ipsa dixit); per non parlare della tiritera sull’opportunità di candidare o meno Ilaria Salis (che alla fine correrà con Alleanza Verdi Sinistra), della gestione del caso Bari, utilizzato da Schlein per annunciare un repulisti di correnti e cacicchi – gli stessi che tengono in vita la sua segreteria -, o della posizione ambigua sulla guerra in Ucraina e sul sostegno militare a Kiev.



    Come spiegato su L’Espresso dalla semiologa Giovanna Cosenza, allieva di Umberto Eco, “la tradizione di cattiva comunicazione del PD risale dalla sua nascita” e la retorica di Schlein “rientra in questo filone: parole lontane dalla quotidianità, eccesso di astrazione. Nessun esempio concreto o percepibile”. Una strategia che fa acqua soprattutto sul versante social, un campo che i dem presidiano meno di altre forze politiche. Il giornalista e consulente di Public speaking Patrick Facciolo, ospite del podcast di Dario Moccia, non ha esitato a definire “disastrosa” la performance sui social della leader del PD. Live fatte col cellulare “senza ripresa microfonica diretta”, movimenti confusi sui palchi e “persone che la inseguono sulle scalette”: sono alcuni degli errori più grossolani evidenziati dall’esperto di comunicazione. Qualcosa di “incredibile”, osserva ancora Facciolo, dal momento che il Partito Democratico oggi è la forza politica che incassa più soldi dal 2×1000 ma nonostante la mole di risorse a disposizione resta il partito che produce “la comunicazione meno efficace di tutti”. Per citare una celebre battuta di Aldo Giovanni e Giacomo, “il mio falegname con trentamila lire la fa meglio…”.
    DI CARLO III PUOI LEGGERE: Attenzione, il fascismo è tornato in Italia: ecco le prove clamorose
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    Scritto da: Carlo Terzo
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    I social è l'ultimo dei problemi del PD.

    È dalla sua confusa creazione che non ha potuto più portare avanti un programma sociale e sul mondo del lavoro!
    Si è sempre più concentrato unicamente sui problemi di carattere dei diritti civili. Battaglia pregevole ma secondaria per la stragrande maggioranza dei cittadini. Anzi, spesso sulle questioni sociali si è spesso schierata con i liberali e contro le basi stesse del socialismo e della socialdemocrazia!

    Un esempio eclatante sono i Renzi ed i Calenda e tutti quelli a loro ideologicamente vicini che ancora popolano la file della direzione del PD.

    Gente che non ha una visione socialista e popolare come soluzione dei problemi del cittadino ma è per una soluzione liberale che non può avvicinare rappresentare i ceti piu deboli e dei lavoratori alla posizione del partito!

    Troppo spesso si è schierata dalla parte dei benestanti dei "padroni" e non dalla parte del popolo e dei lavoratori dipendenti!

    Probabilmente perchè si sono resi conto che da quella categoria sociale potevano ottenere maggiori guadagni economici per il partito e per se stessi!

    La Shlein votata dal popolo di sinistra contro la volontà di una direzione ad orientamento neoliberale NON VUOLE o non ha il coraggio di rompere con quela classe dirigente tanto è imperniata e presente nella direzione e nei cagli del partito.

    È questo il suo limite. Non capisce che ci vuole un taglio netto con quella parte liberale che non riusciva a trovare spazio in Forza Italia dove si sarebbe potuta ricollllocare meglio politicamente piuttosto che intrufolarsi nel PD!

    Saluti

  9. #79
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    È arrivato un altro frate, brodo lungo e seguitate... ce ne saranno da leggere di cazzate. Sai chi ha firmato la Costituzione democratica antifascista italiana?

    De Felice al massimo era a-fascista, definirlo antifascista mi sembra esagerato.
    a parte la citazione meravigliosa, il frate mette il ditone nella piaga: hanno vinto gli alleati, l'Italia è una potenza sconfitta. Questo mi pare innegabile.

  10. #80
    Moderatore P. Nazionale.
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    Predefinito Re: Commenti ai pezzi di opinione di Termometro Politico

    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    a parte la citazione meravigliosa, il frate mette il ditone nella piaga: hanno vinto gli alleati, l'Italia è una potenza sconfitta. Questo mi pare innegabile.
    Per quello ha chiesto l'armistizio. Poi si è messa dalla parte della democrazia. E questa non è una sconfitta.
    Cum Feris Ferus

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