
Originariamente Scritto da
massimo
forse non sono stato chiaro, spiego meglio
Definisco stato sociale il nostro, quello che amministra più del 43% del PIL, che significa in pratica che chi più ha, più dà e chi meno ha, più riceve. È una terza via perché contempera l'iniziativa privata, necessaria allo sviluppo, con la giustizia sociale, non solo per motivi etici ma anche perché, ripeto ancora, senza compratori non c’è nemmeno produzione.
Questo significa che lo stato detta regole al lavoro (congedi, orari) e soprattutto da noi dà valore legale ai contratti collettivi. D’altra parte, attraverso le leve fiscali (tasse indirette), lo stato differenzia fra vari prodotti secondo esigenze generali, oltre a gestire una serie di imprese nazionali (ferrovie, Finsider, ecc).
Non si tratta del tutto o niente, ma di contemperare esigenze diverse, e si contendono alle elezioni due parti, ciascuna delle quali mette l’accento su una delle due esigenze .
Nel caso particolare di fallimento di grandi imprese, lo stato non le può mantenere in vita artificialmente, anche se alle volte lo fa, ma comunque cerca di salvaguardare per quanto possibile gli interessi dei lavoratori: in effetti un aiuto solidale a chi si ritrova nel bisogno, che è uno dei compiti dello stato.
Non so se sei d’accordo.