Se S. Tommaso avesse voluto ricorrere ad un escamotage truffaldino (come quelli a cui, sofisticamente, sei ricorso tu nel corso della discussione per sostenere le tue tesi), avrebbe cercato di dare una dimostrazione non solo della necessità della creatio ex nihilo sui et subiecti, ma anche della creatio ab initio temporis. Invece, con grande onestà intellettuale e senza infingimenti, l'Aquinate ammise che l'ipotesi della creatio ab aeterno non potesse essere esclusa per via razionale perché non soffriva alcuna impossibilità metafisica, rilevando che tale ipotesi poteva essere esclusa soltanto ed esclusivamente sulla base della Divina Rivelazione. Segno che, a differenza di quello che sostieni, S. Tommaso metteva sì la ragione al servizio della fede, ma rispettandone la giusta diversità ed autonomia.
Venendo invece al merito di quanto dici, non si capisce ove sia l'assurdità della creatio ab aeterno: il fatto che qualcosa esista da sempre, non significa che, in quanto contingente e diveniente, non necessiti comunque di una Prima causa incausata per poter esistere.
Ma come puoi dire tu, se mai, una simile idiozia?! Senza il piede non ci potrebbe essere l'orma in entrambi i casi. Quindi, c'è un rapporto di dipendenza necessaria dell'orma dal piede. E questo rapporto di dipendenza viene chiamato "antecedenza" o "priorità". È un'antecedenza/una priorità di natura, ma non temporale.
No, perché lo si afferma in senso analogico e non univoco. Il principio di causalità della metafisica dice che ogni ente mutabile/mutevole necessita di una causa, non dice che necessita per forza di una causa la cui produzione dell'effetto dovrebbe implicare un motus. L'unico suicidio rilevabile è quello a cui sono condannate le tue posizioni.
Parlando in senso stretto, non essendo l'atto della creazione un mutamento e non essendo, di conseguenza, nemmeno un atto di natura temporale, l'assurdità è affermare che Dio sia mutato, creando. Quindi, è la tua conclusione ad essere sbagliata.
Il paragone è fra l'essere e l'acqua, quindi il fatto che i contenitori esistano già e che la loro esistenza non sia dovuta all'acqua non c'entra nulla.
Per renderti il paragone ancora più comprensibile: immagina un'immensa distesa d'acqua dolce dalla quantità incalcolabile. Ci sono dei contenitori vuoti. Questi contenitori vuoti vengono poi riempiti d'acqua proveniente da questa immensa distesa. L'acqua finita nei contenitori, precedentemente vuoti, è ovviamente circoscritta. L'immensa distesa d'acqua è la ragion d'essere della quantità d'acqua circoscritta presente nei contenitori (se non ci fosse, i contenitori sarebbero rimasti vuoti). Ma, se nei contenitori vuoti non fossero mai state versate tali quantità d'acqua, l'immensa distesa d'acqua sarebbe rimasta comunque tale.
La metafisica dice che tutto ciò che diviene o muta necessita di una causa: questo è il principio di causalità. In che modo tale principio verrebbe violato dalla creazione dal nulla? In nessuno, ovviamente. Per sostenere che ci sia una violazione devi ridurre il pdc all'ex nihilo nihil fit (ovviamente intendendo il verbo fieri in senso univoco). Ma questo è un sofisma, un escamotage dialettico inventato allo scopo di mostrare artatamente una contraddizione che, in realtà, non c'è, giocando ripetutamente sull'equivoco.
L'antitesi che poni non esiste: attraverso un'immagine si può veicolare, seppur con tutti i limiti del caso, una verità di ragione e, se ci si esprime in termini analogici, non significa che non si sia capito ciò che si sta enunciando.





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