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Discussione: Fede o scienza?

  1. #13271
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Bene, è la rivelazione divina a stabilire che l’universo è stato creato dal nulla e ad escludere che sia sempre esistito: da qui hanno inizio i pasticci di Tommaso, che tentando di farne una verità “di ragione” infila un’assurdità dietro l’altra. Una è la creazione dell’essere dal nulla, l’altra la creazione di qualcosa che esiste da sempre.
    Se S. Tommaso avesse voluto ricorrere ad un escamotage truffaldino (come quelli a cui, sofisticamente, sei ricorso tu nel corso della discussione per sostenere le tue tesi), avrebbe cercato di dare una dimostrazione non solo della necessità della creatio ex nihilo sui et subiecti, ma anche della creatio ab initio temporis. Invece, con grande onestà intellettuale e senza infingimenti, l'Aquinate ammise che l'ipotesi della creatio ab aeterno non potesse essere esclusa per via razionale perché non soffriva alcuna impossibilità metafisica, rilevando che tale ipotesi poteva essere esclusa soltanto ed esclusivamente sulla base della Divina Rivelazione. Segno che, a differenza di quello che sostieni, S. Tommaso metteva sì la ragione al servizio della fede, ma rispettandone la giusta diversità ed autonomia.

    Venendo invece al merito di quanto dici, non si capisce ove sia l'assurdità della creatio ab aeterno: il fatto che qualcosa esista da sempre, non significa che, in quanto contingente e diveniente, non necessiti comunque di una Prima causa incausata per poter esistere.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Ma niente affatto, se piede e orma sono nella sabbia dall’eternità non c’è nessuna antecedenza dell’uno sull’altra. Non c’è tempo nell’eternità, quindi nessuna antecedenza: questo è impossibile. Come potete abboccare a simili assurdità?
    Ma come puoi dire tu, se mai, una simile idiozia?! Senza il piede non ci potrebbe essere l'orma in entrambi i casi. Quindi, c'è un rapporto di dipendenza necessaria dell'orma dal piede. E questo rapporto di dipendenza viene chiamato "antecedenza" o "priorità". È un'antecedenza/una priorità di natura, ma non temporale.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Il che significa distruggere il fondamento della metafisica, perché si afferma che l’essere compare dal nulla.
    No, perché lo si afferma in senso analogico e non univoco. Il principio di causalità della metafisica dice che ogni ente mutabile/mutevole necessita di una causa, non dice che necessita per forza di una causa la cui produzione dell'effetto dovrebbe implicare un motus. L'unico suicidio rilevabile è quello a cui sono condannate le tue posizioni.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Quella non è una confutazione, ma un esorcismo che ripeti per non ammettere che, secondo logica, nell’istante in cui il tempo e l’universo sono stati creati, Dio è divenuto creatore e causa prima, quindi non è davvero indiveniente - e quindi la tua conclusione è sbagliata.
    Parlando in senso stretto, non essendo l'atto della creazione un mutamento e non essendo, di conseguenza, nemmeno un atto di natura temporale, l'assurdità è affermare che Dio sia mutato, creando. Quindi, è la tua conclusione ad essere sbagliata.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    E invece no, perché nella tua immagine l’acqua non è causa di tutto ciò che è il contenitore pieno d’acqua, ma solo del suo essere pieno d’acqua: il contenitore chiaramente esiste già e la sua esistenza non è dovuta all’acqua.
    Il paragone è fra l'essere e l'acqua, quindi il fatto che i contenitori esistano già e che la loro esistenza non sia dovuta all'acqua non c'entra nulla.

    Per renderti il paragone ancora più comprensibile: immagina un'immensa distesa d'acqua dolce dalla quantità incalcolabile. Ci sono dei contenitori vuoti. Questi contenitori vuoti vengono poi riempiti d'acqua proveniente da questa immensa distesa. L'acqua finita nei contenitori, precedentemente vuoti, è ovviamente circoscritta. L'immensa distesa d'acqua è la ragion d'essere della quantità d'acqua circoscritta presente nei contenitori (se non ci fosse, i contenitori sarebbero rimasti vuoti). Ma, se nei contenitori vuoti non fossero mai state versate tali quantità d'acqua, l'immensa distesa d'acqua sarebbe rimasta comunque tale.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Ripeto che l’essere non può comparire dal nulla semplicemente perché questo è sempre stato il principio di ogni metafisica dell’essere, e dunque infrangerlo comporta la fine della metafisica.
    Se “è necessaria la causazione da parte dell’Indiveniente e questa causazione non può che essere una creazione dal nulla”, significa che è necessario l’impossibile metafisico, è necessario il suicidio della metafisica.
    La metafisica dice che tutto ciò che diviene o muta necessita di una causa: questo è il principio di causalità. In che modo tale principio verrebbe violato dalla creazione dal nulla? In nessuno, ovviamente. Per sostenere che ci sia una violazione devi ridurre il pdc all'ex nihilo nihil fit (ovviamente intendendo il verbo fieri in senso univoco). Ma questo è un sofisma, un escamotage dialettico inventato allo scopo di mostrare artatamente una contraddizione che, in realtà, non c'è, giocando ripetutamente sull'equivoco.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    E infatti sei costretto a dire che questo inizio dell’essere dal nulla si deve intendere in senso analogico.
    Quindi, o parlando di creazione dal nulla si intende solo dare una suggestione, un’immagine che imprecisamente allude a una verità che ci sfugge e non possiamo davvero capire ed esprimere, oppure si intende dare una verità di ragione, e dire che veramente Dio ha creato dal nulla, e in questo caso l’edificio metafisico crolla (che uno voglia ammetterlo o meno).
    L'antitesi che poni non esiste: attraverso un'immagine si può veicolare, seppur con tutti i limiti del caso, una verità di ragione e, se ci si esprime in termini analogici, non significa che non si sia capito ciò che si sta enunciando.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #13272
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Senza il piede non ci potrebbe essere l'orma in entrambi i casi. Quindi, c'è un rapporto di dipendenza necessaria dell'orma dal piede. E questo rapporto di dipendenza viene chiamato "antecedenza" o "priorità". È un'antecedenza/una priorità di natura, ma non temporale.
    vedo che siamo tornati all'esempio famoso...
    purtroppo in natura non esistono piedi eterni che lasciano orme eterne.
    esistono piedi finiti che al tempo t pestano la sabbia dove al tempo t'>t trovi l'orma.
    che questa "relazione di causa" o "antecedenza" sia estrapolabile per t uguale a -infinito resta tutto da dimostrare.
    (piu che da dimostrare, se ne dovrebbe chiarire il senso, perche per me non ne ha alcuno).
    If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac

  3. #13273
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Venendo invece al merito di quanto dici, non si capisce ove sia l'assurdità della creatio ab aeterno: il fatto che qualcosa esista da sempre, non significa che, in quanto contingente e diveniente, non necessiti comunque di una Prima causa incausata per poter esistere.

    Ma come puoi dire tu, se mai, una simile idiozia?! Senza il piede non ci potrebbe essere l'orma in entrambi i casi. Quindi, c'è un rapporto di dipendenza necessaria dell'orma dal piede. E questo rapporto di dipendenza viene chiamato "antecedenza" o "priorità". È un'antecedenza/una priorità di natura, ma non temporale.
    Non lo capisci perché sei assuefatto a queste contraddizioni e non le vedi più come tali (e forse non le hai nemmeno mai viste, forse ti sei formato proprio sul tomismo, che le contiene, e non hai conosciuto la metafisica dal principio).
    Se una cosa esiste da sempre, vuol dire che non ha avuto inizio, dunque non è stata creata. Se necessita di una causa prima, cioè (nella tua prospettiva) di una creazione, vuol dire che non è sempre esistita.

    Sorvoliamo sul fatto che tu prendi sul serio un’ipotesi (l’universo esiste da sempre ma è stato creato) che puoi provare a spiegare solo con una metafora. La famosa orma di cui parli, e di cui dici “non potrebbe esserci senza il piede, quindi c’è un’antecedenza”, potrebbe forse esserci senza la sabbia? Non hai pensato che senza la sabbia non ci può essere nessun’orma, e quindi c’è un rapporto di dipendenza necessaria anche dalla sabbia? Ma soprattutto: l’orma è solo una conformazione che la sabbia prende, e tu stai cercando di spiegare una creazione dal nulla, quindi dovresti spiegare da dove viene la sabbia. Questo vuol dire che la metafora non esprime quello che tu vuoi che esprima, perché mette in scena una preesistenza, anzi esplicitamente una coeternità, di due elementi, piede e sabbia, nessuno dei quali deve la propria esistenza all’altro.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Parlando in senso stretto, non essendo l'atto della creazione un mutamento e non essendo, di conseguenza, nemmeno un atto di natura temporale, l'assurdità è affermare che Dio sia mutato, creando. Quindi, è la tua conclusione ad essere sbagliata.
    Non è una mia conclusione, è la logica intrinseca all'idea stessa di causa: diventa tale solo quando genera un effetto.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il paragone è fra l'essere e l'acqua, quindi il fatto che i contenitori esistano già e che la loro esistenza non sia dovuta all'acqua non c'entra nulla.

    Per renderti il paragone ancora più comprensibile: immagina un'immensa distesa d'acqua dolce dalla quantità incalcolabile. Ci sono dei contenitori vuoti. Questi contenitori vuoti vengono poi riempiti d'acqua proveniente da questa immensa distesa. L'acqua finita nei contenitori, precedentemente vuoti, è ovviamente circoscritta. L'immensa distesa d'acqua è la ragion d'essere della quantità d'acqua circoscritta presente nei contenitori (se non ci fosse, i contenitori sarebbero rimasti vuoti). Ma, se nei contenitori vuoti non fossero mai state versate tali quantità d'acqua, l'immensa distesa d'acqua sarebbe rimasta comunque tale.
    Invece c’entra, perché hai usato l’immagine della fonte (e adesso dell’acqua) per spiegare l’idea di causa prima, che nella tua concezione consiste nella creazione.
    Se invece vuoi dire che l’immensa distesa d’acqua non muta e rimane tale dopo aver riempito i contenitori vuoti, si tratta solo di un’apparenza, perché alla distesa d’acqua evidentemente manca la quantità che è passata nei contenitori. Per dettagli su come funziona, contattare il lago d’Aral.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    No, perché lo si afferma in senso analogico e non univoco. Il principio di causalità della metafisica dice che ogni ente mutabile/mutevole necessita di una causa, non dice che necessita per forza di una causa la cui produzione dell'effetto dovrebbe implicare un motus. L'unico suicidio rilevabile è quello a cui sono condannate le tue posizioni.


    La metafisica dice che tutto ciò che diviene o muta necessita di una causa: questo è il principio di causalità. In che modo tale principio verrebbe violato dalla creazione dal nulla? In nessuno, ovviamente. Per sostenere che ci sia una violazione devi ridurre il pdc all'ex nihilo nihil fit (ovviamente intendendo il verbo fieri in senso univoco). Ma questo è un sofisma, un escamotage dialettico inventato allo scopo di mostrare artatamente una contraddizione che, in realtà, non c'è, giocando ripetutamente sull'equivoco.
    Non è il principio di causalità ad essere violato, ma il principio su cui poggia l’intera metafisica: “l’essere è, il non essere non è” (su cui si basa lo stesso principio di non contraddizione). Ciò che esiste non può venire da ciò che non esiste, dal nulla non può comparire qualcosa. Non dovrebbe essere difficile capire la logica di questa affermazione.
    Se Dio ha creato dal nulla, hai la causa, ma hai anche la violazione di quel principio.
    Per evitare quella violazione si dovrebbe immaginare che Dio ha creato non dal nulla, ma in qualche modo da se stesso, ricavando l’essere delle cose dal proprio essere.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    L'antitesi che poni non esiste: attraverso un'immagine si può veicolare, seppur con tutti i limiti del caso, una verità di ragione e, se ci si esprime in termini analogici, non significa che non si sia capito ciò che si sta enunciando.
    Ti hanno detto e insegnato che la cosa è da intendersi in senso analogico e non letterale proprio perché il senso letterale implica l'assurdità dell’essere che compare dal nulla.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

  4. #13274
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Non è una mia conclusione, è la logica intrinseca all'idea stessa di causa: diventa tale solo quando genera un effetto.
    @Gunthr

    Mi pareva di aver già chiarito che anche il non generarsi dell'effetto ha una causa (qualsiasi sia l'effetto in questione).


    Ero Narel Jarvi...

  5. #13275
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Se una cosa esiste da sempre, vuol dire che non ha avuto inizio, dunque non è stata creata. Se necessita di una causa prima, cioè (nella tua prospettiva) di una creazione, vuol dire che non è sempre esistita.
    @Gunthr

    Ciò che necessita una causa è il diveniente, a prescindere se esista da sempre o meno.

    Se non è diveniente il problema non si pone.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Questo vuol dire che la metafora non esprime quello che tu vuoi che esprima, perché mette in scena una preesistenza, anzi esplicitamente una coeternità, di due elementi, piede e sabbia, nessuno dei quali deve la propria esistenza all’altro.
    Se sono entrambi in-divenienti, si pone solo il problema di cos'altro li distingua.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Non è il principio di causalità ad essere violato, ma il principio su cui poggia l’intera metafisica: “l’essere è, il non essere non è” (su cui si basa lo stesso principio di non contraddizione).
    Il principio di Parmenide non fa riferimento all'essere delle cose. Ti credi furbo a confondere sempre i due significati?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Per evitare quella violazione si dovrebbe immaginare che Dio ha creato non dal nulla, ma in qualche modo da se stesso, ricavando l’essere delle cose dal proprio essere.
    In tal caso questo "dio" sarebbe diveniente, il che sposterebbe solo il problema su chi l'abbia creato.


    Ero Narel Jarvi...

  6. #13276
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se S. Tommaso avesse voluto ricorrere ad un escamotage truffaldino (come quelli a cui, sofisticamente, sei ricorso tu nel corso della discussione per sostenere le tue tesi), avrebbe cercato di dare una dimostrazione non solo della necessità della creatio ex nihilo sui et subiecti, ma anche della creatio ab initio temporis. Invece, con grande onestà intellettuale e senza infingimenti, l'Aquinate ammise che l'ipotesi della creatio ab aeterno non potesse essere esclusa per via razionale perché non soffriva alcuna impossibilità metafisica, rilevando che tale ipotesi poteva essere esclusa soltanto ed esclusivamente sulla base della Divina Rivelazione. Segno che, a differenza di quello che sostieni, S. Tommaso metteva sì la ragione al servizio della fede, ma rispettandone la giusta diversità ed autonomia.
    @Giò

    Questa parte è stata cuttata come se belasse una pecora, ma invece è decisiva riguardo all'onesta intellettuale di Tommaso, che manca decisamente altrove.


    Ero Narel Jarvi...

  7. #13277
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Non lo capisci perché sei assuefatto a queste contraddizioni e non le vedi più come tali (e forse non le hai nemmeno mai viste, forse ti sei formato proprio sul tomismo, che le contiene, e non hai conosciuto la metafisica dal principio).
    O, più semplicemente, tu ritieni che ci sia una contraddizione laddove, in realtà, non c'è perché, per te, "Tommaso è il più balordo di tutti" (cit.) e quindi, nella tua prospettiva, significherebbe ammettere l'inammissibile.

    Infatti, probabilmente non è un caso che tu abbia glissato completamente questa parte del mio post che, invece, ripropongo:

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se S. Tommaso avesse voluto ricorrere ad un escamotage truffaldino (come quelli a cui, sofisticamente, sei ricorso tu nel corso della discussione per sostenere le tue tesi), avrebbe cercato di dare una dimostrazione non solo della necessità della creatio ex nihilo sui et subiecti, ma anche della creatio ab initio temporis. Invece, con grande onestà intellettuale e senza infingimenti, l'Aquinate ammise che l'ipotesi della creatio ab aeterno non potesse essere esclusa per via razionale perché non soffriva alcuna impossibilità metafisica, rilevando che tale ipotesi poteva essere esclusa soltanto ed esclusivamente sulla base della Divina Rivelazione. Segno che, a differenza di quello che sostieni, S. Tommaso metteva sì la ragione al servizio della fede, ma rispettandone la giusta diversità ed autonomia.
    Per il resto, le tue insinuazioni sono inconsistenti. Ho studiato per la prima volta Filosofia al liceo (classico) ed ovviamente, come da programmi ministeriali ormai consolidati, i primi autori che mi hanno fatto affrontare sono stati i filosofi della scuola ionica, i pitagorici, Eraclito, Parmenide, Zenone, Socrate, Platone ed Aristotele. No di certo S. Tommaso d'Aquino, peraltro presentato come un autore fra tanti, ancorché molto importante. Poi, anche se non ho scelto il corso di laurea in Filosofia, ho comunque approfondito la materia nel corso degli anni soprattutto per interesse personale e poi, in parte, per motivi professionali: non nego di essermi concentrato in particolar modo sul tomismo, ma non è stato il solo oggetto dei miei interessi filosofici. Ma non devo giustificarmi: so già che, qualunque cosa dica in proposito, probabilmente cercherai di ribaltare la frittata.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Se una cosa esiste da sempre, vuol dire che non ha avuto inizio, dunque non è stata creata. Se necessita di una causa prima, cioè (nella tua prospettiva) di una creazione, vuol dire che non è sempre esistita.
    Non ti rendi conto che questo (vedasi grassetto) è un non sequitur? Te lo ripeto ancora, nella speranza che questa volta tu capisca e/o eviti di glissare. Se qualcosa è diveniente, necessita inevitabilmente di una causa, altrimenti non potrebbe esistere. Se una cosa esiste "da sempre" ma non è lo stesso indiveniente, allora ha comunque bisogno di una Prima causa incausata per poter esistere. Dal momento che il rapporto causa-effetto fra Prima causa incausata ed universo non può che esserci nei termini della creatio ex nihilo sui et subiecti per i motivi che ho già spiegato, ne consegue che, anche nell'ipotesi di un mondo diveniente che esiste da sempre, sia necessaria la creazione dal nulla da parte di Dio. Per confutare questa risposta dovresti dimostrare che è necessario che Dio crei l'universo, dandogli un istante iniziale. Per eterogenesi dei fini, se tu ne fossi in grado, arriveresti a dimostrare razionalmente ciò che S. Tommaso ammise di non poter fare, ossia che è necessaria la creatio ab initio temporis. Il problema è che tu, con scarso senso dell'analogia, continui a concepire la creazione come se fosse effettivamente un motus in modo univoco. Perciò, c'è un doppio fraintendimento: la creazione dal nulla sarebbe un mutamento strettamente inteso (primo fraintendimento) e la creatio ab initio temporis, quindi, non sarebbe azione immanente a Dio che si "verifica" nell'unico istante dell'eternità immobile, bensì un divenire misurato dal tempo (secondo fraintendimento). Da ciò ne conseguirebbe che, secondo te, la creazione stessa è un atto temporale, cioè inserito nel tempo. Pertanto, ecco la conclusione che mi propini: se una cosa "non ha avuto inizio", allora non può essere stata creata.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Sorvoliamo sul fatto che tu prendi sul serio un’ipotesi (l’universo esiste da sempre ma è stato creato) che puoi provare a spiegare solo con una metafora. La famosa orma di cui parli, e di cui dici “non potrebbe esserci senza il piede, quindi c’è un’antecedenza”, potrebbe forse esserci senza la sabbia? Non hai pensato che senza la sabbia non ci può essere nessun’orma, e quindi c’è un rapporto di dipendenza necessaria anche dalla sabbia? Ma soprattutto: l’orma è solo una conformazione che la sabbia prende, e tu stai cercando di spiegare una creazione dal nulla, quindi dovresti spiegare da dove viene la sabbia. Questo vuol dire che la metafora non esprime quello che tu vuoi che esprima, perché mette in scena una preesistenza, anzi esplicitamente una coeternità, di due elementi, piede e sabbia, nessuno dei quali deve la propria esistenza all’altro.
    Se si ricorre ad una metafora, è proprio perché non c'è un corrispettivo univoco a ciò che si esprime con quella metafora. Ma questo non è sufficiente ad inficiarne la validità esplicativa.

    È chiarissimo anche a me (e quasi certamente anche ai filosofi che a questo esempio sono ricorsi nei secoli passati) che pure senza la sabbia non ci sarebbe l'orma. In che modo questa osservazione invaliderebbe la metafora utilizzata? In nessuno, perché ammettendo pure la necessità della sabbia, oltre che del piede che preme su di essa, per l'esistenza dell'orma, resterebbe fermo che prescinde dal tempo la stretta necessità della dipendenza dell'orma da ciò che n'è causa.

    La metafora dell'orma e del piede (a cui, se vuoi, puoi aggiungerci pure la sabbia: non cambia alcunché) dimostra che un rapporto causa-effetto non è legato necessariamente al tempo. Pertanto, una volta chiarito che, se c'è un effetto, c'è necessariamente una causa, che prescinde da un "prima" ed un "poi", viene meno l'obiezione per cui la creazione, che è productio alicuius rei secundum totam substantiam suam nullo praesupposito, debba implicare necessariamente un initio temporis.

    Se mi ribatti che questo esempio non andrebbe bene per la creatio ex nihilo sui et subiecti perché c'è una sorta di pre-esistenza (si potrebbe ribattere che quella pre-esistenza rappresenterebbe l'antecedenza di Dio sul creato ma per il momento transeat), ti faccio notare che questo esempio non dimostra, di per sé, la creatio ex nihilo sui et subiecti, ma dimostra la dipendenza necessaria di un effetto dalla sua causa a prescindere dal tempo. Il ragionamento successivo è il seguente: siccome la creazione implica un rapporto di dipendenza necessario della creatura nei confronti del Creatore, l'esempio di cui sopra è utile a dimostrare che non è necessario che la creatio ex nihilo sia pure creatio ab initio temporis. Hai capito, ora?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Non è una mia conclusione, è la logica intrinseca all'idea stessa di causa: diventa tale solo quando genera un effetto.
    Il "generare", inteso univocamente, implica un mutamento: quindi, facendo questa obiezione, sbatti nuovamente la faccia sulla stessa porta di prima.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Invece c’entra, perché hai usato l’immagine della fonte (e adesso dell’acqua) per spiegare l’idea di causa prima, che nella tua concezione consiste nella creazione.
    Se invece vuoi dire che l’immensa distesa d’acqua non muta e rimane tale dopo aver riempito i contenitori vuoti, si tratta solo di un’apparenza, perché alla distesa d’acqua evidentemente manca la quantità che è passata nei contenitori. Per dettagli su come funziona, contattare il lago d’Aral.
    Non muta come immensa distesa d'acqua: resta tale. Quindi, l'esempio regge.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Non è il principio di causalità ad essere violato, ma il principio su cui poggia l’intera metafisica: “l’essere è, il non essere non è” (su cui si basa lo stesso principio di non contraddizione). Ciò che esiste non può venire da ciò che non esiste, dal nulla non può comparire qualcosa. Non dovrebbe essere difficile capire la logica di questa affermazione.
    Se Dio ha creato dal nulla, hai la causa, ma hai anche la violazione di quel principio.
    Obiezione la cui confutazione risiede in ciò che s'è già detto, che ora ripeto: non si sta affermando che il nulla abbia prodotto qualcosa (contraddizione) o che Dio abbia fatto qualcosa ricorrendo al nulla (altra assurdità), ma che Dio ha prodotto tutte le cose e tutto di ogni cosa senza alcun presupposto. E questo non è contraddittorio.

    La "logica" (virgolette d'obbligo) della tua affermazione è chiara: si ricorre in senso univoco ai verbi "generare", "venire", "fare" et similia per parlare della creazione, il cui significato è analogo ma non identico a questi concetti, e poi s'imbastisce artificiosamente una contraddizione che, in realtà, non c'è.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Per evitare quella violazione si dovrebbe immaginare che Dio ha creato non dal nulla, ma in qualche modo da se stesso, ricavando l’essere delle cose dal proprio essere.
    Se ci atteniamo all'uso univoco dei concetti sottesi ai verbi che tu hai fatto finora, nemmeno questo andrebbe bene, a meno che non si voglia ridurre Dio ad un fenomeno o ad un corpo fisico.

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Ti hanno detto e insegnato che la cosa è da intendersi in senso analogico e non letterale proprio perché il senso letterale implica l'assurdità dell’essere che compare dal nulla.
    Non è questo il problema, il problema se mai è se l'analogia regge o meno e non mi risulta che tu abbia fatto obiezioni risolutive in merito.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  8. #13278
    SMF
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    @Giò

    Questa parte è stata cuttata come se belasse una pecora, ma invece è decisiva riguardo all'onesta intellettuale di Tommaso, che manca decisamente altrove.
    Come ho scritto sopra, non penso che sia un caso @Placido
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  9. #13279
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Per evitare quella violazione si dovrebbe immaginare che Dio ha creato non dal nulla, ma in qualche modo da se stesso, ricavando l’essere delle cose [I]dal proprio essere.
    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    In tal caso questo "dio" sarebbe diveniente, il che sposterebbe solo il problema su chi l'abbia creato.
    Vorrei esplicitare meglio questa cosa.

    Dire "ricavando l’essere delle cose dal proprio essere" significa inevitabilmente affermare che l'essere di Dio si pone fuori di Dio e si trasforma nelle creature, quindi inevitabilmente significa dire che Dio è un composto in cui una parte diviene, riproponendo il problema della causa del divenire.

    Se invece Dio ricava l'essere (delle cose) dal nulla, l'essere delle cose può essere ad immagine di Dio (immagine per certi versi completa come in Leibniz) ma quell'essere delle cose non è una parte di Dio.

    Naturalmente si può dire meglio, il mio è solo un tentativo al volo per invitare a concentrarsi meglio su questo punto.


    Ero Narel Jarvi...

  10. #13280
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Io ho un po' questa fissa per Leibniz perché spesso mi pare che dica cose affini a quelle di Tommaso con un linguaggio più compatibile con le nostre zucche moderne:

    ---

    "la ragion sufficiente si deve trovare anche nelle verità contingenti o fattuali, cioè nella serie delle cose sparse per l’Universo delle creature.

    Qui la scomposizione in ragioni particolari potrebbe proseguire indefinitamente di dettaglio in dettaglio, per via dell’immensa varietà delle cose naturali e della divisione dei corpi all'infinito.

    C’è infatti un’infinità di figure e di movimenti presenti e passati che confluiscono nella causa efficiente del mio scrivere attuale, e c’è un’infinità di piccole inclinazioni e disposizioni della mia anima, presenti e passate, che confluiscono nella causa finale di questo atto.

    Ora, poiché tutti questi dettagli implicano unicamente altre contingenze anteriori oppure più dettagliate – ciascuna delle quali ha a sua volta bisogno di essere analizzata perché se ne possa rendere ragione –, per questa via non si ottiene affatto un vero progresso.

    È pertanto necessario che la ragion sufficiente o ultima sia al di fuori della catena o serie di tali dettagli delle contingenze, per quanto infinita possa essere questa serie.

    E così la ragione ultima delle cose dev'essere in una Sostanza necessaria, nella quale i dettagli dei mutamenti si trovino in modo eminente, come nella propria fonte: ed è questa Sostanza ciò che noi chiamiamo Dio."

    Dalla Monadologia

    ---

    Dove necessario sta anche per in-diveniente, come contingente per diveniente.

    Notare che Leibniz si era già posto la questione di una serie infinita di cause contingenti che non sposta di un millimetro la questione.


    Ero Narel Jarvi...

 

 
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