
Originariamente Scritto da
Giò
Invece cambia: se la creazione non è un fieri, allora non c’è alcuna violazione del principio ex nihilo nihil fit, anche qualora lo s’intenda in senso stretto, letterale ed univoco. E a nulla vale obiettare che, anche mettendola in questi termini, ci sarebbe lo stesso un problema perché l’essere “comparirebbe” comunque dal nulla perché è già stato chiarito che l’uso del verbo “comparire” in questo caso non sarebbe univoco ma analogico e questo lo sottrae a qualsiasi obiezione.
Se la materia prima esiste da sempre, allora è un ente reale e, se è un ente che non corrisponde al Primo motore immobile, ne consegue che è un ente di natura contingente: quindi si pone nuovamente il problema del regresso all’infinito. Per te questo creerebbe solo “qualche difficoltà”, mentre invece il tomismo che dimostra che tale difficoltà si può risolvere soltanto riconoscendo che non solo ogni ente, bensì tutto di ogni ente, compresa eventualmente la materia di cui è fatto (se è un ente fisico-materiale), è causato dall’Essere stesso sussistente, che corrisponde a ciò che noi chiamiamo “Dio”, perché non si limita ad avere un determinato essere (quello del minerale, della pianta, dell’animale, dell’essere umano…) ma è l’Essere stesso, comporterebbe “problemi ancora più gravi”, nonostante non ci sia alcunché di illogico.
Infatti, per concludere, dove sta scritto che, se uno ricorre all’analogia, sta dicendo necessariamente qualcosa di illogico? Da nessuna parte. Quindi ti tocca dimostrare che proprio in questo specifico caso il ricorso all’analogia sarebbe illegittimo, cioè contraddittorio, ma l’unica cosa che sei riuscito a fare, finora, è ripetere in modo pappagallesco che l’essere non può comparire/venire dal nulla, giocando sofisticamente sul verbo “comparire” e sul verbo “venire”, ogni volta riportando la discussione al punto di partenza.