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Discussione: Fede o scienza?

  1. #4141
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    L'indefinibilità dell'essere dipende dalla sua autoevidenza e non segue affatto che ciò che è autoevidente non sia o non possa essere necessario, universale ed oggettivo.

    Le definizioni sono i discorsi con cui significhiamo gli oggetti conosciuti. L'essere e l'ente sono impliciti in ogni definizione possibile perché le parole "essere" ed "ente" sono i segni con i quali indichiamo il presupposto necessario di qualsiasi realtà. È solo supponendo che le nostre definizioni o le nostre enunciazioni siano meri flatus vocis che possiamo dire che la nozione di "essere" o quella di "ente" siano solo "linguaggio", come se il linguaggio non potesse esprimere con le parole qualcosa di aderente al reale. Si torna quindi a ciò che avevo già fatto notare: si scambia la convenzionalità dei segni scelti per veicolare determinati contenuti con l'arbitrarietà dei contenuti stessi.

    Qui poi supponi ciò che dovresti dimostrare, ossia che l'elenchos sia un argomento confutatorio relegato ai confini del pensiero senza aderenza necessaria alla realtà. Per farlo dovresti mostrare che è realmente possibile l'esistenza di qualcosa di contraddittorio. Ne sei in grado?

    Sarebbe poi interessante capire come si possa parlare di "evidenti illusioni" in relazione alla necessità, all'universalità e all'oggettività delle nozioni e dei principi della metafisica senza ricorrere a quello stesso apparato concettuale che si considera...illusorio.

    Senza nulla togliere alla preparazione personale di Severino, il guadagno speculativo della metafisica aristotelica, poi perfezionata dalla successiva riflessione dei filosofi cristiani, fu proprio superare l'apparente contraddittorietà del divenire con le nozioni di "potenza" e di "atto".
    Ma infatti il linguaggio può esprimere qualcosa di aderente al reale, non appena sia in grado di indicare qualcosa di reale fuori da sé. E dire cosa sia. Purtroppo non è il caso del fantomatico essere. È inutile rifugiarsi in una presunta autoevidenza, dal momento che ciò che è evidente (ciò che diamo per scontato) è che qualcosa esista, e non certo “l’essere”. Infatti se io dico che l’essere è la totalità delle cose che esistono, o più astrattamente l’esistenza generica delle cose, il metafisico rifiuta questa definizione.

    È chiaro che solo nel mondo immaginario della metafisica si può arrivare a dire che è oggettivo un qualcosa che non si sa cosa sia.

    Tantomeno si può sensatamente definire necessario qualcosa che non si sa cosa sia: l’essere è necessario solo per la metafisica, nel senso che se non si presupponesse questo fumoso principio, non si potrebbe fare della metafisica.

    Sei tu che dovresti dimostrare senza ragionamenti circolari quello che affermi, cioè che la logica ha una necessaria valenza ontologica. Io infatti mi limito a rilevare che questa dimostrazione non è possibile. Il principio di non contraddizione infatti ci dice come deve essere strutturato il pensiero per evitare incoerenze, non ci dice nulla sulla realtà. Che la realtà sia universalmente strutturata secondo i criteri che garantiscono all’uomo di pensare senza contraddirsi non è affatto scontato.

    Non è chiaro cosa voglia dire “apparato concettuale illusorio”, in ogni caso non è una cosa che ho detto io. Probabilmente vuoi dire che le attribuzioni di significato sono metafisica, cioè vuoi identificare falsamente semantica e metafisica, per poter affermare che è contraddittorio metterla in dubbio.

    E per finire Severino ha mostrato che questo “guadagno speculativo” è invece la perdita definitiva del senso dell’essere, perché per affermare il divenire è necessario pensare l’eventualità che l’essere non sia. Il concetto di potenza infatti implica contraddittoriamente che ci sia un momento in cui l’essere sia solo potenziale, cioè non sia l’essere. Il che è assurdo. La metafisica crede di fondarsi sul principium firmissimum, mentre di fatto si fonda sulla sua negazione.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

  2. #4142
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    L'obiezione resta, invece, perché dire che "l'essenza definisce la natura limitata dell'esistenza" dell'ente significa proprio che l'essenza è ciò che limita l'esistenza dell'ente.
    Perché l'ente da te ipotizzato non gode di ogni perfezione ontologicamente possibile? Proprio perché la sua essenza delimita il grado di perfezione che gli compete in atto.
    Quindi se capisco bene un dio che ha creato un solo universo non ha agito in modo 'perfetto' non avendo istanziato tutte le proprie potenzialità?
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  3. #4143
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Ed io ti ho già spiegato che la tua obiezione non reggeva sia perché confondevi indebitamente fra immagine fornita dai sensi all'intelletto (è questa che appare - ed effettivamente se la nostra conoscenza si limitasse a questo non potremmo dire che la nostra anima è spirituale) ed il concetto formulato dall'intelletto astraendo dall'immagine sia perché l'esperienza fisica è per definizione un'esperienza vincolata allo spazio-tempo che noi superiamo proprio formulando concetti necessari ed universali. Quindi solo la micragna dello scetticismo ad oltranza può far ritenere che l'immaterialità dell'anima umana non sia una certezza, ma solo un'ipotesi.
    Guarda che moltiplicando le autocertificazioni di necessità e universalità non arrivi da nessuna parte. Tu semplicemente ti limiti a relegare alla categoria dei “sensi” ogni dato che testimonia un’attività cerebrale parallela al pensiero. Cioè per te quell’attività consiste solo in una specie di elaborazione dei dati dei sensi. Mentre il pensiero riguarderebbe una fantomatica altra dimensione (immateriale) dove agiscono entità come l’anima o l’intelletto. Ma niente esclude che l’astrazione avvenga proprio nel cervello attraverso quell’attività cerebrale, e che quindi la sua immaterialità sia solo metaforica.

    Infatti come puoi dire che “noi superiamo lo spazio-tempo” (!) formulando i “concetti necessari e universali”? Solo presupponendo, cioè dando già per scontato, che quei concetti esistano indipendentemente da noi come entità immateriali.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

  4. #4144
    sonnecchiante...
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    un dio perfetto che cera un universo imperfetto....che meraviglia..
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  5. #4145
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Contento tu di pensare che l'affermazione "l'atomo è la più piccola unità costitutiva della materia che conserva le proprietà chimiche di un elemento" non esprima alcunché di reale.
    Falsa identità.
    Una cosa è il concetto indefinito di “essere” nella metafisica.
    Altra cosa del tutto diversa è l’uso corrente del verbo essere.

    Quindi l’uso corrente del verbo essere non prova che le speculazioni metafisiche sul verbo essere siano sensate.

    Potremmo chiamarla fallacia del parassita
    Il tentativo di insinuare la metafisica nel linguaggio corrente per affermare la sua necessità.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

  6. #4146
    sonnecchiante...
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Falsa identità.
    Una cosa è il concetto indefinito di “essere” nella metafisica.
    Altra cosa del tutto diversa è l’uso corrente del verbo essere.

    Quindi l’uso corrente del verbo essere non prova che le speculazioni metafisiche sul verbo essere siano sensate.

    Potremmo chiamarla fallacia del parassita
    Il tentativo di insinuare la metafisica nel linguaggio corrente per affermare la sua necessità.
    Gli ho già spiegato anche questo...anche con la matematica...ma non serve a nulla, nega tutto.

    qui

    "Sappiamo benissimo già da Kant, il quale introdusse una svolta epistemologica fondamentale e mai più superata con la sua critica alla ragione pura, che l'essere non è un concetto a priori derivabile dall'esperienza o dalla ragione pura, perde pertanto fondamento l'idea che l'essere possa essere trattato come una categoria universale e necessaria dell'intelletto umano.

    Per Kant, e per tutta la stragrande parte della filosofia contemporanea, neotomisii, neoparmenidei e neoaristotelici a parte, l'essere non può essere considerato un predicato reale, cioè una proprietà che aggiungiamo ad un concetto per descrivere la realtà; l'essere è, al contrario, una condizione formale della conoscenza, una sorta di presupposto implicito che rende possibile l'esperienza fenomenica.

    In altre parole, l'essere non aggiunge nulla di sostanziale alla nostra comprensione del mondo.

    Rimane peraltro insuperata la costatazione evidentissima che l’essere è copula, ovvero il termine che collega il soggetto di una proposizione al suo predicato. I metafisisici tradizionali sono figli di una errata interpretazione del linguaggio naturale.

    Nella struttura di una proposizione giudicativa infatti, il soggetto è ciò di cui si parla e il predicato è ciò che viene affermato o negato del soggetto. Ad esempio, nella proposizione "Il tavolo è nero", "il tavolo" è il soggetto e "è nero" è il predicato. Il termine "è" funge da collegamento tra il soggetto e il predicato, indicando l'esistenza o la qualità attribuita al soggetto.

    Il concetto di essere , ovvero “è” nella frase, non aggiunge alcuna informazione sostanziale alla proposizione. Piuttosto, la funzione della copula "è" è solo quella di stabilire l'esistenza del soggetto o di attribuirgli una qualità.

    In altre parole, "essere" non aggiunge nulla di nuovo al soggetto; semplicemente lo collega al predicato.

    L'essere, in quanto copula, è quindi essenzialmente una categoria grammaticale, una struttura logica dell'affermazione o della negazione, piuttosto che una proprietà ontologica delle cose stesse.

    In ultima sintesi “l’ente è” non ha alcun significato metafisico. Gli viene purtroppo arbitrariamente ed erroneamente attribuito un significato dai metafisici tradizionali."
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  7. #4147
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Io credo che l'equivoco sia meramente terminologico perché l'essenza dell atto eterno definisce la natura limitata della sua esistenza.
    Non è l'essenza a limitarla in realtà. Quindi la tua obiezione circa coincidenza fra essenza e esistenza decade.

    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
    Aristotele ti avrebbe dato ragione, la pensava come te.

    Considerato che l’essenza è la definizione della cosa, non si può dare definizione di qualcosa che non esiste, quindi essenza ed esistenza non sono separabili. Infatti in una prospettiva metafisica anche un ente pensato o immaginario esiste, non è un nulla.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

  8. #4148
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Gli ho già spiegato anche questo...anche con la matematica...ma non serve a nulla, nega tutto.

    qui

    "Sappiamo benissimo già da Kant, il quale introdusse una svolta epistemologica fondamentale e mai più superata con la sua critica alla ragione pura, che l'essere non è un concetto a priori derivabile dall'esperienza o dalla ragione pura, perde pertanto fondamento l'idea che l'essere possa essere trattato come una categoria universale e necessaria dell'intelletto umano.

    Per Kant, e per tutta la stragrande parte della filosofia contemporanea, neotomisii, neoparmenidei e neoaristotelici a parte, l'essere non può essere considerato un predicato reale, cioè una proprietà che aggiungiamo ad un concetto per descrivere la realtà; l'essere è, al contrario, una condizione formale della conoscenza, una sorta di presupposto implicito che rende possibile l'esperienza fenomenica.

    In altre parole, l'essere non aggiunge nulla di sostanziale alla nostra comprensione del mondo.

    Rimane peraltro insuperata la costatazione evidentissima che l’essere è copula, ovvero il termine che collega il soggetto di una proposizione al suo predicato. I metafisisici tradizionali sono figli di una errata interpretazione del linguaggio naturale.

    Nella struttura di una proposizione giudicativa infatti, il soggetto è ciò di cui si parla e il predicato è ciò che viene affermato o negato del soggetto. Ad esempio, nella proposizione "Il tavolo è nero", "il tavolo" è il soggetto e "è nero" è il predicato. Il termine "è" funge da collegamento tra il soggetto e il predicato, indicando l'esistenza o la qualità attribuita al soggetto.

    Il concetto di essere , ovvero “è” nella frase, non aggiunge alcuna informazione sostanziale alla proposizione. Piuttosto, la funzione della copula "è" è solo quella di stabilire l'esistenza del soggetto o di attribuirgli una qualità.

    In altre parole, "essere" non aggiunge nulla di nuovo al soggetto; semplicemente lo collega al predicato.

    L'essere, in quanto copula, è quindi essenzialmente una categoria grammaticale, una struttura logica dell'affermazione o della negazione, piuttosto che una proprietà ontologica delle cose stesse.

    In ultima sintesi “l’ente è” non ha alcun significato metafisico. Gli viene purtroppo arbitrariamente ed erroneamente attribuito un significato dai metafisici tradizionali."
    Esatto.

    La metafisica nasce dall'ambiguità del linguaggio, dal fatto che in alcune lingue il verbo che serve a collegare soggetto e predicato si può usare anche al posto del verbo esistere.
    Ma questa ambiguità del linguaggio, per chi pretende di argomentare rigorosamente secondo logica, è un difetto, un generatore di trappole, non un vantaggio.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

  9. #4149
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Aristotele ti avrebbe dato ragione, la pensava come te.

    Considerato che l’essenza è la definizione della cosa, non si può dare definizione di qualcosa che non esiste, quindi essenza ed esistenza non sono separabili. Infatti in una prospettiva metafisica anche un ente pensato o immaginario esiste, non è un nulla.
    Appunto anche l'essenza può appartenere a categorie ben distinte e che sottintendono ad esempio in una ottica realista a significati diversi del participio presente del verbo essere esplicitato dalla parola ente.
    Se io osservo un cavallo e dico che esiste questa esistenza ha un significato ben diverso rispetto sia all'esistenza della istanza dell'idea di cavallo nel mio cervello che rispetto all'esistenza dell'idea del cavallo.
    E trattare a livello con una unica ontologia tutte queste categorie di enti avrebbe senso solo in una ottica di solipsismo.
    In poche parole la metafisica ontologica è più ascrivibile ad una analisi di categorizzazione del nostro cervello ed in particolare modo del nostro produrre linguaggio e pensieri(per me strettamente legati) rispetto all'analisi della supposta realtà oggettiva.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  10. #4150
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Appunto anche l'essenza può appartenere a categorie ben distinte e che sottintendono ad esempio in una ottica realista a significati diversi del participio presente del verbo essere esplicitato dalla parola ente.
    Se io osservo un cavallo e dico che esiste questa esistenza ha un significato ben diverso rispetto sia all'esistenza della istanza dell'idea di cavallo nel mio cervello che rispetto all'esistenza dell'idea del cavallo.
    E trattare a livello con una unica ontologia tutte queste categorie di enti avrebbe senso solo in una ottica di solipsismo.
    In poche parole la metafisica ontologica è più ascrivibile ad una analisi di categorizzazione del nostro cervello ed in particolare modo del nostro produrre linguaggio e pensieri(per me strettamente legati) rispetto all'analisi della supposta realtà oggettiva.
    Sono d’accordo, nel senso che se io rifletto sugli elementi del linguaggio, posso portare alla luce le sue strutture implicite, ma che le strutture implicite di un linguaggio coincidano con le strutture della realtà (addirittura fino a conseguenze universali) è una conclusione che non si può dare per scontata… anzi, a me sembra piuttosto azzardata.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

 

 
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