
Originariamente Scritto da
Aladar
Gli ho già spiegato anche questo...anche con la matematica...ma non serve a nulla, nega tutto.
qui
"Sappiamo benissimo già da Kant, il quale introdusse una svolta epistemologica fondamentale e mai più superata con la sua critica alla ragione pura, che l'essere non è un concetto a priori derivabile dall'esperienza o dalla ragione pura, perde pertanto fondamento l'idea che l'essere possa essere trattato come una categoria universale e necessaria dell'intelletto umano.
Per Kant, e per tutta la stragrande parte della filosofia contemporanea, neotomisii, neoparmenidei e neoaristotelici a parte, l'essere non può essere considerato un predicato reale, cioè una proprietà che aggiungiamo ad un concetto per descrivere la realtà; l'essere è, al contrario, una condizione formale della conoscenza, una sorta di presupposto implicito che rende possibile l'esperienza fenomenica.
In altre parole, l'essere non aggiunge nulla di sostanziale alla nostra comprensione del mondo.
Rimane peraltro insuperata la costatazione evidentissima che l’essere è copula, ovvero il termine che collega il soggetto di una proposizione al suo predicato. I metafisisici tradizionali sono figli di una errata interpretazione del linguaggio naturale.
Nella struttura di una proposizione giudicativa infatti, il soggetto è ciò di cui si parla e il predicato è ciò che viene affermato o negato del soggetto. Ad esempio, nella proposizione "Il tavolo è nero", "il tavolo" è il soggetto e "è nero" è il predicato. Il termine "è" funge da collegamento tra il soggetto e il predicato, indicando l'esistenza o la qualità attribuita al soggetto.
Il concetto di essere , ovvero “è” nella frase, non aggiunge alcuna informazione sostanziale alla proposizione. Piuttosto, la funzione della copula "è" è solo quella di stabilire l'esistenza del soggetto o di attribuirgli una qualità.
In altre parole, "essere" non aggiunge nulla di nuovo al soggetto; semplicemente lo collega al predicato.
L'essere, in quanto copula, è quindi essenzialmente una categoria grammaticale, una struttura logica dell'affermazione o della negazione, piuttosto che una proprietà ontologica delle cose stesse.
In ultima sintesi “l’ente è” non ha alcun significato metafisico. Gli viene purtroppo arbitrariamente ed erroneamente attribuito un significato dai metafisici tradizionali."