Pagina 1293 di 1461 PrimaPrima ... 793119312431283129212931294130313431393 ... UltimaUltima
Risultati da 12,921 a 12,930 di 14610

Discussione: Fede o scienza?

  1. #12921
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    15 Dec 2010
    Messaggi
    28,990
     Likes dati
    706
     Like avuti
    7,578
    Mentioned
    819 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    Sbaglio, oppure anche questa teoria implica che il nostro universo "emani" da qualcosa che in sé contiene il nostro universo, ma "volendo" anche un altro completamente diverso?
    Parte da un particolare stato in cui il tempo non ha confini e con una fluttuazione di stato si trasforma nell'universo inflazionario del big bang(quello che vediamo).
    Nel caso che la transizione di stato sia solo locaele possiamo avere il multiverso a bolle.
    Per quanto riguarda le costanti fisiche del nostro universo e le eventuali differenze con altri universi dipende dalla teoria fisica descrittiva sottostante (esempio gravità quantistica o la teoria m) e come si comporta in questa/e transizioni.
    Ma il messaggio che volevo dare è che non necessariamente siamo costretti ad ipotizzare un 'prima' del big bang o una 'creazione' dal nulla.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  2. #12922
    Moderatore Cattolico
    Data Registrazione
    06 Jun 2009
    Messaggi
    27,193
     Likes dati
    5,290
     Like avuti
    5,941
    Mentioned
    2032 Post(s)
    Tagged
    18 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Parte da un particolare stato in cui il tempo non ha confini
    Cosa vuol dire “il tempo non ha confini”?
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  3. #12923
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    15 Dec 2010
    Messaggi
    28,990
     Likes dati
    706
     Like avuti
    7,578
    Mentioned
    819 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Cosa vuol dire “il tempo non ha confini”?
    Hai presente la terra o una sfera?
    Non ci sono confini.
    Non esiste un nord (un prima) al polo nord.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  4. #12924
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    12 Sep 2024
    Messaggi
    6,001
     Likes dati
    335
     Like avuti
    455
    Mentioned
    289 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Parte da un particolare stato in cui il tempo non ha confini e con una fluttuazione di stato si trasforma nell'universo inflazionario del big bang(quello che vediamo).
    Nel caso che la transizione di stato sia solo locale possiamo avere il multiverso a bolle.
    Per quanto riguarda le costanti fisiche del nostro universo e le eventuali differenze con altri universi dipende dalla teoria fisica descrittiva sottostante (esempio gravità quantistica o la teoria m) e come si comporta in questa/e transizioni.
    Ma il messaggio che volevo dare è che non necessariamente siamo costretti ad ipotizzare un 'prima' del big bang o una 'creazione' dal nulla.
    Ma la struttura di cui parli è 'prima' del Big Bang.

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Hai presente la terra o una sfera?
    Non ci sono confini.
    Non esiste un nord (un prima) al polo nord.
    Alla sfera c'era già arrivato Parmenide, ma prima di dire che un Tango ha prodotto l'universo è necessario capire bene le caratteristiche.


    Ero Narel Jarvi...

  5. #12925
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    12 Sep 2024
    Messaggi
    6,001
     Likes dati
    335
     Like avuti
    455
    Mentioned
    289 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Anche perché certe frasi come "non esiste un nord (un prima) al polo nord" sono suggestive (un po' come le 52 carte), ma se vai ad approfondire...

    Prendiamo la prima definizione da qui:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Polo_nord

    Polo Nord geografico, chiamato anche Polo Nord terrestre o vero nord: è il punto situato a nord in cui l'asse di rotazione terrestre interseca la superficie terrestre.

    Quindi è un punto identificato da due strutture, nel caso del tempo quali sarebbero le due strutture?


    Ero Narel Jarvi...

  6. #12926
    Ragionatore Dubitante
    Data Registrazione
    17 Sep 2010
    Messaggi
    90,800
     Likes dati
    4,308
     Like avuti
    10,742
    Mentioned
    2347 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il punto (o il problema, se vuoi) è che Dio non è il pensiero di A o di B, così come non è la precognizione di A o la precognizione di B. Dio è un unico atto di volontà, così come di pensiero, che include la molteplicità infinita delle idee divine.
    Certo, ma non puoi assumere che dalla molteplicità delle idee divine questo particolare universo emerga senza l'intento divino. E se dio è anche quell intento divino non può essere nient altro se non anche quell intervento divino.
    L'alternativa è che l'universo emerga senza che duo lo voglia il che è impossibile.
    Questo però è un ragionamento che abbiamo già fatto. Ripetere circolarmente le argomentazioni non capisco a che serva.

    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
    - Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro ?
    - Non ho alcun dubbio !

  7. #12927
    Ragionatore Dubitante
    Data Registrazione
    17 Sep 2010
    Messaggi
    90,800
     Likes dati
    4,308
     Like avuti
    10,742
    Mentioned
    2347 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    ma gli stessi childfree passano al fine B dopo avere conseguito il fine A (e questo include anche l'accumulazione di ricchezza che ti contraria e contro la quale cercavi argomenti speciosi, ma non funziona diversamente dal fatto che dopo aver finito la casetta di legno per il cane Billy Joe si mette a curare i bonsai) anche solo perché diversamente si annoierebbero e la noia è una sensazione spiacevole; il tutto magari senza riprodursi con tanti saluti alle tue massimizzazioni genetiche
    Mi sembrava di aver già parlato del cortocircuito delle macchine produttrici di geni (ricchezza = maggiore stabilità, maggiore lunghezza di vita, maggiori chance riproduttive, ma la prole ostacola l'accumulo di ricchezza per cui alcune macchine si rifiutano di completare il ciclo di lavorazione)


    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
    - Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro ?
    - Non ho alcun dubbio !

  8. #12928
    "Abbi Fiducia"
    Data Registrazione
    22 Jul 2010
    Messaggi
    68,809
     Likes dati
    666
     Like avuti
    14,223
    Mentioned
    1007 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Mi sembrava di aver già parlato del cortocircuito delle macchine produttrici di geni (ricchezza = maggiore stabilità, maggiore lunghezza di vita, maggiori chance riproduttive, ma la prole ostacola l'accumulo di ricchezza per cui alcune macchine si rifiutano di completare il ciclo di lavorazione)


    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
    sì, quindi riproduzione dei geni o no siamo programmati per perseguire fini (raggiunto uno passiamo al successivo altrimenti ci annoiamo), per cui non sorprenderti che la gente accumuli ricchezza e si compri altre case nel mondo dopo le prime, non c'è niente di strano, non c'è nessun errore, non c'entra niente la "felicità", c'entra che non si è fatti per ristagnare nell'ozio altrimenti ci si annoierebbe (solo che tu vorresti che l'operosità venisse messa al servizio della collettività umana aiutando i più poveri e invece si preferisce collezionare ville e appartamenti e mille altre cose)

  9. #12929
    Moderatore Cattolico
    Data Registrazione
    06 Jun 2009
    Messaggi
    27,193
     Likes dati
    5,290
     Like avuti
    5,941
    Mentioned
    2032 Post(s)
    Tagged
    18 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Hai presente la terra o una sfera?
    Non ci sono confini.
    Non esiste un nord (un prima) al polo nord.
    È la realtà mondimensiomale, non so se possa definirsi un universo ma semmai una sua parte.

    Ma non direi proprio che ci sia il tempo che richiede più dimensioni, no?
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  10. #12930
    Forumista senior
    Data Registrazione
    04 Dec 2021
    Messaggi
    1,121
     Likes dati
    52
     Like avuti
    104
    Mentioned
    186 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il concetto di "essere" è un'astrazione, come ogni altro concetto, ma è anch'esso un concetto ricavato da un fatto. Ed il fatto è che c'è relazione fra tutte le cose e tutto di ogni cosa. Fatto rinvenuto dal nostro intelletto.
    Il fatto è che esistono delle cose, mentre “la relazione fra tutte le cose e tutto di ogni cosa” non è un fatto. Possiamo dire che le cose hanno in comune il fatto che esistono, questo però non equivale a dire, e non implica, che ci sia un principio universale dell’esistenza chiamato “essere” che esprime “la relazione fra tutte le cose”: questa è una speculazione metafisica, una teoria se vuoi, ma non un fatto.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Rispondi a questa domanda: che s'intende con la parola "cosa" e quale realtà essa indica? E dicendo che "ci sono delle cose" oppure che "le cose sono", quale messaggio stiamo veicolando?

    Stai omettendo un passaggio fondamentale: l'astrazione avviene nel momento in cui l'intelletto conosce i singolari nella realtà esterna. È a contatto con le singole cose che noi astraiamo il concetto di "cosa". È a contatto con le singole pietre che noi astraiamo il concetto di "pietra". È a contatto con le singole piante che noi astraiamo il concetto di "pianta". È a contatto con i singoli animali che noi astraiamo il concetto di "animale". È a contatto con i singoli umani che noi astraiamo il concetto di "umano". Anzi, a rigore, sarebbe sufficiente conoscere una singola cosa, una singola pietra, una singola pianta, un singolo animale ed un singolo umano per astrarne i rispettivi concetti. Il concetto di "essere" è un'astrazione, come ogni altro concetto, ma è anch'esso un concetto ricavato da un fatto. Ed il fatto è che c'è relazione fra tutte le cose e tutto di ogni cosa. Fatto rinvenuto dal nostro intelletto. Come facciamo a dire che c’è tale relazione? Perché, infatti, cogliamo "qualcosa" che lega ed accomuna tutte le cose e tutto di ogni cosa, universalmente e necessariamente. E questo "qualcosa", che è il fondamento di tale relazione, viene espresso con il verbo sostantivato "essere". La scelta ricade su quel verbo sostantivato perché noi diciamo che "ci sono delle cose", utilizzando la terza persona plurale del verbo "essere"? Sì, ma cosa veicoliamo col verbo "essere"? Lo stato del soggetto della proposizione in cui è inserito, cioè esprime l'identità del soggeto. Non si tratta di buttare una parola lì a caso, ma di usare una parola che esprime (o che, perlomeno, può esprimere) in modo intellegibile qualche cosa della realtà. Anzi, nel caso di specie, dobbiamo riconoscere che non si limita ad esprimere qualche cosa della realtà ma, più precisamente, ogni cosa e tutto di ogni cosa della realtà.

    Un illuminato potrebbe sempre essere nient'altro che un fulminato? Ma noi sappiamo distinguere fra un "illuminato" ed un "fulminato", tra chi sogna e chi è sveglio, tra chi è lucido e chi delira, tra un'illusione ottica ed un realtà effettiva. E tu ci dovresti spiegare perché sarebbe da "fulminati" o perché sarebbe una mera "illusione ottica" (restiamo nell'analogia, eh!) affermare che, effettivamente, c'è una relazione fra tutte le cose e tutto in ogni cosa, che, dopo averla concettualizzata, chiamiamo con il termine "essere".

    Commetti nuovamente un errore che avevo già segnalato in precedenza: siccome la formalizzazione rigorosa di quanto contenuto materialmente nell'esperienza originaria, ancorché non formalmente espresso, avviene inevitabilmente dopo l'esperienza stessa, t'inventi un'inversione dei piani che non c'è. C'è la realtà e poi la conoscenza della realtà, che esprimiamo dopo con il linguaggio per indicarne il contenuto. Dapprima in termini imprecisi e confusi, poi – se ci arriviamo - in termini rigorosi nella speculazione filosofica. Tu invece fai finta che ci sia prima il linguaggio e poi tutto il resto. Ma non è così. Il linguaggio esprime la conoscenza della realtà e, se questo significa darne un'interpretazione, questo non implica che tale interpretazione sia relativa o campata per aria. Le interpretazioni e le descrizioni di qualcosa non sono necessariamente il "regno del relativo".

    Invece il paragone è molto utile per farti capire che una legge della realtà vige a prescindere dal momento in cui la si scopre e/o la si formula. Vale per le leggi che regolano i fenomeni fisici che sono state scoperte tramite esperimenti e calcoli matematici, vale per le leggi necessarie ed universali della realtà in quanto tale che sono state formalizzate in termini rigorosi dalla metafisica a partire dai dati del senso comune, appresi dal nostro intelletto.
    La parola “cosa” indica nel modo più generico possibile le identità che noi cogliamo, e quando diciamo “ci sono delle cose” intendiamo che quelle cose esistono, ci sono. E fino qui, siamo sul piano del linguaggio con cui esprimiamo i fatti.

    Ma la metafisica compie un altro passo: dato che di tutte le cose noi diciamo che sono (= esistono), allora tutte le cose hanno in comune “l’essere”, dunque “l’essere” è il principio universale del tutto, che fa esistere le cose.

    Ed è con questo passo che ci si sposta dal piano del linguaggio che esprime i fatti al piano dell’interpretazione metafisica, trasformando il concetto di esistenza in qualcosa che esiste di per sé, in qualcos’altro che un semplice concetto (per quanto di estensione massima), cioè trasformandolo in un principio trascendentale.
    Ed è proprio questo passo che tu non vuoi vedere, e di conseguenza parli della “relazione fra tutte le cose e tutto di ogni cosa” come se fosse un fatto.

    A questo punto, invece di dire: “senza il verbo essere non potremmo dire che le cose sono”, tu dici: “senza l’essere le cose non potrebbero esistere”.

    Usando lo stesso procedimento potremmo ragionare così: tutte le cose bianche hanno in comune la bianchezza, dunque la bianchezza è un principio universale, esistente di per sé, che permette alle cose bianche di apparire bianche: è vero che la bianchezza è un’astrazione, ma è ricavata da un fatto. Le cose appaiono bianche perché hanno la bianchezza; se la bianchezza non fosse un principio universale, non potremmo vedere cose bianche, ma che le vediamo è un fatto, dunque la bianchezza è un principio universale.

    L’unica differenza fra l’essere e la bianchezza è che il primo ha un significato più generale, ma questo non significa - né prova - che sia un principio trascendentale, invece che un semplice concetto fra gli altri da noi elaborati.

    Quindi in quello che hai risposto finora non c’è nulla che permetta di affermare che “l’essere” sia un fatto, e non semplicemente un’idea alla base di una speculazione metafisica che dà un certa lettura della realtà.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Parlare di incontraddittorietà sarebbe "privo di senso fuori da una discussione sull'essere"? Prova a dire ad uno zoologo che la tigre si caratterizza ed insieme non si caratterizza come tigre sotto il medesimo aspetto: non sarà un tomista, ma sono abbastanza sicuro che – come minimo - strabuzzerà gli occhi a fronte dell'assurdità sentita.

    La facoltà intellettiva "verosimilmente darà alla conoscenza un'impronta umana"? La verità è che non hai la più pallida idea di cosa rispondere ad una semplicissima domanda: ammesso giustamente che la nostra conoscenza è - in un certo senso - limitata e condizionata, in che termini potrebbe essere condizionata al punto da percepire la realtà come strutturalmente incontraddittoria in modo necessario, universale ed oggettivo (come diresti tu: "assoluto"), senza che lo sia davvero? Sai solo dire "perché è umana"? Non è una risposta.

    Ti è già stato spiegato come conosce l'uomo (qui ad esempio, con la citazione della Vanni Rovighi, ma non solo: ci sono stati parecchi interventi in merito nel corso della discussione). Sei tu ora a doverci dire se quella descrizione è scorretta o meno. E, se non lo è, dovresti dirci in che modo, in quanto descritto, s'infiltra la possibilità di una distorsione strutturale della realtà (tale sarebbe, infatti, una realtà in cui può verificarsi effettivamente la contraddizione, che però percepiamo come assolutamente incontraddittoria).

    Benissimo, ma questo lo possiamo dire proprio perché sappiamo che cosa può condizionare la conoscenza degli animali ed in che termini, facendo apparire loro la realtà in un certo modo. Ad esempio, possiamo dire che i cani sono in grado di sentire gli ultrasuoni a causa della morfologia delle loro orecchie ed in particolar modo grazie alle cellule del cd. orecchio interno. I gatti vedono molti meno colori di noi ma, al tempo stesso, hanno una vista notturna notevole perché la composizione cellulare della retina dei loro occhi è differente dalla nostra. Gli elefanti hanno un olfatto particolarmente sviluppato a motivo della proboscide. Diversi animali, avendo la magnetite nel proprio stesso cervello, sentono il campo magnetico e ne sono, di conseguenza, attratti. E di esempi ne potrei citare molti altri, se volessi.

    Sai dire lo stesso per gli esseri umani in modo da spiegare cosa potrebbe farci percepire come assolutamente incontraddittoria nelle sue strutture fondamentali una realtà che, invece, non lo è? Limitarsi a dire che siamo umani e che quindi la nostra prospettiva è umana non è un argomento.

    Tra l'altro, non dobbiamo dimenticare che le differenze che possiamo rinvenire tra la conoscenza sensibile degli animali e la conoscenza sensibile degli esseri umani sono di natura accidentale. Nell'ipotesi che hai formulato, non ci si limiterebbe a percepire un colore al posto di un altro oppure a sentire suoni che altri non riescono ad ascoltare, ma a qualcosa di decisamente più strutturale ed essenziale.

    Con buona pace di certo materialismo riduzionista, ciò che connota l'essere umano, distinguendolo specificamente dagli animali, è il possesso dell'anima razionale. Pertanto, per poterle veramente considerare "umane" non ci si dovrebbe limitare a prenderne in considerazione la struttura biologica, bensì verificare se esistono prove di manifestazioni di vita propriamente intellettiva.

    A dire il vero, s'è parlato di "presenza intenzionale". Ti dice niente?

    Se si ha presente come conosce l'uomo, si avrà anche presente che, laddove è incondizionata, la nostra conoscenza non può che essere oggettiva o, se si vuole, "assoluta".

    Certo: attraverso le sue opere possiamo avere una certa conoscenza di Dio, così come è dagli effetti che possiamo risalire, in una certa misura, alla causa che li ha prodotti.
    Un conto è dire che la tigre è una tigre e non un gatto, un conto è dire sulla base della metafisica dell’essere che la realtà è incontraddittoria. La prima affermazione appartiene al senso comune, la seconda alla metafisica. La seconda non significa semplicemente “ci sono delle cose che non sono altre cose”, significa che a prescindere dall’uomo ha senso parlare di essere, di identità, e di contraddizione fra modi di esistenza delle identità che noi cogliamo. Significa anche proiettare tutto questo sulla realtà non conosciuta, e affermare che è fatta necessariamente in quel modo, altrimenti non esisterebbe. Siamo molto oltre la semplice affermazione che la tigre è una tigre e non altro. Significa anche (e questo pensiero è condiviso anche da alcuni scienziati) che la realtà sarà sempre decifrabile dall’uomo, perché ha una struttura razionale. Ma questa affermazione non è verificabile, e sul piano metafisico la sua giustificazione si basa sul terreno precario dell’essere.

    Pur avendo di fronte la stessa realtà, le cose non sono colte allo stesso modo da altri animali, e forse nemmeno da altre specie umane del passato, che pure erano in grado di astrarre e proiettarsi in una dimensione che tu chiameresti immateriale (vedi le sepolture dei morti con oggetti d’uso materiale ecc.). Nella tua visione dai per scontato che la realtà non sia come la colgono la tigre, il gatto, l’ape, il pipistrello, o come la coglieva l’uomo di Neanderthal, perché sarebbero tutti “condizionati” (tranne noi), e pensi che non sia nemmeno la somma di tutte le diverse prospettive, ma che sia solo e oggettivamente come la cogliamo noi, tale e quale l’ha pensata e voluta Dio, nei cui pensieri noi possiamo almeno in parte entrare. Cioè l’uomo, che a quanto pare assoluto non è, ha accesso a una conoscenza almeno in parte assoluta. Ma se ti faccio notare che niente lo garantisce, tu rispondi che dovrei dire cosa “condiziona” l’uomo, e mi rimandi alla Vanni Rovighi, che semplicemente dice: “la conoscenza è la presenza di realtà che io non sono”, il che semplicemente riconduce di nuovo al discorso sull’essere.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Io non ho nessun problema con la fede: tant'è che sono cattolico e non me ne vergogno. Il problema, come già ti ho detto numerose volte nelle nostre discussioni (a quanto pare inutilmente) è che tu a) consideri la fede non solo diversa ma addirittura opposta alla ragione, concependola come qualcosa di soggettivo, sentimentale e volontaristico; b) estendi al dominio esclusivo della fede conoscenze che, di per sé, sono di ordine naturale ed alle quali ci si può arrivare con il solo ausilio della ragione umana. La conseguenza di tale visione è chiara: se la fede è priva di fondamenti razionali (si tratti o dei preambula fidei o dei motivi di credibilità della fede), allora non può rivendicare di essere vera in modo "assoluto"...se non per chi "soggettivamente" la professa. E, se non ci sono cognizioni di ordine naturale veramente preliminari alla fede (perché anch'esse, a tuo avviso, rientrerebbero nella fede), allora la fede cattolica non può nemmeno rivendicare che talune delle verità che abbraccia ed insegna siano intrinsecamente evidenti o immediatamente o mediatamente.

    E, alle domande che poni, la risposta si trova (in buona parte) già nella citazione di mons. Antonio Livi che ti ho riportato (anche qui: repetita iuvant): «A differenza dei preambula fidei, i motiva credibilitatis non hanno carattere metafisico, bensì storico-empirico; ma la connessione tra i due ordini di premesse della fede cristiana è stabilita dal fatto che determinati eventi storici e determinate situazioni di fatto possono fare da motivi di credibilità del teste solo se interpretati in un certo modo alla luce dei principi metafisici, ossia in definitiva alla luce dei preambula fidei. Ciò riguarda innanzitutto i segni o indizi della missione profetica, ossia le prove della credibilità dei profeti dell'Antico Testamento (...); quindi i segni o indizi relativi alla divinità di Gesù, il Verbo incarnato; infine, e di conseguenza, i segni o indizi della presenza di Dio nella vita della Chiesa fondata da Gesù (indefettibilità e santità della Chiesa nella storia); infatti, anche se tali segni sono sperimentati empiricamente nelle vicende storiche, essi sono indizi della presenza di Dio proprio perché presuppongono la certezza che ci sia un Dio creatore, il solo che possa santificare gli uomini (...) e il solo che possa inoltre operare interventi di carattere creativo (essendo un atto creativo la productio rei ex nihilo sui et subiecti). È a questi interventi di carattere creativo che si dà propriamente il nome di "miracoli"» (Antonio Livi, Razionalità della fede nella Rivelazione. Un'analisi filosofica alla luce della logica aletica, Casa Editrice Leonardo da Vinci, 2021, p. 199).

    Cosa conosciamo? Cosa crediamo? Ma "conoscere" o "sapere" e "credere" non si contrappongono: anche la fede implica una conoscenza. Come potremmo infatti credere se non sapessimo che Dio s'è rivelato? Se non conoscessimo l'Antico ed il Nuovo testamento, come potremmo credere alla religione cattolica? Se non sapessimo dei miracoli o della resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, come potremmo credere che è Dio stesso fattosi carne? I misteri soprannaturali sono l'oggetto proprio dell'atto di fede cristiana: se non sapessimo che tali misteri ci sono, come potremmo credervi?
    Un musulmano potrebbe dire esattamente le stesse cose a proposito delle apparizioni dell’arcangelo a Maometto, della sua ascesa ai sette cieli, delle sue profezie, delle sue prodigiose imprese, della straordinaria e fulminea diffusione dell’islam, della bellezza e sublimità della dottrina musulmana ecc.
    Anche il musulmano direbbe che non potrebbe credere se non sapesse che Dio si è rivelato, se non conoscesse il corano, che non potrebbe credere che Maometto è il messaggero di Dio se non sapesse della sua ascesa ai sette cieli, e così via.
    Potrebbe dire anche lui che il suo assenso si basa sull’evidenza estrinseca, e che la sua fede si basa su fondamenti razionali e argomenti storico-empirici.
    Ciò non toglie che la differenza fra una religione e l’altra, e dunque il suo nucleo, sta in ciò che si crede, non in ciò che si conosce e si sa. E questo non è di per sé un problema, lo è a mio parere nel tomismo, in cui il criterio ultimo di verità è rappresentato proprio da ciò che si crede.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Cosa c'entrano l'unione ipostatica e la SS. Trinità con quello che stiamo dicendo in questa parte del discorso? E chi ha parlato di "opposizione occasionale" o "interlocutoria"? Il discorso è sempre stato uno solo: l'"essere" si oppone al "non-essere"? Sì. Ma questa opposizione di che natura è? È un'opposizione che rientra in una relazione logica perché l'"essere" è il concetto del fondamento della relazione fra tutte le cose e tutto di ogni cosa, mentre il "non-essere"...non è. E per lo stesso motivo si deve dire che l'"essere" è logicamente antecedente al "non-essere", giacché la negazione del termine ha senso solo nella misura in cui c'è un termine, un concetto, da negare. Non si capisce come questo ti mandi così tanto in crisi. Non si potrebbe spiegare cosa vuol dire che una cosa c'è, senza rappresentare il momento in cui non c'è? Non ti rendi conto che, così dicendo, tu stai ricorrendo alle tante vituperate analogie, giacché l'inesistenza assoluta è letteralmente irrappresentabile in quanto ineffabile ed incogitabile, per dirla con Mondin? E, pure in tal caso, non noti che per rappresentare il nulla ricorrendo all'assenza di qualcosa, devi necessariamente far notare la differenza in relazione ad una presenza, che è inevitabilmente antecedente? Facciamo finta che io voglia rappresentare il nulla utilizzando l'immagine di una stanza e l'adesivo di un cane: per far intendere il concetto di "nulla", mostro che, inizialmente, ho l'immagine della stanza e basta; in un secondo momento attacco l'adesivo del cane sull'immagine della stanza e mostro che prima il cane non c'era ed ora invece c'è; in un terzo momento stacco l'adesivo del cane dall'immagine e mostro che il cane non c'è più. I momenti in cui il cane non c'è rappresentano per analogia il nulla. Ma...senza l'immagine di una stanza che c'è, che è a me presente, tale concetto non avrei mai potuto illustrarlo perché mancherebbe un termine di paragone.
    Se mostri a una persona un oggetto dove prima non c’era, poi lo togli di nuovo, e poi ripeti il tutto, questo potrebbe essere un modo per far intendere il concetto di “c’è” e “non c’è”, ma nell’astrarre il concetto quella persona dovrà lavorare su entrambe le circostanze, e le comprenderà insieme: l’antecedenza è semmai di rango, di contenuto, ma non di logica.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    A dire il vero, sei proprio tu ad aver detto che noi cogliamo la realtà come universalmente e necessariamente incontraddittoria, ma che potrebbe non essere veramente così "perché siamo condizionati dalle nostre strutture biologiche e neurologiche". E non farmi ritirare fuori i quote e i link in cui sostieni questa posizione, visto che già l'ho dovuto fare in precedenza perché negavi l'evidenza.

    Tale affermazione "non mi piace" semplicemente perché non regge ed è ridicolo che tu insista in merito. In che termini un sogno può essere contraddittorio? In quali non può esserlo? Può essere contraddittorio nel senso che io prima posso vedere, nell'esperienza onirica, un cerchio e poi posso vedere un quadrato. Cerchio e quadrato sono opposti e quindi si contraddicono reciprocamente. Ma, come si capisce, questo non significa che il sogno sia fatto di cose in se stesse contraddittorie. Non vedrai un cerchio che è anche un quadrato simultaneamente e sotto lo stesso identico aspetto. Magari vedrai il passaggio dall'immagine del cerchio a quella del quadrato visionando il cerchio modificarsi - piano piano o rapidamente - in un quadrato, ma ciò che vedrai nei singoli istanti sarà sempre inevitabilmente incontraddittorio. Dire che noi esprimiamo incontraddittoriamente qualcosa che, in se stesso, è contraddittorio è una pura e semplice invenzione, probabilmente l'ennesima trovata che hai escogitato per cercare di prendere per i fondelli i tuoi interlocutori.

    Fare del sarcasmo sul dogma della SS. Trinità non ti salverà dal ridicolo di affermare che possiamo avere un ricordo incontraddittorio di qualcosa che, in se stesso, sarebbe contraddittorio. Vera e propria assurdità.
    Questa parte della discussione è nata proprio perché hai quotato la mia frase sulle realtà contraddittorie, e io ti ho spiegato in che senso una modalità di esistenza potrebbe esserlo, parlando del sogno, dell’immaginazione e dell’espressione artistica.
    La risposta che hai dato ti costringe a dire che i sogni altrui sono sbagliati, perché non rispettano la logica, e che non è possibile aver sognato una persona che era contemporaneamente anche un’altra persona, solo perché nel raccontarlo bisogna dire di aver sognato “qualcosa”, e il termine qualcosa indica uno e non due. Siamo arrivati al punto che con la metafisica si correggono i sogni degli altri. Con la metafisica si può stabilire cosa è realmente successo nel sogno. Ma è solo una questione di linguaggio: adattando il linguaggio e inventando categorie nuove si può trovare il modo di raccontarlo in modo incontraddittorio. Io posso dire senza intenzioni blasfeme, ma solo per farti capire come funziona, che la categoria di “sostanza onirica” che unifica persone diverse mi permette di parlare di ciò che era molteplice come se fosse stato uno.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

 

 
Pagina 1293 di 1461 PrimaPrima ... 793119312431283129212931294130313431393 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Scienza e fede
    Di fradall nel forum Laici e Laicità
    Risposte: 75
    Ultimo Messaggio: 22-05-20, 18:01
  2. Filosofare tra scienza e fede.
    Di PhyroSphera nel forum La Filosofia e il Pensiero Occidentale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-11-16, 10:23
  3. L'uomo tra scienza e fede
    Di Ucci Do nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-06-14, 10:14
  4. Fede nella scienza
    Di pedro nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 16-02-14, 21:55
  5. Scienza-Fede... piccola curiosità
    Di UgoDePayens nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-09-09, 18:50

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito