
Originariamente Scritto da
Giò
Non la fisica, bensì certi fisici escono dal terreno della loro disciplina nel momento in cui affermano che, a motivo dell'impossibilità di andar oltre nella spiegazione scientifica, "non ha senso" sostenere che ci sia una Prima causa incausata che, dal nulla, ha realizzato ogni cosa e tutto di ogni cosa (leggasi: l'universo intero).
Modificare il concetto che ho espresso, scrivendo che "la fisica non esce dal suo terreno dicendo che le cose non possono comparire dal nulla", non fa che riportarci nell'equivoco: la fisica, infatti, si pone nell'ordine fenomenico e, oltre tutto, lo considera sotto il profilo quantitativo, cioè in quanto è misurabile. E, se dice che, nell'ordine dei fenomeni, ex nihilo nihil fit (intendendo quindi il verbo fieri in senso stretto), allora è ovvio che abbia ragione e che stia nel suo terreno, che per l'appunto è quello dei fenomeni. Se parliamo di Dio però, andiamo sicuramente oltre il fenomeno ed a maggior ragione andiamo oltre il fenomeno in quanto misurabile. Quindi la creatio ex nihilo sui et subiecti non contraddice l'ex nihilo nihil fit (inteso stricto sensu) perché è l'atto di un essere indiveniente il cui agire trascende il mondo dei fenomeni fisici, mentre l'ex nihilo nihil fit riguarda tutto ciò che può mutare.
Se invece vogliamo intendere l'espressione "comparire dal nulla" (e lo stesso ex nihilo nihil fit) in senso largo, allora vale quanto ho già avuto modo di dire in merito: nel caso della creatio ex nihilo sui et subiecti, il fieri dell'ex nihilo nihil fit va inteso in senso analogo e risulterà chiaro che non si dice che il nulla causa qualcosa, bensì Dio.
Anche se a queste mie - ennesime - precisazioni risponderai nuovamente modificando e troncando quello che ho scritto per tentare di far apparire la creatio ex nihilo in contraddizione con l'ex nihilo nihil fit, la mia replica sarà sempre la stessa. Quindi, a che pro insistere?