
Originariamente Scritto da
Iohannes68
"L'Eterna Favola delle Brigate Rosse", Giorgio Bocca, Il Giorno, 23/02/1975, pag. 5.
"A me queste Brigate rosse fanno un curioso effetto di favola per bambini scemi o insonnoliti e quando i magistrati, gli ufficiali dei carabinieri e i prefetti ricominciano a narrarla mi viene come un ondata di tenerezza perche´ la favola e` vecchia, sgangherata, puerile ma viene raccontata con tanta buona volonta` che proprio non si sa come contraddirla...
Questi brigatisti rossi hanno un loro cupio dissolvi, vogliono essere incriminati a ogni costo, conservano i loro covi, le prove di accusa come dei cimeli, come dei musei...
Sull'auto di Curcio, al momento dell'arresto, vengono trovati dei documenti, delle cartine; in un covo, intatto, c' è, si dice, la cella in legno in cui era prigioniero Sossi. E, naturalmente, bandiere con stelle a punte irregolari...
Ho fatto parecchie pubbliche domande sulle incongruenze, quasi divertenti, di questi guerriglieri, senza ricevere né sdegnate smentite né spiegazioni convincenti...
Una cosa è certa, le vigilie elettorali hanno per queste Brigate Rosse un effetto da flauto magico, due o tre note e saltano fuori nello stesso modo rocambolesco in cui sono scomparse...
Questa storia è penosa al punto da dimostrare il falso, il marcio che ci sta dietro: perché nessun militante di sinistra si comporterebbe, per libera scelta, in modo da rovesciare tanto ridicolo sulla sinistra..."
Si noti come Giorgio Bocca è tutt'ora considerato dalla plebaglia uno tra i più grandi intellettuali del secolo scorso.
Si noti infine che "Il Giorno" era un quotidiano di proprietà dello stato; cioè, i contribuenti, con i loro soldi, pagavano Giorgio Bocca per farsi spiegare che le BR non esistevano.