
Originariamente Scritto da
Gigi Landi
Questo accade in Israele:
Le chiese e gli altri luoghi in cui si riuniscono i cristiani sono oggetto di scorribande da parte di estremisti dell’ultradestra israeliana. Sono di pochi giorni fa due attacchi terroristici da parte di estremisti ebrei: il primo a Nazaret, dove sono stati esplosi dei colpi d'arma da fuoco contro una scuola e un convento di suore francescane e l'altro, a Gerusalemme, nella chiesa della tomba di Maria, ubicata ai piedi del Monte degli Ulivi e di proprietà comune tra i greco-ortodossi e gli armeni, secondo i regolamenti dello status quo.
A Gerusalemme è scoppiato il caos dopo che la polizia israeliana ha limitato gli accessi al «Fuoco Sacro», per la vigilia della Pasqua ortodossa, malgrado duemila cristiani egiziani avessero avuto il permesso.
ppena cinque minuti dopo essere uscito dal convento di San Salvatore, il giornalista è stato fatto bersaglio di un primo sputo. Diversi nelle ore seguenti gli episodi simili, anche da parte di militari e persino da un bambino.
Il reportage televisivo in ebraico, andato in onda sabato 24 giugno, oltre a mostrare le immagini degli sputi ricevuti, ha ricostruito gli episodi di intolleranza anticristiana e di vandalismo degli ultimi mesi. Molti dei quali hanno avuto eco internazionale: la dissacrazione a gennaio di diverse tombe nel cimitero luterano di Gerusalemme per mano di due coloni ebrei; lo sfregio ad una statua del Cristo da parte di un estremista ebreo nella chiesa del convento francescano della Flagellazione; un graffito con il consueto slogan “Morte ai cristiani” sul muro di un convento armeno; la devastazione di una sala parrocchiale dei maroniti a Ma’alot in Galilea; un vero e proprio attacco, a maggio, da parte di ultra-ortodossi e ultra-nazionalisti (guidati dal vicesindaco di Gerusalemme Aryeh King), ai danni di pellegrini evangelici che pregavano all'aperto nella città vecchia…
Questi solo gli episodi eclatanti. Poi c’è la quotidianità, fatta appunto di sputi e violenze verbali di ogni tipo. I luoghi dove accadono con più frequenza questi atti sono la Via dolorosa, nei pressi della Flagellazione, il Monte Sion e la basilica della Dormizione, il quartiere armeno, che gli ebrei osservanti attraversano spesso per raggiungere il Muro Occidentale. La maggior parte delle molestie non viene però denunciata, perché è impossibile identificare gli autori.
l terzo episodio, il più recente, è avvenuto nell'ottobre del 2000, quando il governo mandò polizia armata ed unità di cecchini antiterrorismo in città e villaggi arabi, per sparare munizioni da guerra contro gruppi di manifestanti che protestavano contro lo spargimento di sangue dell'Intifada. Furono uccisi dodici cittadini del luogo ed un uomo di Gaza.
Non vi è stato quasi alcun tentativo di considerare gli agenti, o i loro comandanti, responsabili per queste atrocità. Ci fu un processo, che aveva lo scopo di impressionare il pubblico, per i soldati di Kafr Qasem: tutti gli imputati ricevettero aumenti di paga, ed il loro comandante fu multato della somma nominale di una piastra. Non fu mai fatta alcuna inchiesta sui morti di Sakhnin. Le uccisioni dell'ottobre 2000 furono almeno investigate da un giudice, benché nessuno ne fosse mai accusato. Il Giudice della Corte Suprema Theodor Orr ammise che la polizia aveva la tradizione di trattare i cittadini palestinesi come "un nemico". Ma uno dei comandanti chiave della polizia che egli ammonì è stato in seguito promosso.
La politica di brutalità continua. Il gruppo di pressione politica Mossawa ha chiesto che si investighi sull'uccisione in circostanze misteriose di 15 cittadini palestinesi ad opera delle forze di sicurezza dopo l'inizio dell'Intifada. Vi sono rapporti regolari di cittadini palestinesi che sono stati attaccati dalla polizia o arrestati senza motivo. A febbraio circa 1000 poliziotti entrarono nel villaggio di Beaneh in Galilea per distruggere cinque case di abitazione. Per diverse ore hanno terrorizzato la popolazione locale, ferito gravemente funzionari del consiglio che cercavano di negoziare, sparato gas lacrimogeno nei terreni di un asilo infantile e ingiuriato il direttore, puntandogli contro una pistola perché tentava di protestare. (Per dettagli sull'episodio vedere il rapporto "Let Them Suffocate", fatto dalla Human Rights Association di Nazareth). Al Sud, nel Negev, una forza paramilitare di polizia chiamata la Pattuglia verde è responsable di un'ondata di demolizioni di case diretta contro i beduini. Essa è anche entrata ripetutamente nei loro villaggi per "imporre" l'irrorazione aerea dei loro raccolti con prodotti chimici tossici.
E la chiamano democrazia.