La soppressione delle liberta' di espressione " nei confronti di chi opera contro lo stato" e' una formula molto ambigua, molto elastica e, come ritroverai nella Storia che conosci meglio di me, terreno di coltura di qualsiasi schifezza si sia voluta fare discendere da questa ipocrita " difesa". L'ambiguita' e l'elasticità di tale interpretazione e' contenuta nelle tue condanne : tu, inneggiando a un regime che e' stato giudicato criminale e anticostituzionale, potresti aver dato il via, magari insieme ad altri, a un processo di attacco a questa "difesa del vero", che in questo regime democratico e' quello appena citato. Quindi? Come distinguere la liberta' personale di espressione, che tu dici di voler salvaguardare, dalla liberta' personale che pero' contenga in embrione una pericolosità per lo Stato?
Come faresti? Chi punteresti come nemico dello stato? Dille due parole su questo regime che secondo te ristabilirebbe giustizia, (liberta'?) e tutte le altre cose buone ( ? ) che sogni, non credo sia proibito. Perche' non lo spieghi, con tanto di profiling del nemico e dell'amico, con qualche accenno delle leggi fondamentali, delle restrizioni eventuali, delle pene. Sarebbe utile, e credo non passibile di condanna alcuna.






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