“Necessità”, prima o dopo, sbuca fuori come una parola magica.
E chi stabilisce quali siano le necessità di un individuo, se non l’individuo stesso? Le necessità non sono soltanto i beni indispensabili alla sopravvivenza, ma quelli che caratterizzano un individuo e gli permettono di distinguersi dagli altri, cioè di definire la propria identità. Ad esempio, tu hai più volte scritto di essere un ex commerciante d’arte. La tua passione per l’arte fa parte di te, è una tua necessità. Per soddisfarla, tu (o, se non tu, un altro appassionato d’arte) vorrebbe possedere, per esempio, un’opera milionaria di Pollock o di un maestro rinascimentale. Oppure un appassionato di motori (ciò che lo caratterizza) vorrebbe possedere una o più supercar. Magari, però, il resto della popolazione preferirebbe che i suoi milioni venissero devoluti per altre robe, più o meno “nobili”. Dove sta il confine? Come si concilierebbe, questo, con la tua utopia? Con il capitalismo, l’appassionato d’arte, se è bravo e fortunato, il Pollock può ambire a metterlo nel salone.





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