



sei tu che assumi un mio preteso "eroismo della sincerità" perché vivi nella tua bolla ovattata ferma al 1991, io dò per scontato che il clima dominante sia allineato a me (oggi, perché venticinque anni fa mi davano del violento xenofobo) e il centrosinistra minnitiano ha vantato i risultati raggiunti nel contrastare l'immigrazione




pavidità e coraggio dipendono da fattori psicologici contingenti (biologici, ambientali, non importa) e mi stai attribuendo così a buffo una pavidità in base al solito schermino per cui "i nostri avversari sono dominati dalla paura", del proletario, dello straniero ecc. (cosa che si è rivista nella serie scuratiana su Mussolini)
la realtà diversa è che spesso i cattivi - aggressivi quando sono forti - combattono strenuamente senza farsi intimidire anche quando sono sulla difensiva, come dovrebbe mostrare l'esempio dei nazisti accerchiati a Berlino
se fossi pavido in primo luogo starei zitto dato che un vero pavido preferisce le narrazioni giustificatrici e rassicuranti che stemperano il conflitto mentre io ripeto il "fatevi avanti, siamo noi che distruggeremo noi" che Vilfredo Pareto lanciava ai socialisti
ad ogni modo questa è un'altra delle ingenuità su cui ti faccio le pulci, e non c'entra niente col volerti tirare dalla mia parte
non sto facendo niente per ricercare il consenso di qualcuno e al massimo mi sto mettendo d'impegno per suscitare avversione nei lurker di sinistra (e in quelli di destra buona); il consenso l'ho trattato come un dato e non come qualcosa che mi sto sforzando di costruire


in questo contesto ho evitato la provocazione (che ho lanciato altre volte) per cui il famoso "coraggio" cos'è se non l'ideologia che i poteri politici hanno sempre inculcato nei giovanotti da mandare in guerra? non vorremo mica che scappino per salvare la pellaccia, lasciando avanzare il nemico?
per cui ammettiamo che uno non sia coraggioso; che colpa ne ha? muovono accuse di pavidità proprio quelli che aspirano a una società dove in assenza di conflitti il coraggio non servirà più? il paradosso è che quando l'uomo di sinistra parla di coraggio e svaluta chi è attaccato alla pellaccia sta facendo rientrare una normatività antropologica medieval-fascista dalla finestra


in altre parole: se davvero adorassi il coraggio lo vorresti vedere messo costantemente alla prova in guerre e conflitti; al contrario tu aspiri alla società senza più guerre e conflitti, a misura di pavido




La faccenda e' che muovi, non solo a me, parcellizzazioni del solito argomento al quale ci siamo GIA' dati reciprocamente numerose risposte. A molti di questi argomenti non c'e' bisogno di opporsi : SONO OVVI, SONO L'OVVIO. Avere da mangiare e' meglio che non averlo, il forte vince sul piu' debole, se ho soldi posso comprare cose che senza soldi non posso comprare, molti esseri umani sono mossi dal profitto senza scrupoli, molti esseri umani sono indifferenti al destino altrui, e' meglio avere buona salute che non averla, se si fa la guerra chi ha piu' armi vince, SE PIOVE CI SI BAGNA, e via e via di ovvieta' inconfutabili.
Ad altri mi sono gia' opposta diffusamente, spiegandoti che SECONDO ME esiste, PROVENIENTE DALL'INTERNO DELL'ESSERE UMANO, la possibilita' di scelta, detta libero arbitrio, che si accompagna ad una capacita' innata, detta coscienza, che permette, SE SI DECIDE DI ASCOLTARLA, di fare scelte anche molto distanti dal determinismo rappresentato dalla mera logica del profitto. Ho inoltre sostenuto, e continuo a farlo, che il ritenere che invece il destino obbligato dell'Uomo sia andare, come calamitato, verso la realizzazione di privilegi corredati di soddisfazione sadica per le sconfitte altrui, delle quali c'e' addirittura NECESSITA per mantenere viva la FEDE, sia molto simile a UNA RELIGIONE, perche' presuppone l'universalismo di uno specifico destino, con 2 opzioni sole : sconfitti o premiati, come nelle religioni monoteiste.
Cosa altro posso dirti? Che le nostre posizioni sono inconciliabili e che rischiamo, d'ora in poi, di dover ricorrere, per sorprenderci, a argomenti come " uterina, pasticciona, testicolare, cretino, idiota, vecchia, ignorante, brutta, racchio " e via dicendo, e DIREI CHE NON SIA IL CASO.
Perche' invece non torniamo al thread? NON SI INTEGRANO. PERCHE'?
Tu che dici, sono diversi geneticamente? Sono recuperabili alla vita civile? Andrebbero soppressi?


apposta ho scritto che il libero arbitrio ti pone in una situazione più pericolosa del determinismo, perché il determinismo lascia aperta la porta a un intervento sui fattori che determinano il comportamento umano (l'ambiente sociale che Marx voleva trasformare, la famosa educazione tanto cara ai pedagoghi progressisti; ma anche la biologia darwiniana che potrebbe essere reingegnerizzata in laboratorio), mentre il libero arbitrio lascia per tua ammissione aperta la possibilità di voltare le spalle a questa "coscienza" che deciderai tu se è presente in tutti gli uomini o se in alcuni latita
nel fatto che questo libero arbitrio venga usato "per il male" (costringendo anche i buoni a doversi adeguare alle logiche del conflitto e dello Stato che lo tacita con le intimidazioni poliziesche) non c'è nessun "universalismo che calamita tutti gli uomini verso le finalità che contrariano Timor"; il presupposto stesso del conflitto è che esistano scelte diverse e conflittuali fra loro (il che è la negazione stessa di una "natura umana universale uguale per tutti")
quello che ti metto sotto il naso è che finché questo libero arbitrio viene usato per scopi confliggenti fra loro ci sono i conflitti e c'è la risultante dove per tacitarli abbiamo il potere poliziesco che fa rispettare delle leggi imposte anche a chi non le condivide, che è quello che ti induce collera anarchica senza comprenderne la ratio e l'inevitabilità dovuta proprio ai tanti usi liberi del libero arbitrio

