
Originariamente Scritto da
Timor
In effetti io credo, come ho gia' detto, che su cose essenziali dell'autodeterminazione e del rispetto, il male non sia un concetto cosi' oscuro ed opinabile. Credo che sia impossibile essere veramente ignari di stare facendo il MALE mentre si sgancia una bomba su una popolazione civile o si tortura un animale. Credo pero' che l'intreccio continuo della coscienza con il libero arbitrio diano a questo scenario sempre la possibilita' di esiti contrari. Credo che allineare il libero arbitrio con la coscienza sia uno dei compiti piu' alti della vita umana. La coscienza non e', secondo me, il contenitore di TUTTE LE COSE BUONE, ma piuttosto il cassetto degli strumenti che, sempre se liberamente decido di usarli, mi permetteranno di distinguere il MALE dal BENE, impedendomi, per esempio, di raccontarmela dicendomi CHE AMO il vitello che ho allevato e che macellero' domani. Grazie al libero arbitrio io potro' ugualmente decidere di farlo, ma a meno che non sia un minorato EMOTIVO avro' dentro di me quel cassetto degli strumenti inutilizzato dove esiste la VERITA' che quello che sto per fare al vitello NON PUO' ESSERE CONSIDERATO OGGETTIVAMENTE BENE. Se e quali conseguenze possa avere sulla nostra persona e sulla nostra esistenza il non collegarsi, o non ascoltare, il cassetto della coscienza, dipende dalla COSCIENZA di ognuno ��, che a parere di alcuni di noi parla anche quando non e' interrogata, mentre per altri non e' che un retaggio esterno che tenterebbe di insinuarsi nella nostra liberta'.
Comunque si', Storie di Kraut, io credo che la COSCIENZA, se tenuta in allenamento, su cose fondamentali ( vita, morte, corpo, rispetto, liberta' eccetera) sia un'ottima bilancia per pesare le azioni senza pregiudizi di comodo ( AMO il vitello che scannero').