

Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"


Questo è uno degli enigmi giuridici che i nostri giudici dovrebbero risolvere. Al di là della normativa americana sulle famose 'sanzioni' -che non conosco- e ragionando sulla base di principi basilari dell'imputazione penale degli Stati occidentali di diritto, mi pare che sul piano oggettivo l'ipotesi di reato dell'ingegnere iraniano sia fumosa. E comunque resta l'enigma della prova della colpevolezza cospirativa dolosa: cosa dimostra che l'intento, apparentemente lecito, di fornire materiale altamente tecnologico, acquisito lecitamente, ad un'azienda iraniana era quello di consentire la fabbricazione di droni ad uso militare anti-americano?


Le notizie di oggi del versante italiano della vicenda Sala mi sembrano preoccupanti. Mi riferisco alla enfasi pubblica data dal governo italiano alla sua perentoria richiesta, al governo iraniano, di liberare immediatamente la Sala. Prima chiedono riservatezza, silenzio, e adesso sbraitano. Perché? Mi viene il sospetto che tutto questo teatrino serva a convincere i soliti boccaloni che l'Italia stia facendo di tutto per liberare la Sala (sottinteso: se invece non avremo più notizie della sua sorte non sarà stata colpa nostra perché noi abbiamo usato anche le maniere forti per ottenere il rilascio). Se fosse così ciò lascia sospettare che ancora una volta l'Italia si sia appecoronata ai bovari ed ai loro diktat indiscutibili: con l'Iran non si negozia, consegnateci Abedini! In tal caso la nostra unica chance di rivedere presto a casa Cecilia Sala sarà affidata ai 'cavilli' dei giudici, che, mi auguro fortemente, negheranno l'estradizione di Abedini.


Al di là della (dubbia) fondatezza giuridica della richiesta di estradizione di Abedini, a favore del governo italiano gioca una carta 'politica', ed è la tutela della libertà e della vita di una cittadina italiana, che prevale sul rispetto di una convenzione giuridica come quella sull'estradizione. Spero che questa banale considerazione guidi il nostro governo nella sua interlocuzione con i bovari americani, anche se le ultime notizie -di cui sopra- non lasciano benn sperare.




Quello che stupisce è l'enfasi mediatica di questa ragionevole richiesta, come ho sopra osservato, e la mia preoccupazione per il motivo di questa pubblica e clamorosa sceneggiata (contraria alla doverosa cautela ed al riserbo dell'interlocuzione politica con l'Iran).






può essere, ma trovo piuttosto strano lamentarsi del "clamore" e, allo stesso tempo, rivendicare il diritto dell'opinione pubblica di parlare del suo arresto contravvenendo alla richiesta di riserbo avanzata da alcuni esponenti del governo. O va bene il clamore, o va bene il riserbo, delle due l'una. E' stato convocato l'ambasciatore iraniano per chiedere la liberazione della sala e, forse, chiedere conto delle sue condizioni di detenzione, mi sembra il minimo che si possa fare per far pesare agli iraniani l'arresto totalmente ingiustificato.
Almeno abedini è stato arrestato eseguendo un mandato di cattura internazionale, e c'è già, molto sollecita rispetto ai tempi disponibili, la richiesta americana di estradizione, non sulla base di fumose motivazioni, addotte per motivare l'arresto della sala, di generiche violazioni delle leggi della repubblica islamica.


niente affatto, le prove si ottengono prima del processo, e semmai devono essere esibite dimostrate e dibattute nel processo. Una richiesta di estradizione non comporta un processo con emissione di condanna prima di essere inoltrata, ovviamente, anche perché, se non erro, negli Usa i processi in contumacia non sono ammessi.
Vero è che i giudici che valutano la richiesta devono valutare le sue motivazioni che, da quello che è dato sapere, ma forse ne sappiamo poco, sono piuttosto inconsistenti, poi è il governo che decide o meno l'estradizione.