Le informazioni riservate erano state utilizzate dal deputato di Fratelli d'Italia Donzelli per sferrare un violento attacco in aula alla Camera i parlamentari del Pd Serracchiani, Lai, Orlando e Verini che si erano recati in carcere a fare visita ad un detenuto, Alfredo Cospito, in sciopero della fame a fronte anche di numerosi appelli pubblici finalizzati alla richiesta di interruzione di una situazione di grave pericolo della vita per quella persona.
I parlamentari del Pd furono accostati in maniera impropria e calunniosa ai mafiosi.
In questa vicenda ciò che ora emerge è l'arroganza e la supponenza della destra che incurante di una sentenza vorrebbe far proseguire nell'attività di governo un loro esponente che ha tradito così platealmente le prerogative del suo mandato, a maggior ragione in un ministero, quello della giustizia, dove tutti i giorni circolano documenti e informazioni riservate.
Come ci si può fidare di un sottosegretario che ha passato sotto banco a un suo collega di partito segreti d'ufficio in ragione di motivazioni di lotta politica? E come può il ministro Nordio, in qualità di guardasigilli, affidare deleghe importanti ad un sottosegretario che ha violato in maniera grave le regole comportamentali?
A tal proposito il ministro Nordio che ha coperto fino a oggi l'operato del sottosegretario Delmastro, condividendone le responsabilità, dovrebbe spiegare tante altre cose a cominciare dalla vicenda Paragon. Ma al governo l'unico interesse che hanno è fare quelle riforme che vanno in direzione di derubricare a vassalli magistrati e giornalisti e a vietare le manifestazioni dove liberamente si intende esprimere dissenso.
La democrazia della destra è quella che non intralcia gli interessi di potere e l'occupazione delle poltrone.
Così andranno a sbattere perché nel Paese cresce sofferenza e ribellione.




Rispondi Citando
