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  1. #221
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Putin ha parlato più volte dell'ex URSS da riprendere in parte, si è paragonato non a caso a Pietro il Grande, proprio ieri ha detto che rivuole quello che è SUO. Interpreta tu cosa significa.
    Ma io li ho letti i discorsi di Putin.
    E da nessuno si evince che voglia estendere il suo bacino di influenza fuori dai confini ex sovietici.

    Infatti anche tu confermi che la domanda iniziale di @cireno non trova risposte razionali al di fuori della propaganda anti russa.

  2. #222
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Già su un punto siamo d'accordo: fermiamo l'UE in Rep Ceca e Ungheria e lasciamo fuori tutto l'est ex sovietico.
    Ora bisogna dirlo alla VdL e ai figli di quelli che hanno deciso di estendere l'UE su territori che poco hanno a che vedere con l'occidente.
    ecco questo è un buon post, dice parole giuste. L'UE non sarebbe mai dovuta arrivare a Paesi ex sovietici o, al limite, se si è voluto arrivare a loro allora si doveva invitare anche la Russia e non si sarebbe dovuto mettere l'obbligo dell'unanimità per le decisioni-
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  3. #223
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Ma io li ho letti i discorsi di Putin.
    E da nessuno si evince che voglia estendere il suo bacino di influenza fuori dai confini ex sovietici.

    Infatti anche tu confermi che la domanda iniziale di @cireno non trova risposte razionali al di fuori della propaganda anti russa.
    se chiedi all'AI se Putin ha mai detto di voler restaurare l'impero degli zar la risposta è "NON RISULTA"
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  4. #224
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Ma io li ho letti i discorsi di Putin.
    E da nessuno si evince che voglia estendere il suo bacino di influenza fuori dai confini ex sovietici.

    Infatti anche tu confermi che la domanda iniziale di @cireno non trova risposte razionali al di fuori della propaganda anti russa.
    Si infatti parla di URSS, che mi sembra già abbastanza.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #225
    custode dalle orsoline
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    i sovietici peggiori arrivavano dalla Georgia.
    vergin di servo encomio e di codardo oltraggio

  6. #226
    Date e vi sarà chiesto.
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Putin è un pericolo per la nostra democrazia e per le democrazie che fanno oggi parte dell'Europa sia come entità politica che come entità geografiche.
    L'aver perso l'appoggio americano nella difesa dal rischio di influenza politica e militare da parte della Russia, anzi di leggere fra le righe quasi un intenzione velata di spartirsi l'Europa fra loro come fosse un oggetto, mi fa drizzare i capelli in testa per il futuro.

    Se pensate che Putin si fermerà all'Ucraina una volta compreso che gli USA non hanno alcun interesse strategico e politico con i paesi baltici, e quelli dell'est europeo, non avete chiaro cosa voglia realmente Putin.
    Noi non rischiamo di essere invasi da Putin, perchè l'Italia interessa strategicamente e militarmente agli USA per avere le proprie basi al centro del mediterraneo.
    Un pericolo per noi è questa classe dirigente Pure Europea o vedi iniziative a rendere la vita meno difficile alla popolazione? Quando vi sveglierete sarà sempre troppo tardi.
    Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
    Michel de Montaigne

  7. #227
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Bene, una risposta , anche ben scritta alla domanda del thread. Manca però la risposta principale alla domanda base che è questa: PERCHE’?
    Intendo: perché la Russia, 140 milioni di abitanti, una spesa militare dieci volte inferiore a quella americana, per esempio, dovrebbe fare tutto questo?

    Io sono Putin (faccio un gioco) nessuno mi minaccia, ho uno Stato grande quasi il doppio, si parla di territorio, dell’Europa. Ho infiniti giacimenti di energie, ho una Siberia che è un concentrato di materie prime preziose, ho una popolazione molto bassa per il territorio: a cosa mi servono i Paesi Baltici? Per andare a farci da sentinella? Io Putin ho solo timore, si io ho timore, che la mia nazione faccia gola a chi potrebbe prendersela e allora metto le mani avanti, non mettetemi basi Nato o americane intorno. Sbaglia o ha ragione?

    Sinceramente non so perché vedete la Russia golosa delle tre nazioni baltiche (e non viceversa) e non mi dite perché dovrebbe esserne golosa: a cosa gli servono? Lo sbocco sul Mare del nord lo ha, quindi a cosa?

    O forse, più logicamente, qualcuno ha timore della sua vicinanza alla Cina e quindi cerca di rompere la quasi certa alleanza?
    Cercherò di essere breve.
    Sul perché la Russia senta il bisogno di espandersi, o espandere la sua sfera di influenza, questo credo sia legato, almeno in buona parte, ad una sorta di "revanscismo". La Russia (o, almeno, la parte di Russia riconducibile a settori nazionalisti o ultranazionalisti) è possibile pensi di essere stata defraudata del posto che le spetta "di diritto" tra le grandi potenze. Attualmente non lo è. E' una potenza di seconda classe. Non irrilevante, ma nemmeno all'altezza di Stati Uniti, Cina, e prossimamente India. In futuro potrebbe essere, ritengo, una potenza di rango paragonabile al Brasile o all'Indonesia. E questo, per parte della società russa, è probabilmente inaccettabile.
    Mosca mi sembra abbia provato a rimettere in piedi il proprio "impero", con metodi "moderni", attraverso l'Unione Economica Eurasiatica (https://en.wikipedia.org/wiki/Eurasian_Economic_Union) e la CSTO (una sorta di "NATO" della Russia)(https://en.wikipedia.org/wiki/Collec...y_Organization), ma direi che nessuna delle due ha avuto un gran successo, e, in particolare, a nessuna delle due ha aderito l'Ucraina, secondo me stato sostanzialmente necessario, al fine di un ritorno della Russia al ruolo di grande potenza. Personalmente, peraltro, ritengo che Mosca avesse il diritto di provare a riorganizzare un organismo geopolitico grosso modo coincidente con (quasi) tutta la ex Unione Sovietica. Ma con metodi pacifici. Convincendo potenziali membri dei vantaggi del progetto. Se ci fosse riuscita, l'Unione Europea avrebbe avuto, al proprio confine orientale, una sorta di suo analogo, una "unione eurasiatica", con cui avere normali rapporti di vicinato. Ma la Russia, non riuscendo nel suo obiettivo con metodi "moderni", ha optato per metodi più "tradizionali", usando la forza militare. Se questi metodi dovessero avere successo, l'Unione Europea si ritroverebbe, ad oriente, un organismo geopolitico, un "impero moscovita" autoritario, formatosi anche con politiche e metodi aggressivi e violenti. Questo "impero", avrebbe interesse consolidare ed estendere la propria influenza sul continente europeo, anche al fine di eliminare possibili antagonisti. Gli stati baltici, ad esempio, ex membri dell'Unione Sovietica, e, in precedenza, per lungo tempo, territori dell'impero zarista, separano (in particolare la Lituania), la regione di Kaliningrad, città con un importante porto, dal resto della Russia. Inoltre, l'Estonia, controlla la parte meridionale della costa del Golfo di Finlandia, e, alla fine dei questo golfo, vi è la città portuale di San Pietroburgo. Attualmente, la Russia, nel Baltico, è in una situazione difficile, incassata in un mare della NATO, o, in prospettiva futura, in un mare della UE. Assumere il controllo dei tre stati baltici, migliorerebbe notevolmente la posizione strategica di Mosca nell'area. E si tratta di piccoli stati, che se non supportati da una adeguata alleanza militare, possono essere presi con una certa rapidità. Se lasciati soli, non servirebbe forse nemmeno una vera operazione militare, perché magari dovrebbero comunque "piegarsi" di fronte ad eventuali minacciose pressioni russe (qualcosa di simile è accaduto nel 1939-1940: https://en.wikipedia.org/wiki/Occupa..._Baltic_states).
    Un pretesto per un intervento potrebbe essere la presenza di una forte minoranza russa, soprattutto in Estonia e Lettonia. In questi due stati, i russi sono in percentuale molto elevata, in particolare nelle capitali. E molto forte è la presenza di russi anche in alcune regioni di frontiera, con Russia e Bielorussia, nel caso della Letgallia, e con la Russia, nell'area di Narva, città dove i russi dovrebbero essere quasi il 90% della popolazione
    (https://en.wikipedia.org/wiki/Russia..._Baltic_states
    https://en.wikipedia.org/wiki/Narva#Demographics)
    Poi c'è la Finlandia, che controlla la costa settentrionale dell'omonimo golfo, e il cui confine sud-nord si snoda più o meno parallelamente alle vie di collegamento russe con la città portuale di Murmansk (https://en.wikipedia.org/wiki/Murmansk). Mosca potrebbe quindi trovare decisamente opportuno portare il paese ad una condizione nota come "finlandizzazione" (https://en.wikipedia.org/wiki/Finlandization)
    Condizione di finlandizzazione che Mosca potrebbe cercare di imporre, come obiettivo minimo, anche agli altri stati confinanti, a partire dall'ostile Polonia, fino alla Romania, passando per Slovacchia e Ungheria. L'obiettivo massimo potrebbe essere condizionare a sufficienza la politica interna di questi stati, al punto da portarli direttamente all'interno della propria area di maggiore influenza (meno facile con la Polonia). In questo modo, nel "peggiore" dei casi, la Russia si costituirebbe una sorta di "cuscinetto" ai confini, sotto parziale influenza russa. Nel caso "migliore" (per Mosca), rafforzerebbe ulteriormente il proprio controllo sul continente. Interesse russo sarebbe, sempre in ottica di grande potenza, riportare nella propria area di influenza anche la Bulgaria, così da controllare, più o meno direttamente, tutte le coste del Mar Nero al di fuori di quella turca. Dalla Bulgaria, o Romania o anche Ungheria, diventerebbe poi direttamente raggiungibile la Serbia, storicamente direi vicina a Mosca, ed oggi completamente circondata dalla NATO, e, in prospettiva, dall'Unione Europea, se si esclude la Bosnia Erzegovina. E in quest'ultimo paese, Mosca può avere interesse a sostenere la Repubblica Serba (https://en.wikipedia.org/wiki/Republika_Srpska). In questo modo, la Russia si insinuerebbe in gran parte dei Balcani, potenzialmente senza particolare sforzo. Anche il Montenegro, che mi pare abbia anch'esso una vicinanza storica alla Russia, potrebbe essere riportato nell'area russa, con il vantaggio, per Mosca, di poter aver un accesso, anche se indiretto, all'Adriatico.
    Per quanto riguarda l'Europa occidentale, questa sarebbe meno soggetta ad una pressione o a un controllo russo, ma Mosca potrebbe comunque avere interesse a cercare di condizionare le politiche interne di alcuni paesi, come Germania, Francia e Italia, non ostili come potrebbe invece essere il Regno Unito. Se la Russia, contando anche sulla sua nuova posizione di potere, dopo aver ripristinato il proprio "Impero", riuscisse ad ottenere la salita al potere, in questi paesi, di forze per lei simpatizzanti, potrebbe stabilire dei legami, sia ideologici, contando magari su un'adozione di quella che mi pare sia l'ideologia che ora Mosca sostiene, e cioè una sorta di, diciamo,"illiberal-tradizionalismo", e sia di tipo energetico, tramite forniture di idrocarburi, cercando di rendere i paesi europei fortemente dipendenti dal gas e dal petrolio russi. Tutto questo, in un'ottica nazionalista ed "imperiale" russa, sarebbe molto vantaggioso, perché tenderebbe a rendere più complesso un "ritorno" degli Stati Uniti in Europa (in particolare nel caso la presente amministrazione attui un disimpegno). Nella migliore, dal punto di vista di Mosca, delle prospettive, gran parte dell'Europa continentale finirebbe sotto una qualche influenza russa, anche se molto variabile da paese a paese. Forse più probabile sarebbe però un continente conteso, tra Mosca e Washington, con stati filorussi, altri filostatunitensi, altri neutrali, ed altri ancora in qualche modo oscillanti. Rischiamo, una situazione europea, nel XXI secolo, che mi ricorderebbe, per certi versi, quella italiana del XVI secolo, con un territorio ancora ricco ma diviso, terra di conquista, o di contesa, tra le grandi potenze europee (https://en.wikipedia.org/wiki/Italian_Wars).
    Rimane da chiedersi se lo scenario che ho descritto sia realistico, e cioè se effettivamente sia intenzione della Russia espandere la propria influenza ad una parte considerevole dell'Europa.
    Con certezza è difficile dirlo. Però direi che un potere tende spesso ad espandersi fino a che non trova una barriera che lo ostacola. Mi sembra che, in linea di massima, questo valga, ad esempio, per i poteri istituzionali (per i quali si prevedono opportuni bilanciamenti) e per quelli economici (per i quali si stabiliscono i limiti del caso). Una potenza potrebbe essere vista come un potere in forma di stato. Se una potenza può espandersi, territorialmente, ha la tendenza a farlo (nei limiti delle sue capacità). Se può espandere la propria sfera di influenza, tende a farlo. Finché non trova qualche barriera, magari costituita da un'altra potenza, che la arresta. Col tempo, siamo riusciti, bene o male, a fissare delle barriere giuridiche, che evitano, o contengono, gli scontri tra stati, che, quindi, limitano (o dovrebbero limitare) ai propri confini l'esercizio del potere, senza violare l'area di potere di altri stati. Mosca ha violato queste barriere, al fine di ottenere un risultato, cioè, a mio parere, l'assoggettamento dell'Ucraina, dopo aver fallito nel tentativo di riportarla, pacificamente, nella propria area di influenza. La Russia mi pare sia quindi un potere che utilizza, anche, metodi di espansione che vanno contrastati, per evitare che, in caso tali metodi si rivelino molto vantaggiosi, Mosca decida di replicarli. E' quindi necessario, a mio parere, che, l'applicazione di certi metodi, risulti talmente svantaggiosa, da frenarne l'utilizzo.
    Questo si ottiene, ad esempio, sostenendo la difesa dell'Ucraina, con aiuti in termini finanziari e di materiale militare, al fine di far desistere Mosca dal tentativo di assoggettare uno stato indipendente. Se Mosca fallisce, potrebbe essere meno propensa ad utilizzare lo strumento militare altrove, potendo aspettarsi un analogo fallimento. Ma, nonostante questo, finché si ha a che fare con l'attuale Russia (sperando che in futuro le cose cambino), è comunque opportuno non lasciare soli, alle sue frontiere europee, stati che possano apparire facili prede. Va quindi assicurata la protezione degli stati baltici, così come vanno supportati altri stati, magari meno a rischio di assoggettamento, ma, comunque esposti a possibili pressioni, anche militari, russe.
    Inoltre, occorre cercare di salvaguardare i nostri sistemi democratici da possibili interferenze da parte di una potenza autoritaria, interferenze che possono causare un progressivo degrado delle nostre stesse democrazie.
    In definitiva, a mio parere la Russia, se ne avrà la possibilità, probabilmente cercherà di espandersi, territorialmente, entro lo spazio della ex Unione Sovietica, e cercherà di espandere, la sua area di influenza, in larga parte del resto dell'Europa. Magari in realtà non lo farà, ma non possiamo chiudere gli occhi, e sperare che non succeda nulla, e tutto vada per il meglio. Può capitare, ma non mi sembra l'atteggiamento più saggio. Sarebbe troppo rischioso. E troppo negative potrebbero essere le conseguenze, se le cose non dovessero andare come ardentemente, ad occhi chiusi, sperato. Per cui, siccome non possiamo permetterci di farci trovare impreparati, dobbiamo predisporre gli strumenti affinché la Russia, se dovesse essere tentata di "aggredirci", militarmente o politicamente, si trovi di fronte una barriera, militare e politica, sufficientemente forte e compatta, da indurla a desistere.

    Saluti.

    Midìl

  8. #228
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da Midìl Visualizza Messaggio
    Cercherò di essere breve.
    Sul perché la Russia senta il bisogno di espandersi, o espandere la sua sfera di influenza, questo credo sia legato, almeno in buona parte, ad una sorta di "revanscismo". La Russia (o, almeno, la parte di Russia riconducibile a settori nazionalisti o ultranazionalisti) è possibile pensi di essere stata defraudata del posto che le spetta "di diritto" tra le grandi potenze. Attualmente non lo è. E' una potenza di seconda classe. Non irrilevante, ma nemmeno all'altezza di Stati Uniti, Cina, e prossimamente India. In futuro potrebbe essere, ritengo, una potenza di rango paragonabile al Brasile o all'Indonesia. E questo, per parte della società russa, è probabilmente inaccettabile.
    Mosca mi sembra abbia provato a rimettere in piedi il proprio "impero", con metodi "moderni", attraverso l'Unione Economica Eurasiatica (https://en.wikipedia.org/wiki/Eurasian_Economic_Union) e la CSTO (una sorta di "NATO" della Russia)(https://en.wikipedia.org/wiki/Collec...y_Organization), ma direi che nessuna delle due ha avuto un gran successo, e, in particolare, a nessuna delle due ha aderito l'Ucraina, secondo me stato sostanzialmente necessario, al fine di un ritorno della Russia al ruolo di grande potenza. Personalmente, peraltro, ritengo che Mosca avesse il diritto di provare a riorganizzare un organismo geopolitico grosso modo coincidente con (quasi) tutta la ex Unione Sovietica. Ma con metodi pacifici. Convincendo potenziali membri dei vantaggi del progetto. Se ci fosse riuscita, l'Unione Europea avrebbe avuto, al proprio confine orientale, una sorta di suo analogo, una "unione eurasiatica", con cui avere normali rapporti di vicinato. Ma la Russia, non riuscendo nel suo obiettivo con metodi "moderni", ha optato per metodi più "tradizionali", usando la forza militare. Se questi metodi dovessero avere successo, l'Unione Europea si ritroverebbe, ad oriente, un organismo geopolitico, un "impero moscovita" autoritario, formatosi anche con politiche e metodi aggressivi e violenti. Questo "impero", avrebbe interesse consolidare ed estendere la propria influenza sul continente europeo, anche al fine di eliminare possibili antagonisti. Gli stati baltici, ad esempio, ex membri dell'Unione Sovietica, e, in precedenza, per lungo tempo, territori dell'impero zarista, separano (in particolare la Lituania), la regione di Kaliningrad, città con un importante porto, dal resto della Russia. Inoltre, l'Estonia, controlla la parte meridionale della costa del Golfo di Finlandia, e, alla fine dei questo golfo, vi è la città portuale di San Pietroburgo. Attualmente, la Russia, nel Baltico, è in una situazione difficile, incassata in un mare della NATO, o, in prospettiva futura, in un mare della UE. Assumere il controllo dei tre stati baltici, migliorerebbe notevolmente la posizione strategica di Mosca nell'area. E si tratta di piccoli stati, che se non supportati da una adeguata alleanza militare, possono essere presi con una certa rapidità. Se lasciati soli, non servirebbe forse nemmeno una vera operazione militare, perché magari dovrebbero comunque "piegarsi" di fronte ad eventuali minacciose pressioni russe (qualcosa di simile è accaduto nel 1939-1940: https://en.wikipedia.org/wiki/Occupa..._Baltic_states).
    Un pretesto per un intervento potrebbe essere la presenza di una forte minoranza russa, soprattutto in Estonia e Lettonia. In questi due stati, i russi sono in percentuale molto elevata, in particolare nelle capitali. E molto forte è la presenza di russi anche in alcune regioni di frontiera, con Russia e Bielorussia, nel caso della Letgallia, e con la Russia, nell'area di Narva, città dove i russi dovrebbero essere quasi il 90% della popolazione
    (https://en.wikipedia.org/wiki/Russia..._Baltic_states
    https://en.wikipedia.org/wiki/Narva#Demographics)
    Poi c'è la Finlandia, che controlla la costa settentrionale dell'omonimo golfo, e il cui confine sud-nord si snoda più o meno parallelamente alle vie di collegamento russe con la città portuale di Murmansk (https://en.wikipedia.org/wiki/Murmansk). Mosca potrebbe quindi trovare decisamente opportuno portare il paese ad una condizione nota come "finlandizzazione" (https://en.wikipedia.org/wiki/Finlandization)
    Condizione di finlandizzazione che Mosca potrebbe cercare di imporre, come obiettivo minimo, anche agli altri stati confinanti, a partire dall'ostile Polonia, fino alla Romania, passando per Slovacchia e Ungheria. L'obiettivo massimo potrebbe essere condizionare a sufficienza la politica interna di questi stati, al punto da portarli direttamente all'interno della propria area di maggiore influenza (meno facile con la Polonia). In questo modo, nel "peggiore" dei casi, la Russia si costituirebbe una sorta di "cuscinetto" ai confini, sotto parziale influenza russa. Nel caso "migliore" (per Mosca), rafforzerebbe ulteriormente il proprio controllo sul continente. Interesse russo sarebbe, sempre in ottica di grande potenza, riportare nella propria area di influenza anche la Bulgaria, così da controllare, più o meno direttamente, tutte le coste del Mar Nero al di fuori di quella turca. Dalla Bulgaria, o Romania o anche Ungheria, diventerebbe poi direttamente raggiungibile la Serbia, storicamente direi vicina a Mosca, ed oggi completamente circondata dalla NATO, e, in prospettiva, dall'Unione Europea, se si esclude la Bosnia Erzegovina. E in quest'ultimo paese, Mosca può avere interesse a sostenere la Repubblica Serba (https://en.wikipedia.org/wiki/Republika_Srpska). In questo modo, la Russia si insinuerebbe in gran parte dei Balcani, potenzialmente senza particolare sforzo. Anche il Montenegro, che mi pare abbia anch'esso una vicinanza storica alla Russia, potrebbe essere riportato nell'area russa, con il vantaggio, per Mosca, di poter aver un accesso, anche se indiretto, all'Adriatico.
    Per quanto riguarda l'Europa occidentale, questa sarebbe meno soggetta ad una pressione o a un controllo russo, ma Mosca potrebbe comunque avere interesse a cercare di condizionare le politiche interne di alcuni paesi, come Germania, Francia e Italia, non ostili come potrebbe invece essere il Regno Unito. Se la Russia, contando anche sulla sua nuova posizione di potere, dopo aver ripristinato il proprio "Impero", riuscisse ad ottenere la salita al potere, in questi paesi, di forze per lei simpatizzanti, potrebbe stabilire dei legami, sia ideologici, contando magari su un'adozione di quella che mi pare sia l'ideologia che ora Mosca sostiene, e cioè una sorta di, diciamo,"illiberal-tradizionalismo", e sia di tipo energetico, tramite forniture di idrocarburi, cercando di rendere i paesi europei fortemente dipendenti dal gas e dal petrolio russi. Tutto questo, in un'ottica nazionalista ed "imperiale" russa, sarebbe molto vantaggioso, perché tenderebbe a rendere più complesso un "ritorno" degli Stati Uniti in Europa (in particolare nel caso la presente amministrazione attui un disimpegno). Nella migliore, dal punto di vista di Mosca, delle prospettive, gran parte dell'Europa continentale finirebbe sotto una qualche influenza russa, anche se molto variabile da paese a paese. Forse più probabile sarebbe però un continente conteso, tra Mosca e Washington, con stati filorussi, altri filostatunitensi, altri neutrali, ed altri ancora in qualche modo oscillanti. Rischiamo, una situazione europea, nel XXI secolo, che mi ricorderebbe, per certi versi, quella italiana del XVI secolo, con un territorio ancora ricco ma diviso, terra di conquista, o di contesa, tra le grandi potenze europee (https://en.wikipedia.org/wiki/Italian_Wars).
    Rimane da chiedersi se lo scenario che ho descritto sia realistico, e cioè se effettivamente sia intenzione della Russia espandere la propria influenza ad una parte considerevole dell'Europa.
    Con certezza è difficile dirlo. Però direi che un potere tende spesso ad espandersi fino a che non trova una barriera che lo ostacola. Mi sembra che, in linea di massima, questo valga, ad esempio, per i poteri istituzionali (per i quali si prevedono opportuni bilanciamenti) e per quelli economici (per i quali si stabiliscono i limiti del caso). Una potenza potrebbe essere vista come un potere in forma di stato. Se una potenza può espandersi, territorialmente, ha la tendenza a farlo (nei limiti delle sue capacità). Se può espandere la propria sfera di influenza, tende a farlo. Finché non trova qualche barriera, magari costituita da un'altra potenza, che la arresta. Col tempo, siamo riusciti, bene o male, a fissare delle barriere giuridiche, che evitano, o contengono, gli scontri tra stati, che, quindi, limitano (o dovrebbero limitare) ai propri confini l'esercizio del potere, senza violare l'area di potere di altri stati. Mosca ha violato queste barriere, al fine di ottenere un risultato, cioè, a mio parere, l'assoggettamento dell'Ucraina, dopo aver fallito nel tentativo di riportarla, pacificamente, nella propria area di influenza. La Russia mi pare sia quindi un potere che utilizza, anche, metodi di espansione che vanno contrastati, per evitare che, in caso tali metodi si rivelino molto vantaggiosi, Mosca decida di replicarli. E' quindi necessario, a mio parere, che, l'applicazione di certi metodi, risulti talmente svantaggiosa, da frenarne l'utilizzo.
    Questo si ottiene, ad esempio, sostenendo la difesa dell'Ucraina, con aiuti in termini finanziari e di materiale militare, al fine di far desistere Mosca dal tentativo di assoggettare uno stato indipendente. Se Mosca fallisce, potrebbe essere meno propensa ad utilizzare lo strumento militare altrove, potendo aspettarsi un analogo fallimento. Ma, nonostante questo, finché si ha a che fare con l'attuale Russia (sperando che in futuro le cose cambino), è comunque opportuno non lasciare soli, alle sue frontiere europee, stati che possano apparire facili prede. Va quindi assicurata la protezione degli stati baltici, così come vanno supportati altri stati, magari meno a rischio di assoggettamento, ma, comunque esposti a possibili pressioni, anche militari, russe.
    Inoltre, occorre cercare di salvaguardare i nostri sistemi democratici da possibili interferenze da parte di una potenza autoritaria, interferenze che possono causare un progressivo degrado delle nostre stesse democrazie.
    In definitiva, a mio parere la Russia, se ne avrà la possibilità, probabilmente cercherà di espandersi, territorialmente, entro lo spazio della ex Unione Sovietica, e cercherà di espandere, la sua area di influenza, in larga parte del resto dell'Europa. Magari in realtà non lo farà, ma non possiamo chiudere gli occhi, e sperare che non succeda nulla, e tutto vada per il meglio. Può capitare, ma non mi sembra l'atteggiamento più saggio. Sarebbe troppo rischioso. E troppo negative potrebbero essere le conseguenze, se le cose non dovessero andare come ardentemente, ad occhi chiusi, sperato. Per cui, siccome non possiamo permetterci di farci trovare impreparati, dobbiamo predisporre gli strumenti affinché la Russia, se dovesse essere tentata di "aggredirci", militarmente o politicamente, si trovi di fronte una barriera, militare e politica, sufficientemente forte e compatta, da indurla a desistere.

    Saluti.

    Midìl
    quello che esponi non è un motivo, ma una tua ipotesi. E come tutte le ipotesi potrebbe essere giusta oppure sbagliata. Io la ritengo sbagliata perchè la Russia, per quel che rappresenta come territorio, come ubicazione e come potenza nucleare e spaziale (è la numero uno) non può diventare una potenza di secondo piano
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  9. #229
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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da Entropia Visualizza Messaggio
    Un pericolo per noi è questa classe dirigente Pure Europea o vedi iniziative a rendere la vita meno difficile alla popolazione? Quando vi sveglierete sarà sempre troppo tardi.
    Quando la libertà di cui avete usufruito "gratuitamente" in questi decenni sparirà dietro una bella cortina di ferro del passato sarete i primi a protestare....ah no....non si può protestare sotto la dittatura di Putin.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

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    Predefinito Re: quelli che sostengono ...

    Citazione Originariamente Scritto da Midìl Visualizza Messaggio
    Cercherò di essere breve.
    Sul perché la Russia senta il bisogno di espandersi, o espandere la sua sfera di influenza, questo credo sia legato, almeno in buona parte, ad una sorta di "revanscismo". La Russia (o, almeno, la parte di Russia riconducibile a settori nazionalisti o ultranazionalisti) è possibile pensi di essere stata defraudata del posto che le spetta "di diritto" tra le grandi potenze. Attualmente non lo è. E' una potenza di seconda classe. Non irrilevante, ma nemmeno all'altezza di Stati Uniti, Cina, e prossimamente India. In futuro potrebbe essere, ritengo, una potenza di rango paragonabile al Brasile o all'Indonesia. E questo, per parte della società russa, è probabilmente inaccettabile.
    Mosca mi sembra abbia provato a rimettere in piedi il proprio "impero", con metodi "moderni", attraverso l'Unione Economica Eurasiatica (https://en.wikipedia.org/wiki/Eurasian_Economic_Union) e la CSTO (una sorta di "NATO" della Russia)(https://en.wikipedia.org/wiki/Collec...y_Organization), ma direi che nessuna delle due ha avuto un gran successo, e, in particolare, a nessuna delle due ha aderito l'Ucraina, secondo me stato sostanzialmente necessario, al fine di un ritorno della Russia al ruolo di grande potenza. Personalmente, peraltro, ritengo che Mosca avesse il diritto di provare a riorganizzare un organismo geopolitico grosso modo coincidente con (quasi) tutta la ex Unione Sovietica. Ma con metodi pacifici. Convincendo potenziali membri dei vantaggi del progetto. Se ci fosse riuscita, l'Unione Europea avrebbe avuto, al proprio confine orientale, una sorta di suo analogo, una "unione eurasiatica", con cui avere normali rapporti di vicinato. Ma la Russia, non riuscendo nel suo obiettivo con metodi "moderni", ha optato per metodi più "tradizionali", usando la forza militare. Se questi metodi dovessero avere successo, l'Unione Europea si ritroverebbe, ad oriente, un organismo geopolitico, un "impero moscovita" autoritario, formatosi anche con politiche e metodi aggressivi e violenti. Questo "impero", avrebbe interesse consolidare ed estendere la propria influenza sul continente europeo, anche al fine di eliminare possibili antagonisti. Gli stati baltici, ad esempio, ex membri dell'Unione Sovietica, e, in precedenza, per lungo tempo, territori dell'impero zarista, separano (in particolare la Lituania), la regione di Kaliningrad, città con un importante porto, dal resto della Russia. Inoltre, l'Estonia, controlla la parte meridionale della costa del Golfo di Finlandia, e, alla fine dei questo golfo, vi è la città portuale di San Pietroburgo. Attualmente, la Russia, nel Baltico, è in una situazione difficile, incassata in un mare della NATO, o, in prospettiva futura, in un mare della UE. Assumere il controllo dei tre stati baltici, migliorerebbe notevolmente la posizione strategica di Mosca nell'area. E si tratta di piccoli stati, che se non supportati da una adeguata alleanza militare, possono essere presi con una certa rapidità. Se lasciati soli, non servirebbe forse nemmeno una vera operazione militare, perché magari dovrebbero comunque "piegarsi" di fronte ad eventuali minacciose pressioni russe (qualcosa di simile è accaduto nel 1939-1940: https://en.wikipedia.org/wiki/Occupa..._Baltic_states).
    Un pretesto per un intervento potrebbe essere la presenza di una forte minoranza russa, soprattutto in Estonia e Lettonia. In questi due stati, i russi sono in percentuale molto elevata, in particolare nelle capitali. E molto forte è la presenza di russi anche in alcune regioni di frontiera, con Russia e Bielorussia, nel caso della Letgallia, e con la Russia, nell'area di Narva, città dove i russi dovrebbero essere quasi il 90% della popolazione
    (https://en.wikipedia.org/wiki/Russia..._Baltic_states
    https://en.wikipedia.org/wiki/Narva#Demographics)
    Poi c'è la Finlandia, che controlla la costa settentrionale dell'omonimo golfo, e il cui confine sud-nord si snoda più o meno parallelamente alle vie di collegamento russe con la città portuale di Murmansk (https://en.wikipedia.org/wiki/Murmansk). Mosca potrebbe quindi trovare decisamente opportuno portare il paese ad una condizione nota come "finlandizzazione" (https://en.wikipedia.org/wiki/Finlandization)
    Condizione di finlandizzazione che Mosca potrebbe cercare di imporre, come obiettivo minimo, anche agli altri stati confinanti, a partire dall'ostile Polonia, fino alla Romania, passando per Slovacchia e Ungheria. L'obiettivo massimo potrebbe essere condizionare a sufficienza la politica interna di questi stati, al punto da portarli direttamente all'interno della propria area di maggiore influenza (meno facile con la Polonia). In questo modo, nel "peggiore" dei casi, la Russia si costituirebbe una sorta di "cuscinetto" ai confini, sotto parziale influenza russa. Nel caso "migliore" (per Mosca), rafforzerebbe ulteriormente il proprio controllo sul continente. Interesse russo sarebbe, sempre in ottica di grande potenza, riportare nella propria area di influenza anche la Bulgaria, così da controllare, più o meno direttamente, tutte le coste del Mar Nero al di fuori di quella turca. Dalla Bulgaria, o Romania o anche Ungheria, diventerebbe poi direttamente raggiungibile la Serbia, storicamente direi vicina a Mosca, ed oggi completamente circondata dalla NATO, e, in prospettiva, dall'Unione Europea, se si esclude la Bosnia Erzegovina. E in quest'ultimo paese, Mosca può avere interesse a sostenere la Repubblica Serba (https://en.wikipedia.org/wiki/Republika_Srpska). In questo modo, la Russia si insinuerebbe in gran parte dei Balcani, potenzialmente senza particolare sforzo. Anche il Montenegro, che mi pare abbia anch'esso una vicinanza storica alla Russia, potrebbe essere riportato nell'area russa, con il vantaggio, per Mosca, di poter aver un accesso, anche se indiretto, all'Adriatico.
    Per quanto riguarda l'Europa occidentale, questa sarebbe meno soggetta ad una pressione o a un controllo russo, ma Mosca potrebbe comunque avere interesse a cercare di condizionare le politiche interne di alcuni paesi, come Germania, Francia e Italia, non ostili come potrebbe invece essere il Regno Unito. Se la Russia, contando anche sulla sua nuova posizione di potere, dopo aver ripristinato il proprio "Impero", riuscisse ad ottenere la salita al potere, in questi paesi, di forze per lei simpatizzanti, potrebbe stabilire dei legami, sia ideologici, contando magari su un'adozione di quella che mi pare sia l'ideologia che ora Mosca sostiene, e cioè una sorta di, diciamo,"illiberal-tradizionalismo", e sia di tipo energetico, tramite forniture di idrocarburi, cercando di rendere i paesi europei fortemente dipendenti dal gas e dal petrolio russi. Tutto questo, in un'ottica nazionalista ed "imperiale" russa, sarebbe molto vantaggioso, perché tenderebbe a rendere più complesso un "ritorno" degli Stati Uniti in Europa (in particolare nel caso la presente amministrazione attui un disimpegno). Nella migliore, dal punto di vista di Mosca, delle prospettive, gran parte dell'Europa continentale finirebbe sotto una qualche influenza russa, anche se molto variabile da paese a paese. Forse più probabile sarebbe però un continente conteso, tra Mosca e Washington, con stati filorussi, altri filostatunitensi, altri neutrali, ed altri ancora in qualche modo oscillanti. Rischiamo, una situazione europea, nel XXI secolo, che mi ricorderebbe, per certi versi, quella italiana del XVI secolo, con un territorio ancora ricco ma diviso, terra di conquista, o di contesa, tra le grandi potenze europee (https://en.wikipedia.org/wiki/Italian_Wars).
    Rimane da chiedersi se lo scenario che ho descritto sia realistico, e cioè se effettivamente sia intenzione della Russia espandere la propria influenza ad una parte considerevole dell'Europa.
    Con certezza è difficile dirlo. Però direi che un potere tende spesso ad espandersi fino a che non trova una barriera che lo ostacola. Mi sembra che, in linea di massima, questo valga, ad esempio, per i poteri istituzionali (per i quali si prevedono opportuni bilanciamenti) e per quelli economici (per i quali si stabiliscono i limiti del caso). Una potenza potrebbe essere vista come un potere in forma di stato. Se una potenza può espandersi, territorialmente, ha la tendenza a farlo (nei limiti delle sue capacità). Se può espandere la propria sfera di influenza, tende a farlo. Finché non trova qualche barriera, magari costituita da un'altra potenza, che la arresta. Col tempo, siamo riusciti, bene o male, a fissare delle barriere giuridiche, che evitano, o contengono, gli scontri tra stati, che, quindi, limitano (o dovrebbero limitare) ai propri confini l'esercizio del potere, senza violare l'area di potere di altri stati. Mosca ha violato queste barriere, al fine di ottenere un risultato, cioè, a mio parere, l'assoggettamento dell'Ucraina, dopo aver fallito nel tentativo di riportarla, pacificamente, nella propria area di influenza. La Russia mi pare sia quindi un potere che utilizza, anche, metodi di espansione che vanno contrastati, per evitare che, in caso tali metodi si rivelino molto vantaggiosi, Mosca decida di replicarli. E' quindi necessario, a mio parere, che, l'applicazione di certi metodi, risulti talmente svantaggiosa, da frenarne l'utilizzo.
    Questo si ottiene, ad esempio, sostenendo la difesa dell'Ucraina, con aiuti in termini finanziari e di materiale militare, al fine di far desistere Mosca dal tentativo di assoggettare uno stato indipendente. Se Mosca fallisce, potrebbe essere meno propensa ad utilizzare lo strumento militare altrove, potendo aspettarsi un analogo fallimento. Ma, nonostante questo, finché si ha a che fare con l'attuale Russia (sperando che in futuro le cose cambino), è comunque opportuno non lasciare soli, alle sue frontiere europee, stati che possano apparire facili prede. Va quindi assicurata la protezione degli stati baltici, così come vanno supportati altri stati, magari meno a rischio di assoggettamento, ma, comunque esposti a possibili pressioni, anche militari, russe.
    Inoltre, occorre cercare di salvaguardare i nostri sistemi democratici da possibili interferenze da parte di una potenza autoritaria, interferenze che possono causare un progressivo degrado delle nostre stesse democrazie.
    In definitiva, a mio parere la Russia, se ne avrà la possibilità, probabilmente cercherà di espandersi, territorialmente, entro lo spazio della ex Unione Sovietica, e cercherà di espandere, la sua area di influenza, in larga parte del resto dell'Europa. Magari in realtà non lo farà, ma non possiamo chiudere gli occhi, e sperare che non succeda nulla, e tutto vada per il meglio. Può capitare, ma non mi sembra l'atteggiamento più saggio. Sarebbe troppo rischioso. E troppo negative potrebbero essere le conseguenze, se le cose non dovessero andare come ardentemente, ad occhi chiusi, sperato. Per cui, siccome non possiamo permetterci di farci trovare impreparati, dobbiamo predisporre gli strumenti affinché la Russia, se dovesse essere tentata di "aggredirci", militarmente o politicamente, si trovi di fronte una barriera, militare e politica, sufficientemente forte e compatta, da indurla a desistere.

    Saluti.

    Midìl
    NO. l'uso della forz militare non nasce per la delusione della mancata partecipazione ucraina al progetto russo, ma dall'irrisolta questione del Donbas e in parte anche della Crimea. E della storia infinita delle provocazioni americane con le basi intorno al suo territorio-

    La Russia non era affatto prepaarata a usare le armi e lo dimostra la difficoltà che ha incontrato per oltre un anno per vincere porzioni di territorio filorusso. Io reputo e non sono il solo, che l'errore russo di entrare in Ucraina sia stato motivato da una sorta di ferito orgoglio nazionale da parte di Putin
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

 

 
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