Oggi ho guardato un video su YouTube sul paese natio di mia mamma. Bellissimo. Che potenza che aveva. Boschi, campi, colline, fiume con l’acqua limpida, pieno di pesci, l’aria pulita, mucche libere al pascolo, poche case sparse qua e là.
Sembra che la madre natura si è impegnata molto per crearlo così bello e unico.
Ovviamente, il paese è cambiato molto durante gli anni, era diventato un paese moderno, molto curato…
Non è come me lo ricordo, anni fa era un semplice paesello con le strade di terra battuta.
Mia mamma lo amava moltissimo, il suo cuore era sempre lì. Diceva che lì si respira la libertà.
Ci andava ogni volta che poteva, gli ultimi 5 chilometri li doveva fare a piedi, perché non c’era collegamento con i mezzi pubblici.
Negli anni ‘60 si doveva fare 40 chilometri a piedi. La gente si incamminava, ma poi magari alcuni fortunati trovavano un passaggio sul raro carro trainato dai cavalli.
La casa era piccola e mal messa. Aveva solo un ingresso diviso con una porta e due stanze. Nella prima stanza c’era un vecchia stufa, dove anni addietro si faceva tutto: si cucinava, si dormiva, si teneva l’acqua calda, si faceva pane..Si asciugavano pure i vestiti.
Io mi ricordo l’orto; era enorme, vicino al recinto crescevano le bacche di lamponi e di ribes nero.
C’era anche un’ottima cantina costruita da mio nonno o bisnonno, dove anche nelle più calde faceva molto freddo.
C’erano due icone antiche, una era grande come una porta che poi state rubate. Non so perché mia mamma non le aveva portate in città.
Poi tutto è stato rubato, la terra, vecchia casa, l’orto, la cantina fredda, i cespugli con le bacche, gli alberi di mele, proprio tutto.
Provo un po’ di nostalgia. Quando ero piccola il paese non mi piaceva, lo trovavo noioso perché per me, bambina, lì non c’era nulla che mi interessava, ero cresciuta in città in pieno centro storico.
Ma mi ricordo i profumi del paese: buonissimi, indescrivibili e indimenticabili. Profumava tutto.
L’aria era satura di mille profumi abbracciati e intrecciati uno all’altro, che diventavano un unico profumo meraviglioso; sapeva di fieno, erba, fiori, lamponi, foglie di ribes, acqua del fiume, di polvere calda, di terra. Pure il sole profumava, non so so esattamente di cosa profumava, ma faceva parte di quel dolce intreccio. Lo addolciva, lo faceva durare.
C’era talmente tanto spazio intorno….Credo che ogni uomo che camminava sotto il cielo enorme tra quei campi infiniti pieni di grano e di fiori selvatici si sentisse immensamente libero. Provava la libertà a pieni polmoni, oltre l’orizzonte.
Talmente libero che non so nemmeno esprimerlo a parole. Le parole possono essere anche belle, ma sono umane, ciò che si prova è spesso va oltre le parole, non si spiega e non si descrive. Lo si può solo provare, sentire…
La terra in quei posti era meravigliosa, ricca, fertile, generosa. E poi acqua della sorgente…Era freddissima e buonissima. La bevevo dalle mani di mia mamma.
Che ricordi, sono belli e anche tristi, non so perché perché stasera sono andata a vedere quel filmato. Forse avevo bisogno di rivivere i ricordi…




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