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  1. #1
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    Predefinito UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    L’Ungheria annuncia l’uscita dall’UE. Nuova frattura nel continente

    L’Unione Europea affronta una delle sue più gravi crisi istituzionali dalla sua fondazione. Con l’annuncio ufficiale da parte del Primo Ministro ungherese Viktor Orbán dell’intenzione di ritirare gradualmente l’Ungheria dalle istituzioni centrali dell’UE, si apre un nuovo scenario geopolitico che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Vecchio Continente. Il passo di Budapest, definito “storico” e al contempo “devastante” da osservatori internazionali, giunge nel pieno di un periodo già turbolento segnato dalla guerra in Ucraina, da profonde fratture interne e da un crescente malcontento popolare verso le politiche centrali di Bruxelles. La miccia è stata accesa dall’attivazione da parte della Commissione Europea del meccanismo sullo Stato di diritto, strumento che potrebbe portare al blocco di miliardi di euro di fondi comunitari per l’Ungheria. Lo Stato di diritto è uno dei valori fondamentali dell’Unione, sancito dall’articolo 2 del trattato sull’Unione europea. È anche la “conditio sine qua non” per la tutela di tutti gli altri valori fondamentali dell’Unione, a cominciare dai diritti fondamentali e dalla democrazia. Lo Stato di diritto impone a tutti i pubblici poteri di agire sempre entro i limiti fissati dalla legge, nel rispetto dei valori della democrazia e dei diritti fondamentali. Secondo Bruxelles, il governo Orbán ha violato sistematicamente i principi democratici fondamentali dell’Unione, indebolendo l’indipendenza della magistratura, limitando la libertà di stampa e favorendo pratiche di corruzione sistemica. La risposta ungherese non si è fatta attendere. In un discorso trasmesso in diretta nazionale, Orbán ha denunciato “l’ingerenza ideologica e burocratica di Bruxelles” in ambiti che ritiene essere di esclusiva competenza nazionale: la gestione dei flussi migratori, le politiche energetiche, ambientali e fiscali. “L’Ungheria – ha dichiarato – non sarà mai un satellite di un’ideologia sovranazionale. Torniamo padroni del nostro destino.” Forse l’Ungheria intende ricongiungersi al lato Orientale dell’Europa? O forse i considerevoli investimenti in territorio ungherese da parte del Dragone potrebbero far cambiare l’ago della bilancia a favore di Pechino? Il tono di Bruxelles è stato immediatamente di forte preoccupazione. La presidente della Commissione Europea ha parlato di “un attacco diretto all’integrità dell’Unione” e ha convocato un Consiglio Straordinario dei capi di Stato e di governo. Tuttavia, il fronte europeo appare tutt’altro che compatto. Il vecchio adagio “Divide et Imperat” sembra quanto mai attuale con il fronte europeo diviso tra coloro che vorrebbero un’Europa forte, coesa che possa far valere il peso politico che non ha a livello internazionale e coloro che invece sostengono la posizione ungherese come difesa della propria nazionalità e autodeterminazione. Alcuni partiti di destra e movimenti sovranisti, in Italia, Francia, Polonia e Slovacchia, hanno espresso comprensione e sostegno per la posizione ungherese, vedendola come un atto di difesa della sovranità nazionale. Il rischio di un effetto domino, con altri paesi o forze politiche intenzionate a seguire l’esempio di Budapest, preoccupa profondamente gli analisti. La guerra in Ucraina ha acuito divisioni già esistenti all’interno dell’Unione. L’Ungheria si è spesso mostrata riluttante ad appoggiare incondizionatamente Kiev, opponendosi a sanzioni economiche contro Mosca e rifiutandosi di inviare armamenti. Questa posizione, in aperto contrasto con quella della maggioranza degli Stati membri, ha ulteriormente isolato Budapest ma le ha permesso di rafforzare i rapporti economici con altri attori globali, in particolare con Cina e Stati Uniti. A conferma di ciò, il presidente del gruppo automobilistico cinese BYD Wang Chuanfu ha espresso l’intenzione di aprire uno stabilimento produttivo in un centro europeo e avrebbe identificato come sede l’Ungheria nella città di Szeged (città a meno di 200 km a sud di Budapest). L’Ungheria diverrà il primo centro produttivo di auto elettriche cinesi, nonché di componenti elettronici e semiconduttori da destinare al mercato europeo. Pechino ha aumentato significativamente i suoi investimenti strategici in Ungheria, trasformandola in un hub per la Nuova Via della Seta in Europa Centrale. Parallelamente, alcune aziende statunitensi hanno stretto accordi energetici con Budapest, che cerca alternative al gas russo e alle politiche ambientali europee, giudicate troppo onerose. L’annuncio ungherese rappresenta un punto di rottura simbolico e pratico. Se l’Ungheria dovesse procedere con un “Ungrexit” formale, sarebbe la prima uscita di un paese dell’Europa centrale, dopo quella del Regno Unito nel 2020. Tuttavia, le circostanze sono radicalmente diverse: il tessuto istituzionale europeo è oggi più fragile, mentre i venti nazionalisti e le tensioni geopolitiche globali soffiano con forza crescente.

    Si apre così la possibilità concreta di un’Europa a più velocità: da un lato un nucleo di paesi favorevoli a una maggiore integrazione, che chiedono la creazione di un esercito europeo e una maggiore unità a livello economico e territoriale mentre dall’altro lato vi sono Stati membri sempre più distanti, interessati solo alla cooperazione economica. In questo contesto, la tenuta dell’Unione sarà messa a dura prova nei prossimi mesi. La crisi aperta dall’Ungheria non è soltanto istituzionale, ma profondamente politica e identitaria. Mette in discussione i fondamenti stessi del progetto europeo, rivelando la tensione crescente tra centralismo e sovranità, tra solidarietà e interessi nazionali. Mentre l’Europa cerca una risposta unitaria, il mondo osserva con attenzione: dalle decisioni dei prossimi mesi potrebbe dipendere il futuro dell’intero ordine europeo e la creazione di un nuovo ordine mondiale che è già in atto in fase embrionale. Per ultimo l’Europa soffre una vera crisi di coesione non avendo né un programma politico né un programma militare. In essa vi sono leader come Merz che spingono a un’evidente sfida alla Russia proponendo missili a lunga gittata, e coprendo il cielo futuro di paurose nubi di guerra per tutte le popolazioni.
    Finalmente ci siamo, più pezzi perde e più facilmente schianta. Sarà la fine di tutte le sue stupide leggi ambientali, del divieto di edificare dove non gli piace, fine dell'IVA, ma soprattutto ritorno alla lira e alla scala mobile.
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

    Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.

  2. #2
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    La Romania prende il biglietto
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    Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif

  3. #3
    Eurofobo/mainstreamofobo
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    Ungheria verso l’uscita dall’UE: l’orgoglio della sovranità nazionale

    L’annuncio del primo ministro ungherese Viktor Orbán di un ritiro graduale dell’Ungheria dalle istituzioni centrali dell’Unione Europea ha scosso Bruxelles. La decisione segue la sospensione da parte della Commissione Europea di un miliardo di euro di fondi destinati a Budapest, motivata da presunte violazioni dello Stato di diritto, in particolare riguardo alla questione LGBT, alla gestione degli appalti pubblici e alla mancanza di trasparenza .Il Fatto Quotidiano+6ANSA.it+6eastjournal.net+6

    Orbán ha criticato le ingerenze europee in materia di sovranità nazionale, politica migratoria, energetica e climatica, sostenendo che l’Ungheria non può accettare imposizioni che contrastano con i suoi interessi nazionali. La sua posizione ha trovato sostegno in alcuni partiti europei di destra, che vedono nella mossa ungherese un’affermazione della sovranità nazionale contro le pressioni di Bruxelles.


    Orbán sfida Bruxelles: l’Ungheria difende la sua sovranità contro un’UE sempre più autoritaria

    L’Ungheria, guidata dal premier Viktor Orbán, ha scelto di dire basta ai ricatti di Bruxelles. In risposta all’ennesima minaccia di blocco dei fondi europei, mascherata da “difesa dello Stato di diritto”, Budapest ha annunciato un piano di uscita graduale dalle istituzioni centrali dell’UE. Una mossa coraggiosa, che difende l’identità nazionale, la libertà politica e il diritto di decidere in casa propria.

    La Commissione Europea, invece di rispettare la sovranità degli Stati membri, continua a comportarsi come un super-Stato centralizzato e ideologico, che impone agende su migrazione, energia, clima e valori culturali. Chi dissente, come l’Ungheria, viene punito economicamente con tagli ai fondi, come se la democrazia fosse valida solo se conforme ai diktat di Bruxelles.

    La verità è che l’Ungheria è diventata il capro espiatorio perfetto per un’Unione in crisi d’identità e di legittimità. Con oltre 28 miliardi di euro congelati, Orbán non cede e rilancia: “non ci piegheremo alle ingerenze”. Una posizione che dovrebbe far riflettere altri governi europei, Italia in primis.

    Il premier Meloni, se davvero vuole difendere la sovranità italiana, dovrebbe prendere esempio da Orbán e smetterla di inseguire le carezze di Bruxelles. È tempo di costruire un’Europa delle Nazioni, fondata sulla cooperazione e sul rispetto reciproco, non su imposizioni e minacce.
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

    Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.

  4. #4
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    No no, subito, altro che graduale,se è graduale rischia di diventare solo propaganda mentre gli anni passano...
    e poi magari arriva un altro al posto di Vittorio e blocca tutto, fora di bal subito
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  5. #5
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    No no, subito, altro che graduale,se è graduale rischia di diventare solo propaganda mentre gli anni passano...
    e poi magari arriva un altro al posto di Vittorio e blocca tutto, fora di bal subito
    siamo mica cinque fave, qua.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  6. #6
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    davvero gli ungheresi si levano dai coglioni?
    vergin di servo encomio e di codardo oltraggio

  7. #7
    Eurofobo/mainstreamofobo
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    Citazione Originariamente Scritto da pippo palla e pertica Visualizza Messaggio
    davvero gli ungheresi si levano dai coglioni?
    Speriamo anche tanti altri, se c'è chi ha paura di scappare dalla gabbia perché teme che fuori ci siano gli zombie a mangiarci è bene che lo facciano altri più coraggiosi, almeno o implode o finalmente l'Italia la smette di cacarsi sotto.
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

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  8. #8
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    Citazione Originariamente Scritto da Halfshadow Visualizza Messaggio
    Finalmente ci siamo, più pezzi perde e più facilmente schianta. Sarà la fine di tutte le sue stupide leggi ambientali, del divieto di edificare dove non gli piace, fine dell'IVA, ma soprattutto ritorno alla lira e alla scala mobile.
    speriamo i prossimi siamo noi

  9. #9
    Eurofobo/mainstreamofobo
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    Citazione Originariamente Scritto da anticomunista Visualizza Messaggio
    speriamo i prossimi siamo noi
    Ah non ci sperare troppo, troppi personaggi pavidi nell'ambiente politico nostrano, simili a degli e(u)roinomani che hanno paura di smettere perché sanno che staranno a rota per 4 giorni.

    Però se decidono di smettere in troppi, esattamente come un imprenditore che smettendo di guadagnarci chiude baracca e burattini lo stesso dovrà fare l'uè e chi ne dipende sarà costretto a smettere, perché non potrà più attingere alla causa del suo mal da cui ha paura di staccarsi.
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

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  10. #10
    custode dalle orsoline
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    Predefinito Re: UNGXIT (finalmente ci siamo!)

    Citazione Originariamente Scritto da Halfshadow Visualizza Messaggio
    Speriamo anche tanti altri, se c'è chi ha paura di scappare dalla gabbia perché teme che fuori ci siano gli zombie a mangiarci è bene che lo facciano altri più coraggiosi, almeno o implode o finalmente l'Italia la smette di cacarsi sotto.
    intanto quando gli ungheresi si levano dai coglioni noi iniziamo a risparmiare un bel po' di contributi, quelli che arrivano ogni anno a Budapest da parte degli stati "ricchi", quindi anche da noi.
    vergin di servo encomio e di codardo oltraggio

 

 
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