Ci sono 22mila centri sociali in Italia il più famoso dei quali è il Leoncavallo. Perché è il più famoso? Perché è DAVVERO un Centro associativo culturale , frequentato da migliaia di giovani per la sua biblioteca, il suo teatro, il suo centro conferenze e anche per le opere pittoriche murarie interne ed esterne che hanno fatto dire a Vittorio Sgarbi che si tratta della Cappella Sistina laica.
Quel posto all’estrema periferia di Milano era assolutamente abbandonato quando fu dato al Leoncavallo nel 1975 e divenne un centro di lotta allo spaccio di eroina che si volgeva in piazza Greco, una lotta che costò la vita a due ragazzi del Leoncavallo, Fausto e Jajo, diciottenni, uccisi ufficialmente da elemeenti di estrema destra mai scoperti, peraltro
Il posto dove si trova il Leoncavallo non è solo estrema periferia di Milano (è nei pressi del Cimitero di Greco) ma è estrema periferia dell’estrema periferia, in quanto locato dietro due ponti in una via impossibile da considerare strada. Ma questo luogo ha un problema: è proprietà del Gruppo Cabassi, uno dei più grandi gruppi immobiliaristi di Italia
Chi è Marco Cabassi proprietario del Leoncavallo che ha messo fine a un’occupazione durata 30 anni?
Serena Comito
Agosto 21, 2025
Certe persone non alzano mai la voce. Non fanno interviste, non cercano le telecamere. Eppure, con un documento firmato al momento giusto, cambiano il destino di un pezzo di città.
Marco Cabassi è uno di questi.
È il proprietario dello stabile di via Watteau a Milano, quello che dal 1994 ha ospitato il centro sociale Leoncavallo, uno dei più longevi e simbolici d’Italia. Lo stabile è sempre rimasto privato, e oggi—dopo anni di attese, avvisi e carte bollate—è stato ufficialmente sgomberato.
Ma chi è quest’uomo che ha fatto chiudere un’epoca?
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Che succederà ora in quel posto? In una Milano già sotto accusa perchè prona alle società edilizie che l’hanno riempita di cemento il signor Cabassi costruirà una o due case, venderà gli appartamenti a chi accetterà di andare ad abitare in quel deserto periferico e così via: il Gruppo Meloni ha portato avanti la sua politica in favore di chi ha tanti soldi in tasca. Evviva




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