Certo. Vivere in un paesello ha suoi vantaggi. Meno stress, meno macchine, niente folla, più silenzio, più natura, più tempo per sé….
Per anni ho vissuto in povertà assoluta, ma nonostante ciò ero allegra, solare e ottimista. La cosa che mi rattristava di più fu la depressione di mia mamma e la tristezza di mio fratello, a lui mancava un padre, non riusciva a darsi pace.
Ovviamente anche l’assenza di beni necessari ha avuto un suo peso, ma quello l’ho superato, però non ho superato la paura di restare senza cibo. Per questo ho sempre parecchio cibo in casa. E la mia vita gira intorno al cibo, non sono fissata, ma parlo molto volentieri di prodotti alimentari, benefici, vitamine, calorie, ricette, pane, piatti particolari ecc.
E ho anche paura di restare senza casa. Perché quando vivi in un posto non tuo certe paure ti vengono. Poi ho già avuto esperienze spiacevoli.
E poi accumulo, perché quando non hai niente di niente anche uno straccio ha un valore. Perso accumulo senza fissarmi, spesso anche regalo le cose.
Ma veramente pensi che i ricchi possano smettere di esistere? In che modo? Regaleranno tutti i suoi beni al popolo e andranno fare ragionieri, ingegneri, avvocati ( per il popolo), operai, commesse e assistenti agli anziani? Ma dai.
A me i ricchi non danno alcun fastidio, basta che stiano lontano da me o mi trattino bene. Perché non avere tanti soldi e tante case non significa che sia peggio di loro.





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