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  1. #151
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Anche le pulci hanno la tosse e fanno la voce grossa.

    Ma la cucina premiata è la polenta bergamasca o la coda alla vaccinara romana? O il brodo di pecora sardo? Perchè la Meloni ha detto che è tutto merito suo e di... Lollobrigida.
    Tu, le cazzate che racconti, te le sogni mentre sonnecchi sotto la copertina davanti la TV.

    Mai sentito che la Meloni si sia intestata questa grande soddisfazione che è tutta degli italiani.
    Anzi, tutto il contrario.
    Ha detto che questa è una vittoria solo italiana di cui il governo non c'entra nulla, che le merdacce sinistre non gustano perchè avvenuta durante questo governo!
    Ciò perché a sinistra c'è tanta merda antitaliana da far vomitare chiunque.
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

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  2. #152
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Quelli che hanno fatto lo statuto dei lavoratori, lottando contro i democristiano vostri alleati? Quelli che chiedono il salario minimo e un aumento dei salari? Quei compagni?

    O quelli che fanno la riforma fiscale per dare un aumento di 1.7€ a chi ha uno stipendio da 30.000 euro, e zero a chi ne guadagna 29.000 o meno? O quelli che fanno 5 condoni fiscali per salvare gli evasori? Buffoni maledetti.

    ma non scrivere minchionate .
    Che l'accorpamento delle aliquote da 27 al 23% sono stati soldi per tutte le buste paga , al netto del maledetto conte , e di chi gli ha dato il voto, che ci ha caricati di 40 miliardi l'anno fino al 2027!
    Quante cose avremmo potuto fare se non ci fossero stati i coglioni a 5 rotelle!!

    E tu sei uno di quelli.
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  3. #153
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    la versione ufficiale non la conoscevo, quel che sapevo ho scritto, ma non cambia niente

    Comunque la rappresaglia firmata dal Generale Albert Kesselring comandante in capo delle truppe tedeschi in Italia stabiliva 10 fucilati per ogni tedesco ucciso. I viale abruzzi non è stato ucciso nessun soldato tedesco e allora perchè fucilare 15 civili?
    Ti dimentichi il "Carlun" il graduato tedesco bonaccione che ogni mattina dava il latte ai bambini milanesi, anche lui purtroppo morto successivamente a causa delle conseguenze della bomba delle merdacce.

    L'8 agosto 1944, esattamente ottantuno anni fa, a Milano, in viale Abruzzi angolo Piazzale Loreto, ignoti compirono un attentato con due ordigni esplosivi contro un camion dell'esercito tedesco, che distribuiva viveri alla cittadinanza. Lo scoppio provocò la morte di sei cittadini milanesi e il ferimento di altri undici. Quei morti, vittime innocenti della guerra di liberazione, non sono stati decorati, né sono purtroppo commemorati. Ricordiamo quell'attentato perché, nonostante l'assenza di una rivendicazione, fu attribuito ai GAP e, sebbene non vi fossero vittime militari, fu usato come pretesto per una rappresaglia, ovvero la fucilazione di 15 partigiani all'alba del successivo 10 agosto in Piazzale Loreto. Oggi vorrei ricordare i nomi di quelle sei vittime innocenti, uccise oltre ottant'anni fa, che nessuno ricorda più. Si chiamavano Zanini Edoardo (anni 31) Giudici Giuseppe (anni 60) Zanicotti Giuseppe (anni 28), Brioschi Primo (da Mezzago), Moro Gianfranco (anni 19 da Como), nonché una donna mai identificata perché priva di documenti, dall'apparente età di 35 anni.
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  4. #154
    iperbannatiSSimo
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    la versione ufficiale non la conoscevo, quel che sapevo ho scritto, ma non cambia niente

    Comunque la rappresaglia firmata dal Generale Albert Kesselring comandante in capo delle truppe tedeschi in Italia stabiliva 10 fucilati per ogni tedesco ucciso. I viale abruzzi non è stato ucciso nessun soldato tedesco e allora perchè fucilare 15 civili?
    Sei civili italiani dilaniati dall'esplosione in viale Abruzzi e l'uccisione - sempre da parte dei partigiani - del capitano della Guardia Nazionale Repubblicana Marcello Mariani il giorno successivo... quelli non contano un cazzo??? una vita è una vita... il comandante della Muti - Francesco Colombo - avrebbe dovuto far fucilare 70 partigiani, ma è stato clemente... i fascisti sono sempre stati troppo buoni
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  5. #155
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Il sangue del 10 agosto 1944 era stato provocato da altro sangue sparso 48 ore prima precisamente alle 7,30 dell'8 agosto, al margine della stessa piazza (angolo viale Abruzzi-Loreto) quando una bomba "gappista" (GAP Gruppi di Azione Patriottica, organizzazione terroristica del Partito comunista italiano) era esplosa tra la folla compiendo una strage che era costata la vita a cinque soldati tedeschi e tredici civili italiani fra i quali una donna e tre bambini, rispettivamente di tredici, dodici e cinque anni.
    Ecco i nomi dei civili italiani che morirono sul colpo nell'attentato gappista o nei giorni successivi, tutti per "ferite multiple da scoppio di ordigno esplosivo": Giuseppe Giudici, 59 anni; Enrico Masnata, Gianfranco Moro, 21 anni; Giuseppe Zanicotti, 27 anni; Amelia Berlese, 49 anni; Ettore Brambilla, 46 anni; Primo Brioschi, 12 anni; Antonio Beltramini, 55 anni; Fino Re, 32 anni; Edoardo Zanini, 30 anni; Gianstefano Zatti, 5 anni; Gianfranco Bargigli, 13 anni; Giovanni Maggioli, di 16 anni.
    Rimasero inoltre feriti più o meno gravemente: Giorgio Terrana, Letizia Busia, Luigi Catoldi, Maria Ferrari, Ferruccio De Ponti, Luigi Signorini, Alvaro Clerici, Emilio Bodinella, Antonio Moro, Francesco Echinuli, Giuseppe Formora, Gaetano Sperola e Riccardo Milanesi.
    Dei cinque soldati tedeschi uccisi, i cui nomi non furono annotati nei registri civili italiani, è rimasta memoria solo di un maresciallo di nome Karl, che per la sua mole era stato soprannominato dai milanesi di Porta Venezia "El Carlùn" (il Carlone). Quel nomignolo che Karl, maresciallo di fureria, se l'era guadagnato fermandosi ogni mattina, all'angolo fra viale Abruzzi e piazzale Loreto, con i suoi camions per distribuire alla popolazione verdura, patate e frutta che la "Staffen - Propaganda” acquistava al mercato di Porta Vittoria, aggiungeva agli avanzi delle mense militari e regalava ai milanesi, tutti, a quell'epoca, dannatamente a corto di viveri. Un'operazione di "public relations", si direbbe oggi, intrapresa dalle Forze Armate tedesche nei confronti dei civili e che, dati i tempi di fame, aveva riscosso un successo immediato. Troppo, per la sensibilità antifascista della "GAP" di Milano, comandata da Giovanni Pesce, detto "Visone", tutt'oggi vivente e quindi in grado di ricostruire nei dettagli l'azione che venne decisa e attuata per spezzare il feeling alimentare promosso dalla Wermacht con i milanesi.


    https://www.italia-rsi.it/chivolleguerracivile/fucilazioneloreto.htm
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  6. #156
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Citazione Originariamente Scritto da CARLO NORD ITALIA Visualizza Messaggio
    Il sangue del 10 agosto 1944 era stato provocato da altro sangue sparso 48 ore prima precisamente alle 7,30 dell'8 agosto, al margine della stessa piazza (angolo viale Abruzzi-Loreto) quando una bomba "gappista" (GAP Gruppi di Azione Patriottica, organizzazione terroristica del Partito comunista italiano) era esplosa tra la folla compiendo una strage che era costata la vita a cinque soldati tedeschi e tredici civili italiani fra i quali una donna e tre bambini, rispettivamente di tredici, dodici e cinque anni.
    Ecco i nomi dei civili italiani che morirono sul colpo nell'attentato gappista o nei giorni successivi, tutti per "ferite multiple da scoppio di ordigno esplosivo": Giuseppe Giudici, 59 anni; Enrico Masnata, Gianfranco Moro, 21 anni; Giuseppe Zanicotti, 27 anni; Amelia Berlese, 49 anni; Ettore Brambilla, 46 anni; Primo Brioschi, 12 anni; Antonio Beltramini, 55 anni; Fino Re, 32 anni; Edoardo Zanini, 30 anni; Gianstefano Zatti, 5 anni; Gianfranco Bargigli, 13 anni; Giovanni Maggioli, di 16 anni.
    Rimasero inoltre feriti più o meno gravemente: Giorgio Terrana, Letizia Busia, Luigi Catoldi, Maria Ferrari, Ferruccio De Ponti, Luigi Signorini, Alvaro Clerici, Emilio Bodinella, Antonio Moro, Francesco Echinuli, Giuseppe Formora, Gaetano Sperola e Riccardo Milanesi.
    Dei cinque soldati tedeschi uccisi, i cui nomi non furono annotati nei registri civili italiani, è rimasta memoria solo di un maresciallo di nome Karl, che per la sua mole era stato soprannominato dai milanesi di Porta Venezia "El Carlùn" (il Carlone). Quel nomignolo che Karl, maresciallo di fureria, se l'era guadagnato fermandosi ogni mattina, all'angolo fra viale Abruzzi e piazzale Loreto, con i suoi camions per distribuire alla popolazione verdura, patate e frutta che la "Staffen - Propaganda” acquistava al mercato di Porta Vittoria, aggiungeva agli avanzi delle mense militari e regalava ai milanesi, tutti, a quell'epoca, dannatamente a corto di viveri. Un'operazione di "public relations", si direbbe oggi, intrapresa dalle Forze Armate tedesche nei confronti dei civili e che, dati i tempi di fame, aveva riscosso un successo immediato. Troppo, per la sensibilità antifascista della "GAP" di Milano, comandata da Giovanni Pesce, detto "Visone", tutt'oggi vivente e quindi in grado di ricostruire nei dettagli l'azione che venne decisa e attuata per spezzare il feeling alimentare promosso dalla Wermacht con i milanesi.


    https://www.italia-rsi.it/chivollegu...ioneloreto.htm
    in quella guerra voluta da mussolini e hitler sono morti almeno 200 milioni di persone e voi vi scannate per chi ne ha ucciso qualcuno di più per sbaglio?? siete ridicoli..
    GLI DEI SONO STATI INVENTATI DAI TIRANNI PER TRASFORMARE I LORO SEGUACI IN SCHIAVI DA LAVORO O IN ASSASSINI PER LE LORO GUERRE.
    l'uomo più intelligente del mondo non capirà neppure la realtà più evidente se è già convinto di conoscere la verità.

  7. #157
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Citazione Originariamente Scritto da CARLO NORD ITALIA Visualizza Messaggio
    Ti dimentichi il "Carlun" il graduato tedesco bonaccione che ogni mattina dava il latte ai bambini milanesi, anche lui purtroppo morto successivamente a causa delle conseguenze della bomba delle merdacce.

    L'8 agosto 1944, esattamente ottantuno anni fa, a Milano, in viale Abruzzi angolo Piazzale Loreto, ignoti compirono un attentato con due ordigni esplosivi contro un camion dell'esercito tedesco, che distribuiva viveri alla cittadinanza. Lo scoppio provocò la morte di sei cittadini milanesi e il ferimento di altri undici. Quei morti, vittime innocenti della guerra di liberazione, non sono stati decorati, né sono purtroppo commemorati. Ricordiamo quell'attentato perché, nonostante l'assenza di una rivendicazione, fu attribuito ai GAP e, sebbene non vi fossero vittime militari, fu usato come pretesto per una rappresaglia, ovvero la fucilazione di 15 partigiani all'alba del successivo 10 agosto in Piazzale Loreto. Oggi vorrei ricordare i nomi di quelle sei vittime innocenti, uccise oltre ottant'anni fa, che nessuno ricorda più. Si chiamavano Zanini Edoardo (anni 31) Giudici Giuseppe (anni 60) Zanicotti Giuseppe (anni 28), Brioschi Primo (da Mezzago), Moro Gianfranco (anni 19 da Como), nonché una donna mai identificata perché priva di documenti, dall'apparente età di 35 anni.
    no, carlun non è morto, è stato solo leggermente ferito

    Riporto

    Per quanto riguarda l’attentato di viale Abruzzi, dove due bombe esplosero sotto un autocarro tedesco lasciato sostanzialmente incustodito provocando il ferimento lieve del caporale tedesco Heinz Kuhn (l’unico tedesco presente sul posto al momento dello scoppio) e di 10 italiani morti sia nell’esplosione che nei giorni successivi, molto si è detto e molto si è scritto, spesso a sproposito, soprattutto a destra.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  8. #158
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    UNA ININTERROTTA CACCIA ALL’UOMO
    Il risultato fu che la mattina dell'8 agosto 1944, i terroristi del Partito comunista si mescolarono alla piccola folla che si accalcava come di consueto davanti alle ceste del "Carlùn" e infilarono in una di queste la bomba ad alto potenziale che, poco dopo, avrebbe seminato la strage indiscriminata: 18 morti e 13 feriti, quasi tutti poveracci milanesi.
    Diciotto morti e tredici feriti innocenti, tutti assolutamente dimenticati, abrogati, cancellati dalla memoria storica, politica e giudiziaria italiana. Come se fossero indegni di ricordo, di pietà, di giustizia. Li ha dimenticati Giovanni Pesce detto “Visoni”, “medaglia d’oro al valor partigiano", il quale nei libri da lui scritti sulla sua militanza gappista non ha mai raccontato questa azione che pure non è di poco conto (18 morti e 13 feriti in un colpo solo e senza subire perdite rappresentano un risultato ragguardevole); li ha ignorati, a quel che sembra, il procuratore militare Pier Paolo Rivello riaprendo il caso Saevecke; li ignorano L'Unità, l'Ulivo e Rifondazione comunista nelle loro rievocazioni e mozioni; li ignora persino l'amministrazione comunale di Milano (di centro-destra) che avalla senza fiatare la mutilazione della verità storica, con l'abituale viltà, sul suo periodico d'informazione e nei suoi atti politici.
    E se, ancora dopo 53 anni, tutti ignorano (o vogliono ignorare), perfino nella sua tragica essenzialità, la strage gappista indissolubilmente legata alla fucilazione del 10 agosto 1944, figuriamoci se qualcuno ricorda ciò che accadde fra il massacro e la rappresaglia. Eppure, in quelle ore disperate, mentre la gestione dei rapporti fra militari tedeschi e popolazione passava dalle "public relations" della Staffen-Propaganda e del defunto maresciallo Karl, alla Gestapo del capitano Saevecke, si impegnò un braccio di ferro durissimo fra le autorità fasciste, contrarie alla ritorsione, e i militari tedeschi inferociti che non volevano sentire ragione.
    Si oppose il prefetto Piero Parini, che arrivò a minacciare le dimissioni; si oppose il federale Vincenzo Costa; si oppose Mussolini, intervenendo direttamente sul maresciallo Kesselring e su Hitler. La prova è, tra l'altro, negli atti del processo politico subito nel dopoguerra da Vincenzo Costa il quale, nel suo diario ("Ultimo federale", Il Mulino, 1997) ricorda: "Alle 14 (del 9 agosto, ndr) mi trovavo nell'ufficio dei capo della provincia quando arrivò una nuova telefonata del duce; abbassato il ricevitore, Parini mi permise di ascoltare la voce inconfondibile del capo. Tra l’altro egli disse: “il maresciallo Kesserling ha le sue valide ragioni; ogni giorno nel Nord soldati o ufficiali tedeschi vengono proditoriamente assassinati... Ha deciso di attuare la rappresaglia. Ma sono riuscito a ridurre a dieci le vittime... Ho interessato il Fhurer: spero ancora””.
    Proprio mentre le autorità fasciste e i militari tedeschi si contendevano le vite degli ostaggi appese a un filo, i gappisti milanesi colpirono di nuovo. Anche questo è stato dimenticato. Alle 13 del 9 agosto 1944 un terrorista in bicicletta, armato di pistola, fulminò con un colpo alla nuca, davanti alla porta di casa, in via Juvara 3, il capitano della Milizia Ferroviaria, Marcello Mariani, sposato con quattro figli. Mentre l'uomo agonizzava nel suo sangue, un secondo gappista, di copertura, ferì a revolverate Luigi Leoni, della brigata nera "Aldo Resega", che era sopraggiunto e si era gettato all'inseguimento del primo. L'uccisione di Mariani fu il fatto che decise la sorte dei quindici sventurati rinchiusi a San Vittore. Fra l'ottobre 1943 e il novembre 1944 i gappisti milanesi uccisero 103 fascisti in agguati come quello di via Juvara. Il fondatore della "Ia GAP", Egisto Rubini, catturato a Sesto San Giovanni alla fine di febbraio 1944, si suicidò nel carcere di San Vittore nel marzo successivo per non tradire i suoi compagni sotto tortura. “Medaglia d’oro alla memoria”.
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  9. #159
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    no, carlun non è morto, è stato solo leggermente ferito
    Mio nonno se lo ricordava "il Carlun"
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  10. #160
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    Predefinito Re: Atreju? Nella mia lunga vita...


    Corriere Milano
    https://milano.corriere.it › Cronaca
    9 ago 2024 — L'attentato causò la morte di sei milanesi, tutti civili, e di nessun militare tedesco (ferito non gravemente il conducente del mezzo, Carlun)
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

 

 
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