







Anche perchè al Senato la presenza del PDL è stata finora preponderantemente ultraconservatrice, e occidentale ha scelto di impegnarsi su temi "altri" ... l'unica domanda è se la situazione si manterrà anche nel nuovo senato, e se comunque un PDL appiattito de facto sulle posizioni del PCF possa essere ancora a lungo una casa "inclusiva" anche per quanti siano di sensibilità meno conservative. Un contesto di "coopetizione" tra neofascisti e leghisti di marca più spiccatamente "reazionaria" sarebbe quantomeno peculiare per un partito che innegga alla libertà ...![]()




Parlavo della piccola ma storica presenza di laicoliberali nel PDL, a partire da Meridionale, ma senza dimenticare lo stesso Occidentale. Nonostante la convivenza sembri rodata, non è detto che dirigenti, ma sopratutto elettori, proseguano indefinitamente una esistenza da spettatori in un partito molto caratterizzato sull'estrema destra. Poi questo ovviamente dipende dalla presenza di alternative concrete fuori dal PDL ^^
In più una prevalenza così netta di idee cattoliche spesso molto tradizionali, unita a un programma nei fatti nazional-protezionista, potrebbe contribuire a isolare la coalizione PDL-PCF, più che altro, nonostante i tentativi del Senatore Occidentale di presentarsi come candidato moderato.


Ultima modifica di C@scista; 13-11-10 alle 00:10


Dranghete!!! La domanda delle cento pistole. Sono stato tentato di appoggiare il primo, ma non posso condividere la sua metodologia di uscita dal PDL. Fini avrebbe dovuto dare corso alla sua prima intenzione e non cofondare il PDL. Le cose fatte a freddo raramente funzionano in politica. MA non posso accettare che si sfasci tutto per capriccio.Originariamente Scritto da garat
Naturalmente capisco le sue ragioni, almeno in parte.
E su PIR tutto è visto in una lente che sfoca le prospettive, visto che abbiamo un Candido, berlusconiano sfegatato che sostiene l'FDL, i cui soci fondatori sono i finiani, e un Occidentale ex-finiano che sostiene le ragioni di Silvio in nome di un partito di centrodestra che rimanga assieme e non si disintegri in nome del principio <Pacta Sunt Servanda>.
PIR non è il mondo esterno.Il quale cambia a ritmo accelerato, tra l'altro.
C'è una cosa su cui debbo essere chiaro, però. Se il ciclo di Berlusconi è alla fine.....allora quello di chi ha condiviso con lui tutto lo è altrettanto. Le viene in mente nessuno che corrisponda al profilo di colui che tutto ha condiviso con Silvio negli ultimi sedici anni?
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Ultima modifica di Garat; 13-11-10 alle 00:12
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Ritengo che riguardo all'immigrazione il problema stia da un'altra parte.
L'intero insieme dei meccanismi di integrazione delle società occidentali è oggi in crisi.
Per molti e diversi motivi.
Non ultimo quello della problematicità dei bilanci pubblici.
L'occidente oggi è in una situazione di paradosso: i suoi principi fondanti sono di tipo universalistico.
Ma la sua realtà economica non è più in grado di reggere l'impatto di tali principi nella pratica quotidiana.
E questo crea problemi.
E ne creerà sempre di più in futuro.
Stiamo andando a verificare una situazione non prevista e per certi verti paradossale: lo scontro tra i diritti di cittadinanza di noi occidentali e i diritti umani dei migranti.
Al momento non è dato sapere come la cosa evolverà.
Quello che per me è cosa certa, è che questo problema al momento non ha soluzione poichè è un caso per così dire "non previsto" nelle istruzioni di base su cui si fonda e si regge il nostro tipo di società.
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)