La Storia: Crimea e Donbass "appartenevano" alla Russia?
L'affermazione del putinetto semplifica una realtà molto più complessa:
Il Donbass: Storicamente, il Donbass era una regione di frontiera scarsamente popolata (le "Spiagge Selvagge"). Nell'800, con l'impero zarista, divenne un polo industriale attirando lavoratori sia russi che ucraini. Quando nacque l'Unione Sovietica (1922), i confini furono tracciati da Lenin seguendo criteri economici e demografici: il Donbass fu assegnato all'Ucraina perché la neonata Repubblica Ucraina aveva bisogno di una base industriale e di una classe operaia forte per sopravvivere. Non fu una "cessione" da uno stato a un altro, ma una divisione amministrativa interna all'URSS.
La Crimea: Qui il discorso è diverso. La Crimea fece parte della Russia (RSFSR) fino al 1954, quando Krusciov la trasferì all'Ucraina. Fu un gesto amministrativo per celebrare i 300 anni del trattato di Perejaslav e per facilitare la gestione idrica ed economica della penisola, che è geograficamente attaccata all'Ucraina e non alla Russia.
2. Putin ha ragione o torto? (Diritto vs. Identità)
La risposta dipende dal piano su cui ci si muove, ma la comunità internazionale è quasi unanime nel giudizio:
Il piano del Diritto Internazionale (Il "Torto"): Secondo l'ONU e i trattati firmati dalla stessa Russia (come il Memorandum di Budapest del 1994), i confini di uno Stato sono inviolabili.
La Russia aveva riconosciuto ufficialmente l'Ucraina, inclusi Donbass e Crimea, come stato sovrano in cambio della rinuncia di Kiev alle armi nucleari. Pertanto, l'invasione è considerata una violazione illegale della sovranità di un altro paese.
Putin vede l'invasione non come un'aggressione, ma come il recupero di terre storiche russe