



li definiamo semplicemente cattolici.
non sta scritto da nessuna parte nella dottrina che i cattolici laici non possano esprimere critiche verso i sacerdoti che si scostano dalla dottrina, ovviamente esprimendosi nei dovuti modi.
anche nella Somma Teologica che sto studiando attualmente San Tommaso ammette questo tipo di critica/correzione verso i sacerdoti (ripeto: nei dovuti modi).
come ha detto Giò è bene distinguere la critica fatta alla persona sacerdote che si scosta dalla dottrina rispetto alla critica che ha per oggetto la funzione stessa del sacerdote.
comunque occhio perché vorrei capire quale sarebbe questo lusso, leggendo nomi e cognomi e vedendo le prove di questo lusso. Può anche essere vero che ciò avvenga ma spesso sono solo bugie e fango messe in circolo dagli atei e dagli anticattolici, sperando che gli ingenui ci credano senza verificare.
Ultima modifica di QUINTO; 18-11-10 alle 15:53
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!


Chi critica il lusso sfrenato, il vizio e la corruzione di certi - troppi, a dire il vero - prelati fa cosa buona e giusta. Chi però afferma che la Chiesa non debba essere "ricca" o addirittura possedere beni non è cattolico, ma un eretico (vedasi la condanna da parte di Papa Giovanni XXII dei "fraticelli", ossia degli spiritualisti francescani che travisarono le idee di San Francesco d'Assisi in merito alla povertà cristiana). Idem dicasi per chi ritiene che la Chiesa non debba avere alcuna forma di autorità temporale.


Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


...poi ci sono quei cattolici che affermano che la credibilità non è fondamentale... la Fede sovrasta la necessità di appurare le affermazioni che provengono dalla Chiesa sui più svariati temi... a mio avviso sono quelli più pericolosi, poichè accettano tutto in modo acritico...:giagia:
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Dipende poi anche dai casi. Per capire le buone intenzioni di ciascuno basterebbe porre qualche domanda su argomenti del tipo: secondo voi, i privilegi del clero durante il Medioevo erano ingiusti? Pagare le decime al clero era cosa buona e giusta?
Se uno ti risponde di sì alla prima domanda e no alla seconda, allora c'è qualcosa che non va, ad esempio.


Io come credibilità intendo proprio nel modo di agire terra-terra. Nel senso, come può un monsignore affermare che una bestemmia va contestualizzata? Eddai, ok credo che una bestemmia possa scappare ma se uno la dice lo condanni e basta, poi magari lo perdoni ma non è che lo giustifichi. Ecco io questo intendevo come perdita di credibilità.
Quelli che tu definisci non sono poi molti, secondo me. Ci sono e onestamente per un tipo abbastanza pragmatico come me (ovvero poce ciarle e tanti fatti) sono anche abbastanza indigesti.
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


Ma per capire le buone intenzioni basta anche osservarle queste persone. Ricordiamoci che il Vangelo dice, sintetizzo, di fare le buone azioni nel segreto e non di farle in pubblico per farsi vedere. Ci sono diversi cattolici che praticano solo per farsi vedere, perchè è comodo e non costa niente. E se cose del genere accadono tra i fedeli è ragionevole pensare che possano accadere anche ai piani alti. Se c'è una cosa che odio è il cattolicesimo di parole e niente fatti.
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


Ottima riflessione.
Aggiungo, inoltre, che monito per tutti dev'essere quell'episodio del Vangelo nel quale Giuda considera uno "spreco di soldi" - che si sarebbero potuti dare ai poveri - l'olio usato per lavare i piedi di Gesù e il Signore ammonisce il discepolo, affermando: "I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete".


uhmm no! direi proprio di no, posso capire che ci siano passi che danno adito a difficoltà interpretative (visto anche che è un lavoro che devi far da solo visto che qui non c'è la chiesa che lo fa per te) ma io che li ho riletti in fretta per cercare di capirti questo rifiuto non lo vedo proprio
un esempio?
Gesù disse, "Io sono la luce che è su tutte le cose. Io sono
tutto: da me tutto proviene, e in me tutto si compie. Tagliate un
ciocco di legno; io sono li. Sollevate la pietra, e mi troverete."
molto semplicemente rifiuto l'intermediazione della chiesa
li rifiuto come interpreti del Verbo
rifiuto la loro autorità e li ritengo delegittimati a parlare per nome e per conto di Cristo
tutto il resto è un mio personale problema di coscienza, ma questo vale pure per te
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi