
Originariamente Scritto da
QUINTO
dunque, un attimo:
- io sono d'accordo su essere contro l'eutanasia, in quanto la legge morale non può considerare morale l'omicidio di malati e handicappati, e nemmeno il suicidio, anche se, come afferma il catechismo (art.2282) nel caso del suicidio, pur essendo sbagliato, ci possono essere delle circostanze che sono attenuanti del peccato.
- condivido anche questo articolo del catechismo:
art.2278 L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.
FONTE:
Catechismo della Chiesa Cattolica - Il quinto comandamento
- non mi piace come ho detto sopra la sentenza di Saviano, perché casomai quello è un parere che deve dire il diretto interessato altrimenti se passa il concetto che certi stati di vita non sono da considerare vita, allora si finisce con i medici che staccano la spina anche contro la volontà del paziente.
fatti questi chiarimenti importanti, c'è sicuramente molto da discutere sul confine tra eutanasia (da non accettare) e rifiuto dell'accanimento terapeutico (lecito moralmente).
'ndo sta sto confine? è cosi netto? a me non pare.
anzi sono sempre stato curioso di capire se nella Chiesa, riguardo i casi concreti di Welby e Englaro, erano tutti d'accordo nel dire che non erano casi di accanimento terapeutico? non lo so.