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[...]La casa è caratterizzata dalla presenza di tre livelli differenti
per lo svolgimento della vita domestica nelle diverse
stagioni dell’anno.
In inverno le famiglie vivono nel livello sotterraneo,
chiamato kazà. Scavato nel suolo e circondato da stalle,
il kazà è il locale più protetto e isolato di tutta la
casa. È una grande sala quadrata con una dimensione
di circa 5 x 5 metri, alta circa come una persona in
piedi. Lo spazio è organizzato in una varietà di aree
specializzate per ciascuna funzione della vita domestica.
L’ambiente è fumoso, oscuro. L’unica luce naturale
viene dall’alto, attraverso una piccola apertura
chiamata carcòn. Il carcòn è anche l’accesso al kazà,
grazie a una ripida scala a pioli in legno (kaskà). La
sala è divisa in aree con funzioni specifiche da muri
(spangùt) e bassi divisori in legno (scintrà). Sotto le scale
c’è un piccolo recinto per pecore e capre (patàl)
direttamente collegato con una porta alle stalle del bestiame
(tagà) e degli ovini (banro). Sul lato della scala
c’è l’adanzòs, un grande contenitore tondo in pietra
per l’acqua; dietro la scala c’è invece una mensola in
rami di salice intrecciati (bialdàn), fatta esclusivamente
per ospitare le galline in inverno. La zona di ingresso
(sanhasàn) presenta un pavimento coperto di tavole di
legno (shen). Lateralmente vi è un deposito di legno
e sterco secco (tci-naarte, shinkàn). Di fronte si trovano
un deposito (spankurghiòk) e lo spazio per dormire
(rilsà), ricoperto di paglia e suddiviso dagli altri ambienti
con pareti in legno (spangùt) che non raggiungono
mai l’altezza del soffitto. La divisione tra la zona
di ingresso e lo spazio rimanente è caratterizzata da
un dislivello comunemente usato per le sedute. La vita
domestica avviene nel resto della stanza. Le mura che
circondano questo spazio presentano continuamente
mensole, nicchie e pannellature lignee a formare armadiature
(per il cibo maràp e per i prodotti lattierocaseari
omacrù). Nel kazà non ci sono sedie, né letti
o mobili, ad eccezione di un armadio (shargòm) che è
la dispensa. [...]
Se vuoi posso anche citarti i dati delle ricerche condotte sull'inquinamento indoor nelle case tibetane (e anche nepalesi) che aveva citato Testadiprazzo.
Islanda e bellissima e poi si spende poco,dipende da dove voi mangiare
Al restaurante dai 10 euro ai 40
Ma nelle tavole calde mangi anche con 5 euro
Poi per quanto riguarda gli alberghi sono pulitissimi, riscaldati e costano intorno ai 40 euro
L'acqua e buonissima e non si paga
Per affittare una macchina ti costa intorno ai 60 euro/gg
Islanda e tutta DA SCOPRIRE
NAPPULE COLERA