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  1. #11
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da Bisentium Visualizza Messaggio
    Un buon motivo per essere filo-risorgimentali è che lo fu l'Italia "vera", quella di D'Annunzio e Mussolini, dell'espansione coloniale e della grande guerra, quella del Fascismo e della RSI morta il 25 (o il 28) aprile del 1945, mentre la Repubblichetta post-bellica solo in maniera occasionale e incidentale si è richiamata al Risorgimento, preferendo trovare il proprio mito fondatore nella c.d. resistenza.
    I miti della Repubblichetta non sono mai stati nazional-risorgimentali, bensì vaticani, moscoviti o a stelle e strisce.
    I miei, sono risorgimentali, nazionali e tricolori.
    E me ne frego se quattro massoni, rinnegati di varia origine o epigoni del Partito d'Azione (che poi a bene vedere non era nemmeno tanto filo-risorgimentale perchè aveva fatta propria la lezione gobettiana del "fascismo autobiografia di una nazione" che in sostanza denigrava il Risorgimento per gli stessi motivi per cui a me piace, ovvero perchè vi rinveniva in ultima analisi la radice del Fascismo) occasionalmente citano qualche personaggio risorgimentale in qualche discorso ufficiale. Essi sono l'anti-Nazione, per cui sono l'anti-Risorgimento. Dovrebbero infatti, se fossero autenticamente filo-risorgimentali, accettare anche l'imperialismo mediterraneo di Mazzini (la bandiera italiana sull'intero Nordafrica come ai tempi di Roma, leggete le sue opere...), o l'invocazione garibaldina della dittatura, o l'involuzione "reazionaria" di Crispi, o l'esaltazione fascista (regime e RSI) del Risorgimento.
    Non fosse altro - e torno a Romualdi che questo lo ricorda bene e precisamente - perchè il patriottitismo risorgimentale espresso dalla politica di statisti come Cavour in Italia e Bismarck in Germania (che Romualdi significativamente appaia) nel giro di una generazione si trasforma apertamente in nazionalismo "d'ordine" all'interno ed espansionista all'esterno (l'esempio tipico è Crispi, che infatti il Fascismo considerava suo precursore).
    Più l'Italia sprofonda nella merda, più gli Italiani dimenticano chi sono e quale sia la loro missione di civiltà, più riemergono le pulsioni antirisorgimentali=antinazionali. Sulla base poi di argomentazioni risibili, considerato che si accusa l'Italia risorgimentale di essere filo-ebraica e filo-massonica e poi a ben vedere massoneria ed ebraismo erano molto, ma molto più presenti nel campo avverso (povero Ezra Pound misconosciuto! Perchè oggi nessuno ricorda i tuoi attacchi contro la Santa Alleanza reazionaria fondata suol denaro ebraico e usuraio dei Rotschild e sulle mene dei circoli massonici dei puri e incorrotti "Imperi Centrali" (ma del resto lo stesso Evola ricorda che ormai Vienna era solo la città del walzer...), che finanziarono tutte le spedizioni antiriorgimentali dal 1821 in poi e alla fine se ne scapparono a gambe levate da Napoli, dove avevano impiantato una filiale, proprio nel 1860 quando entrava in città un certo Peppino Garibaldi...
    Occhio che se si sega l'albero risorgimentale, cade anche il ramo fascista.
    Simul stabunt, simul cadent.
    Il Fascismo riprese in maniera strumentale il mito risorgimentale piegandolo prettamente ai propri fini.
    Come ripeto sempre in ogni discussione sul rapporto fra Risorgimento e Fascismo italiano, Mussolini dei garibaldini sottolineò sempre il patriottismo ed il fenomeno del 'volontarismo' in nome dell'ideale dell'Italia unita, nonché le eroiche imprese compiute sul campo di battaglia. Riguardo a Mazzini, il Duce sempre elogiò quelle parti del suo pensiero in cui si scagliava contro il socialismo e la lotta di classe in favore della collaborazione fra le classi sociali in nome dell'interesse nazionale. Così come elogiò il primato dei doveri quale unica e vera fonte dei diritti, la critica alla Rivoluzione Francese, Roma 'idea-forza' sotto la quale ridare lustro all'Italia in un'ottica imperiale ma al tempo stesso di fratellanza con gli altri popoli europei, il nazionalismo declinato in senso spirituale ed etico-pedagogico, l'elogio della dittatura come mezzo per governare il paese nelle difficoltà.
    Tutte cose che - non lo nego - sono presenti nel pensiero mazziniano.
    Ma a queste, bisogna ricordarlo, si aggiungevano l'avversione per la Chiesa Cattolica e la figura del Papa, così come l'adesione ad un deismo cristianeggiante nella retorica ma che fattualmente faceva del concetto di realizzazione progressiva dell'umanità in quanto ideale di concordia fra tutti i popoli il suo fulcro spirituale e religioso.
    L'ideale della Repubblica Universale, cosmopolita, in Mazzini purtroppo c'era: la liberazione della nazione italiana e la liberazione del continente europeo sarebbero stati solo dei "passi" che un giorno avrebbero portato alla realizzazione della suddetta Repubblica Universale.
    L'imperialismo italiano, tanto agognato dal "patriota" Mazzini, sarebbe stato perfettamente funzionale a questo disegno: Italia custode e portatrice dell'ideale civilizzatore della concordia fra i popoli dell'Umanità.
    L'umanitarismo, l'anticlericalismo e l'anticattolicesimo di Mazzini sono innegabili e non casualmente Mussolini non li ha mai toccati; così come mai volle mettere in evidenza (al contrario, trascurò deliberatamente) le idee ultra-anticlericali e anti-cattoliche di Garibaldi e dei suoi accoliti.

    Che piaccia o meno ai neo-pagani nostrani, agli evolomani rinnegati o ai fan del "paganesimo tradizionale italico-romano" (sic), il Fascismo italiano non nasce in antitesi al Cattolicesimo Romano: se ebbe componenti anticlericali durante la sua fondazione e se mai è stato possibile ascrivere al Fascismo qualsiasi tendenza neo-guelfa, è altrettanto vero che la firma di un Concordato con la Chiesa e la pacificazione fra il Romano Pontefice e il Regno d'Italia sono sempre stati fra gli obiettivi dichiarati di Benito Mussolini.

    Con il Concordato, Mussolini chiuse una lunghissima parentesi della storia italiana nella quale i cattolici non riuscivano a sentirsi pienamente cittadini italiani perchè la fondazione dello Stato unitario era avvenuta in aperta ostilità verso il Papa e la Chiesa di Cristo in quanto tali.
    Mettendo fuorilegge la massoneria, Mussolini mise KO una delle forze che maggiormente avevano contribuito alla formazione dell'Italia unita.
    Addirittura, Mussolini favorì implicitamente in quel momento tesi storiografiche che, in ambito accademico, tendevano a ridimensionare il ruolo della massoneria nell'unificazione e a metterne in cattiva luce diversi suoi aspetti e ambiguità di fondo.
    Il vero Risorgimento italiano è stato fatto fra il 1914 e il 1929. Grande Guerra e Fascismo: ecco ciò che veramente realizzò l'unità del nostro paese.
    Con Cavour, Garibaldi e Mazzini (quest'ultimi, fra le altre cose, rimasero parecchio delusi dai "risultati" della loro opera di combattenti e "apostoli" della nazione) si fece l'unità - parziale - del nostro paese a livello amministrativo.
    Lo Stato italiano risultò per lungo periodo un corpus estraneo al tessuto sociale di un'Italia rurale ancora profondamente cattolica. Solo con Crispi e Re Umberto II si tentò di invertire la tendenza ed in parte vi si riuscì.
    Caduto Crispi, però, si proseguì - salvo rare eccezioni - nella mediocrità: l'Italietta di Giolitti, avallata di fatto da Casa Savoia, è l'esemplificazione della situazione italiana fra la presa di Roma del 1870 e lo scoppio della Grande Guerra nel 1914, coi moti interventisti e nazionalisti che invocavano l'entrata dell'Italia nel conflitto.

    Questi sono i fatti; il resto sono solo speculazioni utili ad una diatriba ideologica inattuale fra nostalgici di Re Franceschiello e nostalgici di Garibaldi e Mazzini.
    Si tratta poi di una diatriba che avviene senza il minimo senso di obiettività storica: da una parte si crede che gli 'staterelli' pre-unitari fossero il paradiso in terra (falso), dall'altro lato si vede nei fautori del Risorgimento dei paladini incorruttibili dell'unità della nazione e nel Papa-Re e affini il 'male assoluto'.
    Sono visioni ideologiche prive di riscontri seri.
    Entrambe le parti si accusano a vicenda di avere fra i propri "beniamini" gente in odore di massoneria e comprata coi soldi - sporchi - dei Rotschild, dimenticandosi - entrambi - che i Rotschild avendo ramificazioni in tutta Europa controllavano l'economia e i traffici commerciali dell'intero Vecchio Continente.
    Nulla di cui stupirsi se, da un lato, i soldi dell'Impero asburgico legittimista e cattolico reazionario di Metternich venivano gestiti dai Rotschild o se i Savoia furono costretti alle guerre risorgimentali per ovviare ai loro debiti ingenti.
    Ma bisogna anche chiedersi: "Cui prodest?"
    I famigerati Imperi Centrali e prima ancora la Sant'Alleanza sono caduti per difetti e debolezze proprie ma anche per una convergenza innegabile di forze sovversive che saranno poi le stesse che, dopo il 1918, faranno cadere nel caos e nell'anarchia di fatto la nazione italiana, nonostante la vittoria.
    Il mito della vittoria mutilata non nasce per caso.
    Ultima modifica di Giò; 30-11-10 alle 12:15

  2. #12
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Ah, giusto per precisare: è inutile sottolineare e prendere Adriano Romualdi per giustificare le proprie pulsioni risorgimentaliste, se poi si omette - volutamente - che lo stesso elogiava Metternich e la Sant'Alleanza.
    E, d'altronde, andrebbe pure ricordato che i nazionalisti dell'ANI, nel 1914, inizialmente erano favorevoli all'ingresso dell'Italia nel conflitto a fianco dell'Impero Austro-ungarico e al Reich tedesco.

  3. #13
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Verissimo che abbia scritto poco su determinati argomenti, ma è sempre stato chiaro però su chi fosse dal lato sbagliato o meno.
    Per il resto non fa una grinza. Paragonare la Roma attuale a quella dei Cesari è ridicolo. Ridurre l'idea di Roma al gioco di quattro decerebrati che magnano in un parlamento, è quanto di più deprimente possa esistere.
    Sulla figura di Consolato non voglio entrare nel merito per ragioni che non stò a spiegare. E neanche su pubblicazioni come Politica Romana.
    Si assolutamente, Evola sbagliò alcune riflessioni (anche se le contraddizioni italiote ce le portiamo avanti ancora oggi); ma certe operazioni sono assurde. E' come se io scrivessi di tutti i tradimenti che subì il ramo austriaco dei Savoia e come saremmo stati "teutonici da bolzano al cilento" se avessero regnato loro...dai sono cazzate.

    SU Consolato non so cosa dire. Il Mtr nacque per unire tutte le anime della romanità, ma secondo me fu solo un modo per addolcire il metodo di "politica romana"...sono un po' prevenuto, sinceramente.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  4. #14
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Quoto in toto quel che dici. Però riguardo Evola cè sempre stato un problema di fondo: ossia l'ostinarsi a calcare la mano con argomentazioni alla De Maistre ma stranamente, senza evidenziare il lato nascosto di certi fenomeni.
    Perchè diciamoci la verità, un'Evola ha mai evidenziato che la Santa Alleanza fosse finanziata dai Rotschild?E molti dei capi militari di essa erano massoni a tutti gli effetti?Lungi dal voler difendere il merdaio risorgimentale, non che dall'altro lato vi fossero dei paladini della tradizione. E salvo rari casi, si è visto come tali forze controrivoluzionarie si siano ben amalgamate nei nascenti stati di diritto.
    Per capire la visione "storiografica" - che poi in realtà si tratta di una visione metastorica - di Julius Evola su determinati eventi basterebbe leggersi con attenzione La Guerra Occulta e la premessa che scrisse Evola stesso per l'edizione italiana.
    Letta quella si comprendono anche molte delle omissioni fatte in determinati suoi testi fondamentali come Rivolta contro il mondo moderno o Gli Uomini e le rovine.

  5. #15
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da socialistaprussiano Visualizza Messaggio
    Si assolutamente, Evola sbagliò alcune riflessioni (anche se le contraddizioni italiote ce le portiamo avanti ancora oggi); ma certe operazioni sono assurde. E' come se io scrivessi di tutti i tradimenti che subì il ramo austriaco dei Savoia e come saremmo stati "teutonici da bolzano al cilento" se avessero regnato loro...dai sono cazzate.

    SU Consolato non so cosa dire. Il Mtr nacque per unire tutte le anime della romanità, ma secondo me fu solo un modo per addolcire il metodo di "politica romana"...sono un po' prevenuto, sinceramente.
    Ti quoto pienamente. Sulla seconda parte non commento come ti ho già spiegato.

  6. #16
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Il Fascismo riprese in maniera strumentale il mito risorgimentale piegandolo prettamente ai propri fini.
    Come ripeto sempre in ogni discussione sul rapporto fra Risorgimento e Fascismo italiano, Mussolini dei garibaldini sottolineò sempre il patriottismo ed il fenomeno del 'volontarismo' in nome dell'ideale dell'Italia unita, nonché le eroiche imprese compiute sul campo di battaglia. Riguardo a Mazzini, il Duce sempre elogiò quelle parti del suo pensiero in cui si scagliava contro il socialismo e la lotta di classe in favore della collaborazione fra le classi sociali in nome dell'interesse nazionale. Così come elogiò il primato dei doveri quale unica e vera fonte dei diritti, la critica alla Rivoluzione Francese, Roma 'idea-forza' sotto la quale ridare lustro all'Italia in un'ottica imperiale ma al tempo stesso di fratellanza con gli altri popoli europei, il nazionalismo declinato in senso spirituale ed etico-pedagogico, l'elogio della dittatura come mezzo per governare il paese nelle difficoltà.
    Tutte cose che - non lo nego - sono presenti nel pensiero mazziniano.
    Ma a queste, bisogna ricordarlo, si aggiungevano l'avversione per la Chiesa Cattolica e la figura del Papa, così come l'adesione ad un deismo cristianeggiante nella retorica ma che fattualmente faceva del concetto di realizzazione progressiva dell'umanità in quanto ideale di concordia fra tutti i popoli il suo fulcro spirituale e religioso.
    L'ideale della Repubblica Universale, cosmopolita, in Mazzini purtroppo c'era: la liberazione della nazione italiana e la liberazione del continente europeo sarebbero stati solo dei "passi" che un giorno avrebbero portato alla realizzazione della suddetta Repubblica Universale.
    L'imperialismo italiano, tanto agognato dal "patriota" Mazzini, sarebbe stato perfettamente funzionale a questo disegno: Italia custode e portatrice dell'ideale civilizzatore della concordia fra i popoli dell'Umanità.
    L'umanitarismo, l'anticlericalismo e l'anticattolicesimo di Mazzini sono innegabili e non casualmente Mussolini non li ha mai toccati; così come mai volle mettere in evidenza (al contrario, trascurò deliberatamente) le idee ultra-anticlericali e anti-cattoliche di Garibaldi e dei suoi accoliti.

    Che piaccia o meno ai neo-pagani nostrani, agli evolomani rinnegati o ai fan del "paganesimo tradizionale italico-romano" (sic), il Fascismo italiano non nasce in antitesi al Cattolicesimo Romano: se ebbe componenti anticlericali durante la sua fondazione e se mai è stato possibile ascrivere al Fascismo qualsiasi tendenza neo-guelfa, è altrettanto vero che la firma di un Concordato con la Chiesa e la pacificazione fra il Romano Pontefice e il Regno d'Italia sono sempre stati fra gli obiettivi dichiarati di Benito Mussolini.

    Con il Concordato, Mussolini chiuse una lunghissima parentesi della storia italiana nella quale i cattolici non riuscivano a sentirsi pienamente cittadini italiani perchè la fondazione dello Stato unitario era avvenuta in aperta ostilità verso il Papa e la Chiesa di Cristo in quanto tali.
    Mettendo fuorilegge la massoneria, Mussolini mise KO una delle forze che maggiormente avevano contribuito alla formazione dell'Italia unita.
    Addirittura, Mussolini favorì implicitamente in quel momento tesi storiografiche che, in ambito accademico, tendevano a ridimensionare il ruolo della massoneria nell'unificazione e a metterne in cattiva luce diversi suoi aspetti e ambiguità di fondo.
    Il vero Risorgimento italiano è stato fatto fra il 1914 e il 1929. Grande Guerra e Fascismo: ecco ciò che veramente realizzò l'unità del nostro paese.
    Con Cavour, Garibaldi e Mazzini (quest'ultimi, fra le altre cose, rimasero parecchio delusi dai "risultati" della loro opera di combattenti e "apostoli" della nazione) si fece l'unità - parziale - del nostro paese a livello amministrativo.
    Lo Stato italiano risultò per lungo periodo un corpus estraneo al tessuto sociale di un'Italia rurale ancora profondamente cattolica. Solo con Crispi e Re Umberto II si tentò di invertire la tendenza ed in parte vi si riuscì.
    Caduto Crispi, però, si proseguì - salvo rare eccezioni - nella mediocrità: l'Italietta di Giolitti, avallata di fatto da Casa Savoia, è l'esemplificazione della situazione italiana fra la presa di Roma del 1870 e lo scoppio della Grande Guerra nel 1914, coi moti interventisti e nazionalisti che invocavano l'entrata dell'Italia nel conflitto.

    Questi sono i fatti; il resto sono solo speculazioni utili ad una diatriba ideologica inattuale fra nostalgici di Re Franceschiello e nostalgici di Garibaldi e Mazzini.
    Si tratta poi di una diatriba che avviene senza il minimo senso di obiettività storica: da una parte si crede che gli 'staterelli' pre-unitari fossero il paradiso in terra (falso), dall'altro lato si vede nei fautori del Risorgimento dei paladini incorruttibili dell'unità della nazione e nel Papa-Re e affini il 'male assoluto'.
    Sono visioni ideologiche prive di riscontri seri.
    Entrambe le parti si accusano a vicenda di avere fra i propri "beniamini" gente in odore di massoneria e comprata coi soldi - sporchi - dei Rotschild, dimenticandosi - entrambi - che i Rotschild avendo ramificazioni in tutta Europa controllavano l'economia e i traffici commerciali dell'intero Vecchio Continente.
    Nulla di cui stupirsi se, da un lato, i soldi dell'Impero asburgico legittimista e cattolico reazionario di Metternich venivano gestiti dai Rotschild o se i Savoia furono costretti alle guerre risorgimentali per ovviare ai loro debiti ingenti.
    Ma bisogna anche chiedersi: "Cui prodest?"
    I famigerati Imperi Centrali e prima ancora la Sant'Alleanza sono caduti per difetti e debolezze proprie ma anche per una convergenza innegabile di forze sovversive che saranno poi le stesse che, dopo il 1918, faranno cadere nel caos e nell'anarchia di fatto la nazione italiana, nonostante la vittoria.
    Il mito della vittoria mutilata non nasce per caso.
    Questo è un passo importante di Gio. Quando Consolato dice che Evola era un platonico, lo fa strumentalmente. Accusa Evola di papismo, in pratica, quando in realtà egli scelse di abbandonare il paganesimo-massonico degli anni 20 per un radicalismo tradizionale integrale. Da qui l'interpretazione positiva del sacro romano impero e del ruolo oggettivo della Chiesa come istituzione platonica. Ma da qua ad accusare lui e tutta ciò che ne ha seguito di anti-italianità, ci passa un mare di...
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  7. #17
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Per capire la visione "storiografica" - che poi in realtà si tratta di una visione metastorica - di Julius Evola su determinati eventi basterebbe leggersi con attenzione La Guerra Occulta e la premessa che scrisse Evola stesso per l'edizione italiana.
    Letta quella si comprendono anche molte delle omissioni fatte in determinati suoi testi fondamentali come Rivolta contro il mondo moderno o Gli Uomini e le rovine.
    La Guerra Occulta è come i Protocolli. Di natura demaistriana per intenderci.
    E che si volesse la distruzione degli Imperi Centrali è un dato di fatto.
    Ma anche in quel testo si esagera su certe considerazioni.
    In realtà non furono omissioni, semplicemente si concentrò su discorsi ben più elevati -prendendo anche delle cantonate come sulla figura di Bruno- .

    Nei riguardi di Fascismo e Chiesa già ti risposi una volta. Se vuoi più in la ti risponderò in maniera più approfondita. La Chiesa fu solo uno strumento del Fascismo per poter arrivare più in fretta alle masse, proprio per non farle finire nelle grinfie di bestie alla Don Sturzo - colui che si mise anche contro Mattei non dimentichiamolo per favorire gli americani- . La fine che fecero molti circoli dell'azione cattolica è emblematica. La questione pagana c'entra ben poco, ma il Fascismo ebbe sempre una forte componente giacobina e pragmatica, su questo non si discute e mai avrebbe permesso - e nei fatti l'ha dimostrato- il sopravvento della Chiesa e del cattolicesimo nei riguardi dello Stato Fascista. Del resto poi si è visto da quale parte la chiesa si sia schierata nel dopoguerra.

  8. #18
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da socialistaprussiano Visualizza Messaggio
    Questo è un passo importante di Gio. Quando Consolato dice che Evola era un platonico, lo fa strumentalmente. Accusa Evola di papismo, in pratica, quando in realtà egli scelse di abbandonare il paganesimo-massonico degli anni 20 per un radicalismo tradizionale integrale. Da qui l'interpretazione positiva del sacro romano impero e del ruolo oggettivo della Chiesa come istituzione platonica. Ma da qua ad accusare lui e tutta ciò che ne ha seguito di anti-italianità, ci passa un mare di...
    Ma appunto. Gli screzi con Reghini riguardavano la questione massonica. Ma non dimentichiamoci i problemi che ebbe anche con il Vaticano. Però se dai un'occhiata a tutti i documenti riguardanti Evola da parte del Terzo Reich - ho 3 volumi, non sò se ne sono stati pubblicati altri- i tedeschi criticavano proprio il tentativo di Evola di entrare in contatto con forze "contro-rivoluzionarie" e anche della nobiltà cattoliche invise al Reich stesso. Anche per questo finirono per non prenderlo più in considerazione. Purtroppo ad Evola rimase questa tendenza romantica del voler unire i residui di nobiltà presenti in Europa. Anche Borghese si incazzò quando il Barone gli chiese di radunare i residui della nobiltà romana per formare un gruppo e Borghese lasciò intendere che si trattava di monnezza umana a tutti gli effetti.

  9. #19
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Ma appunto. Gli screzi con Reghini riguardavano la questione massonica. Ma non dimentichiamoci i problemi che ebbe anche con il Vaticano. Però se dai un'occhiata a tutti i documenti riguardanti Evola da parte del Terzo Reich - ho 3 volumi, non sò se ne sono stati pubblicati altri- i tedeschi criticavano proprio il tentativo di Evola di entrare in contatto con forze "contro-rivoluzionarie" e anche della nobiltà cattoliche invise al Reich stesso. Anche per questo finirono per non prenderlo più in considerazione. Purtroppo ad Evola rimase questa tendenza romantica del voler unire i residui di nobiltà presenti in Europa. Anche Borghese si incazzò quando il Barone gli chiese di radunare i residui della nobiltà romana per formare un gruppo e Borghese lasciò intendere che si trattava di monnezza umana a tutti gli effetti.
    Certo, ti quoto. Evola non va seguito politicamente. E' uno strumento di chiarezza culturale e spirituale per chi si sente affine. Quoto anche la tua risposta su fascismo e chiesa.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  10. #20
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    Predefinito Rif: SANDRO CONSOLATO: PERCHE’ “RISORGIMENTO” E’ DIVENTATO UNA PAROLA MALATA

    vabbè. socialista prussiano si conferma un gradasso da forum. della serie 'sparo cazzate a raffica e non me ne vergogno nemmeno'.

    x ulver

    francamente st'atteggiamento tipo 'so certe cose ma preferisco star zitto' mi pare assai poco onesto. o dici o non accenni nemmeno. ma stò lasciar intendere che ci sia qualcosa sotto per poi tacere mi sa di metodo 'obliquo', decisamente poco onorevole

    giò, il fascismo è il più mazziniano dei movimenti politici italiani preceduto solo dai repubblicani post-unità, piaccia o meno. e non è questione di strumentalizzazioni, è proprio questione di affinità ideologiche. poi, che il fascismo non abbia ripreso tutto mazzini è altrettanto ovvio, è il destino di tutte le eredità storico-culturali.
    Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 30-11-10 alle 13:14

 

 
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