L'Italia fu unita da Giulio Cesare e Ottaviano Augusto.


L'Italia fu unita da Giulio Cesare e Ottaviano Augusto.


Scusa che cazzate avrei scritto, in particolare? E tu chi sei scusa? Uno dei maestri in grembiulino che usi 'sti toni? Il fascismo il più mazziniano dei movimenti...sei ridicolo e non hai mai messo piede in una facoltà di scienze politiche...ostridicolo:
ostridicolo:
ostridicolo:
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell


Ma in cosa consisterebbero gli ideali risorgimentali della latinità?
Dal testo di Malaparte e dalla archeo-storiografia di un Carandini apprendiamo che i Latini sono un popolo conservatore e controriformista.
Mentre il Risorgimento era progressista e riformista.
Non è che semplicemente il Risorgimento abbia avuto dei presupposti (alcuni almeno non dico tutti) spurii e in fondo assai franciosi e comunque spiritualmente xenofili?
Non precisamente "nazionali"?






marco d'antiochia e socialista prussiano: evitiamo toni eccessivi e bisticci da lavandaie per piacere.
Sarebbe un peccato dover chiudere un topic interessante.
Vi prego (tutti) di svolgere le vostre argomentazioni con meno astio e nervosismo.
Grazie.
Ultima modifica di amerigodumini; 30-11-10 alle 18:38




beh, il risorgimento fu massonico e manco della massoneria francese, proprio british. Il pezzo in discussione viene da una penna non certo massonica ma che ha integrato nel suo movimento pezzi dichiaratamente filo-massonici. Il Mtr ha più volte organizzato eventi coi vari reduci del rito simbolico. Tralasciamo gli elementi di politica romana. Il Foglio è il quotidiano per antonomasia dei massoni anglosassoni in italia. Questo pezzo esce dopo che Fini ha per tre volte in pochi giorni citato la "gens italica"...poi fai te...ehiaociao:
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell


chiariamo. qui socialista prussiano spara accuse a cazzo (nella fattispecie di 'massonicità') nei riguardi di una persona precisa. un altro utente fa allusioni sulla medesima persona. diciamo che sono stato persino tranquillo e pacato nelle risposte. poi se per te questo è un bisticcio da lavandaie, mi sà che devi correggere il tiro ai tuoi giudizi.
ps. x te
mazzini è stato un feroce critico della rivoluzione francese, tanto per dire.
su mazzini e il fascismo
Il fascismo e Giuseppe Mazzini, Belardelli Giovanni
Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 30-11-10 alle 13:58


Adesso però voglio spostare l'attenzione dal piano del dibattito storico a quello, peraltro evocato da Socialista Prussiano, della FUNZIONE POLITICA che oggi questa o quella rievocazione storica può avere.
Ripeto, sgombriamo completamente il campo dalle nostre convizioni storiche e anche dai nostri preconcetti e cerchiamo di ragionare in termini di puro utilitarismo politico (ovviamente in senso NAZIONALE).
Se la storia la si riscrive anche in funzione degli obiettivi politici che ci si prefigge, POLITICAMENTE di fronte al Risorgimento abbiamo due possibilità:
1) negarne radicalmente il valore, con l'inconveniente però che negando legittimità al processo storico che dette vita allo Stato Nazionale, si finirà per negare legittimità allo Stato Nazionale stesso nella sua Unità e Indipendenza, con conseguenze che credo e spero che siano esecrate da tutti i partecipanti al forum, consistenti nella depressione del sentimento nazionale e nell'ulteriore disfacimento della coesione morale dello Stato, a tutto vantaggio degli stranieri (Stati e soprattutto lobbies economiche) e degli elementi antinazionali interni;
2) FARLO NOSTRO, come del resto avevano fatto D'Annunzio, i nazionalisti e poi il Fascismo e Mussolini, nonchè storici fascisti come Gioacchino Volpe e Francesco Ercole (e molti altri) all'epoca. Niente di nuovo, quindi.
IMPORRE una lettura da un lato nazionalista, autoritaria, imperialista , dall'altro nazional-popolare e nazional-sociale del Risorgimento (a seconda che uno sia più fascista "di destra" o "di sinistra": se ne può persino trovare, ove torni utile politicamente, una lettura filo-cattolica, o addirittura FEDERALISTA...) rispetto ad altre POTENZIALI letture (democratica, liberale, etc.).
NON INVENTEREMMO NIENTE, basterebbe riprendere quell'operazione culturale e storiografica che già il Fascismo a suo tempo promosse.
E a mio parere ciò, IN VISTA DI UNA POLITICA NAZIONALISTA DEL DOMANI, sarebbe molto più utile e molto più pagante IN TERMINI DI MOBILITAZIONE POPOLARE E DI COESIONE NAZIONALE della ripresa di Pio IX, del duca di Modena, di Frà Diavolo, del Cardinale Ruffo e dei briganti lucani, la cui riproposizione storica in ultima analisi porta in un binario morto e DEMOTIVA rispetto alle finalità dello STATO NAZIONALE.
Voglio dire, se l'Unità d'Italia fu una schifezza, poi coerentemente occorre essere conseguenti e pronunciarsi per la SECESSIONE.
Per cui, io mi pronuncio apertamente per una ripresa di un filone interpretativo storiografico - già dominante dal 1922 al 1945 - che per comodità definirei RISORGIMENTAL-FASCISTA ma che più sobriamente potremmo definire semplicemente NAZIONALE.
Ciò contro tutti gli altri filoni storiografici, che reputo egualmente esiziali dal punto di vista dell'utilità politica dello Stato nazionale (liberale alla Rosario Romeo, gobettiano radicale, di sinistra antifascista, neoborbonico o neoguelfo, etc.).
Ultima modifica di Bisentium; 30-11-10 alle 14:03