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  1. #1
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    Predefinito Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    Volendo spostare il discorso dall'atto in se ai testi che vengono rivelati on line come se fossero pezzi di una realtà a tutti nascosta, ho ripreso alcuni riassunti di quanto dvulgato da Wikileaks.....vediamo se è così sconvolgente come sembra.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


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  2. #2
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    Prima di tutto una precisazione doverosa, visto che in molti siti di informazione si parla a sproposito di informazioni top secret rese pubbliche.

    Wikileaks dichiara di avere 11mila documenti 'segreti', ma nessuno 'top secret'.hefico:
    Ovvero:
    Dei 251.287 file diffusi da Wikileaks 11mila sono classificati come 'segreti' e 9mila sono considerati "noforn", ossia materiale considerato troppo delicato per condividerlo con governi stranieri.
    Molti non sono riservati e nessuno è segnalato come "top secret".
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Volendo spostare il discorso dall'atto in se ai testi che vengono rivelati on line come se fossero pezzi di una realtà a tutti nascosta, ho ripreso alcuni riassunti di quanto dvulgato da Wikileaks.....vediamo se è così sconvolgente come sembra.
    Forza ....siamo tutt'occhi
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  4. #4
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    Occidentale, condividi con noi. Guardiamoci dentro.

    Tra l'altro nessuno ha parlato dei documenti nei quali si evince che Silvio ha descritto Bersani con parole lusinghiere in colloqui riservati con i diplomatici americani.

    Anche qui Silvio si rivela UN GRAN SIGNORE.
    Non c'è niente da fare: non si può mettere a paragone la CIOCCOLATA (Silvio) con la MERDA (lascio a voi l'identificazione che riterrete più opportuna)

  5. #5
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    Gli USA e gli Alleati:
    Dispettucci, propaganda e un po di gossip:

    ITALIA

    Hillary Clinton chiese notizie su affari Berlusconi
    Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto all'inizio di quest'anno alle ambasciate americane a Roma e Mosca informazioni su eventuali "investimenti personali" dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi, si legge in uno dei documenti riservati anticipato dal sito Wikileaks e pubblicato dal settimanale tedesco Der Spiegel.

    La mia disistima per la signora Clinton ne esce rafforzata. E pensare che c'era qualcuno che la pensava adatta al ruolo di presidente USA.


    Berlusconi stanco anche per le lunghe nottate, non riposa a sufficienza

    Il presidente del Consiglio italiano è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza".
    Lo afferma l'incaricata d'affari americana a Roma Elisabeth Dibble in un documento inviato a Washington e reso noto da Wikileaks. Il telegramma della Dribble è citato dal Guardian, uno dei giornali che ha ottenuto da Wikileaks i documenti segreti.

    Eggià. Le intemerate sessuali di JFK invece fanno di lui il migliore dei presidenti USA dello scorso secolo. Un uomo giovane e affascinante, che non perdeva occasione di sfoggiare le sue capacità amatorie con chiunque gli capitasse a tiro....su Clinton stendiamo un velo pietoso.
    MAI sopportata l'ipocrisia provincialotta degli americani in vacanza in Europa.

    PROBLEMUCCI ENERGETICI

    Usa preoccupati per intesa Eni-Southstream
    Gli Usa erano preoccupati per l'intesa tra Eni e Gazprom su Southstream, il mega-gasdotto che collegherà Russia e Ue, e la "assai cordiale relazione tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi".

    Mediatore ombra tra Berlusconi e Putin
    Ci sarebbe un mediatore "ombra" italiano che parla russo nelle relazioni fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Vladimir Putin.
    E' quanto affermano - secondo il New York Times che riporta documenti di Wikileaks - i diplomatici americani nel 2009 descrivendo la relazione fra Berlusconi e Putin, fatta anche di regali lussuosi e redditizi contratti energetici.

    Lo scrive il britannico Sunday Telegraph, affermando che il malessere di Washington viene raccontato in questi termini dai file di Wikileaks.

    Posso capire che scocci parecchio al Dipartimento di Stato che i regalucci USA siano stati snobbati in favore di quelli made in Italy...but it's business, my dear

    "Berlusconi incapace e vanitoso"
    "Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno": questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
    Sarebbe una diplomatica, questa? Sento nostalgia delle vecchie Cancellerie europee di inizio '900.


    Un tantino più significativa come informazione, anche se meno di impatto mediatico.
    ----------------------------------------------------------------------------------------------
    Navi italiane all'Iran, pressioni dagli Usa
    Un documento pubblicato dal New York Times mostra che gli Stati Uniti chiesero all'Italia di bloccare le esportazioni in Iran di dodici navi veloci, con le quali Teheran avrebbe potuto attaccare le navi americane nel Golfo.

    L'Italia lo fece "solo dopo 11 mesi di resistenze, durante i quali le prime 11 navi furono comunque consegnate", come spiega il documento inviato dall'ambasciata americana di Roma al dipartimento di Stato, uno dei documenti ottenuti dal sito internet Wikileaks, pubblicati ieri.

    Le imbarcazioni in questione erano navi vedetta Levriero dell'azienda italiana Fb design.
    'E' vero, non è un mistero', aveva dichiarato nel 2008 il proprietario dell'azienda Fabio Buzzi. "Ho venduto tecnologie e navi agli iraniani, li vendiamo regolarmente ai servizi segreti iraniani". Buzzi dichiarò anche di aver interrotto le vendite nel 2005, quando il governo americano lo interrogò riguardo i suoi affari con la guardia rivoluzionaria.
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    ISRAELE

    Netanyahu "elegante, ma non mantiene le promesse"
    Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu è ''elegante e affascinante'', ma non mantiene mai le proprie promesse. Così i diplomatici americani - riporta il Financial Times - descrivono il primo ministro israeliano, secondo i documenti di Wikileaks.

    Come ti liquido l'unico alleato che mi è rimasto in Medio Oriente.
    Tanto di cappello, davvero.

    Ammesso che sia questo il reale pensiero USA.hefico:
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    REGNO UNITO

    BBC: "Nei documenti anche critiche ai reali britannici"
    Ci sono anche apprezzamenti poco lusinghieri nei confronti della famiglia reale e del governo britannico nei dispacci del Dipartimento di stato americano divulgati da Wikileaks. Lo ha detto alla BBC Simon Hoggart, uno dei giornalisti del quotidiano Guardian che hanno lavorato alla massa di documenti messi a disposizione dei media dal sito di Julian Assange. In un dispaccio, che il Guardian metterà online nelle prossime ore, si afferma che almeno un esponente della famiglia reale britannica (si tratterebbe del principe Andrea) ha agito a volte in modo inopportuno.
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    io ho trovato questo articolo che tratta il tema in oggetto :

    ***
    Alla cena d’addio, le lacrime della Dibble per il rapporto travisabile sul Cav.


    La pubblicazione dell’intero dispaccio scritto dalla diplomatica americana Elizabeth Dibble a proposito di Silvio Berlusconi illumina un problema che nei giorni convulsi di Wikileaks viene spesso dimenticato: il contesto.

    Nella relazione scritta dall’ambasciata americana a Roma il 9 giugno 2009 e inviata direttamente al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il Cav.

    non è esattamente descritto come il leader “inetto, vacuo e inefficace”, il “portavoce di Putin”, il premier che “non riposa abbastanza”,
    come raccontato dai giornali dopo le prime, parziali rivelazioni del sito di Julian Assange;

    letto nella sua interezza, il ritratto di Berlusconi è quello di un leader certamente originale e anche criticabile a livello personale, ma uno statista capace di governare e un alleato fedele degli Stati Uniti che – per necessità che non sfuggono alla diplomatica Dibble – coltiva relazioni che fanno alzare qualche soppracciglio al dipartimento di stato.

    “La nostra relazione con Berlusconi è complessa”, scrive Dibble, “ci ha aiutato a sviluppare i nostri interessi su molti piani in un modo e una dimensione che il governo precedente non era intenzionato o capace di perseguire, sia dal suo ritorno al potere la scorsa primavera che nei suoi precedenti governi”.

    Dibble, che scrive a Obama alla vigilia dell’incontro del G8 all’Aquila, entra nei dettagli dell’alleanza e distingue chiaramente due piani:

    da una parte c’è il Berlusconi capo affidabile di un governo storicamente alleato che lavora per non perdere rilevanza nel panorama internazionale, che è fedele e solerte nel rispettare “l’impegno morale con gli Stati Uniti” e che “ha sempre accettato le nostre richieste, nonostante i rischi per la politica interna”.

    Si citano i dossier fondamentali, soprattutto l’Afghanistan, e il lavoro fatto dal Cav. sulle basi americane in Italia.

    “Berlusconi è uno dei politici che dura da più tempo in Europa e la sua popolarità in Italia garantisce la sua influenza nel panorama politico italiano dei prossimi anni. Ha fatto terminare il periodo dei governi italiani inefficienti e deboli che hanno afflitto questo paese dalla fine della Seconda guerra mondiale”
    , scrive Dibble.


    Dall’altra c’è il Berlusconi “non ortodosso”, quello delle gaffe e del chiacchiericcio, dei rapporti “non trasparenti” con la Russia.

    E’ questo secondo volto che ha “portato molti, inclusi alcuni nel governo americano, a ritenerlo inetto, vacuo e inefficace come leader europeo moderno”.

    Non è un mistero che al dipartimento di stato alcuni operativi di medio e alto livello non vedano di buon occhio la relazione con il governo Berlusconi:

    il segretario per gli Affari europei, Philip Gordon, è fra questi, ma la relazione con l’Italia è appunto “complessa”:

    Gordon è stato ad esempio l’uomo che durante la campagna elettorale di Obama ha fatto saltare l’ipotesi di una tappa in Italia durante il tour europeo.

    Fonti vicine al dipartimento di stato spiegano che quella era esattamente il contrario di una mossa antiberlusconiana:
    Washington temeva piuttosto che il passaggio di Obama potesse rafforzare il Pd veltroniano e obamiano contro un Berlusconi che, per quanto guascone, è alleato affidabile sui dossier che contano.


    L’autrice dei cable, Elizabeth Dibble, è stata descritta come una specie di spia americana incaricata di attaccare Berlusconi da via Veneto, ma fonti che conoscono bene l’ambasciata americana dicono che semmai è vero il contrario:
    Dibble voleva con tutte le forze rimanere in servizio in Italia, mentre a ottobre è stata riassegnata a Foggy Bottom perché si sapeva ormai che Wikileaks aveva in mano documenti che, opportunamente ritagliati, rimasticati e risputati, l’avrebbero messa in imbarazzo.


    Alla cena romana d’addio, con i colleghi dell’ambasciata, la Dibble era in lacrime.

    Ma il giudizio che la diplomatica dà nel 2009 su Berlusconi è inequivocabile:

    “Quella di liquidare Berlusconi come un interlocutore poco serio, con le sue fissazioni personali, le sue gaffe e talvolta il suo modo di agire spregiudicato in politica, potrebbe essere una tentazione, ma pensiamo si tratterebbe di un errore. Nonostante i suoi difetti, Berlusconi è stato la pietra di paragone della politica italiana per gli ultimi quindici anni, e tutto sembra indicare che lo sarà ancora per gli anni a venire. Egli si è dimostrato un alleato e un amico degli Stati Uniti”.

    Al vertice Osce di Astana, il segretario di stato, Hillary Clinton, ha detto che Berlusconi è il “miglior amico dell’America”, formula subito bollata da Repubblica come brodaglia diplomatica servita per riparare la verità di Wikileaks; ma i dispacci, letti nel contesto, dicono che l’affezione di Hillary è vera nella sostanza e il segretario non ha perso occasione per dare un altro segnale all’Italia a proposito dell’Afghanistan, dossier fondamentale per giudicare l’alleanza.

    All’ex inviato speciale della Farnesina in Afghanistan e Pakistan, Massimo Iannucci, Hillary ha consegnato un biglietto di ringraziamento che va oltre ogni linguaggio diplomatico.

    Non si sa se si sia espressa in termini “migliori amici”, ma il concetto è quello.


    Alla cena d’addio, le lacrime della Dibble per il rapporto travisabile sul Cav. - [ Il Foglio.it › La giornata ]

    ****

    Gli antropologicamente superiori di Repubblica dovrebbero scusarsi con i loro lettori per come, giornalmente , li prendono per i fondelli .
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  9. #9
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    La Clinton secondo me dovrebbe dimettersi.

    Avessero scoperto bush a chiedere dossieraggi su prodi, per non parlare dell'ONU, avremo le ford e i mcdonald incendiati per le strade
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Wikileaks:guardiamoci dentro, vi va?

    Citazione Originariamente Scritto da miluna Visualizza Messaggio
    io ho trovato questo articolo che tratta il tema in oggetto :

    ***
    Alla cena d’addio, le lacrime della Dibble per il rapporto travisabile sul Cav.


    La pubblicazione dell’intero dispaccio scritto dalla diplomatica americana Elizabeth Dibble a proposito di Silvio Berlusconi illumina un problema che nei giorni convulsi di Wikileaks viene spesso dimenticato: il contesto.

    Nella relazione scritta dall’ambasciata americana a Roma il 9 giugno 2009 e inviata direttamente al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il Cav.

    non è esattamente descritto come il leader “inetto, vacuo e inefficace”, il “portavoce di Putin”, il premier che “non riposa abbastanza”,
    come raccontato dai giornali dopo le prime, parziali rivelazioni del sito di Julian Assange;

    letto nella sua interezza, il ritratto di Berlusconi è quello di un leader certamente originale e anche criticabile a livello personale, ma uno statista capace di governare e un alleato fedele degli Stati Uniti che – per necessità che non sfuggono alla diplomatica Dibble – coltiva relazioni che fanno alzare qualche soppracciglio al dipartimento di stato.

    “La nostra relazione con Berlusconi è complessa”, scrive Dibble, “ci ha aiutato a sviluppare i nostri interessi su molti piani in un modo e una dimensione che il governo precedente non era intenzionato o capace di perseguire, sia dal suo ritorno al potere la scorsa primavera che nei suoi precedenti governi”.

    Dibble, che scrive a Obama alla vigilia dell’incontro del G8 all’Aquila, entra nei dettagli dell’alleanza e distingue chiaramente due piani:

    da una parte c’è il Berlusconi capo affidabile di un governo storicamente alleato che lavora per non perdere rilevanza nel panorama internazionale, che è fedele e solerte nel rispettare “l’impegno morale con gli Stati Uniti” e che “ha sempre accettato le nostre richieste, nonostante i rischi per la politica interna”.

    Si citano i dossier fondamentali, soprattutto l’Afghanistan, e il lavoro fatto dal Cav. sulle basi americane in Italia.

    “Berlusconi è uno dei politici che dura da più tempo in Europa e la sua popolarità in Italia garantisce la sua influenza nel panorama politico italiano dei prossimi anni. Ha fatto terminare il periodo dei governi italiani inefficienti e deboli che hanno afflitto questo paese dalla fine della Seconda guerra mondiale”
    , scrive Dibble.


    Dall’altra c’è il Berlusconi “non ortodosso”, quello delle gaffe e del chiacchiericcio, dei rapporti “non trasparenti” con la Russia.

    E’ questo secondo volto che ha “portato molti, inclusi alcuni nel governo americano, a ritenerlo inetto, vacuo e inefficace come leader europeo moderno”.

    Non è un mistero che al dipartimento di stato alcuni operativi di medio e alto livello non vedano di buon occhio la relazione con il governo Berlusconi:

    il segretario per gli Affari europei, Philip Gordon, è fra questi, ma la relazione con l’Italia è appunto “complessa”:

    Gordon è stato ad esempio l’uomo che durante la campagna elettorale di Obama ha fatto saltare l’ipotesi di una tappa in Italia durante il tour europeo.

    Fonti vicine al dipartimento di stato spiegano che quella era esattamente il contrario di una mossa antiberlusconiana:
    Washington temeva piuttosto che il passaggio di Obama potesse rafforzare il Pd veltroniano e obamiano contro un Berlusconi che, per quanto guascone, è alleato affidabile sui dossier che contano.


    L’autrice dei cable, Elizabeth Dibble, è stata descritta come una specie di spia americana incaricata di attaccare Berlusconi da via Veneto, ma fonti che conoscono bene l’ambasciata americana dicono che semmai è vero il contrario:
    Dibble voleva con tutte le forze rimanere in servizio in Italia, mentre a ottobre è stata riassegnata a Foggy Bottom perché si sapeva ormai che Wikileaks aveva in mano documenti che, opportunamente ritagliati, rimasticati e risputati, l’avrebbero messa in imbarazzo.


    Alla cena romana d’addio, con i colleghi dell’ambasciata, la Dibble era in lacrime.

    Ma il giudizio che la diplomatica dà nel 2009 su Berlusconi è inequivocabile:

    “Quella di liquidare Berlusconi come un interlocutore poco serio, con le sue fissazioni personali, le sue gaffe e talvolta il suo modo di agire spregiudicato in politica, potrebbe essere una tentazione, ma pensiamo si tratterebbe di un errore. Nonostante i suoi difetti, Berlusconi è stato la pietra di paragone della politica italiana per gli ultimi quindici anni, e tutto sembra indicare che lo sarà ancora per gli anni a venire. Egli si è dimostrato un alleato e un amico degli Stati Uniti”.

    Al vertice Osce di Astana, il segretario di stato, Hillary Clinton, ha detto che Berlusconi è il “miglior amico dell’America”, formula subito bollata da Repubblica come brodaglia diplomatica servita per riparare la verità di Wikileaks; ma i dispacci, letti nel contesto, dicono che l’affezione di Hillary è vera nella sostanza e il segretario non ha perso occasione per dare un altro segnale all’Italia a proposito dell’Afghanistan, dossier fondamentale per giudicare l’alleanza.

    All’ex inviato speciale della Farnesina in Afghanistan e Pakistan, Massimo Iannucci, Hillary ha consegnato un biglietto di ringraziamento che va oltre ogni linguaggio diplomatico.

    Non si sa se si sia espressa in termini “migliori amici”, ma il concetto è quello.


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    ****

    Gli antropologicamente superiori di Repubblica dovrebbero scusarsi con i loro lettori per come, giornalmente , li prendono per i fondelli .
    Molto probabile che la signora DIbble abbia capito dopo quale fosse la reale caratura di Mr. B.
    Ma mi chiedo se non era il caso di far sparire quei documenti non più attuali..... a meno che non siano stati lasciati in bella vista apposta.
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