
Originariamente Scritto da
QUINTO
somma teologica, Terza parte, Questione 27, Articolo 6
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[48055] IIIª q. 27 a. 6 s. c.
IN CONTRARIO: Di Geremia si legge: "Prima che tu uscissi dal seno materno ti ho santificato". E di Giovanni Battista sta scritto: "Sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre".
[48056] IIIª q. 27 a. 6 co.
RISPONDO: S. Agostino sembra mostrare qualche incertezza sulla santificazione dei due profeti nel seno materno. Scrive infatti che l'esultanza di Giovanni nel seno materno "poteva significare il grande avvenimento", che una donna era madre di Dio, "per farlo conoscere ai grandi, senza che lo conoscesse il bambino. Il Vangelo infatti non dice: "Credette il bambino nel seno di lei", ma "esultò", e questo non è solo dei bambini, ma anche degli animali. Però era un fatto straordinario che esultasse nel seno. Allora diciamo che, come tutti i miracoli è stato un miracolo compiuto da Dio nel bambino e non un atto umano del bambino stesso. Sebbene tra i miracoli della potenza divina ci può essere anche questo che quel bambino abbia ricevuto con tale anticipo l'uso della ragione e della volontà da poter conoscere, credere e assentire nelle viscere materne, mentre gli altri devono aspettare l'età per farlo".
Ma siccome il Vangelo dice espressamente di Giovanni che "sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre"; e di Geremia si legge: "Prima che tu uscissi dal seno materno ti ho santificato", dobbiamo affermare che essi furono santificati nel seno materno, sebbene non avessero allora l'uso del libero arbitrio (e di questo discute S. Agostino), come non l'hanno subito i bambini santificati dal battesimo.
Né è da credere che siano stati santificati nel seno materno altri di cui la Scrittura non parla. Poiché i privilegi di grazia, che vengono dati ad alcuni fuori della legge comune sono destinati al bene del prossimo, secondo l'affermazione di S. Paolo: "La manifestazione dello Spirito è data a ciascuno per l'utilità comune"; ora, non proverrebbe nessuna utilità dalla santificazione di alcuni nel seno materno, se ciò non fosse conosciuto dalla Chiesa.
E sebbene sia impossibile indovinare la ragione delle decisioni di Dio, perché cioè conferisca la grazia a questo e non a quello, tuttavia sembra che Giovanni e Geremia siano stati santificati nel seno materno a prefigurare la santificazione che Cristo avrebbe compiuto. Primo, per mezzo della sua passione, secondo le parole di S. Paolo: "Gesù per santificare con il suo sangue il popolo patì fuori della porta". Ebbene, Geremia rappresenta la passione di Cristo, perché l'ha preannunziata nella maniera più esplicita con parole e con simboli, e l'ha perfettamente prefigurata con le sue sofferenze personali. - Secondo, per mezzo del battesimo: "Ma siete stati lavati e siete stati santificati". Ebbene, Giovanni preparò gli uomini a codesto battesimo mediante il proprio battesimo.
[48057] IIIª q. 27 a. 6 ad 1
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La Beata Vergine, la quale fu scelta ad essere la madre di Dio, ebbe una grazia santificante superiore a quella di Giovanni Battista e di Geremia, che furono scelti come simboli anticipatori della santificazione operata da Cristo. Segno di tale superiorità è che alla Beata Vergine fu concesso di non peccare mai né mortalmente né venialmente; agli altri due invece si crede che sia stato concesso soltanto di non peccare mortalmente, sotto la protezione della grazia divina.
[48058] IIIª q. 27 a. 6 ad 2
2. Sotto altri aspetti ci poterono essere dei santi uniti a Cristo più di Geremia e di Giovanni Battista. Ma questi furono più vicini a lui, perché essi, come abbiamo detto, prefigurarono più espressamente la santificazione che egli ha operato.
[48059] IIIª q. 27 a. 6 ad 3
3. La misericordia, di cui parla Giobbe, non è la virtù infusa, ma un'inclinazione naturale all'esercizio di questa virtù.
dalla risposta del Tommy non ho capito se è corretto oppure no parlare di immacolata concezione di questi due personaggi...:gratgrat: