











E' una domanda che non significa niente. O metti in discussione la presenza del Dio della Bibbia. E allora il problema del peccato originale non si pone (anzi a non porsi è proprio il concetto di peccato). Diversamente è lui a far pagare chi vuole come vuole di ciò che vuole.
Ultima modifica di Astaroth; 12-12-10 alle 22:05


Guarda quest'altro paragone: gli undici che vanno ai mondiali sono solo undici italiani, eppure se vincono noi siamo felici, se perdono noi ci sentiamo dei derelitti (a meno che ovviamente tu non sia appassionato di calcio, ma anche in quel caso i "calciomani" rispolvereranno improbabili patriottismi per far ricadere gioie e dolori della squadra su tutta la nazione).
Sono rappresentatività diverse.
Dei due tipi di idealismo, quello teologico merita rispetto per i risultati ottenuti, quello razionalistico per le sue intenzioni - H. P. Lovecraft






No, non è banale. E' che è difficile rispondere o, forse, una risposta articolata farebbe cadere il concetto di epccato originale. E se Iddio avesse solamente preteso dall'uomo un'elevazione ad una condizione superiore con il solo tramite delle sue sole stesse forze? Allora, non ci sarebbe più bisogno di parlare di "peccato originale", perchè quella sarebbe, in realtà, solo la condizione primitiva dell'uomo. E questo potrebbe conciliare creazione ed evoluzione, tenendo conto che, come dice Giò91, la religione riguarda solo l'anima e lì'evoluzione solamente il corpo, pur essendo entrambe interdipendenti, non potendo prevedere, almeno all'inizio della vita umana, esistere una senza l'altro.![]()