





allora. innanzitutto in altri paesi si usa una parolina magica che toglie di torno i perdigiorno: numerus clausus. non è che se non hai voglia di fare un cazzo ti iscrivi all'università. questo è reso impossibile dal fatto che se avevi brutti voti a scuola non ti vogliono (o ti devi accontentare di una università di quarta classe). questo responsabilizza lo studente negli ultimi tre anni di scuola (che tra l'altro funziona già come l'università, in corsi che sceglie lui), dai quali si ottiene la media.
poi nella quasi totalità dei casi l'università non è nella sua città. anche questo scoraggia i fancazzisti: il prestito lo pagano loro e stare lontano da casa, scomodi, in una casa dello studente, senza un soldo, a risparmiare anche sulle lavatrici, incoraggia il fatto di darsi una mossa a finire e in ogni modo di cercarsi un lavoretto per rimpinguare le tasse. la gran parte dei camerieri e cassieri del supermercato sono studenti.
purtroppo in italia si usa l'università come una sorta di terapia occupazionale, una sinecura per chi è indeciso e non sa cosa fare della propria vita.
lo studente tipo fa una vita da principino, spesato, telefoninato, griffato, esce tutte le sere, non ha responsabilità, si abitua a non fare un cazzo e in men che non si dica è diventato un bamboccione incontentabile.
nessuna studentessa italiana fa la cameriera in un bar o pulisce uffici di notte. i miei amici che studiavano a berlino spostavano i carrelli dei supermercati nei parcheggi per guadagnarsi i soldi per la bolletta della luce. nessuno ci vede nulla di male. un italiano non lo farebbe.
quindi hai ragione HIM, ma è un fatto culturale, ma anche un sistema che andrebbe cambiato per cambiare l'atteggiamento. numero chiuso. pochi ma buoni (non le masse di studenti che hai qui ad assistere a una lezione sul maxischermo in aule fatiscenti: allo stato se ci sono 20 o 300 studenti qui non cambia nulla, cambia qualcosa per lo studente che in tre anni parla al professore due tre volte e quello non si ricorda manco chi è. una situazione assurda).
e finanziamenti all'università per incrementare la ricerca e l'eccellenza. ripeto: le menti più brillanti dall'Italia vanno all'estero. uno spreco di risorse enorme, per i motivi che ho detto.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."




"Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)






"Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)




"Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)