

"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


I grafici ultimi sono solo una rappresentazione corretta del grafico #10, che rappresenta i dati in GDP/PPS, come scritto sopra il grafico in legenda. (ps, scusami ma non ho riportato la legenda negli ultimi grafici del post)
GDP = PIL
PPS = Purchasing Power Standards
Ma forse a te ti interessa avere i dati in PPP , per parità di potere d'acquisto?Purchasing power standard (PPS)
As a set of currency conversion rates, purchasing power parities are inter-country price ratios that can be used to enable comparisons of monetary indicators of different countries, e.g. GDP per capita. In order to make such comparisons, the macroeconomic data must be converted into a common currency for all participating countries. Within the Eurostat-OECD Programme this artificial “EU average” currency is known as the “purchasing power standard” (PPS). The PPS can be interpreted as the equivalent of the euro with respect to purchasing power – as the euro in real terms. Mathematically, the original PPP of the given national currency is transformed to the PPP “National currency / PPS” by establishing the mean of the ratios of the national PPPs to all EU countries.
Ultima modifica di giacomo; 17-12-10 alle 11:07


Ultima modifica di giacomo; 17-12-10 alle 13:31


Nel libro " Il sacco del nord" del sociologo Luca Ricolfi , che sto leggendo lentamente , perchè in realtà è un vero e proprio trattato che richiede conoscenze , anche minme , ma le richiede , di micro e macroeconomia , c'è un grafico , (pagina 57) che non sono in grado di riportare , e quindi descrivo.
Esso illustra il rapporto fra reddito delle regione meridionali e quelle del nord in 150 anni.
Esso è una curva discendente , molto interessante.
Nel 1861 tale rapporto era pari quasi a 1 , cioè c'era più o meno lo stesso reddito procapite sia al nord che al sud ( la cosa si spiega facilmente col fatto che l'attività principale del paese allora era l'agricoltura , con industria e terziario a livelli minimi ).
Da allora tale rapporto è costantemente sceso ( 90% nel 1900 , 80% nel 1911 , 70% nel 1931 , 60% nel 1941 , per toccare un minimo assoluto nel 1951 (50%).
Da lì è risalito al 65% nel 1961 (fase "virtuosa della cassa del Mezzogiorno ? ) , per ridiscendere a un nuovo minimo del 60% nel 1991 (fase assistenziale della CdM ? ).
Dopo , e fino al 2006 , dove termina la rilevazione , c'è una stasi con un lievissimo incremento.
Dunque ?
La cosa più evidente che balza agli occhi , è il fallimento complessivo della Cassa del Mezzogiorno.
Essa è costata cifre enormi , ma ha risollevato il reddito del meridione di una % modesta e solo per un breve periodo.
nel secondo , quello tra l'altro più costoso , il reddito è diminuito.
La realtà è che l'assistenzialismo non crea sviluppo , non c'è nulla da fare , è così...







