Calderoli: "Caro Gesù, regalami il federalismo"
Un breve testo e un disegno dell'Italia rovesciata. Ecco il biglietto di auguri realizzato dal ministro della Semplificazione. "Pù ministeri in Padania", chiede l'esponente leghista.
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La Padania al deputato di colore: “Tornatene in Congo”
Il giornale del Carroccio invita Jean Leonard Touadi ad abbandonare il paese: “La civiltà e la cultura italiana che ha potuto apprendere qui da noi potrebbero senz’altro risultare utili”.
La Lega prenda le distanze dalle parole “razziste” della Padania contro il deputato Jean Leonard Touadi, che in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano viene invitato “a tornarsene in Congo”. Lo chiede in una nota il gruppo del Partito Democratico alla Camera. “Avevamo trovato – commenta – la lettera del ministro Calderoli a Babbo Natale e il biglietto di auguri per annunciare il ribaltamento dell’Italia una vergognosa goliardata. Purtroppo non è così. Anzi, da quello che si legge su La Padania sembra addirittura stia divenendo un vero e proprio punto di programma di governo”.
“SE NE VADA, PADRONI A CASA NOSTRA” – “Non è un caso, infatti, che nell’arco di pochi giorni – prosegue la nota del Pd – siano tornati sul tema lo stesso ministro Calderoli e il capogruppo leghista Reguzzoni che oggi in un articolo sbeffeggia il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia e il ruolo di Roma Capitale. Il solito disco rotto? No, questa volta c’è di più perché la Padania pubblica una lettera (a cui viene data grande evidenza al di fuori della consueta rubrica `la parola ai lettori`) per insultare il nostro deputato Jean Leonard Touadì che, per primo, ha protestato contro quegli auguri. Dietro ad una foto che ribadisce il motto ‘padroni a casa nostra’ si invita addirittura Touadì a tornarsene nell’incivile Congo dove ‘la civiltà e la cultura che lui ha potuto apprendere qui da noi potrebbero senz’altro risultare utili’”.
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Calderoli rincara sull’unità d’Italia: senza federalismo niente da festeggiare
Per lui l'approvazione del federalismo fiscale resta una condicio sine qua non per la partecipazione ai festeggiamenti previsti per la celebrazione del 150° compleanno dell'unità d'Italia. "Se entro il 21 maggio 2011 - avverte il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli - avremo i decreti attuativi del federalismo sarò disposto a partecipare a una delle cerimonie per i 150 anni dell'unità d'Italia".
Un'apertura, la sua, vincolata al raggiungimento di un obiettivo considerato imprescindibile. In un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera", il ministro della Lega sgombra il campo da possibili fraintendimenti, scandendo parole precise all'indomani del discorso di Napolitano che ha definito "salto nel buio" qualsiasi tentativo di perpetuare la frammentazione nazionale.
Se il federalismo non dovesse essere approvato, continua Calderoli, allora non parteciperò "perché vorrebbe dire che non c'è niente da festeggiare. L'unità d'Italia oggi non esiste. Non è stata fatta né 150 anni fa, né il 2 giugno del '46. Perché le Italie - rincara il leghista - sono due".
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ostridicolo: Ma queste Erlembaldo da dove ti escono!!?
