
Originariamente Scritto da
orchiblasta
Mi scuso se torno solo ora sull'argomento.
Ho visto che, per una serie di circostanze, ci stiamo concentrando sul periodo di Natale (io stesso nel mio esempio ho parlato in particolare di questo periodo); in effetti esistono due stagioni dei saldi che seguono che seguono la stagionalità del tessile (che poi è il settore principe di tutta la discussione, gli altri si accodano). I saldi ci sono anche per l'estivo in genere verso luglio.
Detto questo per chiarezza possiamo rimanere tranquillamente sul periodo invernale che credo possa essere più rappresentativo. Il punto non è tanto il 25/12 invece che una qualsiasi data successiva (o precedente peraltro), il punto che contesto è la decisione governativa o comunque calata dall'alto.
La specificità della situazione nasce proprio da caratteristiche del settore tessile e dell'abbigliamento dove la stagionalità è il punto cruciale della competizione: se un bene non lo vendo nel momento adeguato il suo valore non cala, praticamente scompare. D'altra parte se lo vendo subito difficilmente posso rifornirmi di nuovo dello stesso articolo; gli ordini nel settore si fanno mesi e mesi prima e se in inverno chiamo la ditta questi hanno in produzione il prossimo estivo, non certo quello che mi serve (al netto di giacenze di magazzino dovute alle diversità dei gusti nelle singole zone ma non complichiamoci la vita almeno qua sul forum).
La regolamentazione che stiamo vivendo e di cui tu giustamente fai un'analisi (benigna secondo me, ma non sbagliata) è un retaggio del passato ed una compressione della concorrenza che favorisce, come al solito, i player affermati sul mercato (che oltre ad avere migliori capacità previsionali hanno in genere le spalle coperte per reggere una eventuale scelta sub-ottimale sulla singola stagione).
Un negozio "nuovo", con tutte le problematiche che sconta sul mercato (specialmente italiano) difficilmente può reggere una prima scelta neanche sbagliata, solo non perfetta. Tanto per dirne una se apri un nuovo punto vendita devi acquistare la merce per intero con pagamento anticipato, nessuna ditta ti permette di pagare, come fanno i player già esistenti a 90 o 120 giorni dalla consegna, in pratica dopo che hai già venduto la maggior parte dell'ordine fatto.
Io credo che questa sia la vera chiave di lettura della riduzione di concorrenza dovuta alla regolamentazione stringente dei saldi. I "grandi" o meglio i "vecchi" possono facilmente strangolare nella culla la nascente competizione. Ovviamente a scapito del futuro miglioramento del settore della distribuzione.
Quindi nel mio mondo perfetto i saldi e i tempi dei saldi sono regolamentati da un gruppo di imprenditori in base ad accordi presi tra di loro e vincolanti solo tra gli aderenti al patto. Se fate caso sono molti (no non molti in effetti, ma ci sono specie nell'alta gamma) i negozi che durante l'anno specificano che loro non partecipano ai saldi. Anche se non hai mai lavorato nel settore ti puoi immaginare l'imbarazzo di incontrare il cliente a cui hai venduto un oggetto a mille € due giorni prima e adesso lo trova a 450 €.
Per cui io credo che si potrebbe segmentare il mercato, emancipandoci dagli usi del passato, consentendo agli imprenditori di fare le scelte e di decidere se partecipare o no ai saldi come ad altri eventi (domeniche aperti ecc ecc) tramite consorzi o chissà che altro. Senza darsi addosso l'un con l'altro ma specificando al pubblico quali sono le scelte e le ragioni per cui si fanno. Come vedi qua sul forum, e in real life è ancora maggiore la cosa, ognuno ha il suo punto di vista. Ogni esercizio potrebbe fare una scelta strategica e forse, dico forse, questo potrebbe aiutare i newcomers; in fondo all'inizio lo siamo stati tutti :-)
Mi permetto inoltre di rispondere anche ad alcune tue affermazioni sui diritti dei lavoratori e sugli orari di lavoro. Qua si sta parlando di Commercio e Servizi, non di industria e metalmeccanica. I due contratti nazionali sono, giustamente, molto diversi. La regolamentazione stringente del lavoro degli operai risponde a caratteristiche proprie dell'attività e ad ineludibili garanzie di sicurezza sul lavoro. Ma lavorare in un negozio, pur non essendo un cazzeggiare allegro e disininvolto, non è come lavorare in fonderia. Sei all'asciutto, al coperto e con mansioni che poggiano più sulle tua capacità di relazione che non sulla tua prestanza fisica. Per estremizzare il concetto non è che se lavori in discoteca ti puoi lamentare che ti tocca lavorare di notte :-)
Ultimo punto e poi la smetto di annoiarvi: tu dici giustamente che la concorrenza senza regole potrebbe premiare chi si può permettere di pagare turnisti per tenere aperta l'attività 24/7 e chi non ha le dimensioni necessarie dovrebbe supplire con orari sfiancanti. Forse è vero, ma se lasciamo liberi gli imprenditori potrebbero trovare altre maniere di competere e di assicurarsi la presenza sul mercato, fosse anche solo un mercato di nicchia (che all'inizio ve più che bene). Ti dico la prima che mi viene in mente ? Apertura su richiesta anche in orario non lavorativo: ho la cliente "trend setter" che mi vuole portare le sue amiche dopo il bridge della domenica pomeriggio. Esempio demente quanto vuoi ma dobbiamo smettere di pensare che un regolatore dall'alto possa conoscere queste realtà meglio di chi le vive.
Detto questo voglio solo specificare che se trovate qualsiasi cosa intelligente nel post è merito mio, per le cazzate profuse prendetevela con la Sambuca e l'ora tarda
