



Come detto tre post prima, no. :giagia:
A me fotte un cazzo, ripeto. Se i commercianti vogliono abolire la regola, per me va benissimo comunque.
Oh, se si ficcassero pure in testa di iniziare i sconti da saldi 3 dicembre anziché il 3 gennaio mi andrebbe ancora meglio.
Ma ho come l'impressione che non lo faranno mai.
In hoc Silvio vinces. ♥


Ma non è vero..se ho fatto degli sbagli acquistando troppo e/o male, oppure ho dei problemi di cash oppure ancora voglio fare una bella campagna aggressiva puntando sui volumi, potrei avre bisogno di una campagna commerciale prima del 27.
Che il comune (o, peggio, gli altri commercianti) me lo impediscono non sta ne in cielo ne in terra, oltre al fatto che questo dirigismo è causa della crescita asfittica e dell'inflazione galoppante.
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


Conte, mi perdoni.
Credo di aver scritto (ma Lei non avrà letto, comprensibilmente, visto il romanzo) chiaro e tondo che per quanto mi riguarda prima del 25/12 un commerciante deve avere il diritto di vendere la merce al cazzo di prezzo che gli pare. Anche perché in tal caso il danno per il consumatore c'è ed è evidente (e vistoso). Qui si parla del periodo di tempo tra il 27/12 ed il salcazzo/01 dell'anno successivo ovvero la data in cui partono i saldi.
In hoc Silvio vinces. ♥


“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


Mi scuso se torno solo ora sull'argomento.
Ho visto che, per una serie di circostanze, ci stiamo concentrando sul periodo di Natale (io stesso nel mio esempio ho parlato in particolare di questo periodo); in effetti esistono due stagioni dei saldi che seguono che seguono la stagionalità del tessile (che poi è il settore principe di tutta la discussione, gli altri si accodano). I saldi ci sono anche per l'estivo in genere verso luglio.
Detto questo per chiarezza possiamo rimanere tranquillamente sul periodo invernale che credo possa essere più rappresentativo. Il punto non è tanto il 25/12 invece che una qualsiasi data successiva (o precedente peraltro), il punto che contesto è la decisione governativa o comunque calata dall'alto.
La specificità della situazione nasce proprio da caratteristiche del settore tessile e dell'abbigliamento dove la stagionalità è il punto cruciale della competizione: se un bene non lo vendo nel momento adeguato il suo valore non cala, praticamente scompare. D'altra parte se lo vendo subito difficilmente posso rifornirmi di nuovo dello stesso articolo; gli ordini nel settore si fanno mesi e mesi prima e se in inverno chiamo la ditta questi hanno in produzione il prossimo estivo, non certo quello che mi serve (al netto di giacenze di magazzino dovute alle diversità dei gusti nelle singole zone ma non complichiamoci la vita almeno qua sul forum).
La regolamentazione che stiamo vivendo e di cui tu giustamente fai un'analisi (benigna secondo me, ma non sbagliata) è un retaggio del passato ed una compressione della concorrenza che favorisce, come al solito, i player affermati sul mercato (che oltre ad avere migliori capacità previsionali hanno in genere le spalle coperte per reggere una eventuale scelta sub-ottimale sulla singola stagione).
Un negozio "nuovo", con tutte le problematiche che sconta sul mercato (specialmente italiano) difficilmente può reggere una prima scelta neanche sbagliata, solo non perfetta. Tanto per dirne una se apri un nuovo punto vendita devi acquistare la merce per intero con pagamento anticipato, nessuna ditta ti permette di pagare, come fanno i player già esistenti a 90 o 120 giorni dalla consegna, in pratica dopo che hai già venduto la maggior parte dell'ordine fatto.
Io credo che questa sia la vera chiave di lettura della riduzione di concorrenza dovuta alla regolamentazione stringente dei saldi. I "grandi" o meglio i "vecchi" possono facilmente strangolare nella culla la nascente competizione. Ovviamente a scapito del futuro miglioramento del settore della distribuzione.
Quindi nel mio mondo perfetto i saldi e i tempi dei saldi sono regolamentati da un gruppo di imprenditori in base ad accordi presi tra di loro e vincolanti solo tra gli aderenti al patto. Se fate caso sono molti (no non molti in effetti, ma ci sono specie nell'alta gamma) i negozi che durante l'anno specificano che loro non partecipano ai saldi. Anche se non hai mai lavorato nel settore ti puoi immaginare l'imbarazzo di incontrare il cliente a cui hai venduto un oggetto a mille € due giorni prima e adesso lo trova a 450 €.
Per cui io credo che si potrebbe segmentare il mercato, emancipandoci dagli usi del passato, consentendo agli imprenditori di fare le scelte e di decidere se partecipare o no ai saldi come ad altri eventi (domeniche aperti ecc ecc) tramite consorzi o chissà che altro. Senza darsi addosso l'un con l'altro ma specificando al pubblico quali sono le scelte e le ragioni per cui si fanno. Come vedi qua sul forum, e in real life è ancora maggiore la cosa, ognuno ha il suo punto di vista. Ogni esercizio potrebbe fare una scelta strategica e forse, dico forse, questo potrebbe aiutare i newcomers; in fondo all'inizio lo siamo stati tutti :-)
Mi permetto inoltre di rispondere anche ad alcune tue affermazioni sui diritti dei lavoratori e sugli orari di lavoro. Qua si sta parlando di Commercio e Servizi, non di industria e metalmeccanica. I due contratti nazionali sono, giustamente, molto diversi. La regolamentazione stringente del lavoro degli operai risponde a caratteristiche proprie dell'attività e ad ineludibili garanzie di sicurezza sul lavoro. Ma lavorare in un negozio, pur non essendo un cazzeggiare allegro e disininvolto, non è come lavorare in fonderia. Sei all'asciutto, al coperto e con mansioni che poggiano più sulle tua capacità di relazione che non sulla tua prestanza fisica. Per estremizzare il concetto non è che se lavori in discoteca ti puoi lamentare che ti tocca lavorare di notte :-)
Ultimo punto e poi la smetto di annoiarvi: tu dici giustamente che la concorrenza senza regole potrebbe premiare chi si può permettere di pagare turnisti per tenere aperta l'attività 24/7 e chi non ha le dimensioni necessarie dovrebbe supplire con orari sfiancanti. Forse è vero, ma se lasciamo liberi gli imprenditori potrebbero trovare altre maniere di competere e di assicurarsi la presenza sul mercato, fosse anche solo un mercato di nicchia (che all'inizio ve più che bene). Ti dico la prima che mi viene in mente ? Apertura su richiesta anche in orario non lavorativo: ho la cliente "trend setter" che mi vuole portare le sue amiche dopo il bridge della domenica pomeriggio. Esempio demente quanto vuoi ma dobbiamo smettere di pensare che un regolatore dall'alto possa conoscere queste realtà meglio di chi le vive.
Detto questo voglio solo specificare che se trovate qualsiasi cosa intelligente nel post è merito mio, per le cazzate profuse prendetevela con la Sambuca e l'ora tarda![]()


ma manco per..sogno a sinistra...
Bersani appena arrivato al ministero, nel 2006 cominciò a fare le lenzuolate per liberalizzare tutto... 4 o 5 lenzuolate le fece, poi in 18 mesi è caduto il governo e Tremonti ha fatto RESET... tutto abrogato alla velocità della luce.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.




Oh... e' due giorni che tento di dimostrargli che la regola e' sbagliata e dannosa, e ancora sta a dirmi che se la "regola" c'e', va rispettata.
Bah... sono esausto.
Direi che questo comunque e' il classico esempio del perche' il liberalismo e' destinato a soccombere: l'italiano medio, di cui azerti e' un perfetto esempio, o e' liberale a parole, ma poi nei fatti si tiene ben strette le regole illiberali che pensano che lo avvantaggino (probabilmente ha un negozio), oppure e' davvero convinto che per il semplice fatto che una regola esiste (magari perche' votata in democrazia) allora essa sia automaticamente giusta e benefica. Un sorta di riflesso condizionato statalista. Con simpatia.