
Originariamente Scritto da
Edmond Dantes
Quella sottile disquisizione della Procura che avrebbe "convinto" il Gip sulla qualità e non sulle funzioni di PdC è speciosa e mirata allo scopo di sottrarsi alla norma che impone la trasmissione degli atti al Tribunale dei Ministri.
Ingannevole perchè, al fine della tenuta dei motivi che sostengono la negatoria di una violazione, tende a spostare l'attenzione sul requisito attribuito alla sola veste in luogo di quella relativa alla ragione vincolata alla informativa telefonica, quella che riguarda l'ufficio di PdC il quale, ricevuta una notizia pertinente ai rapporti intrattenuti con il capo di uno Stato estero, assume notizie al fine di tutelare ogni possibile circostanza di disagio e di imbarazzo, che possa, anche potezialmente rischiare di turbare i rapporti con quella nazione.
Risulta invece di tutta evidenza una operazione artificiosa ed illusoria quella posta in essere dalla Procura ed accolta dal Gip, in quanto punta unicamente alla ostinata volontà di aggirare la disposizione ex artt. 6 e 7 l. 16 gennaio 1989 n1 finalizzata a trattenere gli atti per condurre una indagine che, ove fosse stata osservata quella norma, avrebbe potuto essere stata di competenza altrui.
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