
Originariamente Scritto da
gozer
Non so bene cosa ti faccia pensare che Falcone avesse idee diverse in proposito, ma temo tu stia prendendo un granchio.
Ma qui stiamo parlando di un principio, che come tale dovrebbe avere (o non avere) una validità generale indipendentemente dal periodo storico o dalle situazioni. Una sospensione dei principi a seconda della tua interpretazione soggettiva del tempo in cui vivi ed i fatti connessi è solo e semplicemente un esercizio di arroganza.
Per quanto riguarda il rigore logico, come vedremo più avanti, mi pare che tu ne abbia un'idea molto particolare e stravagante.
Le condivido e mi sembrano più che assonanti. E devo dire che da altri tuoi interventi a volte sembreresti condividerle tu stesso con la sola discriminante della convenienza politica.
Nel caso in questione ovviamente ti appelli al terzo grado di giudizio, al primato della sentenza sulla polemica pubblica, al garantismo.
Quando invece, ad esempio, si trattava di discutere dell'appartamento di Montecarlo ti sei a più riprese sperticato in giudizi sommari, non solo riguardo alla vicenda, pur non essendo conseguito al procedimento neanche un richiesta di rinvio a giudizio, ma pure sull'operato del magistrato individuando in esso la volontà salomonica del pari e patta.
Ma entrando più nel merito della discussione.
Hey! Quante analogie con il caso Fini! Sembra che tu lo faccia apposta

Ma questa è una semplificazione del pensiero di Borsellino piuttosto indecorosa. Prendi fischi per fiaschi.
Borsellino non parla affatto del caso che qui hai esposto. Parla invece di "fatti inquietanti" emersi dalle indagini, che, anche se a livello giudiziario non hanno rilevanza penale, rimangono comunque fatti. Fatti che possono aggiungersi ad altri fatti, altrettanto inquietanti, derivanti da altri accertamenti, che a livello giudiziario non possono essere messi in correlazione, riguardando questioni estranee tra di loro, ma che valutati nel loro insieme al di fuori del quadro giudiziario, dovrebbero indurre (o anche non indurre), a livello politico e di opinione pubblica, ad una riflessione sull'opportunità di candidare una persona a discapito di un'altra in quanto la carriera politica non è un diritto ma semmai comporta dei doveri aggiuntivi rispetto ad un normale cittadino.
Per fare un esempio. Prendiamo il caso di Calogero Mannino. I fatti emersi dalle indagini e dal procedimento penale hanno portato ad un'assoluzione dell'imputato. Ma come si legge nella sentenza i giudici ritengono oltre ogni ragionevole dubbio provato che Mannino chiedeva voti alla mafia. L'assoluzione con formula dubitativa deriva dal fatto che non è parso ai giudici sufficientemente provato lo scambio di favori, necessario per la condanna: non si è riuscito in fase processuale a dimostrare che Mannino abbia a sua volta aiutato cosa nostra.
Quindi, al di là della sentenza, è emerso un fatto incontrovertibile, a meno che non si contesti la sentenza: che Calogero Mannino chiedeva voti alla mafia.
Ed è a questo che si riferisce Borsellino. Non all'uomo probo e onesto accusato ingiustamente.