
Originariamente Scritto da
primahyadum
Che noia doversi sempre ripetere!
IO sono tutt'altro che innamorata del Berlusca: non mi ha mai detto nulla nè come uomo nè come politico. Ma in questo momento lo giudico il minor male. Stop.
La sua parabola ha diverse letture: una delle quali è quella di tipo simbolico. Un imprenditore potentissimo, uno degli uomini più ricchi della terra, giunge a capo del governo di una nazione moderna, sollevando innumerevoli contraddizioni e aporie tra gli avversari, ma anche tra i sostenitori. Questo è molto, molto interessante.
Ha lo stigma di un antico re quanto a potere individuale e ricchezze, ma vive in una democrazia e non gli si perdona di essere così fuori della norma.
E' un homo novus, assurto senza il beneplacito dei poteri costituiti, perciò non è controllabile, in forza anche della sua enorme ricchezza, e questo non è tollerato. Il suo popolo lo ama nonostante tutto (altro stigma regale) e questo viene interpretato e gabellato come un nefasto incantesimo gettato dalle sue televisioni, risultando insopportabile ai piccoli capetti che non godono di carisma nè di popolarità ma si riempiono la bocca di parole altisonanti senza sapere conquistare davvero le masse.
Vive alla grande, come facevano i re, e si circonda di un ampio parterre di belle e giovani donne con le quali fare quanto lo aggrada: cantare, raccontare barzellette, assistere ad esibizioni discinte, anche avere rapporti di sesso come è logico, ma tutto questo è visto e recepito come un comportamento scandaloso e generatore di vergogna: in realtà non si fa che amplificare, sotto nuove spoglie, la primitiva assoluta mancanza di accettazione della sua figura originaria: lui è diverso, un'anomalia della politica, una figura eterodossa, un corpo estraneo da espellere con qualunque mezzo: non a caso s'invocano sante alleanze per estrometterlo....esautorarlo assume i caratteri della santa impresa che distrugge il "tiranno", l'"usurpatore"...ma cos'è che avrebbe usurpato? Il luogo di potere che non dev'essere accessibile a colui che simbolicamente , se non nella sostanza, è un RE conclamato, con gli atteggiamenti e le abitudini e i comportamenti di un re. E il favore popolare, proprio come un re.
Ecco dunque che si configura con chiarezza il vero oggetto della persecuzione: non tanto lui come Berlusconi, ma ciò che egli simboleggia: la regalità autoritaria, lo splendore svincolato da controlli, l'arbitrio di comportarsi secondo il proprio genio, le bizzarrie personali come dimostrazione di estrema autonomia da tutto, la mancanza di asservimento a fumosi limiti protocollari che nascondono il simbolo del controllo eterodiretto. Insomma: Berlusconi è il "fuori canone",e come tale suscita timore ed allarme, come si teme ciò su cui non si ha alcun potere.
Dopo la fatica di aver costruito l'egualitarismo, il potere del popolo, il piattume della democrazia....si può accettare di vedere tutto questo brutalmente, seppure temporaneamente vanificato dall'irrompere di una simile figura aliena? No di certo....
E' abbastanza?