berlusconi gate
I giornali filo-premier prendono le distanze
Critiche in prima pagina. Belpietro: «Stupidità sconcertante».
Ruby, la 17enne aiutata dal premier.
Lo scandalo su escort e festini a palazzo sembra crescere ancora e anche sulla stampa tradizionalmente filoberlusconiana affiorano dubbi e perplessità sulla condotta del presidente del Consiglio.
La presa di distanze è esplicita su Libero dove il direttore Maurizio Belpietro firma un editoriale dal titolo "Non c'è più tempo, solo il voto subito può salvare il Cav" e non risparmia critiche a Berlusconi, parlando di «stupidità sconcertante con cui, la sera del 27 maggio, il presidente del Consiglio si è infilato nel pasticcio Ruby». Per Belpietro questa è «una questione che peserà sulla sua immagine e sul suo consenso, non sul certificato penale». E anche Filippo Facci, corsivista del quotidiano di centrodestra, scrive: «dire che sono stufo non rende neppure l'idea. Non si può campare pensando sempre che gli altri sono peggio, che i giudici sono comunisti e che Fini è un traditore». E ancora: « Se di notte il premier non telefona a Obama ma a Nicole Minetti, e se la liberazione di una cubista marocchina è divenuta la missione più rilevante della nostra politica estera, la colpa non è mia».
A far decisamente rumore è anche il commento di Marcello Veneziani sul quotidiano della famiglia Berlusconi, Il Giornale, dal titolo significativo, "le mie perplessità sul premier". Scrive Veneziani: «È brutto che un presidente del Consiglio frequenti una ragazza di 17 anni e che la frequenti magari negli stessi luoghi in cui incontra leader politici e uomini di Stato. È brutto che una ragazza, forse ladruncola e prostituta, entri nella sua corte e riceva da lui regali». E definisce «abuso di potere» la telefonata con cui Berlusconi diede «sostegno a un'escort alle prese con la polizia». Parole pesanti, formalmente bilanciate in prima pagina da un editoriale "difensivo" di Vittorio Feltri che parla di "perplessità sugli altri".
Infine il quotidiano romano Il Tempo, diretto da Mario Sechi, secondo il quale in settimana potrebbe arrivare «una bomba» giudiziaria, sotto forma di avviso di garanzia al premier.
Martedì, 02 Novembre 2010